<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248</id><updated>2012-01-26T12:47:41.457+01:00</updated><title type='text'>pipistro on line</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>242</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4961558162620666223</id><published>2009-04-22T01:22:00.003+02:00</published><updated>2009-04-22T01:35:22.032+02:00</updated><title type='text'>Benedetto Cipriani, "this is not rocket science"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/Se5VkvPp6QI/AAAAAAAAAIs/rTLV_92G5RA/s1600-h/mingiust.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 157px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/Se5VkvPp6QI/AAAAAAAAAIs/rTLV_92G5RA/s200/mingiust.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327289498871654658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Roma, 12 NOV. 2005 [...] RITENUTO altresì che, qualora il Cipriani venisse condannato a pena detentiva e sempre che ne faccia richiesta, dovrà essere ritrasferito in Italia per ivi scontare la pena; VISTI gli art.li 696, 701, 708 e 720 c.p.p. e il Trattato sopra richiamato: DECRETA E' concessa al Governo degli Stati Uniti d'America l'estradizione di Cipriani Benedetto, nato a Ceccano il 7.8.55 (FR), perché colpito dal mandato di arresto emesso in data 8.3.04 dalla Corte Superiore di Hartford (Connecticut) -USA- in quanto accusato di omicidio e di associazione per commettere omicidio. L'estradizione è subordinata alla condizione che gli Stati Uniti non condannino Cipriani Benedetto alla pena capitale o, se irrogata, che la pena capitale non venga applicata e che sia consentito al Cipriani, qualora condannato a pena detentiva e ne faccia richiesta, di scontare la pena in Italia. L'estradizione è concessa con espressa salvaguardia del principio di specialità di cui all'art. XVI del Trattato di estradizione. Con l'estradando dovranno essere consegnati al Governo degli Stati Uniti d'America gli oggetti e i valori eventualmente sequestrati, pertinenti ai reati per i quali l'estradizione è concessa. IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA (f.to illegibile)".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' l'ultima parte del decreto, firmato dall'allora Ministro Castelli, di estradizione di Benedetto Cipriani, cittadino italiano, poi consegnato alla giustizia Statunitense il 13 luglio 2007, accusato di tre omicidi e cospirazione per commettere omicidio e condannato il 1° aprile 2009 a 200 anni di reclusione da una Corte di Hartford, Connecticut (USA).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla precedente udienza del 31 marzo 2009, stabilita per decidere sulla mozione dei legali di Cipriani (gli avvocati Ioannis Kaloidis e Dave Compagnone), che avevano chiesto il rispetto di tutte le condizioni contenute nel decreto di estradizione del 2005 e, in particolare, della possibilità per Cipriani di scontare la pena in Italia, il Giudice Giulia DiCocco Dewey ha negato ingresso alla richiesta.&lt;br /&gt;Al riguardo, nel corso dei quell'udienza, la pubblica accusa non ha contestato il fatto che il decreto includesse quella statuizione, ma ha riferito che gli avvocati di Cipriani hanno omesso di menzionare due successive note diplomatiche, che un funzionario del Dipartimento della Giustizia presso l'Ambasciata USA di Roma avrebbe fornito ai difensori.&lt;br /&gt;Nella prima di queste note, datata 20 giugno 2007, il Ministero degli Affari Esteri italiano avrebbe chiesto all'Ambasciata Statunitense un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"documento formale di accettazione"&lt;/span&gt; delle condizioni del decreto di estradizione. L'Ambasciata USA avrebbe risposto - in una nota datata 27 giugno 2007 - che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"gli Stati Uniti accettano liberamente le condizioni che negano la pena di morte"&lt;/span&gt; (ndr. è diritto internazionale e sta scritto nel Trattato Italia - USA del 1983) ma che non ci sono previsioni nel Trattato per aderire alla richiesta che l'estradato sia restituito al paese che ha concesso l'estradizione per scontare la sua pena. Ciò detto, la medesima nota avrebbe precisato - secondo il Prosecutor - che, date le circostanze di questo caso particolare, gli Stati Uniti avrebbero aderito ad una regolare richiesta avanzata da Cipriani di scontare la seconda metà della pena in Italia.&lt;br /&gt;Sempre secondo il Public Prosecutor, la sostanziale opposizione espressa dai funzionari dell'Ambasciata USA, sarebbe stata seguita sic et simpliciter - secondo una dichiarazione scritta di Donald D. Ashley, attaché del Justice Department americano presso l'Ambasciata di Roma - dalla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"richiesta del 10 luglio 2007 del Ministero della Giustizia italiano alla Corte d'Appello di Roma, di emissione di un ordine di cattura e consegna alle autorità Statunitensi"&lt;/span&gt;. Null'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In aula, il 31 marzo, sono state inutili le argomentazioni di Dave Compagnone, che, rivolgendosi al giudice DeCocco Dewey e riferendosi al decreto di estradizione del 2005, ha detto con un velo di ironia: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non è ingegneria aerospaziale &lt;/span&gt;[rocket science]&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. E' semplice. C'è un ordine esecutivo del Governo italiano"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ma a tanto il giudice ha risposto altrettanto lapidariamente: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Avvocato, ha ragione, non è ingegneria aerospaziale, è diritto internazionale. La richiesta è respinta"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò è a dire, in concreto, che a Benedetto Cipriani viene oggi "straordinariamente" concesso, con la sentenza, di scontare i secondi 100 anni di reclusione in Italia in base ad una "dichiarazione scritta" che - secondo la pubblica accusa e il magistrato americano - attesterebbe lo scambio di note diplomatiche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;idonee&lt;/span&gt; a vanificare il contenuto del decreto del Ministro della Giustizia del 2005.&lt;br /&gt;La verifica del fatto che il diritto internazionale sia stato rispettato spetta ora - forse - all'esito degli appelli che verranno proposti dai difensori di Cipriani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto di seguito, le dichiarazioni conclusive esposte personalmente in aula da Benedetto Cipriani, poco prima del  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"sentencing"&lt;/span&gt; che lo ha condannato a 200 anni di reclusione all'udienza del 1° aprile 1009.&lt;br /&gt;Cipriani ha parlato in italiano, con simultaneo ed approssimativo ausilio di una interprete che ha cercato di rendere in inglese, per la Corte, la lettera - ma certamente non il senso e il tono - delle sue dichiarazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Di certo non chiedo clemenza per un qualcosa che non ho fatto. Ho subito un processo che grida vendetta, un vero e proprio linciaggio legale. Ho assistito ad una sfilata di false testimonianze, di contratti fatti, immunità concesse, tutto con l'intento di comprare testimonianze contro di me. Un processo in cui è stato fatto tutto il possibile per mettere il bavaglio ai miei avvocati e quando non è stato possibile farlo sono uscite fuori delle inesplicabili verità. Primo, il primo di agosto 2003 Laurie Zettwoch dice che ero nel mio ufficio, Laurie Zettwoch testimonia che io ero nel mio ufficio alle quattro del pomeriggio, Velasquez dice che io non ero lì, non mi ha visto, il che non mi mette sul luogo del pagamento per quel giorno. La polizia ha controllato il mio conto di banca, scrupolosamente, e non vi sono stati prelievi fatti che giustificavano i novemila dollari pagati. Il mio stipendio veniva accreditato direttamente in banca. Se io avessi avuto bisogno di un dollaro risultava dalle transazioni. Che dire della confessione del Guzman? Io ero in Italia, io non ero qua. E la fotografia trovata nel computer della Stears? L'unica prova concreta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ieri in quest'aula si sono calpestate norme e leggi internazionali. Ma, quello che più mi dispiace, il disprezzo mostrato verso il governo italiano. E' stato detto che io sono stato estradato in base ad un falso ordine estradizionale. Inoltre, la frase detta dal Signor O'Connor, "abbiamo buttato l'osso", è alquanto offensiva. Gli ossi si buttano ai cani, non a governi ed a nazioni. La legge internazionale è molto chiara, impone a tutti i giudici di rispettare ciò che è scritto sull'ordine estradizionale e non "second guess". E non cercare di pensare il perchè è stato scritto. Essi sono ordini esecutivi di un governo, possono solo essere cambiati da un ordine esecutivo di un governo o di un membro d'un governo. Non è stato fatto. Il Presidente Obama disse in televisione "chiudo Guantanamo", ma per farlo ha dovuto fare un ordine esecutivo, a parole non lo poteva fare, ha dovuto fare un ordine per cambiare quello scritto dal President Bush. I trattati sono accordi stipulati tra due nazioni, essi danno le indicazioni su come, quando e per quali motivi l'estradizione può essere concessa, o richiesta. Non a caso l'articolo dieci, che il sig O'Connor ha nominato prima, al punto sette, comma A, dice chiaramente che ogni documento che accompagna un'estradizione o una richiesta di estradizione, in ordine di essere ammesso come evidenza, come prova, come validità, in questo particolare caso gli Stati Uniti devono produrre un documento firmato da un giudice, da un rappresentante con il timbro del Segretario di "State", non erano su quelle note.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo, la pratica internazionale e le leggi internazionali, signor giudice, dicono chiaramente che solo, solo se determinati accordi vengono riportati sull'ordine internazionale di estradizione possono essere considerati validi. Non ammette il monkey business come è stato cercato di dire in quest'aula ieri. Negando di ottemperare a quanto imposto sull'ordine estradizionale, mi mette in una posizione di essere considerato un prigioniero in violazione delle norme e leggi internazionali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ancora una volta, mi dispiace dirlo, viene dimostrato che quello che è stato da voi accettato in modo ufficiale - e mi riferisco all'integrale decreto - di fronte al Consiglio di Stato, la Corte di Cassazione e la Corte di Appello, tre delle più alte Corti italiane, da parte vostra non è stato mantenuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io sono cittadino italiano, non sono cittadino americano. Nel 2003 io ho fissato residenza in Italia, chiesto passaporto italiano e votato. Ho acquisito passaporto italiano è ho votato alle elezioni, il che significa che io ho cambiato la mia cittadinanza. Io non ho passaporto americano, ho un passaporto italiano. Mi dispiace dirlo ma il vostro comportamento nei miei confronti è esattamente il contrario di quello che il Presidente Obama vuole che sia il volto degli Stati Uniti. Quello vecchio è morto il 4 novembre 2008, alle elezioni, quando l'America decise di cambiare, di onorare gli accordi, di onorare i documenti internazionali, di chiudere Guantanamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come si fa a non meravigliarsi se qualcuno poi ci butta delle scarpe. Credo che vostro onore ha capito a cosa mi riferisco. Quando ho detto ci buttano le scarpe non meravigliamoci, è quello che è successo e che è stato su tutte le televisioni mondiali. Quella non è la faccia dell'America, la faccia dell'America che si vuole è quella di rispettare i documenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non ho molto da dire, come ho detto prima, non chiedo clemenza per un qualcosa che non ho fatto. Volere, fare. Io non mi posso dichiarare colpevole per qualcosa che non ho fatto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;_______________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4961558162620666223?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4961558162620666223/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4961558162620666223&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4961558162620666223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4961558162620666223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/04/benedetto-cipriani-this-is-not-rocket.html' title='Benedetto Cipriani, &quot;this is not rocket science&quot;'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/Se5VkvPp6QI/AAAAAAAAAIs/rTLV_92G5RA/s72-c/mingiust.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-728972583080869463</id><published>2009-03-25T01:53:00.009+01:00</published><updated>2009-03-25T11:22:19.101+01:00</updated><title type='text'>Gaza, la notte della ragione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/05c96bcfb1f1ec38413601b4301f5ab2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 216px; height: 162px;" src="http://files.splinder.com/05c96bcfb1f1ec38413601b4301f5ab2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' &lt;span&gt;ora di credere alle dichiarazioni sui crimini di guerra commessi a Gaza&lt;/span&gt;, titola &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/objects/pages/PrintArticleEn.jhtml?itemNo=1073469"&gt;Haaretz&lt;/a&gt; del 24 marzo 2009. Amira Hass ci racconta che il Capo di stato maggiore Gabi Ashkenazi ha difficoltà a credere alle testimonianze rese dai soldati che hanno partecipato al massacro di Gaza, ai racconti di chi afferma di avere deliberatamente colpito civili palestinesi del tutto inermi. E si rifiuta di crederlo perchè - ha dichiarato due giorni fa - l'IDF è un esercito morale. Ma dovendo aggiungere che i suoi soldati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"non hanno ragioni per mentire"&lt;/span&gt;, la conseguenza è stata per Ashkenazi quella di rito: se non mentono si tratta di incidenti isolati. E' la solita storia, quella di Abu Ghraib e di mille altre volte, quella di sempre, la favola delle mele marce. E non fa niente se questi racconti già filtravano da Gaza nel mese della strage dei civili assediati, se un gran numero di attivisti e di medici, se i giornalisti presenti sul campo ce lo raccontavano giorno per giorno e se, poi, le stesse &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/mar/23/israel-gaza-war-crimes-guardian"&gt;denunce&lt;/a&gt; sono arrivate dalla Croce Rossa, da Amnesty, da Human Rights Watch, dalle agenzie dell'ONU.&lt;br /&gt;Certamente le normali concubine aggregate alle milizie dell'esercito di occupazione israeliano scatenato contro una massa di civili non ne hanno parlato, né avrebbero potuto parlarne se avessero voluto. Ma non vi è dubbio che non hanno voluto. Quindi la favola di Ashkenazi, quella delle mele marce, è pronta per le apologie delle poco dignitose badanti di Tsahal, per gli inviati da albergo di lusso e giubbotto imbottito, per i pennivendoli e per gli affiliati. Cioè per quelli che hanno disegnato come se si trattasse di una guerra un massacro unilaterale e possono ben omettere, ora, i particolari della rabbia militare israeliana senza darsi pena del fatto che i loro racconti e le loro omissioni vengano sbugiardati dai maggiori quotidiani dello Stato ebraico (Ha'aretz nella versione in lingua originale, ma, forse con qualche ritaglio, anche in quella inglese, ha pubblicato ampi ed inconfessabili &lt;a href="http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2009/03/20/idf-testimony-of-possible-war-crimes/"&gt;resoconti&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2009/03/18/idf-soldiers-admit-shoot-to-kill-orders-against-gaza-civilians/"&gt;militi dell'IDF&lt;/a&gt; più o meno consapevoli delle atrocità testimoniate), o possono deviare rapidamente l'attenzione ed alzare la mira, ritornando alle collaudate "veline" sulle minacce esistenziali e sulla bomba iraniana per annacquare il quadro dei crimini compiuti e della morte regalata a beneficio della permanenza in Palestina di un ingiustificato ed illegittimo status quo.&lt;br /&gt;Ma tra le righe delle notizie di questi giorni, quelle dei più ampi bilanci e dei postumi della folle "punizione" di Gaza, non ci viene risparmiato l'affronto assoluto all'umanità e alla storia. Dal cappello della vergogna si estrae l'ultima giustificazione, quella che non avrebbe più dovuto essere presentata, per lo meno non al mondo che ha vissuto Norimberga. A colorare la fiaba degli episodi isolati, stemperando contemporaneamente le relative responsabilità verso chi appare un probabile quanto irraggiungibile - e quindi teorico - capro espiatorio, si è detto che questi soldati eseguivano gli &lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article5601177.ece"&gt;ordini ricevuti&lt;/a&gt;. Ordini che diventeranno poi errori, malintesi ed effetti collaterali &lt;span style="font-style: italic;"&gt;("born of war, not by design")&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E le mele marce, piagnucolando da un cestino che appare corrotto nelle sue intime fibre, avranno infine ed ancora una volta dato la colpa al verme, che non c'è.&lt;br /&gt;_________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.haaretz.com/hasen/objects/pages/PrintArticleEn.jhtml?itemNo=1073469&lt;br /&gt;http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2009/03/20/idf-testimony-of-possible-war-crimes/&lt;br /&gt;http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2009/03/18/idf-soldiers-admit-shoot-to-kill-orders-against-gaza-civilians/&lt;br /&gt;http://www.guardian.co.uk/world/2009/mar/23/israel-gaza-war-crimes-guardian&lt;br /&gt;http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article5601177.ece&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-728972583080869463?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/728972583080869463/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=728972583080869463&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/728972583080869463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/728972583080869463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/03/gaza-la-notte-della-ragione.html' title='Gaza, la notte della ragione'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1094041326565617876</id><published>2009-03-17T00:13:00.002+01:00</published><updated>2009-03-17T00:27:43.280+01:00</updated><title type='text'>Durban II, le torbide acque del negoziato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/823bba7ae19cea57d28d0379e14bf03a.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/823bba7ae19cea57d28d0379e14bf03a.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Prefazione. Il 19 febbraio 2004 compariva su &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=395916&amp;amp;contrassID=13"&gt;Ha'aretz&lt;/a&gt; un articolo intitolato significativamente "Una lobby ebraica americana all'Unione Europea". Raccogliamo qualche riga di quella illuminante presentazione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Bruxelles - Lo scorso giovedì si è tenuta una serata di gala per celebrare l'apertura del Transatlantic Insitute, un istituto ebraico di ricerca, il cui scopo dichiarato è niente altro che quello di rafforzare i legami tra gli Stati Uniti e i paesi dell'Unione Europea (lo scopo non dichiarato è di essere utilizzato come lobby)"&lt;/span&gt;. E via dicendo ...nulla di nuovo, come testimoniano analoghe iniziative degli ultimi anni dell'Europa dell'Unione (cfr. su questo blog &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2006/11/lobbytuaries.html"&gt;Lobbytuaries&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/05/tentacolando.html"&gt;Tentacolando&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Più interessanti, in quel pezzo, le disinvolte istruzioni utili per far presa sui burocrati del vecchio continente, apparentemente - dicono - meno naïf dei loro omologhi americani.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Bruxelles è la capitale dell'Europa &lt;/span&gt;(sic)&lt;span style="font-style: italic;"&gt; e il suo potere cresce di giorno in giorno" dice Maram Stern, che dirige l'ufficio del World Jewish Congress nella UE. L'ufficio è personalmente sovvenzionato dal multi milionario ebreo Edgar Bronfman e Stern lo ha diretto dalla sua apertura, quasi venti anni fa. Se Washington è la città dei rappresentanti pubblicamente eletti - dice Stern - "Bruxelles è la capitale dei burocrati e la chiave del successo nelle attività di lobbying sta qui nel capire la loro mentalità. Nessuno qui si preoccupa troppo su chi ti manda o chi ti sovvenziona. A Washington ti presenti come lobbyista filo israeliano e chiedi un incontro di 45 minuti con un senatore per spiegargli perchè dovrebbe sostenere gli interessi di Israele. A Bruxelles non puoi presentare le cose in modo così diretto. Devono venire fuori alla fine di una cena e verso la fine della conversazione dopo che hai offerto il tuo aiuto all'interlocutore su una varietà di altre questioni"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Orrore! Non è stupefacente che lo si pensi (e che lo si faccia), è stupefacente che lo si metta nero su bianco e che nessuno si dia pena di notarlo.&lt;br /&gt;Ma forse è una nuance. In Europa nessuno si sogna di dare diffusione alle pubbliche dichiarazioni di personaggi come &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1070961.html"&gt;John Bolton&lt;/a&gt;, ex ambasciatore degli Stati Uniti all'ONU, ben noto per le sue intemperanze filo israeliane, che può ancora oggi estrapolare dal suo repertorio a beneficio dei media perle di inusitato valore, dicendo - per esempio - che la fissazione dell'amministrazione Obama di risolvere il conflitto tra Israele e i palestinesi come mezzo per raggiungere pace e stabilità in Medio Oriente costituisce &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"una cattiva notizia per Israele e per l'America"&lt;/span&gt;. Per noi la cattiva notizia è che Bolton possa rilasciare interviste.&lt;br /&gt;Transeat (diciamo così) e passiamo oltre.&lt;br /&gt;Italia, &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_16/durban_unione_europea_posizione_anti_razzismo_fa3ca570-1248-11de-b45f-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt; on line, 16 marzo 2009. Due stralci sull'intervento italiano per sottrarre dal documento di Durban prossimo venturo i riferimenti ad Israele e alla politica israeliana nei territori palestinesi.&lt;br /&gt;Il titolo, che sembra voler essere autoreferenziale quasi a porre il bel paese come faro per altri e più riottosi partecipanti all'Unione, già dice molto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Altri Paesi hanno seguito l'Italia. La prima bozza accusava Israele di fare apartheid. Razzismo, la Ue trova un fronte comune. L'Unione potrebbe ritirarsi dalla conferenza Onu di Ginevra se non verrà modificato il testo sul razzismo"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ma il cuore dell'articolo è più interessante.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...L'Unione Europea presenterà a Ginevra un nuovo testo, messo a punto dall'Olanda, per la conferenza dell'Onu Durban II. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine del consiglio europeo che ha chiamato a raccolta i ministri degli esteri dei 27 Stati della Ue, rilevando che questa iniziativa potrebbe modificare la posizione italiana che aveva deciso di abbandonare i lavori preparatori della conferenza per alcune frasi «antisemite» contenute nella bozza. In particolare, non erano piaciuti i riferimenti ad Israele e alla politica che Gerusalemme conduce nei territori palestinesi, definita nel testo originario «una violazione dei diritti umani internazionali, un crimine contro l'umanità e una forma contemporanea di apartheid» &lt;/span&gt;[...]&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "Il nuovo testo, ha spiegato ancora il ministro Frattini, «non menziona temi offensivi e controversi come approcci antisemiti o limitativi della libertà di espressione». Frattini a Bruxelles ha spiegato che «i colleghi Ue hanno concordato su quel testo, e se diverrà il testo negoziale della conferenza l'Italia sarà pronta a rientrare» nei preparativi della conferenza. Il ministro comunque ha spiegato di non essere «nè sicuro nè ottimista», ma si è detto soddisfatto che «il gesto dell'Italia è quello che più ha smosso le torbide acque del negoziato»."&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Abbiamo una mezza idea di quanto hanno detto sull'argomento, fra una pletora di politici, studiosi ed intellettuali di ogni continente, personaggi del calibro di Desmond Tutu e Jimmy Carter. Ça suffit.&lt;br /&gt;_________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=395916&amp;amp;contrassID=13&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2006/11/lobbytuaries.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/05/tentacolando.html&lt;br /&gt;http://www.haaretz.com/hasen/spages/1070961.html&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1094041326565617876?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1094041326565617876/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1094041326565617876&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1094041326565617876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1094041326565617876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/03/durban-ii-le-torbide-acque-del.html' title='Durban II, le torbide acque del negoziato'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1861358264469710045</id><published>2009-03-16T16:53:00.003+01:00</published><updated>2009-03-16T20:06:02.939+01:00</updated><title type='text'>Israele, destra ed estrema destra al governo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/222e487a0376c3a47af3da95f88a8cb0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 100px; height: 102px;" src="http://files.splinder.com/222e487a0376c3a47af3da95f88a8cb0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In Israele il partito di destra Likud, capeggiato da Benyamin Netanyahu, premier designato dal presidente Peres, ha raggiunto un accordo di coalizione con la formazione di estrema destra Yisrael Beitenu (guidata da Avigdor Lieberman, qualificato razzista e fascista all'interno della stessa Knesset, il parlamento israeliano). In base a questo accordo sarebbero affidati all'estrema destra di Yisrael Beitenu il ministero degli Esteri, della Sicurezza interna, delle Infrastrutture, del Turismo e dell'Integrazione.&lt;br /&gt;Richiesto di un commento su questo patto preliminare di Netanyahu con l'estrema destra, Javier Solana ha dichiarato oggi che l'Unione Europea è disposta a collaborare come di consueto con il governo israeliano se questo rimarrà impegnato nel processo di pace per raggiungere una "soluzione a due stati" con i palestinesi. In generale, infatti, le autorità della UE hanno espresso preoccupazione sulla genuinità dell'impegno di Netanyahu a proseguire le trattative di pace.&lt;br /&gt;Ancora più netta la reazione egiziana. Il ministro degli esteri Ahmed Aboul Gheit ha dichiarato senza mezzi termini che un governo di destra in Israele è un pericolo per il processo di pace.&lt;br /&gt;Quanto all'ingresso di Lieberman e del suo movimento al potere, sembra utile ricordare le parole del leader laborista dimissionario, Ophir Pines-Paz, che ha a suo tempo affermato che il passato di Avigdor Lieberman - oggi candidato ministro degli esteri - è contaminato da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"dichiarazioni razziste e da dichiarazioni che minano il carattere democratico di Israele"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Più tiepida, naturalmente, la reazione di chi nell'apologia di un processo di pace più volte negato e tradito e di una soluzione a due stati, forse anacronistica, non vede altro che l'incapacità della dirigenza israeliana di scegliere tra l'adempimento degli obblighi derivanti allo Stato ebraico dal diritto internazionale e la pervicacia con cui sono state sabotate tutte le possibili ipotesi di ragionevole - se non giusta - composizione del conflitto israelo palestinese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1861358264469710045?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1861358264469710045/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1861358264469710045&amp;isPopup=true' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1861358264469710045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1861358264469710045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/03/israele-destra-ed-estrema-destra-al.html' title='Israele, destra ed estrema destra al governo'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5384964938545192229</id><published>2009-02-23T01:57:00.003+01:00</published><updated>2009-02-23T18:17:34.390+01:00</updated><title type='text'>La probatio diabolica pretesa dall'Iran</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/f068c99718116e91ff088f3bde1c7715.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 117px;" src="http://files.splinder.com/f068c99718116e91ff088f3bde1c7715.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Immemori delle malefatte propagandistiche del 2003, le maggiori testate occidentali riportano in questi giorni con gran fanfara la paura del nucleare iraniano sulle nostre ingenue tavole e nei discorsi dei nostri disinvolti opinionisti. Senza vergogna, visti i precedenti. Le fasulle armi di distruzione di massa spacciate dalla banda neoconservatrice USA per muovere una guerra di aggressione contro l'Iraq, forti del pavido beneplacito di alcune dirigenze europee, non ci hanno insegnato niente. Nemmeno a denunciare la ciarlataneria di coloro che ci hanno già preso in giro ed imperterriti continuano sulla stessa linea. Ognuno ha l'informazione che merita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Di seguito - nelle parole dall'AIEA e in due note - pillole (estrapolate dai rapporti di novembre 2008 e febbraio 2009) del kafkiano procedere di questa vicenda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;GOV/2008/59 - Date: 19 November 2008 - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"17.  As indicated in the Director General’s previous report, the Agency currently has no information — apart from the uranium metal document (1) — on the actual design or manufacture by Iran of nuclear material components of a nuclear weapon or of certain other key components, such as initiators, or on related nuclear physics studies. Nor has the Agency detected the actual use of nuclear material in connection with the alleged studies (2)".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;GOV/2009/8 - Date: 19 February 2009 - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"...The Agency has not made any substantive progress on these issues. As indicated in previous reports of the Director General, for the Agency to make such progress, Iran needs to provide substantive information, and access to relevant documentation, locations and individuals, in connection with all of the outstanding issues. With respect to the alleged studies in particular, an important first step is for Iran to clarify the extent to which information contained in the documentation which Iran was shown, and given the opportunity to study, is factually correct and where, in its view, such information may have been modified or relates to non-nuclear purposes".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;________________________________________________________&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Note&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; L'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"uranium metal document"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; è un documento di 15 pagine che descrive il processo di riduzione dell'UF6 (uranio esafluoride) per ricavarne uranio metallico in due emisferi, del tipo usato nelle testate nucleari. L'Iran ha dichiarato all'AIEA che il documento è stato ricevuto sin dal 1987 (incidentalmente, nel 1987 l'Iran era ancora in guerra contro l'Iraq) insieme alle specifiche per costruire le cosiddette centrifughe P1 usate per arricchire l'uranio, ed ha ribadito di non averlo richiesto. L'AIEA ha riferito dell'esistenza di tale documento nel 2006 ed ha ricevuto, sin dall'8 novembre 2007, una copia delle 15 pagine che lo costituiscono, ma ha di seguito dichiarato di "non aver rinvenuto indicazione di alcuna attività relativa al processo di riconversione dell'UF6 in Iran" (Rapporto del Direttore Generale dall'AIEA al Consiglio dei Governatori, GOV/2007/58).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;font-size:85%;"  &gt;(2)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Gli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"alleged studies"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; sono documentazione elettronica estrapolata da un personal computer di provenienza quantomeno dubbia (servizi segreti israeliani via dissidenza iraniana), frutto della fornitura di un laptop pervenuto agli USA nel 2004 da una fonte mantenuta anonima, che, a sua volta l'avrebbe ricevuto da altro anonimo probabilmente deceduto (cfr. New York Times, 13 novembre 2005. "A Laptop's Contents - American officials have said little in their briefings about the origins of the laptop, other than that they obtained it in mid-2004 from a source in Iran who they said had received it from a second person, now believed to be dead. Foreign officials who have reviewed the intelligence speculate that the laptop was used by someone who worked in the Iranian nuclear program or stole information from it"). La documentazione originale, cioè non filtrata elettronicamente - se ed in quanto esistente - non è mai stata fornita all'Iran, né ad alcuno, sicché la Repubblica Islamica dovrebbe difendere il proprio operato in relazione ad un contenuto virtuale, di provenienza sospetta e verosimilmente manipolato, di cui, nei fatti, l'Agenzia per l'Energia Atomica non ha mai trovato in Iran alcuna traccia né riscontro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5384964938545192229?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5384964938545192229/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5384964938545192229&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5384964938545192229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5384964938545192229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/02/la-probatio-diabolica-pretesa-dalliran.html' title='La probatio diabolica pretesa dall&apos;Iran'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-7603938571082907035</id><published>2009-01-31T01:43:00.006+01:00</published><updated>2009-01-31T02:33:01.582+01:00</updated><title type='text'>Informazione corrotta, in Europa impazza la Lobby on line</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...Nelle ultime quattro settimane la potente macchina della propaganda israeliana ha sfornato bugie su bugie su Hamas per scusare il proprio inescusabile attacco. Israele ha fermato i giornalisti che andavano a Gaza per prevenire ogni resoconto indipendente sui crimini di guerra che le sue forze armate stavano commettendo. La verità è in genere la prima vittima della guerra. Quella di Gaza non è stata neppure una guerra nel senso convenzionale del termine, è stata una carneficina unilaterale. Ecco alcuni dei fatti che Dromi [ndr autore di uno sproloquio su Hamas] ignora o equivoca volontariamente. Primo, Hamas è il governo democraticamente eletto del popolo palestinese, non il corrotto regime condotto da Mahmoud Abbas. Secondo, i portavoce di Hamas hanno ripetutamente dichiarato di essere pronti ad un cessate il fuoco di lungo periodo. Khalid Mish'al lo ha fatto di recente su queste pagine (The Guardian, Comment, 6 gennaio). Terzo, Hamas ha una solida documentazione del fatto di avere osservato i cessate il fuoco, mentre è grandemente documentato il fatto che Israele li ha sabotati. Quarto, anche durante il cessate il fuoco Israele non ha sollevato il blocco economico sul milione e mezzo di abitanti di Gaza, una forma di punizione collettiva proibita dal diritto internazionale. Quinto, l'offensiva spiegata su Gaza è stata illegale, immorale e inutile. Se tutto ciò che Israele voleva fosse stato fermare gli attacchi coi razzi da Gaza, tutto quello che avrebbe dovuto fare sarebbe stato osservare il cessate il fuoco patrocinato dall'Egitto nel giugno 2008".&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/jan/26/gaza-war-hamas-israel"&gt;Professor Avi Shlaim - Oxford&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poche parole, autorevoli, precise. Non sono le sole, naturalmente ed altre, altrettanto autorevoli, ce ne sono e  ce ne saranno per scoperchiare le malefatte di Tsahl, della zoppa dirigenza che ha innescato la carneficina e - perché no - del delegittimato verminaio collaborazionista palestinese. E allora come fare, davanti al sangue e all'inutilità di questo massacro, per influire sulle fragili opinioni dei paesi nostri? Dell'occidente in genere? Non è difficile immaginarlo, la massiccia campagna di pubbliche relazioni che ha accompagnato i giorni del massacro ad uso e consumo specifico dei sudditi della condiscendente Europa deve continuare. A tutti i livelli, anche a quelli - internet - in cui la diffusione delle immagini e delle notizie in tempo reale supera i filtri prezzolati o coatti dei tanti regimi conniventi e il blocco lobbystico filo israeliano dell'informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Un migliaio di nuovi immigrati e di ebrei che parlano lingue straniere si sono offerti volontari nell'esercito di blogger preparato dal Ministero dell'Assorbimento e dal Ministero degli esteri con il dichiarato obiettivo di inondare i blog con opinioni pro Israele [...] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Ministero dell'Assorbimento sta reclutando nuovi immigrati ed ebrei che vivono all'estero, che hanno accesso a un computer e che parlano una seconda lingua in uno sforzo volontario di incrementare le pubbliche relazioni per Israele su internet. La campagna è stata lanciata la scorsa settimana [...] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Ministero è rimasto impressionato dalla massiva risposta allo sforzo. Più di 1000 aderenti interessati l'hanno contattato, di cui 350 di lingua russa, 250 di lingua inglese, 150 di linqua spagnola, 100 che parlano francese e 50 che parlano tedesco. Una serie di altre lingue europee risultano rappresentate dai volontari: portoghesi, svedesi, olandesi, italiani, rumeni, ungheresi, polacchi, greci, bulgari e danesi. Anche ebrei che parlano persiano, turco e arabo hanno offerto i loro servizi. Il Ministero ha addirittura raccolto l'adesione di una persona di lingua cinese. Circa il 60% degli aderenti è costituito da immigrati, vecchi e nuovi. Il resto sono ebrei che vivono nella Diaspora, israeliani che vivono all'estero e addirittura non ebrei che sostengono Israele e vogliono aiutare [...]&lt;br /&gt;Mentre il Ministero dell'Assorbimento avrà il compito di reclutarli, il Ministero degli Esteri sarà responsabile nel dirigere i volontari online. Ogni qual volta il Ministero identifichi una tendenza anti israeliana su un blog in lingua straniera, un sito di notizie o un altro sito web, manderà immediatamente un messaggio ai volontari per inondare il sito con opinioni pro Israele". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3663679,00.html"&gt;YnetNews - Yedioth Ahronoth - 29.1.2009 - "Pro-Israel media: Bloggers join media war"&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semplice, chiaro, non originale ma efficace. Fino a quando?&lt;br /&gt;___________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-7603938571082907035?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/7603938571082907035/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=7603938571082907035&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7603938571082907035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7603938571082907035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/01/informazione-corrotta-in-europa-impazza.html' title='Informazione corrotta, in Europa impazza la Lobby on line'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5828205595060024024</id><published>2009-01-17T17:28:00.003+01:00</published><updated>2009-01-17T19:19:22.567+01:00</updated><title type='text'>Gaza e il cane pazzo israeliano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/c95b0c3016229e8caacdffebb1f226d3.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 152px;" src="http://files.splinder.com/c95b0c3016229e8caacdffebb1f226d3.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quanto sta accadendo da ventidue giorni a Gaza è indicibile, ma è anche guerra dei media. La filiale locale della Lobby filo israeliana si è scatenata per ventiquattro ore sulle miserie della nostra informazione televisiva. I peones politici italiani si son dati da fare, da par loro, seminando ulteriore indignazione prezzolata e sostenendo le veline di regime. Ma mentre sui nostri monitor impazzano le sintesi storiche da rotocalco, i proclami di esperti avariati e il pollaio mediatico, altrove emittenti di più accurata fattura e ben altro livello - ma anche fonti indipendenti con mezzi assai più esigui - diffondono il pensiero dei maggiori studiosi della questione palestinese. Di esempi, dalla BBC in giù, ce ne sono a bizzeffe. E' di tutta evidenza che la vergogna non alberga nelle menti, men che meno negli animi, dei molti capintesta istituzionali, dei frequentatori professionisti e dei censori per vocazione che fanno capolino nei nostri media o imbrattano la carta stampata per fornire una versione edulcorata dei crimini di questi giorni.&lt;br /&gt;Sull'episodio mediatico - di una pochezza annunziata - cui si è fatto riferimento, si sono esercitate centinaia di testate in queste ore italiane e si è crogiolata la schiuma politica del bel paese (trascurando con malcelato sollievo la storia, i fatti e la disperazione di quei luoghi). Non merita che il silenzio.&lt;br /&gt;Di seguito trascrivo invece un breve intervento di Avi Shlaim (Professore di relazioni internazionali alla Oxford University), che ha servito nell'esercito israeliano negli anni sessanta ed è considerato uno di maggiori studiosi al mondo del conflitto arabo-israeliano, da una lunga intervista filmata rilasciata a &lt;a href="http://www.democracynow.org/2009/1/14/leading_israeli_scholar_avi_shlaim_israel"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;DemocracyNow!&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; il 14 gennaio scorso. Una sola frase, perché basta poco per capire. E per cominciare non c'è molto altro da sapere. Il resto è sangue e tutti già possono vederlo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"In una prospettiva storica di lungo periodo comincerei dalla creazione dello stato di Israele nel 1948. Ho scritto un libro -che hai menzionato nell'introduzione- che si intitola Il Muro di Ferro: Israele e il Mondo Arabo&lt;/span&gt; (Avi Shlaim, The Iron Wall: Israel and the Arab World)&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. E' la storia del conflitto arabo-israeliano dal 1948. E' un libro molto lungo, ma posso riassumerlo in una frase. Lungo i suoi sessant'anni Israele è stato notevolmente restio nell'intraprendere negoziati significativi con le sue controparti arabe per risolvere la disputa tra di essi e sempre troppo disposto a ricorrere alla forza militare per imporre la sua volontà su di essi. L'attuale orribile massacro israeliano della gente di Gaza è l'apice della vecchia politica israeliana di sfuggire alla diplomazia e basarsi sulla forza bruta militare". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Israel must be like a mad dog, too dangerous to bother"&lt;/span&gt; (Israele deve essere come un cane pazzo, troppo pericoloso da disturbare), ha detto a suo tempo Moshe Dayan. Ma non tutti si rendono conto che il cane, reso pazzo dalla sofferenza e dal lutto mai elaborati, sembra indirizzato dall'odio che ormai lo accompagna, con il sangue ingiustamente reclamato, verso un percorso suicida.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5828205595060024024?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5828205595060024024/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5828205595060024024&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5828205595060024024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5828205595060024024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2009/01/gaza-e-il-cane-pazzo-israeliano.html' title='Gaza e il cane pazzo israeliano'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-92734992569214653</id><published>2008-12-20T19:38:00.016+01:00</published><updated>2008-12-31T02:10:49.598+01:00</updated><title type='text'>Game Over. In attesa della sentenza Cipriani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SU08HGmr9EI/AAAAAAAAAHs/wYUj5aN9v14/s1600-h/ciprianicompagnone.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 248px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SU08HGmr9EI/AAAAAAAAAHs/wYUj5aN9v14/s320/ciprianicompagnone.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281944030705087554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal  {mso-style-parent:"";  margin:0cm;  margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:12.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1  {size:595.3pt 841.9pt;  margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm;  mso-header-margin:35.4pt;  mso-footer-margin:35.4pt;  mso-paper-source:0;} div.Section1  {page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.courant.com/community/news/en/hc-cipriani1211.artdec11,0,6273338.story"&gt;"Ragazzi, siete investigatori intelligenti, vi è mai passato per la testa che sono stato incastrato? Io sono quello che ha perso tutto"&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Incastrato – ha detto Benedetto Cipriani – e accusato di aver pagato tre giovani balordi di origine portoricana perchè uccidessero Robert “Bobby” Stears, marito della sua ex amante, Shelley, conosciuta su internet tramite instant messaging ICQ.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.courant.com/community/news/en/hc-cipriani1211.artdec11,0,6273338.story"&gt;Durante il tragitto in auto con la polizia del Connecticut&lt;/a&gt;, Cipriani aveva offerto agli agenti – così è stato raccontato al processo nel dicembre 2008 – il nome della stessa Shelley Stears e di un'altra persona implicata negli omicidi di Windsor Locks. Il detective Richard Bedard ha dichiarato che durante il trasporto dell'italiano verso &lt;st1:personname productid="la Corte Superiore" st="on"&gt;la Corte Superiore&lt;/st1:personname&gt; di Enfield subito dopo l'estradizione questi avrebbe chiesto agli agenti quanto fossero interessati a coinvolgere Shelley negli omicidi. Vogliamo la verità – avevano risposto gli agenti – e Cipriani aveva allora avanzato un’incredibile offerta: &lt;i style=""&gt;&lt;a href="http://www.courant.com/community/news/en/hc-cipriani1211.artdec11,0,6273338.story"&gt;"Se potrò fare 10 anni in Italia, vi darò due altre persone che han fatto questo. Sennò mi porterò le informazioni nella tomba"&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La relazione di Ben Cipriani con Shelley Stears era iniziata su internet nel 2001. Dopo un paio di settimane i due avevano fatto sesso al Windsor Marriot Hotel. Shelley aveva accettato i gioielli e i vestiti che le regalava Cipriani e questi aveva anche aperto un conto corrente a nome dell'amante. Dopo circa un anno, tuttavia, nel &lt;st1:metricconverter productid="2002, a" st="on"&gt;2002, a&lt;/st1:metricconverter&gt; suo dire pressata costantemente da Cipriani perché lasciasse il marito e lo seguisse nella casa di Meriden che aveva fatto costruire per entrambi, Shelley aveva rifiutato di lasciare Bobby. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Cipriani allora l'aveva minacciata di raccontare tutto al marito, aveva poi effettivamente telefonato a Robert Stears per informarlo della relazione e – a quanto sembra – per riferirgli dei furti di danaro che la stessa Shelley aveva effettuato presso il negozio di autoricambi del marito, il &lt;i style=""&gt;B&amp;amp;B Automotive&lt;/i&gt; di Windsor Locks. &lt;st1:personname productid="La  Stears" st="on"&gt;La &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Stears&lt;/st1:personname&gt; era stata per questo allontanata dall'azienda del marito. In seguito – al processo contro Cipriani – Shelley avrebbe riferito che Cipriani, dopo il suo rifiutò di lasciare il marito, l'aveva minacciata. &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.courant.com/news/local/hcu-cipriani-1208,0,6611024.story"&gt;"Disse che mi avrebbe portato via tutto ciò che avevo caro"&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma &lt;st1:personname productid="la Stears" st="on"&gt;la Stears&lt;/st1:personname&gt; e Cipriani si erano poi frequentati ancora e con regolarità e secondo quanto testimoniato sempre dalla Stears, avevano fatto sesso fino a una settimana prima degli omicidi. &lt;a href="http://www.courant.com/news/local/hcu-cipriani-1208,0,6611024.story"&gt;&lt;i&gt;"Ben continuava a dirmi che voleva vedermi. Ero debole"&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, si è giustificata Shelley al processo tra i singhiozzi preoccupandosi di non rivolgere lo sguardo verso l'ex amante sul banco degli imputati.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nell'appartamento, affittato dalla madre di Erik Martinez, Rose Mendez, anch'essa frequentata da Cipriani che l’aveva conosciuta su internet nel 2003, viveva anche Joey Guzman, mentre Michael Castillo era un frequentatore abituale della casa. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il 30 luglio del 2003 Joey Guzman, coinvolto nel complotto omicida da Martinez, si faceva accompagnare da Castillo a Windsor Locks, presso il negozio di autoricambi &lt;i style=""&gt;B&amp;amp;B&lt;/i&gt; di proprietà del marito di Shelley, Bobby Stears. Ed era una strage. Poco dopo le 17.00 Guzman incrociava Stears sul punto di lasciare il negozio in auto, lo faceva rientrare e lo faceva stendere a terra con il socio Barry Rossi e il loro meccanico, Lorne Stevens, quindi freddava i tre uomini con sei colpi di pistola alla nuca. &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hcu-cipriani-1212,0,2541077.story"&gt;&lt;i&gt;"Game over"&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; avrebbe poi comunicato per telefono subito dopo gli omicidi Guzman a Cipriani per indicargli che era tutto finito, che il lavoro per cui era stato pagato era stato fatto.&lt;br /&gt;Nel portafoglio sul cadavere di Bobby Stears, la polizia trovava una busta dove l'uomo aveva scritto, di proprio pugno, nome e indirizzo di Cipriani: &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/en/hc-cipriani1206.artdec06,0,1025865.story"&gt;&lt;i&gt;"Ben Cipriani, 55 Kyle Court, Meriden, CT"&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Pochi giorni dopo la strage Benedetto Cipriani lasciava gli Stati Uniti per l'Italia e non faceva ritorno alla data stabilita per riprendere il suo lavoro a New York. Successivamente arrestato in Italia, veniva estradato per gli USA nel luglio del 2007. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;I tre giovani di origine portoricana venivano coinvolti nelle indagini sul triplice omicidio di Windsor Locks solo nell'inverno del 2003, quando uno zio di Martinez, arrestato altrove per questioni di droga, &lt;a href="http://www.journalinquirer.com/articles/2008/12/19/towns/enfield/doc494331dd69096891139846.txt"&gt;raccontava del coinvolgimento del nipote in quel delitto&lt;/a&gt;. Ma la polizia ha anche sostenuto che inizialmente Cipriani veniva rintracciato tramite le &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/07/benedetto-cipriani-costruzioni-o.html"&gt;dichiarazioni di un uomo d'affari&lt;/a&gt; dei dintorni di Windsor Locks. Questi avrebbe riferito che circa due settimane prima degli omicidi aveva visto per due volte un'auto con targa di New York parcheggiata fuori dal negozio di Stears a Windsor Locks. Lo stesso testimone ha dichiarato di aver parlato, la seconda volta, con il conducente (la polizia dice che era Cipriani) e di aver preso nota della targa dell'auto.&lt;br /&gt;All'epoca degli omicidi la polizia rintracciava numerose chiamate tra i telefoni cellulari delle persone coinvolte nel complotto nelle settimane precedenti il triplice omicidio. I tabulati sono stati prodotti davanti alla Corte di Hartford che sta processando Cipriani. Secondo gli agenti del Connecticut già dal 1° luglio 2003 erano partite delle chiamate telefoniche dall'appartamento di Erik Martinez ad Hartford utilizzando una scheda telefonica prepagata attivata da Benedetto Cipriani. (Membri delle compagnie telefoniche sarebbero stati poi chiamati a testimoniare sul funzionamento delle schede telefoniche, sulla rete telefonica cellulare e sui tabulati poi utilizzati dall'ufficio del procuratore contro Cipriani). &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Martinez e Guzman hanno confessato i loro diversi ruoli nella vicenda e hanno stipulato accordi con l'ufficio del procuratore distrettuale per evitare, Guzman, la pena di morte e per ottenere, Martinez, una pena che va dai 25 e i 40 anni di reclusione. Anche Castillo ha ammesso il proprio coinvolgimento come accompagnatore di Guzman a Windsor Locks il giorno degli omcidi, è stato processato nel 2007 e condannato al carcere a vita.&lt;br /&gt;I tre giovani hanno raccontato di aver partecipato all’omicidio di tre persone per una somma che va dai 5000 ai 7000 dollari e uno di loro ha precisato che Cipriani promise 1000 dollari in più per ogni altra persona diversa da Stears che avessero dovuto uccidere. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il processo a Benedetto Cipriani - esaurito l'iter delle udienze preliminari - è iniziato davanti alla Corte Superiore di Hartford (Connecticut) il 4 dicembre 2008 e la vicenda processuale, che ha evidenziato innumerevoli punti oscuri contro l'apparente ma sospetta linearità dei fatti prospettata dalla pubblica accusa, è ora affidata alla giuria dopo le discussioni conclusive del procuratore Dennis O'Connor e dell’avvocato difensore di Cipriani, Dave Compagnone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.courant.com/community/news/en/hc-cipriani1211.artdec11,0,6273338.story"&gt;"Ragazzi, pensate veramente che io abbia fatto questa cosa?"&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;- chiedeva Cipriani agli agenti che lo scortavano alla Corte di Enfield nel 2007.&lt;br /&gt;&lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questo certamente pensa il procuratore Dennis O’Connor che durante la discussione finale ha ribadito la versione più semplice – ma anche la meno razionale – dei fatti, dicendo alla giuria che Cipriani voleva la morte di Stears dopo che Shelley aveva rifiutato di lasciare il marito per andare a vivere con lui. Del tutto diversa, naturalmente, la versione del difensore di Cipriani, che ha concluso sostenendo che quantomeno la tesi dell’accusa &lt;a href="http://www.courant.com/news/custom/topnews/hc-cipriani1219.artdec19,0,2020384.story"&gt;&lt;i style=""&gt;“puzza di ragionevole dubbio”&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il tentativo degli avvocati Kaloidis e Compagnone di introdurre nel processo alcuni fatti assai dubbi circa la posizione di Shelley Stears, tuttavia, non ha avuto successo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1:personname productid="La Corte" st="on"&gt;La Corte&lt;/st1:personname&gt; non ha voluto che la giuria venisse erudita sulle voci correnti, cioè su quanto si dice di &lt;a href="http://www.courant.com/news/local/hc-cipriani1216.artdec16,0,4896925.story"&gt;100 mila dollari di debiti&lt;/a&gt; che Shelley aveva prima degli omicidi, né che venissero approfondite questioni di danaro mancante dalle casse della B&amp;amp;B, come prospettato dalla difesa di Cipriani in sede di controinterrogatorio di Shelley Stears. Altre voci, rimaste fuori dal processo, sono circolate poi sul fatto che dopo gli omicidi &lt;st1:personname productid="la Stears" st="on"&gt;la Stears&lt;/st1:personname&gt; avrebbe incassato 300 mila dollari con una polizza di assicurazione, 100 mila dollari con un'altra polizza, oltre a 80 mila dollari quale quota della B&amp;amp;B. Voci – il condizionale è d'obbligo – ma una cosa si dà per certa, Shelley aveva sentito il bisogno di munirsi di un avvocato per parlare alla polizia dopo gli omicidi, ma il fatto non stupisce osservando, fra l’altro, che la foto di Bobby fornita agli assassini del marito (da Cipriani, secondo l’accusa) proveniva dal computer di Shelley Stears. Nome del file: &lt;a href="http://www.courant.com/news/local/hc-cipriani1216.artdec16,0,4896925.story"&gt;&lt;i style=""&gt;“meBob”&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hfd/hc-cipriani1210.artdec10,0,5274126.story"&gt;"Durante l'interrogatorio del procuratore i giurati hanno saputo che Cipriani conosceva i dettagli del negozio di autoricambi, dove era la cassaforte e quando Stears si recava a giocare a golf. "Diceva di essere in contatto con qualcuno molto vicino", ha dichiarato Martinez"&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In realtà se si concede a Cipriani e in certa misura anche ai suoi presunti sicari quel minimo di razionalità e istinto di autoconservazione che imporrebbero a un ipotetico omicida di cercare di garantirsi l'impunità e di non correre verso la forca, la sequela di passi falsi e di punti oscuri di cui è costellata l'operazione omicida dei quattro ha veramente dell'incredibile. La ricostruzione della vicenda operata dall'accusa al processo contro Cipriani è comprensibile solo in un'ottica folle e suicida. E’ l'ottica di chi ha deciso di appaltare al più inaffidabile terzetto di disperati un delitto privo di senso e ha poi deliberatamente scelto di lasciare dietro di sé, in tutta la fase operativa del crimine, ogni possibile indizio del proprio personale coinvolgimento.Un comportamento che - senza considerare le condizioni incidentali inserite nel decreto di estradizione dall’Italia (che escludono la possibilità della pena capitale per Cipriani) - appare essere un vera e propria corsia preferenziale verso l'iniezione letale. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’apparente assenza di un valido movente, l'allucinata scelta dei sicari, i &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hfd/hc-cipriani1212.artdec12,0,6715922.story"&gt;ripetuti sopralluoghi&lt;/a&gt; sul luogo del delitto, l'abbondanza di &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hfd/hc-cipriani1210.artdec10,0,5274126.story"&gt;documentazione fornita agli esecutori&lt;/a&gt; materiali (un vero e proprio &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hfd/hc-cipriani1210.artdec10,0,5274126.story"&gt;pacchetto di istruzioni&lt;/a&gt;, con foto della vittima designata, fornita da Shelley Stears, planimetria e indicazione della cassaforte), le &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/en/hcu-cipriani-1210,0,3391953.story"&gt;decine di telefonate&lt;/a&gt; tra Cipriani, Martinez e Castillo (&lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hfd/hc-cipriani1209.artdec09,0,2910245.story"&gt;ma anche tra Cipriani e Shelley Stears&lt;/a&gt;, di cui &lt;a href="http://www.courant.com/news/local/hcu-cipriani1-1218,0,3659597.story"&gt;una alle 18.02 di quel pomeriggio&lt;/a&gt;), nelle ore a cavallo del delitto, l’acquisto per strada della pistola utilizzata per gli omicidi e la sua &lt;a href="http://www.courant.com/community/news/hfd/hc-cipriani1212.artdec12,0,6715922.story"&gt;rivendita per 250 dollari&lt;/a&gt;, l'efferata esecuzione del triplice omicidio, la &lt;a href="http://www.journalinquirer.com/articles/2008/12/19/towns/enfield/doc494331dd69096891139846.txt"&gt;fase plateale del presunto pagamento del prezzo del delitto&lt;/a&gt;, la promessa di un sovrapprezzo per ogni omicidio diverso da quello di Stears, autorizzano chiunque a pensare che le cose non siano andate come sta per decidere &lt;st1:personname productid="la Corte Superiore" st="on"&gt;la Corte Superiore&lt;/st1:personname&gt; di Hartford. In questo crimine manca qualcosa e ci sono tante, tante cose di troppo.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;_______________________________________________________&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aggiornamento, emesso il verdetto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come previsto. Il 23 dicembre la giuria popolare presso la Corte Superiore di Hartford, composta da sei uomini e sei donne, ha emesso il verdetto nei confronti di Benedetto Cipriani giudicandolo colpevole di avere organizzato nel 2003 il piano che ha portato alla morte di Robert Stears, Lorne Stevens e Barry Rossi. L'Hartford Courant riferisce che Cipriani ha assistito inespressivo al verdetto pronunciato dal capo della giuria: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"guilty",&lt;/span&gt; colpevole. Alcuni parenti delle vittime sono scoppiati in lacrime ed altri erano troppo emozionati per parlare. Le reazioni a caldo sembrano comunque adeguate alla logica retributiva che intende lenire con la sofferenza dei colpevoli, o presunti tali, quella - più spesso inguaribile - delle vittime. Alcuni commenti sono stati riportati sempre dal Courant. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E' stato l'inferno e ora possiamo avere pace"&lt;/span&gt;, ha detto Linda Stevens, vedova di Lorne Stevens. Anne Rossi, vedova di Barry ha osservato: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ora il nostro cuore ha pace e gioia sapendo che ogni respiro preso dal signor Cipriani, fino al suo ultimo respiro sulla terra, sarà nella cella di un carcere"&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E fantastico sono felice che sia finita, che Cipriani abbia chiuso"&lt;/span&gt; ha detto piangendo Goldie Stears, sorella di Robert. Si prevede che il giudice Julia Dewey emetta la sentenza a carico di Cipriani il prossimo 17 marzo 2009. L'avvocato Ioannis Kaloidis, del collegio di difesa di Benedetto Cipriani con l'avvocato Dave Compagnone, ha dichiarato di essere deluso dal verdetto e che &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/10/ancora-sul-caso-cipriani.html"&gt;ora si tratta di far rispettare il decreto di estradizione&lt;/a&gt;. L'accordo tra gli USA e il governo italiano, infatti, ha detto Kaloidis, stabilisce con chiarezza che Cipriani, come cittadino italiano, potrà scontare l'intera pena in Italia. Ma in proposito l'ufficio del Procuratore non si è reso disponibile per un commento. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Game over",&lt;/span&gt; ha commentato Deborah Haut, sorella di Robert Stears, lasciando l'aula.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;_______________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-92734992569214653?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/92734992569214653/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=92734992569214653&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/92734992569214653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/92734992569214653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/12/game-over-in-attesa-della-sentenza.html' title='Game Over. In attesa della sentenza Cipriani'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SU08HGmr9EI/AAAAAAAAAHs/wYUj5aN9v14/s72-c/ciprianicompagnone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2667809880967479875</id><published>2008-11-21T19:41:00.003+01:00</published><updated>2008-11-21T19:59:31.633+01:00</updated><title type='text'>Vittorio Arrigoni, dal carcere israeliano di Ramle</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/08d08b8a41073adaf9c012591341cf45.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 332px; height: 317px;" src="http://files.splinder.com/08d08b8a41073adaf9c012591341cf45.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"In palese disprezzo di ogni diritto umano, civile e contro ogni legge internazionale, ho trascorso le ultime sei ore rinchiuso con Andrew in una lurida toilette piena di pulci e parassiti e in cui non era presente alcuna fonte di acqua potabile. Questo il trattamento ricevuto per aver annunciato l’inizio di uno sciopero della fame per chiedere il dissequestro dei pescherecci palestinesi rubati ai pescatori palestinesi al largo di Gaza in acque palestinesi al momento del nostro rapimento da parte dei soldati israeliani. Ci hanno requisito i telefoni cellulari consegnatici ieri dal nostro avvocato ma, cosa ancor più grave, in flagrante violazione delle leggi internazionali, ci è stato impedito qualsiasi contatto con i nostri legali e con il nostro consolato che io ed Andrew abbiamo richiesto più volte a gran voce. Per denunciare gli incresciosi avvenimenti delle ultime ore ho dovuto sospendere il mio sciopero della fame in modo da farmi restituire il mio telefono e poter trasmettere questa denuncia. Da quello che ho udito prima che ci separassero, Andrew continuerà a restare in quella cella assolutamente fuori dagli standard di ogni convenzione in tema di detenzione e rispetto dei diritti umani finchè a sua volta non sospenderà il digiuno. Più che come una punizione la mia detenzione di oggi e l’attuale di Andrew possono essere inquadrate come una vera e propria tortura. E’ più che verosimile che anche Darlene, che continua a digiunare come Andrew, stia subendo lo stesso disumano trattamento. Mi accingo ora a denunciare  il gravissimo episodio al consolato italiano in seguito a quello scozzese e a quello statunitense. E’ importante tenersi aggiornati costantemente sulle condizioni psicofisiche dei nostri compagni. Domani dovrò ricorrere alle cure mediche per le decine punture di insetti e parassiti che ogni notte mi assalgono lasciando piaghe su tutto il mio corpo". &lt;/span&gt;(&lt;a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?errMsg=&amp;amp;eid=1751#commenti_5809220"&gt;Vittorio Arrigoni, sequestrato nel carcere israeliano di Ramle - 21 Novembre 2008 Ore 18.00&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2667809880967479875?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2667809880967479875/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2667809880967479875&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2667809880967479875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2667809880967479875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/11/vittorio-arrigoni-dal-carcere.html' title='Vittorio Arrigoni, dal carcere israeliano di Ramle'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-3357179723805599773</id><published>2008-11-12T23:00:00.004+01:00</published><updated>2008-11-13T00:19:22.521+01:00</updated><title type='text'>Benedetto Cipriani, il processo continua</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/f1dccf2bfe14c606de678fecc0f00cc4.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 120px; height: 125px;" src="http://files.splinder.com/f1dccf2bfe14c606de678fecc0f00cc4.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mentre da ultimo, all'udienza dell'11 novembre 2008, la Corte di Hartford (Connecticut) rappresentata dal giudice Julia DiCocco Dewey ha respinto la richiesta del nostro connazionale di veder mutata la sede del procedimento per l'asserita impossibilità di ottenere un processo equo nell'area di Hartford (a causa dello strepito e del malanimo creatisi nei suoi confronti), un poliziotto del Connecticut, certo Richard Bedard, ha reso, fra le altre, una testimonianza in qualche modo sorprendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che Cipriani è attualmente sotto processo negli USA, accusato di essere stato il mandante - nel 2003 - di un triplice omicidio. In quell'occasione erano caduti sotto i colpi dei presunti sicari il proprietario di un garage, Robert "Bobby" Stears, marito di Shelly, una donna con cui Cipriani aveva a suo tempo intrecciato una relazione amorosa tramite internet, Barry Rossi, socio d'affari di Stears, e un loro impiegato, il meccanico Lorne Stevens. Jose Guzman, uno dei tre sicari, che avrebbe materialmente esploso i colpi mortali, si è dichiarato colpevole ed ha ammesso di aver colpito a morte i tre uomini dopo aver accettato di compiere l'omicidio su commissione per conto di Cipriani. Tuttavia, il 1° ottobre 2007, nel processo contro un'altro componente della spedizione omicida, Michael Castillo, lo stesso Guzman (che aveva confessato gli omicidi concordando con l'accusa una pena diversa dalla pena di morte, con la promessa di testimoniare contro gli altri coimputati) aveva viceversa rifiutato di testimoniare mettendo in pericolo il proprio accordo con l'ufficio della procura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla sintesi del &lt;a href="http://www.journalinquirer.com/articles/2008/11/06/towns/windsor_locks/doc4911c348e7acb896160400.txt"&gt;Journal Inquirer&lt;/a&gt; sulla testimonianza di Richard Bedard, risulta che il 16 luglio 2007 il poliziotto era incaricato di condurre Cipriani alla prima udienza presso la Corte Superiore di Enfield dopo l'estradizione dall'Italia. Nel corso del trasporto del detenuto, Cipriani si sarebbe offerto di implicare altre due persone negli omicidi di di cui è tuttora accusato essere stato il mandante, due persone diverse, naturalmente, dai tre presunti autori materiali del crimine. Cipriani - ha dichiarato sempre il testimone - avrebbe "chiesto" in cambio dell'informazione una sentenza di dieci anni di prigione da scontare presso il suo paese natale, l'Italia. Bedard ha inoltre aggiunto che Cipriani avrebbe minacciato di portarsi questa informazione nella tomba qualora avesse ottenuto una sentenza di condanna a 25 o più anni di prigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto si tratti - come già ripetuto - solo di una testimonianza, le parole del poliziotto di Enfield riportate dal Journal Inquirer, se ritenute attendibili e confermate, rischierebbero di dare una nuova direzione, almeno teorica, alla assai labile ed inverosimile ipotesi di movente del triplice omicidio formulata dall'accusa, cioè la rabbia di Cipriani per il diniego di Shelly Stears, con cui - ricordiamo - aveva avuto una relazione amorosa ormai sostanzialmente conclusa, a lasciare il marito. Questa sorpresa suscita tuttavia il sospetto che le autorità del Connecticut non abbiano indagato sul fatto (e sulle presunte dichiarazioni di Cipriani) a 360 gradi, acconciandosi ad imputare e processare un comodo "mandante" e tre balordi le cui parziali ammissioni destano più di qualche perplessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell'udienza dell'11 novembre e nonostante l'opposizione dei difensori di Cipriani, un altro testimone, Christopher Sinsigalli della "Sinsigalli Signs and Designs" avrebbe dichiarato di aver visto Cipriani nella sua area di parcheggio, verso l'orario di chiusura del 17 luglio 2003, tredici giorni prima degli omicidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su un'altra delicata questione (sulla quale assolutamente non dovrebbe esservi dubbio, almeno qui in Italia) si sono infine appuntate le testimonianze di Bedard e di un altro detective della polizia del Connecticut, che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"hanno suggerito possano essere vere le voci per cui l'accordo in base al quale le autorità degli USA hanno ottenuto l'estradizione di Cipriani dall'Italia prevede il suo rientro in Italia per scontare parte di qualsiasi condanna alla reclusione dovesse essere emessa".&lt;/span&gt; Non c'è che da richiamare, in proposito, tutto quanto già scritto e pubblicato in Italia sull'argomento, anche su questo blog.&lt;br /&gt;_____________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per approfondire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2008/06/benedetto-cipriani-chi-lha-visto.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/12/benedetto-cipriani-udienza-preliminare.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/10/cipriani-una-strada-senso-unico.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/10/caso-cipriani-verdetto-in-vista-per.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/10/ancora-sul-caso-cipriani.html&lt;br /&gt;http://www.newsitaliapress.it/FilePub/646008023BENNY%20DECRETO.pdf&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/09/benedetto-cipriani-negli-usa-senza.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/08/una-richiesta-di-aiuto-da-benedetto.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/07/caso-cipriani-il-diritto-e-il-rovescio.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/07/benedetto-cipriani-costruzioni-o.html&lt;br /&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/07/benedetto-cipriani-processo-allo.html&lt;br /&gt;http://www.courant.com/news/local/hc-castillo0926.artsep26,0,4555490.story&lt;br /&gt;http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=265&amp;amp;info=139516&lt;br /&gt;http://www.wtnh.com/Global/story.asp?S=7156152&amp;amp;nav=3YeX&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;____________________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-3357179723805599773?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/3357179723805599773/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=3357179723805599773&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3357179723805599773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3357179723805599773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/11/benedetto-cipriani-il-processo-continua.html' title='Benedetto Cipriani, il processo continua'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5507593849032778458</id><published>2008-11-09T16:29:00.003+01:00</published><updated>2008-11-09T16:34:12.357+01:00</updated><title type='text'>Pirati!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/863c172099a869353fc8ac854afec42e.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/863c172099a869353fc8ac854afec42e.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Stamattina Greta Berlin del &lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=7e7f40ab0b65a398e921ddf9e69ac7e0&amp;amp;offset="&gt;Free Gaza Movement&lt;/a&gt;, al telefono satellitare con una barca da pesca al largo di Gaza, ha raccolto e diffuso le richieste di aiuto dell'equipaggio, attaccato con cannoni ad acqua e raffiche di armi da fuoco da una nave da guerra israeliana. A bordo, fra gli altri, &lt;a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/"&gt;Vittorio Arrigoni&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Greta, intorno alle 9.30 di stamattina, riferiva quanto segue: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Vik sta gridando alla nave israeliana che ci sono tre attivisti internazionali a bordo, che tutti sono disarmati e che vogliono solo pescare. Gli appelli sono stati accolti con cannoni ad acqua e il tiro è stato così violento che tutto l'equipaggio si è rifugiato in cabina per proteggersi. David sta cercando di prendere campioni dell'acqua da far analizzare. Il segnale&lt;/span&gt; [via satellitare] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;è molto debole e difficile da capire, ma posso sentire Vik sullo sfondo e sentire i colpi di arma da fuoco e l'acqua che colpisce la cabina di comando. Stanno cercando di rompere i finestrini nella cabina. Un'altra barca da pesca, circa 100 yarde distante sta pure venendo attaccata...".&lt;/span&gt; Poi la connessione si è interrotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attacco con cannoni ad acqua è continuato. Tra le 11.00 e le 11.30 la nave israeliana ha sparso acque contaminate sull'equipaggio e sulla pesca, che è stata buttata in mare. David dice che i militari sulla nave israeliana indossavano protezioni e maschere, indicazione di quanto l'acqua dei cannoni potesse essere pericolosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5507593849032778458?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5507593849032778458/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5507593849032778458&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5507593849032778458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5507593849032778458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/11/pirati.html' title='Pirati!'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2117707667173973233</id><published>2008-10-28T22:13:00.004+01:00</published><updated>2008-10-29T12:43:17.503+01:00</updated><title type='text'>Free Gaza: quando Dignity sfida Chutzpah</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/85a792337b48f5938170f2e458293b9f.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/85a792337b48f5938170f2e458293b9f.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"The boat will leave at sunset Tuesday (5:00 pm) with 26 passengers from 12 countries, including Palestine and Israel. On board is Mairead Maguire, the 1976 Nobel Peace Prize winner, Dr. Mustapha Barghouti, a member of the Palestinian Legislative Council, and several other doctors from Europe. Gideon Sprio, an Israeli journalist and long-time activist against the Israeli occupation is also coming".&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=f30dc9aa824658cd09376fadb7fd29e9&amp;amp;offset="&gt;Free Gaza Movement&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Stamattina il Movimento Free Gaza ha saputo dai media che la Marina israeliana minaccia di impedire con la forza alla nave &lt;span style="font-style: italic;"&gt;SS Dignity&lt;/span&gt;, in partenza da Cipro, di entrare domani nelle  acque di Gaza. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Israele non si è curato di comunicarci una ragione legittima per prevenire l'ingresso di medicinali, medici, avvocati e prominenti attivisti per i diritti umani nella Striscia di Gaza. Per il vero Israele non si è preoccupato di comunicare con noi in alcun modo ... Il Movimento Free Gaza vuole sia chiaro che non vi è intenzione, né ricerca di scontro con Israele"&lt;/span&gt;, ha dichiarato Greta Berlin del Free Gaza Movement. Così riassunte le parole che accompagnano la missione di Dignity, passiamo a Chutzpah, l'arroganza. Il messaggio diffuso dal Ministero degli Esteri israeliano, come riferito da &lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3614442,00.html"&gt;YnetNews&lt;/a&gt;, è infatti una breve sintesi di prepotenza e ignoranza. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"In base alla brutta esperienza della volta precedente, Israele ha deciso di non consentire l'ingresso del natante che si è pretenziosamente definito imbarcazione di aiuti umanitari"&lt;/span&gt;, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Yossi Levi. Ed ha aggiunto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Non c'è assolutamente relazione tra gli aiuti umanitari e questi provocatori. La precedente campagna si è distinta soprattutto nella diffusione di slogan. Sono rimasti a Gaza per un po', traendo vantaggio dalla loro permanenza per provocare le navi dell'IDF, inventandosi attacchi &lt;/span&gt;[nella foto un peschereccio speronato il 10 settembre scorso al largo di Gaza] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per coglierle alla sprovvista. Hanno solo cercato di estorcere l'attenzione internazionale a spese della reputazione di Israele".&lt;/span&gt; Problema: la reputazione di Israele - forse Levi non ne è al corrente, ma gli basterebbe documentarsi - non ha certo bisogno di aiuto nel discendere una china irreversibile. E ciò nonostante gli sforzi tentacolari che la propaganda filo sionista ha trasferito da ultimo - nello stesso stile prepotente ma scadente - dal nuovo al vecchio continente. E' quindi inutile precisare che l'arroganza dell'establishment militare israeliano non necessita delle 'estorsive' sortite dell'inerme naviglio del Movimento Free Gaza per dimostrare la svalutazione di ogni reputazione e di ogni credito, quand'anche tuttora pretestuosamente ancorato ai torti da ben altro popolo a suo tempo subiti.&lt;br /&gt;__________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=8731c313ba88bbd949908bc32424b965&amp;amp;offset="&gt;Aggiornamento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;For Immediate Release - October 29, 2008 - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"The Free Gaza Movement is delighted to announce that their third boat, the SS Dignity carrying 27 crew and passengers arrived in Gaza at 8:10 Gaza time, in spite of Israeli threats to stop them. In the pouring rain, the boat pulled into port amid cheers from the people of Gaza and tears from the passengers"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;For More Information, Please Contact:&lt;br /&gt;Greta Berlin (Cyprus) +357 99 081 767 / iristulip@gmail.com&lt;br /&gt;Osama Qashoo (Cyprus) +44 (0)78 3338 1660 / osamaqashoo@gmail.com&lt;br /&gt;Angela Godfrey Goldstein (Jerusalem)  +972 (0)54 736 6393 / angela@icahd.org&lt;br /&gt;__________________________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2117707667173973233?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2117707667173973233/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2117707667173973233&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2117707667173973233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2117707667173973233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/10/free-gaza-quando-dignity-sfida-chutzpah.html' title='Free Gaza: quando Dignity sfida Chutzpah'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2682829886353261725</id><published>2008-09-29T16:40:00.006+02:00</published><updated>2008-09-30T02:00:41.653+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza by air</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/pipistracci/pipistrair.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/pipistracci/pipistrair.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.famagusta-gazette.com/default.asp?sourceid=&amp;amp;smenu=69&amp;amp;twindow=&amp;amp;mad=&amp;amp;sdetail=5450&amp;amp;wpage=1&amp;amp;skeyword=&amp;amp;sidate=&amp;amp;ccat=&amp;amp;ccatm=&amp;amp;restate=&amp;amp;restatus=&amp;amp;reoption=&amp;amp;retype=&amp;amp;repmin=&amp;amp;repmax=&amp;amp;rebed=&amp;amp;rebath=&amp;amp;subname=&amp;amp;pform=&amp;amp;sc=2350&amp;amp;hn=famagusta-gazette&amp;amp;he=.com"&gt;Famagusta Gazette, 27 settembre 2008&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Un gruppo di attivisti dichiara che ha dovuto rinviare un viaggio in mare inteso a sfidare il blocco della Striscia di Gaza per la seconda volta, trasportando aiuti per i palestinesi. Circa venti attivisti dovevano partire mercoledì&lt;/span&gt; (24 settembre) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;da Cipro per Gaza"&lt;/span&gt;. I motivi del rinvio non vengono riferiti dalla Gazzetta di Famagosta, probabilmente si tratta dell'inclemenza del tempo e del mare al largo di Cipro, ma anche ed assai verosimilmente delle pressioni esercitate su chi avrebbe dovuto o potuto noleggiare una imbarcazione adeguata al Free Gaza, questione che era stata viceversa sottolineata dal Movimento in un &lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=b9ee69903f0d4a766fdd3ced473f2b29&amp;amp;offset="&gt;messaggio, inequivocabile, del giorno prima&lt;/a&gt;: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Questa settimana, in ventidue ci siamo recati a Cipro per adempiere alla nostra promessa di ritornare a Gaza. Poiché le nostre barche originali non erano adatte per questo viaggio abbiamo cercato di noleggiare o comprare una barca più robusta. Purtroppo tutte le volte che abbiamo pensato di raggiungere un accordo con un proprietario, l'intesa si è arenata, in parte - crediamo - per pressioni esterne. Benché sia stata una decisione difficile, abbiamo preferito posticipare temporaneamente il viaggio"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto precisato in un commento in calce al laconico comunicato della Famagusta Gazette, abbiamo sollecitato una risposta e una conferma da parte cipriota, chiedendo se è vero che il Movimento [Free Gaza] non è stato in grado di trovare qualcuno che noleggiasse loro un'imbarcazione ed ipotizzando che non è difficile immaginare la provenienza delle operazioni di lobbying indirizzate contro agli attivisti (ricordiamo in proposito la spedizione abortita del Sol Phryne, la nave in partenza per Gaza e sabotata a Cipro venti anni fa, una vergogna).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora cos'è il Boeing raffigurato qui sopra? Non è difficile immaginarlo, è un auspicio e un contributo personale alle &lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=81c7189722740cceb414a9827ee1c1d5&amp;amp;offset="&gt;parole del Free Gaza Movement&lt;/a&gt;, ma anche il sogno di un futuro e pacifico volo di linea da Cipro (o altrove) per la Striscia di Gaza, in terra di Palestina, finalmente libera. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;("From Sunday, October 5 to Friday, October 17, Free Gaza representatives Dr. Paul Larudee, Greta Berlin, Dr. Hesham Alalusi and Tom Nelson will be traveling to destinations throughout the Middle East to meet with individuals and groups interested in learning more about and supporting our efforts. We are available for meetings, speaking engagements and interviews.  We will also be offering the historic boats themselves for sale to buyers who wish them to become a monument, so that the funds can be used for larger, faster vessels, and possibly even an aircraft").&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2682829886353261725?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2682829886353261725/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2682829886353261725&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2682829886353261725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2682829886353261725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/09/free-gaza-by-air.html' title='Free Gaza by air'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-6720450175037326702</id><published>2008-09-25T02:21:00.005+02:00</published><updated>2008-09-25T21:45:21.935+02:00</updated><title type='text'>Nucleare iraniano, show must go on</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/208bebb2e54a10e393966560cdfcfa0b.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/208bebb2e54a10e393966560cdfcfa0b.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'ultimo &lt;a href="http://www.isis-online.org/publications/iran/IAEA_Iran_Report_15September2008.pdf"&gt;rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica&lt;/a&gt;, destinato al Board of Governors e quindi mantenuto ufficialmente riservato fino al 22 settembre scorso, è stato altrettanto ufficialmente diffuso in rete, intestato IAEA e in formato pdf, sin dalla data riportata nel documento, 15 settembre 2008. Niente di male. I soliti noti godono evidentemente di un canale privilegiato che consente di sbeffeggiare la pretesa riservatezza dell'Agenzia. Sia quel che sia, il 22 settembre la IAEA ha diffuso la relazione introduttiva del Direttore Mohammed ElBaradei (nella foto) al Board of Governors. Il &lt;a href="http://www.iaea.org/NewsCenter/Multimedia/Videos/Bog220908/index.html"&gt;video&lt;/a&gt; e la &lt;a href="http://www.iaea.org/NewsCenter/Statements/2008/ebsp2008n007.html"&gt;relazione introduttiva&lt;/a&gt; sono sul sito dell'Agenzia. Di seguito uno stralcio minimo sulla situazione del nucleare iraniano. Nulla di nuovo, ma lo strepito dei media internazionali degli ultimi giorni impone almeno di sapere che si tratta di strepito inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'Agenzia ha potuto proseguire nella verifica dell'inesistenza di deviazioni dall'uso dichiarato del materiale nucleare in Iran. Purtroppo l'Agenzia non ha potuto fare progressi sostanziali sugli alleged studies e sulle relative questioni pertinenti alle possibili dimensioni militari del programma nucleare iraniano. Queste rimangono motivo di seria preoccupazione. Sottolineo che l'Agenzia non ha rinvenuto alcun uso attuale di materiale nucleare in relazione agli alleged studies, né ha alcuna informazione - a parte l'uranium metal document - su attuali piani o costruzioni in Iran di componenti materiali nucleari di un'arma atomica. Contro le decisioni del Consiglio di Sicurezza, l'Iran non ha sospeso le attività relative all'arricchimento dell'uranio. Di nuovo sollecito l'Iran a dimostrare piena trasparenza e ad eseguire tutte le misure richieste per costruire la fiducia nella natura esclusivamente pacifica del suo programma nucleare il più presto possibile. Sono passati sei anni da quando abbiamo cominciato un intenso lavoro per chiarire le attività nucleari iraniane. E' nell'interesse di tutti che si possa raggiungere piena chiarezza prima possibile".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Sull'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;uranium metal document&lt;/span&gt;, v. su questo blog &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/06/nuclear-clowning.html"&gt;Nuclear Clowning&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo quanto risulta nel video diffuso dall'Agenzia Internazionale sull'Energia Atomica. Il testo completo della dichiarazione introduttiva riporta tuttavia, fra l'altro, una non nuova ed interessante precisazione da parte iraniana sui cosiddetti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alleged studies&lt;/span&gt;, che - occorre ricordare - consisterebbero in documentazione elettronica estrapolata da un personal computer di provenienza quantomeno incerta. Per la precisione sarebbero il frutto della fornitura di un laptop pervenuto agli USA nel 2004 da una fonte mantenuta anonima, che, a sua volta l'avrebbe ricevuto da altro anonimo probabilmente deceduto. (Cfr. &lt;a href="http://www.nytimes.com/2005/11/13/international/middleeast/13nukes.html?_r=3&amp;amp;pagewanted=print&amp;amp;oref=slogin&amp;amp;oref=slogin&amp;amp;oref=slogin"&gt;New York Times, 13 novembre 2005&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"A Laptop's Contents - American officials have said little in their briefings about the origins of the laptop, other than that they obtained it in mid-2004 from a source in Iran who they said had received it from a second person, now believed to be dead. Foreign officials who have reviewed the intelligence speculate that the laptop was used by someone who worked in the Iranian nuclear program or stole information from it"&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Su altri documenti segreti asseritamente trovati in fantomatici laptop, v. su questo blog &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/06/nucleare-iraniano-ogni-occasione-buona.html"&gt;Nucleare iraniano, ogni occasione è buona&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/06/ancora-sul-nuclear-ring.html"&gt;Ancora sul "Nuclear Ring"&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna annotare, al riguardo, che non gioca certo a favore della congruità e genuinità della documentazione e delle accuse di USA &amp;amp; Co. un imbarazzante precedente: l'indegno accrocchio costituito dall'italica confezione e americana diffusione di documenti fasulli sull'inesistente fornitura di uranio del Niger all'Iraq di Saddam Hussein. Una bufala assodata e vergognosa sulla quale le iniziative giudiziarie stentano (quantomeno in Italia) a trovare la via della pubblica notizia, ma che non impedì a George W. Bush di farne uso per sollecitare la sua campagna iraqena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste premesse sulla sospetta provenienza e manifattura degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alleged studies&lt;/span&gt;, sembrano sacrosante le puntualizzazioni di parte iraniana, riferite dal Direttore dell'AIEA nel testo completo della sua dichiarazione introduttiva (parte non riportata nel riassunto video anch'esso diffuso sul sito dell'Agenzia). L'ultima osservazione e l'invito di ElBaradei - che trascrivo di seguito - rasentano il surreale. Non solo è sospetta la provenienza di tale documentazione, ma il medesimo libello nucleare non viene concretamente fornito all'Iran, da cui si pretendono, viceversa, concrete prove della sua infondatezza. Meglio: prove ulteriori rispetto al fatto che l'Agenzia per l'Energia Atomica non ha trovato traccia di materiali o attività connessi alla documentazione virtuale in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Benchè abbia riconosciuto che alcune informazioni nella documentazione di cui si tratta, inclusi i nomi di persone e organizzazioni, siano corrette, l'Iran ha ribadito che tutti i documenti sono costruiti o falsificati. L'Iran ha pure dichiarato di non aver compiuto alcuna delle attività descritte negli alleged studies ed ha reiterato la sua richiesta di ottenere gli originali, o almeno le copie, della documentazione. Chiedo agli stati membri che hanno fornito all'AIEA la documentazione relativa agli alleged studies che l'Agenzia venga autorizzata a condividere &lt;/span&gt;[tale documentazione]&lt;span style="font-style: italic;"&gt; con l'Iran".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco male. I consueti untori nazionali ed internazionali, che non si vergognano di condire le loro dichiarazioni con slogan fasulli (ieri fu così per l'Iraq di Saddam Hussein e oggi con maggior protervia in funzione anti iraniana), non hanno bisogno di documentazione, né di prove. Dimenticheremo ancora una volta che chi mente in generale non è nulla più di un bugiardo, ma chi mentendo provoca sofferenze e morte per milioni di persone è un criminale?&lt;br /&gt;______________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-6720450175037326702?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/6720450175037326702/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=6720450175037326702&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6720450175037326702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6720450175037326702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/09/nucleare-iraniano-show-must-go-on.html' title='Nucleare iraniano, show must go on'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8249120379737500713</id><published>2008-09-17T00:38:00.007+02:00</published><updated>2008-09-17T23:10:05.589+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza: ferito Vittorio Arrigoni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/1d4bc866cd25ff9e8cfa6daf11437adf.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/1d4bc866cd25ff9e8cfa6daf11437adf.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche il crimine ha le sue gerarchie ed evidentemente i più generali crimini contro l'umanità - che consistono nell'umiliare, maltrattare, annichilire, affamare un intero popolo - sono compatibili con le operazioni da teppisti. Del resto i più volonterosi tirapiedi delle violenze di stato e di regime hanno poi affermato di essere semplici esecutori di ordini. E per essi ha ben motivo di esistere nell'immaginario collettivo l'inferno degli inetti, non più leggero di quello riservato a chi decide e a chi mentendo si adegua.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;From Ramzi Kysia to gazafriends - date Tue, Sep 16, 2008 at 11:44 PM - FOR IMMEDIATE RELEASE - ITALIAN HUMAN RIGHTS MONITOR INJURED BY ISRAELI NAVY OFF GAZA COAST GAZA STRIP (17 September 2008) - "An Italian human rights worker with the Free Gaza Movement and International Solidarity Movement was injured today by the Israeli navy while monitoring human rights abuses against Palestinian fishermen off the coast of the Gaza Strip. Vittorio Arrigoni was hit by flying glass when the Israeli navy used a high-power water cannon against the unarmed boats &lt;/span&gt;&lt;span&gt;[nella foto]&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. The water canon smashed the glass surrounding the steering section of the boat, with shards lacerating Arrigoni's back. He was taken to hospital immediately upon reaching shore, requiring stitches...".&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=zRPSXQOjzKo"&gt;Video su YouTube&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Gaza, martedì 16 settembre - Siamo in mare con i pescatori palestinesi. Una nave israeliana, più grande del solito, ci ha investiti con un getto d'acqua potentissimo che ha distrutto i vetri della cabina da cui stavo guidando la barca. Fortunatamente, mi sono girato in tempo, ma non ho potuto evitare che la mia schiena fosse colpita e ferita da parecchi pezzi di vetro. Un ulterioriore gesto di aggressione mentre i pescatori e i due internazionali a bordo stavano solamente pescando".&lt;/span&gt; &lt;a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/"&gt;Vittorio Arrigoni&lt;/a&gt; (su &lt;a href="http://www.infopal.it/testidet.php?id=9324"&gt;Infopal&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo su &lt;a href="http://www.palsolidarity.org/main/2008/09/16/ism-rafah-italian-activist-injured-by-israeli-navy-off-gaza-coast/"&gt;palsolidarity&lt;/a&gt; (International Solidarity Movement)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo pochi giorni fa Vittorio annotava su &lt;a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1736&amp;amp;y=2008#commenti_start"&gt;Guerrillaradio&lt;/a&gt; l'ennesimo, episodio di gratuita violenza della marina israeliana sui pescatori di Gaza: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Lunedì 10 settembre, alle ore 17 circa, a meno di 6 miglia dalle coste di Gaza, in acque palestinesi, una nave da guerra israeliana si è volutamente lanciata ad alta velocità contro uno dei nostri pescherecci, quel giorno a pesca senza internazionali a bordo. L'impatto è stato devastante per il fragile peschereccio palestinese (come documentano i danni visibili nel filmato), la nave militare israelina è andata a sbattare sul fianco del peschereccio, letteralmente passandoci sopra e rimpiombando in mare dalla parte opposta. Visibili sulla prua i segni scavati dal legno delle turbine del motore della nave israeliana [v. foto]. Fortunatamente, il peschereccio stava pescando e quindi era ben assestato in acqua, altrimenti si sarebbe ribaltato conducendo a morte certa tutto l'equipaggio. Ancora più fortunatamente, tutti i membri dell'equipaggio si trovavano a poppa, intenti a cucinare per il pasto che interrompe il digiuno del Ramadan, qui alle 18 pm. circa. Sfortunatamente, il danno per il proprietario del peschereccio ammonta a più di 50 mila dollari, e impossibili sono riparazioni in tempi brevi, dato che nella Gaza sotto assedio non si trovano i materiali necessari. L'unico ferito per questo folle attacco terroristico, secondo fonti militari a Tel Aviv, è proprio un soldato israeliano, dato che la manovra suicida della nave da guerra ha seriamente rischiato la vita anche al suo di equipaggio".&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.youtube.com/v/9E7nqVEOmsE&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xcfcfcf&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;Video su YouTube&lt;/a&gt;) (&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=6e1fc2b943b19ec0c7060d7201c4befe&amp;amp;offset="&gt;Articolo su freegaza.org&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a href="http://www.palsolidarity.org/main/2008/09/04/israeli-army-open-fire-of-gazan-fishermen-and-international-activists/"&gt;palsolidarity&lt;/a&gt; un altro episodio (del 1° settembre).&lt;br /&gt;___________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8249120379737500713?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8249120379737500713/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8249120379737500713&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8249120379737500713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8249120379737500713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/09/free-gaza-ferito-vittorio-arrigoni.html' title='Free Gaza: ferito Vittorio Arrigoni'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5854436028813018369</id><published>2008-09-09T02:09:00.003+02:00</published><updated>2008-09-09T02:18:37.542+02:00</updated><title type='text'>Bil'in, ferita attivista italiana</title><content type='html'>Ramallah, 5 settembre 2008 - &lt;a href="http://english.wafa.ps/?action=detail&amp;amp;id=12062"&gt;WAFA Palestine News Agency&lt;/a&gt; riferisce che, secondo testimoni, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"una attivista italiana per la pace è stata ferita venerdì da soldati israeliani a Bil'in durante una delle manifestazioni di protesta contro il Muro"&lt;/span&gt; imposto da Israele in Cisgiordania. I testimoni avrebbero dichiarato che i soldati hanno attaccato la manifestazione settimanale contro la costruzione del "muro della vergogna", che inghiotte la maggior parte della terra intorno al villaggio. Il Comitato Popolare contro il Muro dell'Apartheid ha dichiarato alla stampa che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco, gettando bombolette di gas lacrimogeno contro i manifestanti e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"ferendo al collo una attivista italiana con un proiettile rivestito di gomma"&lt;/span&gt;, mentre altri manifestanti venivano soffocati dal gas. La manifestazione, pacifica, riuniva attivisti internazionali e israeliani con palestinesi in occasione del primo anniversario della decisione dell'Alta Corte israeliana di abbattere il muro nel villaggio di Bil'in a ovest di Ramallah. L'&lt;a href="http://imemc.org/article/56859"&gt;International Middle East Media Center&lt;/a&gt; precisa che secondo fonti mediche l'attivista ferita si chiamerebbe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Frederica&lt;/span&gt; [così nel testo] e che le sue ferite sono state descritte come moderate. La notizia è riportata anche da &lt;a href="http://www.maannews.net/en/index.php?opr=ShowDetails&amp;amp;ID=31752"&gt;Maan News&lt;/a&gt;. Neanche un cenno - per quanto risulti - sui principali media italiani. Già nell'&lt;a href="http://www.iomangiosano.forum.rai.it/news/articolornews24/0,9219,4608722,00.html"&gt;ottobre scorso&lt;/a&gt; un altro attivista italiano era stato ferito allo stesso modo, sempre a Bil'in, in modo non grave, perchè colpito da un proiettile di gomma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5854436028813018369?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5854436028813018369/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5854436028813018369&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5854436028813018369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5854436028813018369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/09/bilin-ferita-attivista-italiana.html' title='Bil&apos;in, ferita attivista italiana'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2186125690183151455</id><published>2008-09-01T21:44:00.003+02:00</published><updated>2008-09-01T21:57:40.396+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza, a pesca con le bombe</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/e68d8577ee64d7ca7272c622497f4bb2.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/e68d8577ee64d7ca7272c622497f4bb2.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gaza, 1° settembre 2008, ore 9:45: "&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=1d353c95e7e810a2b5f12df901904bf1"&gt;Imbarcazioni della marina israeliana sparano alle barche da pesca disarmate e agli attivisti per i diritti umani&lt;/a&gt;". Per maggiori informazioni contattate (at sea, off Gaza coast) Vittorio Arrigoni, +972 598 826 516 - (at sea, off Gaza coast) Donna Wallach, +972598 836 420 - (Cyprus) Greta Berlin, +357 99 081 767 / iristulip@gmail.com - (Cyprus) Osama Qashoo, +357 97 793 595 - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Alle 9:45 è giunta notizia che parecchi natanti della marina israeliana stanno sparando ad una barca da pesca palestinese con sei attivisti per la pace del movimento Free Gaza a bordo. Gli attivisti hanno chiamato dalla barca. E' stato riferito che i colpi erano udibili da Cipro. La barca era uscita a pesca stamattina all'alba, i passeggeri sono disarmati e si trovano nelle acque di Gaza. Gli attivisti a bordo sono George, dalla Grecia, Donna e Darlene (USA), Adam dalla Danimarca, Andrew dalla Scozia e Vik dall'Italia. Informate le vostre ambasciate, notizie a seguire".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=77693d4f6eba54edc20724104ac2a784&amp;amp;offset="&gt;Resoconto di Vittorio Arrigoni sulla sparatoria israeliana&lt;/a&gt;: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Quando siamo arrivati ad una distanza, stimata dal capitano della nostra barca da pesca, di sette miglia dalla costa, abbiamo gettato le reti e abbiamo iniziato a pescare, le navi da guerra israeliane si sono affrettate a raggiungere la nostra posizione. Una delle navi si è sistemata ad una distanza di meno di duecento metri dal fianco della nostra barca da pesca, ha aperto il fuoco nella nostra direzione almeno quattro volte durante il giorno. Era fuoco di intimidazione diretto in acqua, ma alcune raffiche hanno quasi toccato lo scafo della nostra barca. Una cannonata ci ha quasi raggiunto. Cercare un contatto via radio è stato inutile. I soldati sulla nave da guerra israeliana ordinavano l'evacuazione dell'area usando un megafono. E dopo sparavano. Qualche volta sparavano prima dell'ordine. Una volta hanno sparato alle nostre reti e hanno cercato di danneggiarle navigando in quella direzione. Purtroppo il nostro grosso errore è stato di non avere una macchina fotografica, né una telecamera che, con megafoni usati al loro stesso modo, considero essenziali per la nostra prossima battuta di pesca. Malgrado le intimidazioni la pesca è stata ricca e proficua, abbiamo issato a bordo una quantità di pesce dieci volte maggiore della norma per i pescatori palestinesi".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2186125690183151455?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2186125690183151455/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2186125690183151455&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2186125690183151455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2186125690183151455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/09/free-gaza-pesca-con-le-bombe.html' title='Free Gaza, a pesca con le bombe'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5363256083284255249</id><published>2008-08-28T15:22:00.005+02:00</published><updated>2008-08-28T15:32:05.012+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza e Liberty, la missione continua</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLam7yXdatI/AAAAAAAAAGY/Ee9uJIc-rAc/s1600-h/theycare3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLam7yXdatI/AAAAAAAAAGY/Ee9uJIc-rAc/s320/theycare3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239558762554813138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.freegaza.org/print_page.php?id=4c1177eac0ad0a58dbceaf5f82ceeceb&amp;amp;offset=&amp;amp;module=latest_news"&gt;Free Gaza Movement - For immediate release.&lt;/a&gt; Gaza City, 28 agosto 2008. "Dopo aver sconvolto il blocco israeliano imposto a Gaza i primi giorni di questa settimana, il Free Gaza e il Liberty partiranno per Cipro alle 14 di oggi (ora locale). Parecchi palestinesi, cui era stato in passato negato  da Israele il visto di uscita, si uniranno nel viaggio agli attivisti internazionali per i diritti umani. Tra i palestinesi in partenza c'è Saed Mosleh, dieci anni, di Beit Hanoon, Gaza. Saed ha perso un gamba a causa di un colpo sparato da un carro armato isrealiano e sta partendo con suo padre per ottenere cure mediche. A bordo c'è pure la famiglia Darwish, che potrà finalmente riunirsi con i propri familiari a Cipro (...)". Alcuni attivisti rimangono a Gaza. Tra questi anche Vittorio Arrigoni.&lt;br /&gt;________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=6d92b3626839c2a0debdd50db255a549&amp;amp;offset="&gt;Message from the Free Gaza boats&lt;/a&gt; at 3.20 pm German time, received via Skype: "We just left Gaza and it looks like Israeli ships are waiting for us. Tell people to check back regularly this afternoon (Greek time) to see if the streaming is active: &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://xserve1.systame.net/freegaza.sdp" target="_blank"&gt;http://xserve1.systame.net/freegaza.sdp&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;."  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;________________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5363256083284255249?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5363256083284255249/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5363256083284255249&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5363256083284255249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5363256083284255249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/free-gaza-e-liberty-la-missione.html' title='Free Gaza e Liberty, la missione continua'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLam7yXdatI/AAAAAAAAAGY/Ee9uJIc-rAc/s72-c/theycare3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2640213679593555278</id><published>2008-08-26T20:36:00.006+02:00</published><updated>2008-08-26T21:29:21.449+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza, welcome dall'ONU</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/ccf890c37e7e761f36352d40af803244.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/ccf890c37e7e761f36352d40af803244.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=27814&amp;amp;Cr=palestin&amp;amp;Cr1="&gt;UN News Centre&lt;/a&gt;, 25 agosto 2008. Un esperto indipendente per i diritti umani dell'ONU ha accolto oggi con entusiasmo la notizia dello sbarco delle due imbarcazioni di legno che trasportavano 46 attivisti per i diritti umani come una simbolica vittoria chiave. Richard Falk, Referente Speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori Palestinesi ha dichiarato che gli attivisti - facenti parte del Free Gaza Movement - cercano di portare l'attenzione sulla situazione critica di un milione e mezzo di residenti, rimasti "sotto assedio" nell'ultimo anno. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Quell'assedio, il blocco della costa e il sorvolo da parte della flotta aerea israeliana sono tutte testimonianze del fatto che, nonostante il vantato "disimpegno" israeliano del 2005, queste realtà sul terreno dimostrano che Gaza rimane sotto occupazione israeliana e, di conseguenza, Israele rimane legalmente responsabile per la protezione dei diritti umani della sua popolazione civile"&lt;/span&gt; (...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il funzionario incaricato dall'ONU non avrebbe potuto essere più chiaro e quanto dichiarato fa giustizia della vieta retorica gettata a piene mani in Israele e - more solito - su tutti i possibili canali di comunicazione: dal mainstream israeliano e mondiale, ai forum, ai blog, ai più oscuri aggregatori di notizie. La coordinata ed isterica reazione dei circoli israelo-conservatori di mezzo mondo si è infatti scatenata gettando palate di parole inconferenti, per lo più gratuite ed offensive, sulla missione e sui suoi protagonisti. E' buona notizia sapere che sia sotto il profilo pratico (le imbarcazioni sono approdate a Gaza nonostante le difficoltà opposte alla missione), sia sotto il profilo mediatico e delle pubbliche relazioni, lo sforzo di stampo lobbystico che tende ad aggiungere, al danno di una situazione insopportabile, la beffa delle ironiche dichiarazioni su chi ha avuto il coraggio di sfidare l'assedio di Gaza, è caduto nel vuoto. Anzi, ha scatenato - non altro che per rinnovata curiosità su fatti generalmente taciuti - la generale consapevolezza di quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza, del perchè e della vetusta, monocorde retorica della "lotta al terrorismo" adottata per coprire i misfatti di un'occupazione arrogante, oltre che illegale ed inumana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Significativo, in proposito, il dibattito diffuso da Al Jazeera (Inglese) all'interno del suo programma Inside Story, tra Huwaida Arraf dell'International Solidarity Movement, da Gaza e Ranaan Gissin, consulente dell'ex premier israeliano, da Tel Aviv (v. foto). &lt;span style="font-size:85%;"&gt;("&lt;a href="http://exexxx.blogspot.com/2008/08/challenging-gaza-siege.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Challenging Gaza siege&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;" - su &lt;a href="http://exexxx.blogspot.com/"&gt;exexxx&lt;/a&gt;, video da YouTube - Al Jazeera English (Inside story) - 24 August 2008 - Part 1 &amp;amp; 2)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente apprendiamo &lt;span&gt;(26 agosto 2008&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;"for immediate release"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt; dal &lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=78d87fe6a833b8ec7c5e0524dd394469&amp;amp;offset="&gt;Free Gaza Movement&lt;/a&gt;, che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"la SS Free Gaza e la SS Liberty lasceranno Gaza per Cipro giovedì &lt;/span&gt;&lt;span&gt;(26 agosto)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; mattina alle 9:00. Parecchi studenti palestinesei cui è stato negato il visto di ingresso da Israele viaggeranno per Cipro sulle imbarcazioni. Un professore palestinese sarà finalmente in grado di tornare ad insegnare in Europa e una giovane donna palestinese potrà finalmente riunirsi al marito. Parecchi attivisti del movimento Free Gaza rimarranno a Gaza per proseguire il monitoraggio dei diritti umani"&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2640213679593555278?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2640213679593555278/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2640213679593555278&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2640213679593555278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2640213679593555278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/free-gaza-welcome-dallonu.html' title='Free Gaza, welcome dall&apos;ONU'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-3291221345942991273</id><published>2008-08-25T02:10:00.005+02:00</published><updated>2008-08-25T02:37:25.308+02:00</updated><title type='text'>Enzo Baldoni, perchè non dimentichiamo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLH431d53AI/AAAAAAAAAF4/krTUCmoP7Og/s1600-h/eb25082008.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLH431d53AI/AAAAAAAAAF4/krTUCmoP7Og/s320/eb25082008.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238241479737596930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 4 dicembre 2004 viene lanciata, probabilmente dall'AGI, una notizia particolare su Enzo Baldoni, ucciso in Iraq poco più di tre mesi prima. Si tratta di delicate dichiarazioni del portavoce di Al Jazeera, la rete del Qatar che il 26 agosto 2004 aveva fornito alle locali autorità italiane la notizia e un fotogramma della morte di Enzo. Lo stesso giorno, il 4/12/2004, addirittura negli USA, Ogrish.com (sito piuttosto trucido in seguito raffinato e rinominato Live Leak) riferisce che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"la televisione araba Al Jazeera ha materiale 'interessante' in relazione all'esecuzione di Enzo Baldoni e, qualora richiesta dai magistrati italiani, valuterà se  consegnarlo senza rischiare le fonti giornalistiche".&lt;/span&gt; Ogrish comunica che l'annuncio è stato fatto da Jihad Ballout, portavoce del network televisivo arabo, durante una convenzione sul giornalismo e il Medio Oriente organizzato da Informazione Senza Frontiere a Firenze e precisa che Ballout ha detto che Al Jazeera non ha un video dell'effettiva esecuzione (il link non è più funzionante).&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.isfreedom.org/home751.htm"&gt;Information Safety and Freedom&lt;/a&gt; riporta la notizia lo stesso 4 dicembre, precisando che Jihad Ballout ha risposto a una domanda sul video dell'uccisione, dichiarando: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Non abbiamo la cassetta dell’uccisione di Enzo Baldoni, ma ‘al Jazeera’ possiede materiali televisivi sulla morte del giornalista italiano e se le autorità italiane ne faranno richiesta noi ci saremo"&lt;/span&gt;, ma ha precisato che allo stato nessuna richiesta in tal senso era mai arrivata ad Al Jazeera da parte dell'autorità giudiziaria italiana. Di più, quando Aidan White (Segretario Generale della IFJ, Federazione Internazionale dei Giornalisti, a suo tempo &lt;a href="http://www.articolo21.info/notizia.php?id=930"&gt;fortemente critico della retorica italiana&lt;/a&gt; in occasione del sequestro di Baldoni) gli ha chiesto la disponibilità a mostrare quel video ad una delegazione internazionale composta da giornalisti anche italiani, Ballout ha risposto che al momento in cui la richiesta fosse arrivata ufficialmente sarebbe stata presa in considerazione con "mente aperta".&lt;br /&gt;Sono passati quattro anni dalla notizia della morte di Enzo Baldoni e poco più tempo dall'offerta di informazioni di Al Jazeera. Non risulta che la magistratura italiana abbia avanzato una richiesta di documentazione usufruendo della disponibilità del network qatariota. E, se avanzata, nessuno conosce l'esito di questa richiesta. Tantomeno risulta che una delegazione internazionale (o nazionale o locale) di giornalisti abbia mai preso in considerazione l'idea che il materiale in possesso di Al Jazeera possa gettare un po' di luce sulla fine di Enzo Baldoni. Tutti sappiamo, invece, che le prove effettuate sul DNA dei pochi resti di Enzo provenienti dall'Iraq diedero, a suo tempo, esito positivo. Poi il vuoto dovuto anche al disimpegno italiano in Iraq ma forse favorito dai segreti che coprono una morte imbarazzante e i protagonisti di un'alleanza scomoda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-3291221345942991273?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/3291221345942991273/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=3291221345942991273&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3291221345942991273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3291221345942991273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/enzo-baldoni-perch-non-dimentichiamo.html' title='Enzo Baldoni, perchè non dimentichiamo'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLH431d53AI/AAAAAAAAAF4/krTUCmoP7Og/s72-c/eb25082008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5018668359117144665</id><published>2008-08-24T19:37:00.004+02:00</published><updated>2008-08-24T19:47:17.565+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza, lunedì a pesca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLGceR91hNI/AAAAAAAAAFw/gN5MAORMxe4/s1600-h/maritimeactivityzone1994.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLGceR91hNI/AAAAAAAAAFw/gN5MAORMxe4/s320/maritimeactivityzone1994.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238139885641368786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=36af685f12114c65d3031f336be17beb&amp;amp;offset="&gt;Lunedì mattina gli attivisti per i diritti umani andranno in mare a pesca&lt;/a&gt;. Gaza City, Gaza (24 agosto 2008) - "Due giorni dopo l'arrivo del Free Gaza e del Liberty, accolti da un festoso benvenuto a Gaza, tra 20 e 25 degli osservatori per i diritti umani andranno in mare con i pescatori per mostrare sostegno alla lotta per mantenere produttiva la loro attività. Secondo un recente articolo del Guardian, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"nel 1990 l'attività di pesca a Gaza produceva un ricavo annuale di circa 5 milioni di sterline. Nel 2007 si era dimezzato e si sta ancora riducendo velocemente. Secondo gli accordi di Oslo, che nel 1993 si supponeva preannunciassero l'avvento di uno stato palestinese indipendente, i pescatori di Gaza avrebbero potuto percorrere 20 miglia marine verso il mare aperto&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[v. immagine a sinistra, &lt;a href="http://www.mfa.gov.il/NR/rdonlyres/0D80237A-9B99-42D4-8BA0-FB8627593661/0/MFAG003p0.gif"&gt;mappa&lt;/a&gt; allegata all'accordo per Gaza e Gerico del 1994]&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;dove avrebbero potuto prendere le sardine migranti dal delta del Nilo verso la Turchia in primavera. Ma negli anni recenti le navi della marina israeliana hanno imposto i loro limiti assai ridotti, qualche volta a meno di 6 miglia".&lt;/span&gt; Il gruppo partirà al mattino molto presto e andrà al largo del porto di Gaza almeno per 7 - 8 miglia, assicurandosi di esporre se stessi e le bandiere internazionali. Intendono stare in mare per parecchie ore fornendo protezione agli uomini che pescano. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Cosa dà a Israele il diritto di togliere il sostentamento a questi pescatori? E perchè il mondo permette loro di distruggere un'attività che serviva a mantenere migliaia di palestinesi?"&lt;/span&gt; si è chiesta Greta Berlin, uno dei cinque organizzatori del Free Gaza Movement. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Noi intendiamo sfidare quel diritto, sostenuto da navi da guerra e mitragliatrici, proprio come abbiamo sfidato il diritto di Israele di impedire il nostro approdo qui sabato".&lt;/span&gt; Gli organizzatori pensano che, dal momento che hanno navigato fino a Gaza senza interferenze delle forze militari israeliane, si sia stabilito un precedente per insistere per i diritti umani dei palestinesi, che non vogliono nulla più della loro libertà di procurarsi da vivere, andare a scuola e ricevere cure mediche". &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Per maggiori informazioni, per favore contattate: (Gaza) Huwaida Arraf, tel. +972 599 130 426 - (Gaza) Jeff Halper, tel. +972 542 002 642 - (Cyprus) Osama Qashoo, tel. +357 99 793 595  / osamaqashoo@gmail.com - (Jerusalem) Angela Godfrey-Goldstein, tel. +972 547 366 393  / angela@icahd.org) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5018668359117144665?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5018668359117144665/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5018668359117144665&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5018668359117144665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5018668359117144665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/free-gaza-luned-pesca.html' title='Free Gaza, lunedì a pesca'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SLGceR91hNI/AAAAAAAAAFw/gN5MAORMxe4/s72-c/maritimeactivityzone1994.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2882538798141516636</id><published>2008-08-23T16:18:00.003+02:00</published><updated>2008-08-23T16:21:40.991+02:00</updated><title type='text'>We've entered Gazan waters!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/60a6fabde2a0528810902a10a2c59a10.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/60a6fabde2a0528810902a10a2c59a10.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;a href="http://www.freegaza.org/index.php?module=latest_news&amp;amp;id=c0daaba2aaab6713b9557ea704ff0470&amp;amp;offset="&gt;Siamo entrati nelle acque di Gaza&lt;/a&gt;" - [Send to Friend] - Yvonne Ridley  Date : 08-23-2008 - Un messaggio a tutti dalla SS Liberty: "Siamo entrati nelle acque di Gaza. Portiamo la bandiera palestinese e ora pensiamo che raggiungeremo le coste di Gaza molto presto. Ho perso per pochi giorni l'inizio della caduta del Muro di Berlino, ma ora so come si sentiva la gente quando ha abbattuto quei primi pochi mattoni. Oggi è una grande vittoria del popolo sul potere". --Yvonne Ridley, abord the SS Liberty, bound for Gaza, 23 Aug. 2008 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;("We've entered Gazan waters!" - [Send to Friend] - Yvonne Ridley  Date : 08-23-2008 - A Message to All from the SS Liberty: "We've entered Gazan waters. We're flying the Palestinian flag, and we now believe that we're going to reach the shores of Gaza very soon. I missed the start of the Berlin Wall coming down by just a few days, but now I know how people felt when they tore down those first few bricks. Today is a huge victory of people over power." --Yvonne Ridley, abord the SS Liberty, bound for Gaza, 23 Aug. 2008)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2882538798141516636?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2882538798141516636/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2882538798141516636&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2882538798141516636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2882538798141516636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/weve-entered-gazan-waters.html' title='We&apos;ve entered Gazan waters!'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-6623976186378555480</id><published>2008-08-22T00:19:00.013+02:00</published><updated>2008-08-23T16:26:56.248+02:00</updated><title type='text'>Free Gaza, Liberty e la minaccia pirata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SK3qKvBxVrI/AAAAAAAAAFo/T8rFzgXQWU8/s1600-h/pirateria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SK3qKvBxVrI/AAAAAAAAAFo/T8rFzgXQWU8/s320/pirateria.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237099411845240498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Larnaca (Cipro). Le autorità cipriote hanno permesso alle due imbarcazioni che trasportano i membri dell'organizzazione &lt;a href="http://www.freegaza.org/"&gt;Free Gaza&lt;/a&gt; di partire alla volta della terra di Palestina. Le due barche, il Free Gaza e il Liberty, hanno passato i controlli di sicurezza a cura del Direttore della Cyprus Merchant Shipping, Sergios Serghiou e sono stati forniti della relativa documentazione (Associated Press su &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=1013757"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;). La partenza delle barche da Cipro prevista verso la mezzanotte del 21 agosto 2008, ora locale (quindi alle &lt;st1:metricconverter productid="23 in" st="on"&gt;23  in&lt;/st1:metricconverter&gt; Italia) dovrebbe approdare a Gaza dopo un viaggio di circa 30 ore. La missione prevede la consegna di 200 apparecchi acustici ad un'assocazione di aiuti umanitari per i bambini palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo israeliano, pur riconoscendo esplicitamente il carattere umanitario della spedizione, l'ha ostacolata e contestata anche sulla base degli accordi di Oslo, minacciando di fare ricorso alla forza nei confronti dei vascelli ora in viaggio verso Gaza (&lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1012171.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;: &lt;i&gt;"A position paper by the Foreign Ministry's legal department says Israel has the right to use force against the demonstrators as part of the Oslo Accords, which names Israel as responsible for Gaza's territorial waters"&lt;/i&gt;). Si tratta di un pretesto evidente. Non è stato rispettato uno solo dei termini, tutti ormai da tempo decorsi,  per l'esecuzione di quegli accordi e l'intero impianto di Oslo è stato infine addirittura dichiarato inesistente dall'ex premier israeliano Sharon, che l'11 gennaio del 2001 affermava: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'accordo di Oslo è un patto che non esiste più"&lt;/span&gt; (cfr. &lt;a href="http://www.time.com/time/world/article/0,8599,94787,00.html"&gt;Time&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9A01E5D71E3AF932A25752C0A9679C8B63&amp;amp;sec=&amp;amp;spon=&amp;amp;pagewanted=print"&gt;New York Times&lt;/a&gt;: &lt;i&gt;"The Oslo accord is an agreement that no longer exists"&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In proposito sembra quindi addirittura ridicolo oltre che pretestuoso riferirsi ad Oslo e ai suoi corollari, tutti incompiuti e rinnegati. Così non ha senso riferirsi oggi alle inverosimili condizioni imposte alla nascente Autorità Palestinese e alla gente di Gaza, con la ratifica di Yasser Arafat, nello specifico &lt;a href="http://www.mfa.gov.il/MFA/Peace%20Process/Guide%20to%20the%20Peace%20Process/Gaza-Jericho%20Agremeent%20Annex%20I"&gt;Accordo per Gaza e Gerico&lt;/a&gt; del 4 maggio 1994, diretto derivato di Oslo che riguardava proprio la Striscia e il mare antistante, poichè non uno degli indispensabili presupposti di fatto e di diritto previsti nel patto (in particolare la nomina di un'autorità congiunta israelo-palestinese preposta al controllo di quel mare) ha mai visto la luce. Lo scritto già a suo tempo non valeva la carta su cui Rabin e Arafat vergarono le proprie firme, tanto in assoluto quanto in relazione alla susseguente condotta osservata in merito alla sua esecuzione. Sicché, in particolare, il suo &lt;i&gt;annesso I, art. XI, par. 4&lt;/i&gt;, che regolava l'accesso dei natanti e il destino dei viaggi internazionali per &lt;st1:personname productid="la Striscia" st="on"&gt;la Striscia&lt;/st1:personname&gt; di Gaza in attesa della costruzione del suo porto, caduto di fatto nel vuoto, è oggi giuridicamente nullo e inefficace. O - se si preferisce - impossibile. Parimenti inefficace è pertanto la giugulatoria suddivisione e regolamentazione virtuale del mare antistante &lt;st1:personname productid="la Striscia" st="on"&gt;la  Striscia di Gaza&lt;/st1:personname&gt; e la connessa creazione di una &lt;a href="http://www.mfa.gov.il/NR/rdonlyres/0D80237A-9B99-42D4-8BA0-FB8627593661/0/MFAG003p0.gif"&gt;Maritime Activity Zone&lt;/a&gt; pressochè carceraria lungo la costa palestinese (un tratto di mare esteso &lt;st1:metricconverter productid="20 miglia" st="on"&gt;20 miglia&lt;/st1:metricconverter&gt; verso il largo e teoricamente diviso in tre zone: &lt;i&gt;"K"&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;"M"&lt;/i&gt; contigue alle acque territoriali di Israele ed Egitto, riservata alle attività della Marina israeliana, ed &lt;i&gt;"L"&lt;/i&gt;, compresa tra le due zone precedenti, aperta alle attività di pesca, economiche e ricreative, riservate ai battelli autorizzati dall’Autorità della Palestina). La stessa sorte spetta quindi alla (non) regolamentazione della responsabilità sul mare territoriale di Gaza evacuata e in ispecie alle odierne pretese israeliane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vantato ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza del 2005 è cosa ufficiale, internazionalmente sbandierata. Minacciando la missione del Free Gaza e del Liberty e la sicurezza del loro equipaggio, la dirigenza dello stato ebraico si prepara, quindi, non tanto a sbugiardare definitivamente ed ufficialmente quell'affermazione, già vuota di ogni contenuto pratico, quanto a promuovere, tramite la propria marina, nei confronti di due vascelli la cui missione è stata riconosciuta come umanitaria, qualcosa di assai simile ad un atto di pirateria. O più precisamente di corsareria (il corsaro era al servizio di un governo dal quale otteneva lo status di combattente e la bandiera).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è inutile infatti ricordare che già la convenzione di Ginevra del 1958 (poi ripresa dall’ONU nel 1982, a Montego Bay, questa significativamente non firmata da Israele) definisce pirateria &lt;i&gt;“ogni atto illecito di violenza e di sequestro o di rapina commesso in alto mare contro l’equipaggio o i passeggeri di una nave od un aeromobile”&lt;/i&gt;. Inoltre, anche qualora il blocco navale israeliano al largo della Striscia dovesse assumere - ma non si vede come - una parvenza di liceità internazionale, da esso dovrebbe essere in ogni caso escluso il blocco di beni di prima necessità, viveri e medicinali ed altri aiuti umanitari (art. 54, n. 1 del I Protocollo del 1977 addizionale alle Convenzioni di Ginevra di Diritto Umanitario del 1949).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto occorrer possa, in proposito, secondo Associated Press (notizia sempre ripresa da &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=1013757"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;), legali americani della National Lawyers' Guild provvederanno ad intraprendere le opportune azioni giudiziali nei confronti delle autorità israeliane se, come è stato minacciato dai vertici dello stato ebraico, si procedesse al sequestro degli attivisti in acque internazionali.&lt;br /&gt;_____________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aggiornamenti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Haaretz - &lt;span&gt;16:16 23/08/2008&lt;/span&gt; - &lt;span&gt;Israele è sul punto di lasciare che le imbarcazioni che contestano l'assedio di Gaza approdino sulla Striscia &lt;/span&gt;- di Barak Ravid, corrispondente di Haaretz e Associated Press  - Israele ha deciso sabato (23 agosto) di permettere ad un gruppo USA di attivisti che contestano il blocco israeliano alla Striscia di Gaza di portare due imbarcazioni che trasportano aiuti umanitari in territorio palestinese. Un alto ufficiale israeliano ha dichiarato sabato che il primo ministro Ehud Olmert, il ministro degli esteri Tzipi Livni e il ministro della difesa Ehud Barak si sono consultati a lungo sulla questione venerdì e hanno deciso di non ostacolare alle imbarcazioni, che trasportano 46 attivisti, l'approdo nella Striscia. L'ufficiale ha aggiunto che "gli organizzatori della missione cercavano di creare una provocazione ed è stato deciso di consentire loro l'approdo per prevenire la provocazione" (...)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Haaretz - &lt;span&gt;15:24 23/08/2008&lt;/span&gt; - Free Gaza activists: Israel is sabotaging our mission, endangering lives of members - By The Associated Press - A group of pro-Palestinian activists ran into trouble Saturday as they tried to sail through Israel's blockade of the Gaza Strip, saying their boats' electronic communication systems were jammed and the vessels were struggling in rough Mediterranean waters. The Free Gaza activist group accused Israel of sabotaging the mission. The two boats carrying members of the U.S.-based activist group left Cyprus for Gaza on Friday to try and break Israel's blockade of the Palestinian territory, carrying a delivery of humanitarian supplies (...)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.haaretz.com/hasen/spages/1014462.html&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-6623976186378555480?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/6623976186378555480/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=6623976186378555480&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6623976186378555480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6623976186378555480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/free-gaza-liberty-e-la-minaccia-pirata.html' title='Free Gaza, Liberty e la minaccia pirata'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SK3qKvBxVrI/AAAAAAAAAFo/T8rFzgXQWU8/s72-c/pirateria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-451767400141085628</id><published>2008-08-19T17:48:00.006+02:00</published><updated>2008-08-19T23:46:02.183+02:00</updated><title type='text'>Aree grigie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SKrr0o4m0HI/AAAAAAAAAFY/bPqo2YMNV0M/s1600-h/foxnews14.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SKrr0o4m0HI/AAAAAAAAAFY/bPqo2YMNV0M/s320/foxnews14.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236256806332190834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gustoso quadretto offerto da Fox News agli esordi della crisi georgiano-osseta, a riprova del fatto che anche la macchina della propaganda per funzionare deve essere quanto meno oliata. Ospiti in diretta Amanda Kokoeva, dodici anni, sfuggita al bombardamento georgiano che l'ha colta mentre si trovava in un caffè a Tskhinvali, il 7 agosto e, con Amanda, la zia Laura Tedeeva Korewiski, anch'essa colta dai bombardamenti. Quali che siano gli errori passati, presenti e futuri, del gioco diplomatico e militare nel Caucaso - e per quanto possa contare, a futura memoria, chi e come abbia scatenato la crisi - vien fatto di notare che, in attesa delle spiegazioni consegnate alla storia, se e quando ci saranno e se saranno affidabili, le parti si sono immediatamente appoggiate ai media per diffondere riprovazione e biasimo, accuse di scorrettezza, di massacro e genocidio. Interessante l'enfasi con cui la bimba, forse già timorosa per l'impatto che avranno le sue parole e per la prevista reazione del network, si affretta a precisare cosa personalmente ha visto e cosa le è successo. L'intervista prende quindi una piega imprevedibile, il commentatore annaspa sovrapponendo con invidiabile tempismo un lancio pubblicitario alle amare espressioni di rimprovero della zia di Amanda per il governo georgiano. Ma zia Laura non è intimorita e rincara la dose con inequivocabile ironia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;("Lo so, non volete sentire questo, ok")&lt;/span&gt;. L'osservazione finale del commentatore Fox è da antologia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Amanda Kokoeva&lt;/span&gt; (12 anni): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...prima che io dica qualsiasi altra cosa voglio solo dire che stavo scappando dai soldati georgiani che bombardavano [...la nostra città]. Non dai soldati russi. Voglio dire grazie ai soldati russi, ci stavano aiutando a fuggire".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Laura Tedeeva Korewiski &lt;/span&gt;(zia di Amanda): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...voglio che sappiate ...chi biasimare di... in questo conflitto, è il signor Saakashvili che ha iniziato questa guerra, e il signor Saakashvili che è aggressivo e che, che ...per due giorni la mia gente, la gente osseta è stato uccisa ed è stata sotto le bombe e duemila persone sono state uccise in un giorno ...e questo è perchè sono contro - &lt;/span&gt;[il commentatore introduce un break pubblicitario: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...Tornerò subito da voi"&lt;/span&gt;]&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Lo so, non volete sentire questo, ok ...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Break pubblicitario.&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Laura Tedeeva Korewiski&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La mia casa è stata bruciata in Sud Ossezia, dove vivevo, e possiamo biasimare solo una persona e il governo georgiano, non biasimo il popolo georgiano, biasimo il governo georgiano e deve dimettersi...."&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commentatore FoxNews&lt;/span&gt;: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...ci sono aree grigie in guerra".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=5idQm8YyJs4"&gt;Video su YouTube&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_____________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Post scriptum&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Le teorie a monte della crisi attuale sono molteplici e tutte seguono una certa logica, percorsi relativi all’energia, alle vie del gas e del petrolio, alle strategie economiche e militari, a riflussi, potere e paura. I fatti meno. Ma c’è chi si fa in quattro per raccontarci uno spicchio della realtà, quella che si vede e si tocca. Per questo non possiamo che ringraziare &lt;a href="http://latorredibabele.blog.rai.it/"&gt;Pino Scaccia&lt;/a&gt; e chi come lui rischia le penne - per i gabbiani è proprio il caso di dirlo - osservando e riferendo quanto vede. Per le discussioni e la polemica, per le teorie e le strategie, per gli sfoghi ideologici, ci sarà, ahinoi, ampio spazio. Dopo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preoccupante invece che le sorti di tutti noi siano affidate alla elementare e nauseante retorica di personaggi privi di spessore, incompetenti o apertamente imbecilli e diplomatici da opera buffa in una assurda gara di flessione di muscoli. Medaglia d’oro e menzione particolare per arrogante inconsistenza, a questo riguardo e da ultimo, alla segretaria di stato americana e a chi le suggerisce le giaculatorie. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E allora preoccupiamoci e tanto. Il problema, affidato alle attuali dirigenze (e a quelle a venire nell’immediato), è cosa suscettibile di sbriciolare gli equilibri, per quanto precari, del periodo post-sovietico, precipitandoci in una guerra assai meno “fredda” della precedente e colma di variabili del tutto imponderabili perchè sinora sconosciute. Situazione nel Caucaso, Iran, Pakistan, Medio Oriente, Cina in cammino e situazioni iraqena e afghana stagnanti, pre-accordi con Polonia e Repubblica Ceca, proclami germanici e viscerale disaccordo europeo sono elementi di una bomba a tempo e tutti suscettibili di esplosione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;C’è un momento (ne sa qualcosa G. H. W. Bush (padre), indotto ad abbozzare ai tempi di piazza Tien An Men) in cui decisioni mal soppesate e sfoggio di muscolatura, oliata nella forma ma quasi atrofizzata nel contenuto, recano conseguenze del tutto sproporzionate rispetto alla superficialità con cui vengono emessi. In altri termini tenere a freno la lingua, l’enfasi e la retorica e adeguarsi all’ipotesi di essere incudine e non martello, quando le circostanze lo richiedono, sono già nella situazione attuale ragionevoli opzioni. Ma si sa, alla fine la storia è fatta dalle persone e dalla loro capacità, se non di prevedere, di capire.&lt;br /&gt;____________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-451767400141085628?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/451767400141085628/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=451767400141085628&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/451767400141085628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/451767400141085628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/aree-grigie.html' title='Aree grigie'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SKrr0o4m0HI/AAAAAAAAAFY/bPqo2YMNV0M/s72-c/foxnews14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-6948558695600400435</id><published>2008-08-15T23:47:00.003+02:00</published><updated>2008-08-16T02:22:30.259+02:00</updated><title type='text'>Ossezia, corrente e controcorrente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SKX5uSE4gbI/AAAAAAAAAEw/_ex-uZ1sdXg/s1600-h/pipirusso.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SKX5uSE4gbI/AAAAAAAAAEw/_ex-uZ1sdXg/s200/pipirusso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5234864715409686962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Poche ore fa, riferendo la martellante retorica del presidente americano sulla crisi in Georgia e Sud Ossezia, un importante notiziario italiano ha ipotizzato che George W. Bush si sia fatto cogliere in contropiede dagli eventi. C'è di che preoccuparsi. Per la crisi naturalmente, ma anche per l'autorevole rilancio occidentale di un'ipotesi che, in particolare negli USA, verrebbe considerata una via di mezzo tra la propaganda e l'assurdità. Per parte nostra ricordiamo che la guerra sporca tra gli imperi viene rivenduta sempre quale lotta tra i buoni e i cattivi ed è quindi utile non confidare nella tranquillizzante linearità di situazioni in cui in realtà nessuno è innocente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo qui e là, la semplificazione è la regola e l'enfasi delle dichiarazioni politiche appare quantomeno eccessiva. Il punto di vista del presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, apparso in un fondo del &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/08/13/AR2008081303364.html"&gt;Washington Post&lt;/a&gt; del 14 agosto (poi rimbalzato in Italia: &lt;a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2008/08/15/915139-troppo_tempo_abbiamo_tutti_sottovalutato_durezza_....shtml#"&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;), è un misto di retorica e di luoghi comuni: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'invasione russa della Georgia colpisce al cuore i valori occidentali e il nostro sistema di sicurezza del ventunesimo secolo. Se la comunità internazionale permette alla Russia di distruggere il nostro stato democratico e indipendente, sarà come dare carta bianca ovunque ai governi autoritari. La Russi non intende distruggere solo un paese ma un'idea. Per troppo tempo abbiamo tutti sottovalutato la durezza del regime a Mosca. La giornata di ieri&lt;/span&gt; (mercoledì 13 agosto) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ha portato nuove prove della sua doppiezza: entro le 24 ore dall'accordo della Russia al cessate il fuoco, le sue forze si scatenavano attraverso Gori; bloccavano il porto di Poti, affondavano vascelli georgiani; e - ancora peggio - cancellavano brutalmente villaggi georgiani dell'Ossezia meridionale, violentando le donne ed uccidendo gli uomini"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre Saakashvili rincara la dose, aggiungendo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"da quando il nostro governo democratico è giunto al potere dopo la Rivoluzione delle Rose nel 2003, la Russia ha fatto uso di misure di embargo economico e ha chiuso i confini per isolarci e ha illegalmente deportato migliaia di georgiani in Russia. Ha cercato di destabilizzarci politicamente con l'aiuto di oligarchi criminali. Ha cercato di congelarci per sottometterci facendo esplodere cruciali gasdotti nel cuore dell'inverno. Quando tutto ciò non è riuscito a scuotere la determinazione del popolo georgiano, la Russia ci ha invaso. La settimana scorsa, la Russia, agendo per procura tramite i separatisti, ha attaccato diversi pacifici villaggi controllati dalla Georgia in Ossezia meridionale, uccidendo civili innocenti e danneggiando le infrastrutture. Il 6 agosto, poche ore dopo che un alto funzionario georgiano si era recato in Ossezia meridionale nel tentativo di negoziare, è stato lanciato un massiccio attacco contro insediamenti georgiani. Anche mentre eravamo sotto attacco, ho dichiarato un cessate il fuoco unilaterale nella speranza di evitare una escalation e ho annunciato la nostra disponibilità a parlare con i separatisti con qualsiasi formula. Ma i separatisti e i loro padroni russi sono stati sordi ai nostri appelli di pace"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutt'altro segno la Pravda, il Guardian e molta parte delle testate indipendenti americane, per cui il presidente georgiano Saakashvili è considerato né più, né meno che il burattino di un governo installato con un colpo di stato (la cosiddetta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Rivoluzione delle Rose"&lt;/span&gt;) orchestrato dagli USA. Così Paul Craig Roberts, su &lt;a href="http://english.pravda.ru/opinion/columnists/12-08-2008/106067-bushshutup-0"&gt;pravda.ru&lt;/a&gt;, riferisce che l'ambasciatore M.K. Bhadrakumar (ex diplomatico indiano) lamenta la disinformazione sparsa dal regime di Bush e dichiara che sino dall'insorgere di violenze in Ossezia del Sud la Russia aveva cercato di interessare - nel totale disimpegno di Washington - il Consiglio di Sicurezza dell'ONU per ottenere che venissero deposte le armi in Georgia e Sud Ossezia. Sempre Roberts, sulle cause della crisi, è lapidario: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E' certo che l'invasione georgiana dell'Ossezia del Sud è stata un evento orchestrato dal regime di Bush. I media ameriani e i think tank neoconservatori erano pronti con i loro attacchi propagandistici. I neocon avevano pronto un editoriale di una pagina sul Wall Street Journal in cui Saakashvili dichiara che "la guerra in Georgia è una guerra per l'Occidente"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esordisce con un rapporto piuttosto deciso Mike Whitney, su &lt;a href="http://www.counterpunch.org/whitney08142008.html"&gt;Counterpunch&lt;/a&gt; del 14 agosto (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Georgia and U.S. Strategy"&lt;/span&gt;): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'esercito georgiano armato e addestrato dagli americani ha invaso l'Ossezia del Sud giovedì scorso&lt;/span&gt; (ndr il 7 agosto) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;uccidendo circa 2000 civili, costringendo 40 mila sud osseti a fuggire oltre il confine con la Russia e distruggendo gran parte della capitale Tskhinvali. L'attacco non è stato provocato e ha avuto luogo 24 ore piene prima che un solo soldato russo mettesse piede in Ossezia del Sud. Non di meno, la grande maggioranza degli americani crede ancora che l'esercito russo abbia invaso per primo il territorio georgiano. La BBC, l'AP, la NPR, il New York Times e il resto dell'establishment mediatico hanno abbondantemente e deliberatamente fuorviato i lettori facendo credere loro che la violenza in Ossezia del Sud sia stata provocata dal Cremlino. Per chiarezza, non è così. Per il vero non c'è disputa sui fatti, eccetto che tra la gente che si affida alla stampa occidentale per ottenere informazioni. A prescindere dalla loro stabile mancanza di credibilità, i media tradizionali continuano ad operare come arma della propaganda del Pentagono"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di più, Whitney ricorda che l'ex presidente russo Mikhail Gorbachev ha fornito un riassunto preciso e sintetico degli eventi in un editoriale sul &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/08/11/AR2008081101372_pf.html"&gt;Washington Post&lt;/a&gt; del 12 agosto (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"A Path to Peace in the Caucasus"&lt;/span&gt;): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Per un certo tempo è stata mantenuta una relativa calma in Ossezia del Sud. Le forze di peacekeeping composte da russi, georgiani e osseti, hanno adempiuto al loro compito e gli osseti e georgiani che vivono gli uni accanto agli altri hanno avuto almeno qualcosa in comune (...) Quello che è accaduto la notte del 7 agosto va al di là del comprensibile. L'esercito georgiano ha attaccato la capitale sud osseta di Tskhinvali con lanci multipli di razzi intesi a devastare larghe aree (...) Iniziare un attacco militare contro degli innocenti è stata una decisione irresponsabile le cui tragiche conseguenze per migliaia di persone di differenti nazionalità sono ora chiare. La leadership georgiana poteva fare questo solo con il sostegno esplicito e l'incoraggiamento di una forza molto più potente. Le forze armate georgiane sono state addestrate da centinaia di istruttori USA e il loro sofisticato equipaggiamento militare è stato comprato in una quantità di paesi. Questo, insieme alla promessa di entrare a far parte della NATO, ha incoraggiato i leader georgiani a pensare che se la potessero cavare con un "blitzkrieg"&lt;/span&gt; (guerra lampo) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in Ossezia del Sud (...) a cui la Russia ha dovuto rispondere. Accusarla di aggressione contro la "piccola indifesa Georgia" non è solo ipocrita, ma dimostra mancanza di umanità»&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero, non è solo ipocrita. E' spudorato. E' ovvio che nessuno vuol fare qui l'apologia del metodo imposto da Putin e del suo atteggiamento dittatoriale nei confronti della dissidenza e dell'informazione, né della indiscriminata violenza del suo esercito (anche nella particolare occasione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"si spara ai giornalisti"&lt;/span&gt;), né giustificare la politica russa nel Caucaso (chiunque abbia presente azioni e reazioni e crimini in seno alla crisi cecena sa di cosa parliamo) e tantomeno si vuole passare sotto silenzio lo strangolamento o l'invasione di stampo sovietico delle repubbliche ex sottoposte di Mosca, ma questi sei giorni di spargimento di sangue hanno innescato - precisa Seumas Milne sul &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2008/aug/14/russia.georgia"&gt;Guardian&lt;/a&gt; - lo scarico (mai termine fu più adeguato) della più nauseante ipocrisia da parte dei politici occidentali e del mainstream mediatico loro generalmente asservito. L'establishment neocon americano, con il consueto codazzo di omologhi occidentali, ha infatti parlato immediatamente e solo di aggressione russa laddove, viceversa, Milne sostiene testualmente si tratti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"una storia di espansionismo USA"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tant'è. Per i russi l'occidente è oggi nuovamente visto come il nemico. George W. Bush (considerato imbecille in patria dove molti ancora dubitano che abbia personalmente le capacità per essere un serio criminale) ci ha messo del suo. Ha fatto di più. Incurante del ridicolo o forse leggendo un appunto preparatogli dalla solerte Segretaria di Stato su predisposizione della junta che lo ha accompagnato sinora, ha accusato la Russia di avere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"invaso uno stato sovrano"&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"aver minacciato un governo democraticamente eletto"&lt;/span&gt;, aggiungendo ancora oggi che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"bullismo e intimidazioni non sono modi accettabili per condurre la politica estera nel 21° secolo"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In proposito si sono chiesti al Guardian - e ci chiediamo noi - se sia questa la stessa accozzaglia di fanatici guerrafondai con lo stesso "illuminato portavoce" e per conto degli stessi governi che nel 2003 hanno invaso e occupato uno stato sovrano, l'Iraq, con pretesti e prove fasulle, a costo di centinaia di migliaia di vite umane. O se facciano parte degli stessi governi che hanno bloccato un cessate il fuoco, nell'estate del 2006, consentendo ad uno stato cliente e alla canaglia militare che lo dirige di polverizzare le infrastrutture libanesi e di uccidere più di mille civili come (pretestuosa perché preordinata) rappresaglia alla cattura di cinque soldati. Se sono gli stessi che mantengono sotto mortale ricatto un milione e mezzo di palestinesi punendoli del loro governo, anch'esso democraticamente eletto. Se sono gli stessi che alla faccia della Carta dell'ONU, dei risultati delle indagini dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, del Trattato di non proliferazione nucleare e dei risultati esposti dai loro stessi servizi di intelligence (NIE), minacciano di una guerra tendente al nucleare un altro stato sovrano. Se sono gli stessi che brigano malamente da anni (facendosi peraltro sputtanare dai servizi segreti domestici) per rovesciarne il regime, opinabile finchè si vuole, con l'aiuto di un'accozzaglia di ciarlatani, delinquenti internazionali e lacchè occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, in parte sono gli stessi. E a quanto sembra non sono neppure in grado di provare vergogna. Allora come adesso. Ma con qualcuno e qualcosa in più. Non parliamo infatti dei consueti, svalutati e risibili Bolton, Cheney, Feith, Rumsfeld, ma - come precisa Whitney su Counterpunch - di personaggi ben più acuti, del calibro di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski"&gt;Zbigniew Brzezinski&lt;/a&gt;, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter, di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Holbrooke"&gt;Richard Holbrooke&lt;/a&gt; (plenipotenziario di Clinton nei Balcani) e di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Madeleine_Albright"&gt;Madeleine Albright&lt;/a&gt;, tutti collegati per ora al carro di Barack Obama, forse in attesa di dimostrare al mondo che anche l'insipienza beluina del governo uscente potrebbe essere semplicemente un punto di partenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre Mike Whitney ci ricorda infatti che proprio Brzezinski (architetto della campagna dei Mujaheddin orchestrata dagli USA contro i russi nell'Afghanistan occupato degli anni 80), nel suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.wanttoknow.info/brzezinskigrandchessboard"&gt;La Grande Scacchiera&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; - Il primato americano e i suoi imperativi geostrategici"&lt;/span&gt;, ha scritto che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;«da quando i continenti hanno iniziato ad interagire politicamente, circa cinquecento anni fa, l'Eurasia è stata il centro del potere mondiale.... La chiave per controllare l'Eurasia è controllare le Repubbliche centrali dell'Asia»&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è davvero di che preoccuparsi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-6948558695600400435?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/6948558695600400435/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=6948558695600400435&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6948558695600400435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6948558695600400435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/ossezia-corrente-e-controcorrente.html' title='Ossezia, corrente e controcorrente'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/SKX5uSE4gbI/AAAAAAAAAEw/_ex-uZ1sdXg/s72-c/pipirusso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-7262179829500527191</id><published>2008-08-14T00:41:00.006+02:00</published><updated>2008-08-14T21:38:09.741+02:00</updated><title type='text'>Niente giustizia per Fadel Shana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/b89c027c3dced7d9462f8ce0012563ae.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/b89c027c3dced7d9462f8ce0012563ae.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il capo dell'avvocatura militare israeliana, Gen. Avi Mendelblit ha chiuso il 13 agosto le indagini sulla morte del cameraman della Reuters Fadel Shana (nella foto), ucciso da colpi sparati da un tank israeliano a Gaza il 17 aprile 2008. I risultati dell'inchiesta sono quelli che tutti si aspettavano, gli stessi che, fra gli altri, hanno assolto i militi israeliani che avevano preso di mira, uccidendolo, il fotografo italiano &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/05/raffaele-ciriello-un-vergognoso.html"&gt;Raffaele Ciriello&lt;/a&gt;. La commissione militare dello stato ebraico ha infatti determinato che la condotta dell'equipaggio del carro armato, che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"erroneamente"&lt;/span&gt; identificò Shana come uomo armato, non ha oltrepassato i limiti della procedura e di conseguenza nessuno dei soldati implicati verrà processato. Risibili le precisazioni del generale Mendelblit: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"L'equipaggio del carro armato non è stato capace di determinare la natura dell'oggetto montato sul treppiede ed identificarlo positivamente come un missile anti-tank, o come un mortaio, o come una telecamera"&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3582197,00.html"&gt;YnetNews&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Si ricorderà che Fadel Shana, 23 anni, palestinese, stava lavorando per Reuters sulle violenze in corso a Gaza quando veniva preso di mira e trucidato da un razzo sparato da un carro armato israeliano fermo a diverse centinaia di metri di distanza. Il cameraman &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/04/vedere-la-morte.html"&gt;proseguiva a filmare&lt;/a&gt; fino al momento in cui il colpo mortale centrava il bersaglio scelto dall'equipaggio del tank. Indubbiamente scelto, perchè le scritte a grandi caratteri sull'autovettura del giornalista non potevano lasciare dubbi sulla natura del veicolo e del suo equipaggio. Il missile (o i missili) caricati con le micidiali &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/04/flechette-per-distruggere-e-mutilare.html"&gt;flechette&lt;/a&gt;, uccidevano altri otto &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/05/mahmoud-e-khalil-solo-statistica.html"&gt;ragazzi palestinesi&lt;/a&gt; di età tra i 12 e i 20 anni. Una strage. Human Rights Watch dichiarava che secondo la sua indagine l'equipaggio del carro armato dell'esercito di occupazione israeliano aveva operato in modo temerario o deliberato. Un'indagine condotta per conto dell'agenzia Reuters accertava che il veicolo di Fadel Shana aveva oltrepassato, appena un'ora prima, un posto di blocco a 700 metri dai carri armati (&lt;a href="http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/israel-pressed-to-reveal-why-army-killed-cameraman-847845.html"&gt;Independent&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;L'esercito di occupazione che si autodefinisce "il più morale del mondo" ha colpito ancora una volta. Ha aggiunto oggi al crimine la beffa, diffondendo l'ennesima vergognosa apologia dei propri misfatti. Ma pensando ai soldati che anche stavolta (e per l'ennesima volta) eviteranno una giusta condanna, ci si deve chiedere se sia più criminale il milite arrogante, sobillato da una dirigenza irresponsabile e da una classe politica fanatica, falsa e guerrafondaia o l'esercito e la dirigenza che assolvendolo dal suo delitto cercano di assolvere se stessi da crimini ben più gravi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-7262179829500527191?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/7262179829500527191/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=7262179829500527191&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7262179829500527191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7262179829500527191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/08/niente-giustizia-per-fadel-shana.html' title='Niente giustizia per Fadel Shana'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8504655705842666333</id><published>2008-07-30T03:27:00.004+02:00</published><updated>2008-07-30T13:08:52.598+02:00</updated><title type='text'>Sol Phryne, Free Gaza e Liberty, un viaggio iniziato venti anni fa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/0b81c7b3f36e5faa0f8ca7639aeee673.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/0b81c7b3f36e5faa0f8ca7639aeee673.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel 1988 l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina organizzò un viaggio per mare, partenza da Cipro, destinazione il porto israeliano di Haifa. L'imbarcazione pronta per il viaggio, denominata Sol Phryne, fu danneggiata da una bomba nel porto cipriota di Limassol prima della partenza. Un giorno prima tre ufficiali dell'OLP erano stati uccisi, sempre a Limassol, con una bomba installata nella loro auto. Sono passati più di vent'anni. Tra il 6 e il 7 agosto prossimi, due imbarcazioni di legno (la Free Gaza, di ventuno metri e la Liberty, di diciotto, entrambe battenti bandiera greca) partiranno da Cipro per approdare a Gaza. La spedizione è stata ideata da tempo ed organizzata dal &lt;a href="http://www.freegaza.org/index.html"&gt;Movimento Free Gaza&lt;/a&gt;. Tra gli organizzatori Paul Larudee di El Cerrito (California) e Greta Berlin. Quest'ultima spiegava, &lt;a href="http://www.silviacattori.net/article284.html"&gt;lo scorso agosto&lt;/a&gt;, che il progetto, già sul punto di essere messo in pratica, veniva posticipato per tre ordini di motivi: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"primo, semplicemente non abbiano i soldi per comprare le imbarcazioni di cui abbiamo bisogno; secondo, molti dei problemi logistici come la registrazione delle navi, l'assicurazione per il viaggio e il reperimento di un comandante impegnato nel progetto e di una ciurma hanno richiesto più tempo del previsto; infine, abbiamo deciso di coordinare l'operazione con il 60° anniversario della Nakba"&lt;/span&gt;. Oggi, raccolti secondo gli organizzatori circa 300.000 dollari ed armate le due imbarcazioni, la spedizione è sul punto di prendere il mare dal porto cipriota di Larnaca alla volta di Gaza, mettendo nuovamente in fibrillazione, dopo vent'anni, la dirigenza e i media israeliani. Secondo il movimento Free Gaza parteciperanno alla spedizione una quarantina di persone, tra cui tre parlamentari europei, giornalisti, attivisti, sopravvissuti dell'olocausto e della nakba palestinese. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Israele sostiene di aver ritirato i propri soldati"&lt;/span&gt; dice Larudee, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"e allora non avranno obiezioni sul fatto che noi si vada là"&lt;/span&gt;. E aggiunge: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Siamo in contatto con le autorità di Grecia, Cipro e con i palestinesi, non c'è ragione per contattare le autorità israeliane perchè non utilizzeremo il loro territorio"&lt;/span&gt;. Si tratterà quindi - &lt;a href="http://blogfriends.splinder.com/post/13446343/Rotta+per+Gaza+2008"&gt;come veniva riferito un anno fa&lt;/a&gt; - di approdare a Gaza aprendola simbolicamente al libero accesso internazionale, affermando cioè la sovranità palestinese sulla Striscia e sul suo mare e dimostrando allo stesso tempo, quand'anche ve ne fosse bisogno, che Israele tiene mantiene ancora Gaza sotto occupazione e peggio: un carcere a cielo aperto. All'evento viene già dato ampio risalto e non resta che aspettare la prima settimana di agosto per capire se da Israele intendano seguire una strategia di basso profilo lasciando che le navi raggiungano Gaza per evitare gli scontri che forse la spedizione vorrebbe suscitare (&lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1006191.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;), o adottare una linea rigida, illegale e - quel che più rileva - sempre meno accettabile da una comunità internazionale che in parte non accetta strumentalizzazioni e in parte va sgravandosi di sensi di colpa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa è certa, non sarà facile, oggi, per le autorità dello stato ebraico, rinnovare l'operazione portata contro un'altra nave e i tre dirigenti dell'OLP nel 1988. In proposito non è inutile ricordare la sorte di quella spedizione abortita. L'operazione di sabotaggio riguardò la nave Sol Phryne, costruita in Giappone quarantuno anni prima, sequestrata a Cipro per debiti e pressochè in disarmo e tre dirigenti palestinesi di Fatah che asseritamente la stavano comprando per 600.000 dollari per indirizzarla ad Haifa. A bordo vi sarebbero saliti 135 palestinesi deportati da Israele, giornalisti e attivisti partiti appositamente dall'aeroporto di Atene e qualche autorità europea. La nave fu sabotata il 15 febbraio 1988. Meno di ventiquattro ore prima i tre ufficiali dell'OLP che si stavano forse occupando dell'acquisto dell'imbarcazione, erano stati massacrati facendo esplodere una bomba comandata a distanza e posta sotto il posto di guida della Volkswagen del Colonnello Marwan Ibrahim Kayyali. Secondo le autorità cipriote la nave era stata acquistata da una sconosciuta compagnia, la Karpathos Shipping, per un prezzo (appunto, 600.000 dollari) considerevolmente più alto di quanto si sarebbe potuto ricavare ad un'asta. L'OLP dichiarò successivamente che avrebbe noleggiato e non acquistato l'imbarcazione e negò che i suoi tre ufficiali fossero stati incaricati di acquistare il vascello. Prima di quel giorno la Sol Phryne, ancorata a Limassol, aveva percorso le isole della Grecia dal 67 al 74, era poi stata utilizzata per trasportare pellegrini ad Haifa e nel 1982 per evacuare milizie palestinesi da Beirut a Tunisi dopo l'invasione israeliana. Il capitano della nave, Cleanthos Vlahopoulos, dichiarò di non conoscere l'identità dei nuovi proprietari del Sol Phryne e di non essere a conoscenza del viaggio imminente. Di fatto alle 5.30 del mattino del 15 febbraio 1988, 18 ore dopo l'esplosione dell'automobile dei tre dirigenti di Fatah, il comandante Vlahopoulos e i 52 membri dell'equipaggio vennero svegliati da un'altra esplosione. Una mina magnetica sottomarina applicata sotto la linea di galleggiamento aprì una falla nel vascello ponendo nel nulla il viaggio e il progettato approdo palestinese - da molti definito teatrale - ad Haifa. Il viaggio era stato chiamato el-awda, il ritorno. Vi fu più di una rivendicazione, ma il Mossad fu ampiamente ed autorevolmente sospettato (&lt;a href="http://www.time.com/time/printout/0,8816,966806,00.html"&gt;Time&lt;/a&gt;) dì avere condotto l'intera operazione. Nei fatti prima che l'esplosione venisse resa nota il ministro della difesa israeliano, Yitzhak Rabin, aveva dichiarato in pubblico che Israele si sarebbe opposto al viaggio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"in qualsiasi modo possibile"&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=940DE5D81138F935A25751C0A96E948260&amp;amp;sec=&amp;amp;spon=&amp;amp;pagewanted=all"&gt;New York Times&lt;/a&gt;).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8504655705842666333?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8504655705842666333/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8504655705842666333&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8504655705842666333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8504655705842666333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/07/sol-phryne-free-gaza-e-liberty-un.html' title='Sol Phryne, Free Gaza e Liberty, un viaggio iniziato venti anni fa'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8312611095381597835</id><published>2008-07-28T21:34:00.005+02:00</published><updated>2008-07-28T22:40:43.745+02:00</updated><title type='text'>Iraq memo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/cacc58ae09b6581316c44dda1f080c75.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/cacc58ae09b6581316c44dda1f080c75.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 7 marzo 2003, poco prima dell'invasione dell'Iraq da parte della coalizione capeggiata dagli USA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA) emetteva un esaustivo aggiornamento sullo &lt;a href="http://www.iaea.org/NewsCenter/Statements/2003/ebsp2003n006.shtml"&gt;stato delle ispezioni&lt;/a&gt; in quel paese. Ma anche quel documento, ufficiale, che conteneva la prova definitiva delle falsità utilizzate per scatenare una guerra d'aggressione, rimaneva lettera morta, come inutile era stata l'infinità di indizi lasciata per strada dalla banda del Nuovo Secolo Americano. La banda che ha tenuto e tiene gli ultimi fili di George W. Bush, degradato solo di recente da anatra utile ad anatra zoppa e in rapida discesa - perché gli va bene - verso la pattumiera della storia. La stessa accolita che si rivolge con rinnovata alacrità (ma con qualche comprensibile difficoltà) agli elettori e ai candidati ad una presidenza che difficilmente potrà far di peggio di quella che va a morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indizi innumerevoli dicevamo. Uno per tutti: gli aerei dirottati dell'11 settembre volavano ancora per i cieli degli Stati Uniti quando Donald Rumsfeld prendeva appunti per utilizzare quanto stava accadendo quale pretesto per scatenare la campagna d'Iraq. Poi qualcuno evidentemente gli disse che veniva prima l'Afghanistan e che il pretesto (già corredato di nomi, cognomi e indirizzi dei responsabili) era già bell'e pronto. Delle responsabilità italiane - sì, italianissime - in merito alla fabbricazione della bufala dell'uranio del Niger, di quanto costruì negli USA la junta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"zio-con" &lt;/span&gt;in proposito e della riedizione del tentativo in chiave iraniana parleremo un'altra volta. Ma nessuno dimentica niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A bomba (ohibò, è proprio il caso di dirlo). Menzogne, connivenze e propaganda che a Norimberga indirizzarono infine e giustamente al patibolo chi si era reso responsabile anche indirettamente della follia nazista, si sono quindi ripresentate nel terzo millennio in una rielaborazione formalmente edulcorata - più elegante ma non per questo meno pericolosa - di guerrafondaio e criminale avventurismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa deriva da centinaia e centinaia di migliaia di morti, al cui riguardo occorre evidenziare che le minacce di aggressione militare sono equiparate all'intervento militare stesso dalla svalutata e tradita &lt;a href="http://www.lamiaspesaperlapace.it/approfondimenti/cartadellenazioniunite.htm"&gt;Carta delle Nazioni Unite&lt;/a&gt; - articolo 2, comma 4 - richiamata sul punto, per quanto di ragione, nel preambolo al &lt;a href="http://www.ilcassetto.it/download/Trattato_non_proliferazione.pdf"&gt;Trattato di non proliferazione nucleare&lt;/a&gt;, non dimostra ancora - nonostante qualche sparuta indicazione (percepita addirittura come una "minaccia di pace" da John Bolton e gente della sua risma) - una concreta inversione di tendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamolo, allora, questo principio, che non fa male a noi e tantomeno alle smemorate elite di questo paese: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"...in conformità alla Carta delle Nazioni Unite, gli Stati devono astenersi,nelle loro relazioni internazionali, dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza, sia volgendola contro l’integrità territoriale o contro l’indipendenza politica di ognuno, sia in ogni altra forma incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo allora un attimo a Norimberga per concludere con le inascoltate parole dell'Agenzia Atomica. Senza infatti mai dimenticare che (allora come oggi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mutatis mutandis&lt;/span&gt;&lt;span&gt;)&lt;/span&gt; il criminale percorso del Reich si era avvalso indubbiamente di protagonisti e manodopera germanici, ma anche di volenterosi ed interessati collaboratori di mezza Europa, riportiamo quindi di seguito alcuni stralci del grido disperato e inascoltato dell'Agenzia IAEA che inequivocabilmente anticipava al mondo, nero su bianco e nei fatti, che la guerra di conquista mossa al popolo iraqeno - perché di questo si è trattato e si tratta - era voluta al di fuori di qualsiasi giustificazione ed anzi avvalendosi di indicazioni (chiamarle prove sarebbe troppo) all'uopo fabbricate con la collaborazione della schiuma politica e di intelligence di un'Europa imbelle. Tanto imbelle - per non dire in malafede o peggio - quanto aveva già dimostrato di essere nel secondo ventennio del secolo scorso. Non è niente di nuovo, dunque, quello che segue. E' appunto un semplice memorandum, ma sembra - anche alla luce dei proclami degli italici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;conquistadores &lt;/span&gt;- che richiamare alcuni fatti noti e arcinoti non possa far male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha fatto progressi nelle sue investigazioni sui rapporti per cui l'Iraq avrebbe cercato di comprare uranio dalla Nigeria negli anni recenti. L'investigazione si è concentrata in particolare sui documenti forniti da alcuni Stati, che hanno riferito di un accordo tra la Nigeria e l'Iraq per la compravendita di uranio tra il 1999 e il 2001. L'Agenzia ha discusso questi rapporti con i Governi dell'Iraq e del Niger, entrambi i quali hanno negato che alcuna attività di questo genere abbia avuto luogo. Da parte sua l'Iraq ha fornito all'Agenzia una esaustiva spiegazione delle sue relazioni con la Nigeria ed ha descritto una visita del febbraio 1999, dell'autorità iraqena ad alcuni paesi africani, inclusa la Nigeria, che l'Iraq ha pensato potesse aver dato luogo a quei rapporti. L'Agenzia è stata pure in grado di esaminare la corrispondenza proveniente da vari organi del governo nigeriano e di confrontare la forma, il formato, i contenuti e le firme in quella corrispondenza con quelli dei documenti relativi alla asserita compravendita. Basandosi su una analisi completa, la IAEA ha concluso, con l'accordo di esperti indipendenti, che quei documenti - che avevano formato la base dei rapporti sulle recenti forniture di uranio dalla Nigeria all'Iraq - di fatto non sono autentici. Abbiamo quindi concluso che quelle specifiche allegazioni sono infondate. In ogni caso continueremo ad investigare ogni ulteriore elemento, se emergerà, in relazione a sforzi dell'Iraq di importare illecitamente materiale nucleare".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto - denso di dati su tutti gli aspetti "incriminati" della situazione iraqena - concludeva lapidariamente che: &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;"Allo stato può essere dichiarato che: - non ci sono indicazioni della ripresa di attività nucleare in quei fabbricati identificati attraverso l'uso di immagini satellitari, come ricostruiti o nuovamente edificati dal 1998, né alcuna indicazione di attività proibite relativamente al nucleare in alcuno dei siti ispezionati; - non ci sono indicazioni che l'Iraq abbia tentato di importare uranio dal 1990; - non ci sono indicazioni che l'Iraq abbia tentato di importare tubi di alluminio da usare in centrifughe per l'arricchimento. Inoltre, quand'anche l'Iraq avesse perseguito questo piano, avrebbe incontrato difficoltà pratiche nella manifattura delle centrifughe derivate dai tubi di alluminio in questione; - benchè &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;[l'Agenzia]&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; stia ancora studiando le questioni relative ai magneti e alla produzione di magneti, non ci sono indicazioni aggiornate che l'Iraq abbia importato magneti da usare per le centrifughe in un programma di arricchimento"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno di un mese dopo era guerra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8312611095381597835?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8312611095381597835/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8312611095381597835&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8312611095381597835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8312611095381597835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/07/iraq-memo.html' title='Iraq memo'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-764816743150367083</id><published>2008-07-24T00:06:00.005+02:00</published><updated>2008-08-06T00:57:56.294+02:00</updated><title type='text'>Benny Morris sulla crisi iraniana (la malattia del pensiero)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/89fa6a3ed77598ee1207bc0b1ded23e2.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/89fa6a3ed77598ee1207bc0b1ded23e2.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Il male di solito nasconde la faccia perchè la sua vista è repellente per tutti, tranne che per i depravati. Nondimeno, nel caso di Benny Morris - che scrive venerdì (18 luglio) sul New York Times - vediamo qualcosa di nuovo: il male orgoglioso di sé, che si compiace della pura malevolenza. Il suo articolo è un tentativo freddo, calcolato, di stupire e contemporaneamente intimidire. Gli riesce la prima cosa, la seconda fallisce miseramente. Ecco la parte scioccante: 'Israele quasi sicuramente attaccherà le strutture nucleari iraniane nei prossimi quattro, sei mesi'. O questo - scrive Morris - o Israele dovrà infine lanciare 'un attacco nucleare preventivo'. E' il suo messaggio all'Occidente: fermate l'Iran o lanceremo su di loro la bomba".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nulla di nuovo, precisa &lt;a href="http://antiwar.com/print/?articleid=13168"&gt;Justin Raimondo su antiwar.com&lt;/a&gt;, sono sei mesi che Israele minaccia di attaccare l'Iran. Quello che cambia è il tono di certezza assunto da Morris e quello che preoccupa è la sua vicinanza agli ambienti governativi israeliani che non possono non essere a conoscenza del suo exploit e non possono non avergli conferito il nulla osta necessario a spargere minacce dal più importante quotidiano del mondo.&lt;br /&gt;Di lui - di Morris - dei suoi meriti come archivista e della sua deriva abbiamo già parlato (&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/02/debunking-guru.html"&gt;Debunking the guru&lt;/a&gt;). Un'intera generazione di storici deve infatti alle sue raccolte di dati la conoscenza degli esordi di uno stato ebraico in terra di Palestina. Ancora di più si deve proprio a Morris la conoscenza del peccato originale di Israele: il processo di pulizia etnica nascosto per decenni ai libri di storia, trascurato dall'Europa colpevole del dopoguerra e sacrificato alla costruzione del mito di un Davide israeliano che vede i propri sogni di pace minacciati incomprensibilmente dai Golia arabi e li combatte e li vince nonostante la leggendaria, vantata sproporzione dei mezzi (proprio Morris enumera nelle sue compilazioni quelli che erano i mezzi in campo, sfatando il mito).&lt;br /&gt;Ma la cura messa da Morris nella raccolta dei fatti non corrisponde, purtroppo, alle sciatte opinioni che l'ex nuovo storico - il guru - dispensa a destra e a manca minando il significato delle prove da lui stesso raccolte e agitando un senso morale che va dall'opinabile, al machiavellico al criminale. Sì, criminale, perchè la menzogna e l'omissione in tema di guerra e di nucleare, così come la minaccia e la ripugnante apologia di un strage benigna, sono crimini.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Leggendo il noioso libello di Morris&lt;/span&gt; - continua Raimondo - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ci si stupisce di come sia arrivato a scrivere una simile, insipida apologia di quello che si classificherebbe tra i peggiori crimini nella storia dell'umanità: 'tutti sanno' che gli iraniani stanno cercando di costruire ordigni nucleari (dove l'abbiamo già sentita questa?), le sanzioni non stanno funzionando, i russi e i cinesi non vogliono cooperare, oh, e 'il pubblico americano riversa poco entusiasmo per le guerre in terra islamica".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un Morris davvero incontenibile, quindi. quello che parla dalle pagine del &lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/07/18/opinion/18morris.html?partner=rssnyt&amp;amp;emc=rss"&gt;New York Times&lt;/a&gt;. Fa propria la lezione di Goebbels sulla reiterazione delle falsità e sembra gli costi poco sorvolare sui fatti, sui rapporti dell'AIEA e sulle risultanze degli stessi servizi USA. Allora proclama che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"tutte le agenzie di intelligence del mondo credono che il programma iraniano sia  finalizzato alla costruzione di armi, non ad applicazioni pacifiche dell'energia nucleare".&lt;/span&gt; E non si fa mancare un po' di consueta propaganda sulla minaccia esistenziale, piatto forte da servire ai più ingenui ed anacronistici latori, in buona o in malafede, del senso di colpa occidentale. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Israele, sapendo che la sua stessa esistenza è in gioco - questo è un sentimento condiviso dalla maggior parte degli israeliani di tutto lo spettro politico - farà sicuramente questo sforzo. I leader israeliani, dal primo ministro Ehud Olmert in giù, hanno tutti esplicitamente dichiarato che una bomba iraniana significa la distruzione di Israele; all'Iran non sarà consentito di ottenere la bomba".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ora, gli indegni sproloqui di un John Bolton (o simili) ci hanno abituati ad elaborare i doverosi anticorpi contro i germi di ordinario malanimo che impronta i loro scritti e le relative malate o compravendute opinioni. L'evidente malattia di molti apologeti della guerra totale suscita, oltre al comprensibile disgusto, un po' di umana compassione. In altri termini le palesi menzogne di chi mente con caparbia costanza, quand'anche diffuse dalle autorevoli pagine del &lt;a href="http://online.wsj.com/article/SB121607841801452581.html"&gt;Wall Street Journal&lt;/a&gt;, sono in fondo meno pericolose delle opinioni di chi - a torto, a ragione o nascondendo la propria natura - aveva acquistato in passato una certa credibilità.&lt;br /&gt;Proprio per questo non sono tanto pericolosi quanto patetici i Bolton rispetto agli accademici, agli storici, agli studiosi o presunti tali, ai Benny Morris della situazione e rispetto ai relativi interessati megafoni. In sostanza è meno efficace uno scritto svergognato, se è riversato nei canali della macchina della propaganda guerriera americana e israeliana, dell'odioso manifesto consentito ad un personaggio svalutato come Morris sulle pagine del New York Times.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-764816743150367083?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/764816743150367083/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=764816743150367083&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/764816743150367083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/764816743150367083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/07/benny-morris-sulla-crisi-iraniana-la.html' title='Benny Morris sulla crisi iraniana (la malattia del pensiero)'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-515895211410980379</id><published>2008-07-18T01:15:00.003+02:00</published><updated>2008-07-18T01:59:34.215+02:00</updated><title type='text'>Una dedica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/156fcaec80e667281ec423bb81775933.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/156fcaec80e667281ec423bb81775933.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quella che segue a suo modo è una dedica. Nasce come commento a un post sulla &lt;a href="http://latorredibabele.blog.rai.it/2008/07/17/182/#comments"&gt;Torre di Babele - Rai&lt;/a&gt; che ricorda una donna coraggiosa, &lt;a href="http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/01/25/elegia-per-nadia-anjuman/"&gt;Nadia Anjuman&lt;/a&gt;, 25 anni, poetessa e moglie afghana, uccisa di botte dal marito. Nessuna notizia o novità, purtroppo, nulla di stupefacente. Riporto il commento com'era, salvo qualche piccola modifica e correzione, precisando ancora una volta che saltarne a pie' pari la lettura non renderà alcuno più povero, ma neanche più ricco. &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Fotogramma tratto da &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/05/malalai-joya-una-donna-afghana.html"&gt;Nemici della Felicità&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi risulta difficile piangere di una situazione, di una persona, di un’ingiustizia, di un crimine, senza che da queste cose si possa trarre un programma, una denuncia, il germe di un’idea, una parola perchè le cose non restino perennemente uguali a se stesse. Perchè la vita e la dignità delle persone non debbano scontrarsi in eterno con un muro di primitiva intransigenza.&lt;br /&gt;Il sistema anacronistico e criminale impostato in Afghanistan a tutto il 2001 con il beneplacito e l’aiuto di troppi e poi parzialmente e malamente scalzato con il pretesto delle torri gemelle, non ha sofferto in nulla del cambiamento. L’ipocrita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;guerra dei mondi&lt;/span&gt; perpetrata da USA &amp;amp; Clienti è arrivata alle grotte in cui si è detto nascondersi il male personificato da un comodo capro (Osama) non più utile.&lt;br /&gt;Viceversa quello che era il modus vivendi della parte più debole della popolazione afghana, cioè tutta la parte femminile e molta di quella maschile, vessata dai prìncipi locali, warlords, signori dell’oppio e loro manovalanza, non è stato intaccato.&lt;br /&gt;Nel maggio scorso, parlando della posizione di Malalai Joya (”rising star” del panorama politico locale, minacciata e cacciata dal parlamento afghano), annotavo che Brad Adams, direttore per l’Asia di Human Rights Watch, aveva rammentato all’occidente che in giugno l’Afghanistan avrebbe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“chiesto donazioni per miliardi di dollari in assistenza, presentandosi come democrazia emergente”&lt;/span&gt;. Se, allora, con la violenza delle armi si era intrapresa una campagna di conquista, con la potenza della diplomazia e del denaro forse sarebbe stato possibile sperare anche in una inversione di tendenza sotto il profilo dei diritti umani.&lt;br /&gt;E invece questo non è accaduto e non accadrà. Fatalmente. I cambiamenti non sono promossi dalle armi, dalla diplomazia, dal petrolio o dal denaro che, in ogni caso, resta per lo più nelle stesse mani. Più facilmente sono promossi dal tempo, dagli scambi, dalla comunicazione e dalla cultura, unici elementi che con fatica riescono ad estirpare i rami secchi di tradizioni (e religioni) asservite al mantenimento, con la forza e la prevaricazione, di un potere e di una stabilità precipuamente - occorre dirlo - maschili. Salvo - ogni tanto - l’avvento di una rivoluzione. Ma si è detto bene ricordando l’esistenza attuale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“un “coso” chiamato computer che ti mette in comunicazione con tutto il mondo e ti fa dire la tua”&lt;/span&gt;. Un “coso chè a suo modo è l’inizio di una rivoluzione incruenta.&lt;br /&gt;Ma - tornando al caso specifico, quello afghano - qualcuno avrà mai fatto veramente “pesare” al presidente Karzai, rappresentante della longa manus parassitaria della ricostruzione americana, che la dichiarata ‘emergenza democratica’ nella regione non arriva neppure ai confini di Kabul? Che la posizione della donna afghana è tuttora ancorata a pulsioni maschili di tipo talebano? Che una vedova povera è una donna a perdere? Che i suoi figli muoiono con lei per la strada per fame e freddo?&lt;br /&gt;Oppressa e compressa dalla religione del potere e dal potere della religione, la donna afghana è la prova vivente del fatto che l’esportazione occidentale di democrazia - cosa ben diversa da una rivoluzione spontanea - riguarda i lucrosi contratti da distribuire secondo la consueta logica clientelare, riguarda le vie del petrolio e del gas, riguarda precarie alleanze economiche e strategiche confezionate secondo i più fantasiosi disegni di egemonia e di conquista spesso dichiaratamente funzionali al mantenimento di uno standard occidentale palesemente iniquo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(”abbiamo bisogno di energia e di guerra per mantenere il nostro sistema di vita”)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Tutte cose che naturalmente con la democrazia - anche con quella che si pretende debba passare attraverso un benessere di tipo occidentale - e con i fasulli presupposti agitati per giustificare l’invasione di una terra altrui, non c’entrano assolutamente nulla.&lt;br /&gt;Ma, come ho detto all'inizio, tutto ciò non è nulla di nuovo. Stupefacente è solo il fatto che qualcuno creda veramente che sia la carenza di diritti umani a condurci laggiù, ad "esportare democrazia". Sbalorditivo è poi che sia dia credito a chi, in perfetta malafede, dai palazzi del potere finge anche di crederci e si avvale della credulità popolare per assecondare i propri sogni malati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-515895211410980379?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/515895211410980379/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=515895211410980379&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/515895211410980379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/515895211410980379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/07/una-dedica.html' title='Una dedica'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1123485831132745724</id><published>2008-07-04T13:38:00.008+02:00</published><updated>2008-07-04T17:37:53.104+02:00</updated><title type='text'>Ipi e Tapi, guerra per il gas?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/0b09789abe878326ee7ec322938098c7.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/0b09789abe878326ee7ec322938098c7.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sembrano nomi da personaggi dei fumetti, IPI e TAPI, invece sono i protagonisti di un ulteriore motivo per gettare carburante sul fuoco della propaganda anti iraniana. Pare che entro fine mese la prospettata collaborazione tra Iran, Pakistan e India (&lt;span&gt;IPI&lt;/span&gt;) per l'approvvigionamento di gas al continente indiano sarà cosa fatta. Le dirigenze di quei paesi stanno per siglare un accordo per la costruzione del gasdotto che servirà ad esaudire la sete indiana di energia, portando una consistente quantità di gas iraniano, attraverso il Pakistan (che incasserà i relativi diritti per il passaggio) in India. Un condotto denominato "&lt;a href="http://www.iran-daily.com/1387/3165/html/"&gt;Peace Pipeline&lt;/a&gt;" e contemporaneamente un affare da 7 miliardi e mezzo di dollari, uno schiaffo alle sanzioni ONU di derivazione americana. L'India - dopo una serie di tentennamenti indotti dalle pressioni degli Stati Uniti - avrebbe infine scelto di far parte di un asse tutto asiatico per rifornirsi di gas, preferendo la concretezza del progetto iraniano alla stagnazione di analogo progetto occidentale. Ed ecco il secondo protagonista della vicenda: &lt;a href="http://channelwhiz.com/natural_gas.html"&gt;TAPI&lt;/a&gt;, cioè il piano americano per incanalare il gas necessario alle incipienti ed imponenti necessità indiane ricavandolo da presunti giacimenti in Turkmenistan, attraverso l'Afghanistan - tuttora martoriato dalla guerra - e il Pakistan. Un progetto che, vuoi per l'incremento dei costi, vuoi per la situazione afghana, sembra non essere (o non essere più) appetibile, né economico. Questo è allora il motivo per infiammare le polveri del "problema" iraniano e stamane apprendiamo dal &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_04/ammiraglio_iran_israele_2c2c09f6-4998-11dd-9284-00144f02aabc.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt; che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"secondo l’ammiraglio James Winnefeld, comandante della Sesta flotta Usa nel Mediterraneo, l’Iran probabilmente lancerà un attacco con missili balistici contro Israele, e gli Stati Uniti e gli alleati Nato devono prepararsi a questa eventualità"&lt;/span&gt;. Il pezzullo - cinque o sei righe - tace il motivo di questa gratuita boutade, ma farebbe riferimento ad analogo monito comparso su &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/999009.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt; di stamattina. Ce lo andiamo a leggere e anche il nostro allarme quotidiano viene sensibilmente ridimensionato. Infatti il quotidiano israeliano, riportando nel corpo dell'articolo le parole dell'ammiraglio Winnefeld, ha preventivamente titolato quanto già detto, ridetto e ritenuto nelle scorse settimane e non si tratta certo di una novità. L'Iran ribadisce il fatto che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Any attack on our nuclear facility will be beginning of war"&lt;/span&gt;, cioè promette che un eventuale attacco alle proprie strutture nucleari segnerà l'inizio di una guerra. Il sistema non è nuovo: liquidando in poche righe esplosive una reazione già paventata e motivata ma solo ipotetica della Repubblica Islamica come se fosse una sua probabile ed autonoma iniziativa, il messaggio arriva forte e chiaro. I fatti no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1123485831132745724?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1123485831132745724/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1123485831132745724&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1123485831132745724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1123485831132745724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/07/ipi-e-tapi-guerra-per-il-gas.html' title='Ipi e Tapi, guerra per il gas?'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8632558561504566302</id><published>2008-06-27T22:38:00.005+02:00</published><updated>2008-06-28T19:03:08.502+02:00</updated><title type='text'>Mordechai Vanunu, l'ultimo appello</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://exexxx.blogspot.com/2008/02/interview-with-mordechai-vanunu.html"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/050f7f14629921a4d483cc9ff93769a9.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Cari Editori, sono &lt;a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-6895478353897656482&amp;amp;q=vanunu&amp;amp;ei=DmNmSLHFNKGQ2gLevtnCAg&amp;amp;hl=it"&gt;Mordechai Vanunu&lt;/a&gt;, quello che ha detto la verità sul &lt;a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-1202772582783573647&amp;amp;q=israel+nuclear+weapons&amp;amp;ei=P25mSNejKIHw2AKb6pjrAg&amp;amp;hl=it"&gt;programma nucleare israeliano&lt;/a&gt; nel 1986 e ha pagato con 18 anni della propria vita in una prigione israeliana. Sono stato rilasciato nell'aprile del 2004, ma Israele mi ha negato i diritti umani della libertà di parola e della libertà nei movimenti. Non mi è stato permesso di lasciare Israele dal 1986. E siamo ora nel 2008. L'8 luglio 2008 ritornerò davanti al giudice perchè ho proposto appello contro una sentenza che mi ha condannato ad altri 6 mesi di prigione per aver parlato con i media stranieri dopo il mio rilascio nel 2004. Chiedo ai media di riferire il mio caso e che sostengano gli sforzi dei miei avvocati in Norvegia per procurarmi l'asilo politico. Israele sostiene che dispongo ancora di segreti sul loro impianto nucleare sotterraneo, un posto che non vedo da ventitrè anni e che gli ispettori dell'AIEA non hanno mai visitato. Ho detto tutto quello che sapevo sul programma di armamento nucleare israeliano, nel 1986, perchè ho seguito la voce della mia coscienza e volevo evitare guerre nucleari. Dal 2004 ho parlato con migliaia di turisti e pellegrini a Gerusalemme Est e ho registrato ore di video ora disponibili in rete. La fondazione di Israele avvenne in conformità con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Chiedo al mondo che si pretenda [da Israele] che la rispetti in questo caso. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.&lt;/span&gt; (Art. 13.2) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.&lt;/span&gt; (Art. 19)» VANUNU MORDECHAI J. C.  (&lt;a href="http://www.serve.com/vanunu/20080603letter.html"&gt;4 giugno 2008&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;editor@thepeoplesvoice.org&gt;&lt;editor@countercurrents.org&gt;&lt;editor@truthout.org&gt;&lt;editor@american-reporter.com&gt;&lt;editor@antiwar.com&gt;&lt;editor@onlinejournal.com&gt;&lt;editor@tompaine.com&gt;&lt;editorial@nytimes.com&gt;&lt;editorial@progressive.org&gt;&lt;editor@guardianunlimited.co.uk&gt;&lt;editor@palestinechronicle.com&gt;&lt;letters@harpers.org&gt;&lt;letters@time.com&gt;&lt;letters@washingtontimes.com&gt;&lt;letters@nytimes.com&gt;&lt;letters@washingtontimes.com&gt;&lt;letters@economist.com&gt;&lt;letters@latimes.com&gt;&lt;letters@washpost.com&gt;&lt;letters@express-news.net&gt;&lt;letters@msnbc.com&gt;&lt;letters@newsweek.com&gt;&lt;letters@usnews.com&gt;&lt;letters@usnews.com&gt;&lt;submissions@dissidentvoice.org&gt;&lt;submissions@commondreams.org&gt;&lt;submissions@truthdig.com&gt;&lt;br /&gt;&lt;/submissions@truthdig.com&gt;&lt;/submissions@commondreams.org&gt;&lt;/submissions@dissidentvoice.org&gt;&lt;/letters@usnews.com&gt;&lt;/letters@usnews.com&gt;&lt;/letters@newsweek.com&gt;&lt;/letters@msnbc.com&gt;&lt;/letters@express-news.net&gt;&lt;/letters@washpost.com&gt;&lt;/letters@latimes.com&gt;&lt;/letters@economist.com&gt;&lt;/letters@washingtontimes.com&gt;&lt;/letters@nytimes.com&gt;&lt;/letters@washingtontimes.com&gt;&lt;/letters@time.com&gt;&lt;/letters@harpers.org&gt;&lt;/editor@palestinechronicle.com&gt;&lt;/editor@guardianunlimited.co.uk&gt;&lt;/editorial@progressive.org&gt;&lt;/editorial@nytimes.com&gt;&lt;/editor@tompaine.com&gt;&lt;/editor@onlinejournal.com&gt;&lt;/editor@antiwar.com&gt;&lt;/editor@american-reporter.com&gt;&lt;/editor@truthout.org&gt;&lt;/editor@countercurrents.org&gt;&lt;/editor@thepeoplesvoice.org&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8632558561504566302?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8632558561504566302/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8632558561504566302&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8632558561504566302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8632558561504566302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/06/mordechai-vanunu-lultimo-appello.html' title='Mordechai Vanunu, l&apos;ultimo appello'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5577658111870056850</id><published>2008-06-18T02:16:00.006+02:00</published><updated>2008-06-19T01:59:10.070+02:00</updated><title type='text'>Ancora sul "Nuclear Ring"</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/509cadb6a72a66347021e1c724904fae.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://files.splinder.com/509cadb6a72a66347021e1c724904fae.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 15 giugno annotavo che Abdul Qadeer Khan non parlava e supponevo che non lo potesse fare. La BBC riferisce invece che ieri (martedì 17 giugno) lo scienziato pakistano ha &lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/7426199.stm"&gt;nuovamente&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.rttnews.com/Content/GeneralNews.aspx?Node=B1&amp;amp;Id=633257"&gt;negato&lt;/a&gt; di aver venduto progetti per un evoluto ordigno nucleare alla rete svizzera di contrabbando che in questi giorni è ascesa agli onori della iperattiva cronaca occidentale del terrore o presunto tale sulla base di quanto argomentato dall'ex ispettore ONU agli armamenti David Albright. L'&lt;a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=762608&amp;amp;canale=ORA&amp;amp;articolo=TERRORISMO:%20KHAN%20SMENTISCE,%20NON%20HO%20VENDUTO%20PROGETTI%20SU%20ATOMICA"&gt;AFP&lt;/a&gt; riferisce le parole di Khan alla notizia. Dalla sua casa di Islamabad - dove è agli arresti domiciliari dal 2004 - lo scienziato non ha usato mezzi termini dichiarando che &lt;em&gt;"è tutta una menzogna, non c'è nulla di vero. E' una totale stronzata"&lt;/em&gt; ed ha precisato di non aver mai lavorato con il suo team ad armamenti avanzati. Su quanto confessato in passato - cioè di aver venduto piani nucleari all'Iran, alla Corea del Nord e alla Libia - Khan ha aggiunto che le sue dichiarazioni non corrispondevano al vero e furono indotte da non specificate garanzie offerte dal governo pakistano che lo aveva incriminato. Ma visti i legami del Pakistan di Musharraf non è difficile immaginare chi e perchè abbia potuto allora veicolare le dichiarazioni del padre della bomba pakistana. Né oggi è possibile fare a meno di sottolineare la singolarità di un fatto. In Svizzera, dopo anni di esami sul materiale rinvenuto nei computer della famiglia Tinner ed anni di presunte indagini (le tracce della pista svizzera risalgono, infatti, perlomeno all'ottobre 2003, allorché venne sequestrata nel Mediterraneo e condotta a Taranto per mano italiana la nave battente bandiera tedesca &lt;a href="http://www.iranatom.ru/reports/rep059.htm"&gt;&lt;em&gt;BBC China&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, diretta in Libia con un carico di elementi per la costruzione di centrifughe per l'arricchimento dell'uranio) ci si sarebbe indotti solo in questi ultimi mesi, per motivi di sicurezza, a distruggere 30 mila documenti elettronici nella disponibilità di Urs Tinner e di chissà chi altri da almeno un quinquennio. Tinner collaborava inoltre, a quanto sembra, sia con il team di A.Q. Khan che con la CIA, ma pur essendo stato arrestato nell'ottobre 2004 non è stato mai processato. La Confederazione Elvetica avrebbe quindi distrutto oggi (inutilmente, trattandosi di documentazione virtuale e pertanto sicuramente già copiata e/o diffusa, se utile) tutto il materiale sensibile e le fonti di prova a carico del presunto trafficante di bombe, nonché spione per l'agenzia americana. A questo punto non è difficile ipotizzare che il governo elvetico si sia acconciato ad una operazione inefficace, tardiva e controproducente quantomeno per la giustizia svizzera ma con le caratteristiche evidenti di una inverosimile baggianata, per &lt;a href="http://www.lefigaro.fr/international/2008/06/11/01003-20080611ARTFIG00015-suisses-trafiquants-nucleaires-et-agents-de-la-cia.php"&gt;motivi diversi&lt;/a&gt; dalla sottrazione al "mercato clandestino del nucleare" di una serie di volatili tracce elettroniche. Certo, nessuno può prendere per oro colato le parole di Khan, né quelle di chiunque altro in tema di sicurezza, guerra, terrore, petrolio, risorse, danaro, programmi e progetti nucleari, alleanze ed egemonia e nessuno può immaginare che uno stato sovrano sotto pressione (economica, militare, interna ed esterna) non cerchi di dotarsi almeno in teoria di un deterrente nucleare, ma a nessuno può sfuggire che la propaganda svolta in proprio o per conto terzi (oggi) dagli USA della deriva neocon approdata al terzo millennio e dai suoi sicari a buon mercato in mezzo mondo, oltre che un insulto alle capacità critiche di chicchessia, si sia assestata ormai ben oltre i limiti della decenza. Del resto nessuno avrebbe potuto prendere per buone - per esempio - le &lt;a href="http://wwwimage.cbsnews.com/images/2003/02/05/image539478x.jpg"&gt;allarmanti dichiarazioni&lt;/a&gt; sull'Iraq di Saddam (armi di distruzione di massa, legami con al-Qaida), ma qualcuno, tanti, lo hanno fatto. Con ciò confermando che le capacità critiche generali sono obnubilate dalla ripetizione ossessiva delle stesse menzogne, per quanto apodittiche e/o inverosimili, purchè siano accompagnate da sufficiente virulenza, o presunta autorevolezza, o da un evento traumatico, o anche solo dalla loro reiterazione per un periodo di tempo abbastanza lungo. Sotto questo ultimo aspetto (il tempo) però non ci si illuda. Mentre noi per lo più si sonnecchia c'è chi invece su questo lavora con gaia alacrità.&lt;br /&gt;______________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Riassunto e aggiornamenti su &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.letemps.ch/template/print.asp?article=234401"&gt;Le Temps&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; (CH) 19 giugno 2008.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«...En Suisse, l'affaire Tinner est encore loin d'avoir révélé tous ses secrets. Il reste par exemple à expliquer pourquoi la justice a mis autant de temps à lancer des poursuites contre les trois ingénieurs. Le rapport de la police de Malaisie révélait beaucoup de choses. Les quelques éléments de l'enquête suisse qu'on peut lire dans les diverses décisions du Tribunal fédéral et du Tribunal pénal fédéral ne font le plus souvent que confirmer des faits que l'on trouve déjà dans le rapport des enquêteurs de Kuala Lumpur. Leur document est public depuis février 2004. Or les Tinner n'ont été arrêtés qu'en octobre 2004, et les deux frères sont maintenus en détention, aujourd'hui encore, au motif notamment qu'ils risqueraient de faire disparaître des preuves ou d'influencer des témoins. Pourquoi cette lenteur de la justice helvétique? Les Tinner auraient-ils aussi travaillé pour les services secrets suisses?» &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5577658111870056850?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5577658111870056850/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5577658111870056850&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5577658111870056850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5577658111870056850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/06/ancora-sul-nuclear-ring.html' title='Ancora sul &quot;Nuclear Ring&quot;'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1690772486543973925</id><published>2008-06-15T22:59:00.006+02:00</published><updated>2008-06-16T13:40:06.686+02:00</updated><title type='text'>Nucleare iraniano, ogni occasione è buona</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/f068c99718116e91ff088f3bde1c7715.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://files.splinder.com/f068c99718116e91ff088f3bde1c7715.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; Una rete del contrabbando internazionale "potrebbe" avere fornito all'Iran progetti per la costruzione di ordigni nucleari avanzati.&lt;/em&gt; Questo il succo della notizia che impazza in queste ore in rete e sui media e viene immediatamente ripresa dai circoli neocon del pianeta. Senza vergogna e senza neppure darsi la pena di riassumerla correttamente - cioè, almeno letteralmente - anche i fogli nostrani legati alla giostra dell'informazione governativa italiana e americana spargono a piene mani le loro colorite illazioni. Ma nessuno si sofferma sulla particella più significativa nelle poche righe sopra riportate, cioè il verbo al condizionale, &lt;em&gt;potrebbe&lt;/em&gt;. Qualsiasi mediocre leguleio conosce perfettamente il senso di quel condizionale e la sua debolezza. Lo scadente circo mediatico nostrano evidentemente no. E quindi il dove, il come, il quando e il perchè questi benedetti progetti &lt;em&gt;potrebbero&lt;/em&gt; essere filtrati nelle avide mani persiane, come al solito, restano particolari di poco conto. Il sassolino, per quanto ridicolo, è lanciato e coglierà nel segno colpendo il disinvolto subconscio nazionale in tema di politica internazionale. Il mainstream italiano, ormai impantanato nelle maglie appiccicose della riedizione in chiave europea del mostro lobbystico d'oltreoceano, si adegua infatti con volonterosa alacrità alla campagna di disinformazione "ziocon", nel patetico tentativo di giustificare la follia di un'azione militare contro la Repubblica Islamica. Viceversa Haaretz, forse nel timore di perdere la faccia enfatizzando fuori misura le direttive nazionali che sovrintendono al tam tam americano ed europeo, si limita a riportare senza calcar la penna le più vaghe agenzie. Riprendiamo allora anche noi la notiziola dandole il peso che merita. Innanzitutto non è nuova, come non è nuova la rete planetaria di forniture nucleari, non proprio trasparenti, dello scienziato pakistano Abdul Qadeer Khan. Per altro verso la fonte primaria di questa minestra riscaldata sembra essere quanto emerso già nel novembre 2007 dalla distruzione da parte del governo elvetico del materiale informatico riferibile alla famiglia svizzera Tinner, legata agli affari dello stesso A.Q. Khan e un esponente della quale, &lt;a href="http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/svizzera_e_mondo/Traffico_atomico_svizzero_presto_estradato.html?siteSect=126&amp;amp;sid=5782463&amp;amp;cKey=1115998871000&amp;amp;ty=st"&gt;Urs Tinner&lt;/a&gt;, è stato arrestato sin dall'ottobre 2004 e - come autorevolmente affermato - è stato per tanto tempo sui libri paga della CIA. All'atto della distruzione di questo materiale in formato elettronico, costituito da una trentina di migliaia di file per circa un terabyte, l'intelligence americano e la IAEA (che sovrintendeva all'operazione) sarebbero stati tanto vicini ai progetti sensibili rinvenuti nei computer svizzeri, da individuare in essi allarmanti riferimenti ad attrezzature nucleari che si assumono di tipo pakistano. In più essi avrebbero ipotizzato che tali progetti &lt;em&gt;potrebbero&lt;/em&gt; (di nuovo il condizionale) essere filtrati chissà dove prima della loro distruzione (&lt;em&gt;"But U.N. officials cannot rule out the possibility that the blueprints were shared with others before their discovery"&lt;/em&gt; - Washington Post). Tutto qui. Di Iran neppure l'ombra, salvo un improbabile accenno giornalistico al fatto che alcuni disegni, anch'essi di presunta provenienza pakistana, &lt;em&gt;sarebbero&lt;/em&gt; stati forniti alla medesima Repubblica Islamica nel 1987, cioè 21 anni fa. Inutile dire che Abdul Qadeer Khan - perdonato in Pakistan per la sua non commendevole attività, ma sottoposto a blandi arresti domiciliari al suo paese - non parla, né sembra lo possa fare. E il governo di Musharraf non concede, né concederà alcuna precisazione al riguardo. Ma nulla vieta oggi e per qualche giorno ad una rete mediatica ipocrita ed eccitata in funzione anti iraniana di vendere i &lt;em&gt;"potrebbe"&lt;/em&gt; come se fossero notizie allo svagato pubblico occidentale, senza aggiungere che la rete di Abdul Qadeer Khan &lt;span style="font-style: italic;"&gt;potrebbe&lt;/span&gt; di recente aver venduto progetti all'Iran, così come il Pentagono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;potrebbe&lt;/span&gt; ospitare - è difficile ipotizzarlo ma il condizionale e alcuni fatti lo consentono - una rampa di atterraggio per astronavi aliene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1690772486543973925?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1690772486543973925/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1690772486543973925&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1690772486543973925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1690772486543973925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/06/nucleare-iraniano-ogni-occasione-buona.html' title='Nucleare iraniano, ogni occasione è buona'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-7870575812146430363</id><published>2008-06-09T00:28:00.007+02:00</published><updated>2008-06-09T01:16:39.095+02:00</updated><title type='text'>Project for the New Italian Century</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/c7b4b7b55c57f7f12c49e353498205f2.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/c7b4b7b55c57f7f12c49e353498205f2.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;«I servizi segreti militari italiani, conosciuti come Sismi, hanno ospitato un incontro segreto tra autorità USA e rappresentanti di forze anti iraniane a Roma sette anni fa per promuovere un colpo di stato in Iran».&lt;/em&gt; L'&lt;a href="http://www.iran-daily.com/1387/3143/html/"&gt;Iran Daily&lt;/a&gt; dell'8 giugno 2008, riporta quanto rilanciato dall'IRNA: un particolareggiato servizio di &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sismi-iran/sismi-iran/sismi-iran.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt; del 7 giugno scorso. Il meeting di tre giorni prevedeva un investimento americano di molti milioni di dollari e il quotidiano iraniano, come La Repubblica, fa riferimento ad un rapporto di 52 pagine presentato di recente al Senato americano dal comitato investigativo sui servizi USA (il "Select Committee on Intelligence", commissione di controllo del Parlamento americano sulle attività dei servizi). L'articolo di Repubblica è esaustivo e ci fa intuire a che sorta di risiko amano giocare, sulle penne degli italiani e non solo, il premier eletto e i suoi volonterosi sodali. Per intenderci, quelli che all'insegna del detto umoristico "armiamoci e partite", programmano di cambiare le regole di ingaggio nei siti di intervento militare italiano onde sottolineare - sembra - un progressivo maggior asservimento all'amico americano e alle politiche neocon che nel terzo millennio condiscono i suoi programmi di egemonia planetaria. Ma se da noi la lettura del pezzullo di Repubblica implicava uno sforzo superiore alla normale italica attenzione, così non si può dire di quanto succederà ai lettori del quotidiano iraniano. Questo, con poche righe accessibili anche al lettore più disinvolto, in prima pagina, lascia intendere che la nostra politica internazionale è caratterizzata dalle improbabili amicizie di un primo ministro le cui parole pubbliche più ricorrenti ("sono stato frainteso") delineano meglio di qualsiasi altra osservazione natura e limiti delle sue iniziative. Di fatto veniamo dipinti in pochi cenni (non per la prima volta e non solo da parte iraniana) come disponibili ad una politica internazionale immatura, vassalla e, all'occasione, guerrafondaia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-7870575812146430363?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/7870575812146430363/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=7870575812146430363&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7870575812146430363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7870575812146430363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/06/project-for-new-italian-century.html' title='Project for the New Italian Century'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2792903804643391018</id><published>2008-06-06T01:05:00.005+02:00</published><updated>2008-06-06T22:51:04.920+02:00</updated><title type='text'>Benedetto Cipriani, chi l'ha visto?</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/35795afcdc77c4ca8433674e241d4c27.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px" alt="" src="http://files.splinder.com/35795afcdc77c4ca8433674e241d4c27.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Da mesi è caduto il silenzio su Benedetto Cipriani, il nostro connazionale estradato negli USA il 12 luglio 2007 (nel fotomontaggio). In una nota del 5 maggio scorso, il &lt;a href="http://www.journalinquirer.com/articles/2008/05/05/towns/windsor_locks/doc481f3589d6ad9350122741.txt"&gt;Journal Inquirer&lt;/a&gt; (un giornale del Connecticut centro e nord), trattando del diverso processo a Jose Guzman, riferiva che quello contro Cipriani ...&lt;em&gt;continua&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Affidato alle incerte condizioni di un decreto di estradizione firmato dal ministro Castelli ed eseguito dal ministro Mastella, per cui - se condannato a pena detentiva - dovrebbe essere concesso al nostro connazionale di scontare la pena in Italia, sappiamo solo che all'udienza di &lt;em&gt;probable cause&lt;/em&gt; del 12 dicembre 2007 (una specie di udienza preliminare) il giudice Joseph Q. Koletsky ha deciso che lo Stato del Connecticut disponeva di prove sufficienti per procedere contro Cipriani, gravato di tre imputazioni di omicidio ed una di cospirazione per commettere omicidio, ed ha fissato l'udienza del 24 gennaio 2008 per il dibattimento. Da allora, a parte il laconico accenno del 5 maggio di cui si è detto sopra, più nulla. Né là, né qui.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/search?q=benedetto+cipriani"&gt;Qui la storia&lt;/a&gt; &lt;em&gt;(e anche su &lt;/em&gt;&lt;a href="http://latorredibabele.blog.rai.it/2008/06/06/processo-allo-straniero/"&gt;&lt;em&gt;La Torre di Babele - blog Tg1&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;, ma ricordiamo brevemente che il 16 luglio 2007 la Corte Superiore di Enfield, nel Connecticut, si era riunita per procedere nei confronti di Cipriani, accusato di essere stato il mandante, nel 2003, dell'omicidio di Robert "Bobby" Stears, marito di Shelly, una donna con cui Cipriani aveva avuto tempo prima una relazione amorosa. Il presunto incarico criminale, conferito secondo l'accusa a tre giovani balordi (Erik Martinez, Michael Castillo e Jose Guzman) per poche migliaia di dollari, era poi asseritamente degenerato in un allucinante triplice omicidio. Erano infatti caduti sotto i colpi di uno dei presunti sicari, oltre a Bobby Stears, anche un socio d'affari del primo (Barry Rossi) e un loro impiegato (il meccanico Lorne Stevens). Nel dettaglio - secondo l'accusa - Michael Castillo aveva guidato la propria auto per trasportare Jose Guzman sul luogo dell'omicidio. Erik Martinez aveva confessato di aver procurato l'arma usata per i delitti ed in seguito aveva testimoniato contro Cipriani raccontando che &lt;em&gt;"una sera, mentre tornava da una cena con sua madre e il suo nuovo fidanzato, Benedetto Cipriani, questi gli chiese se era interessato ad un lavoro, 'far fuori' un tizio che - egli disse - aveva stuprato la figlia di un compagno di lavoro"&lt;/em&gt;. Jose Guzman aveva confessato di aver sparato (uccidendo Stears, Rossi e Stevens) e di aver ricevuto alcune migliaia di dollari da Cipriani.&lt;br /&gt;Su questi presupposti il giudice Richard W. Dyer della Corte di Enfield aveva fissato una cauzione di 7,5 milioni di dollari per il nostro connazionale, aderendo alla tesi del pubblico ministero sul pericolo che Cipriani volesse fuggire (nuovamente, secondo l'accusa) dallo Stato. L'ormai lontano 15 ottobre 2007 è stato emesso il verdetto di colpevolezza per Michael Castillo. Ma quindici giorni prima - il 1° ottobre - nello stesso processo contro Michael Castillo, Jose Guzman, che aveva confessato gli omicidi concordando con l'accusa una pena diversa dalla pena di morte (due ergastoli) con la promessa di testimoniare contro gli altri coimputati, ha invece rifiutato di testimoniare annullando di fatto l'accordo con la pubblica accusa.&lt;br /&gt;Nel sintetico articolo del 5 maggio scorso, il Journal Inquirer ci comunica che per il processo contro Guzman (che dovrebbe affrontare, a questo punto, la possibilità di una condanna a morte) è prevista un'udienza per il 4 settembre prossimo. E il processo a Benedetto Cipriani? Come detto, continua. Così come il rigoroso silenzio delle autorità e l'apparente disinteresse della stampa italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2792903804643391018?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2792903804643391018/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2792903804643391018&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2792903804643391018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2792903804643391018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/06/benedetto-cipriani-chi-lha-visto.html' title='Benedetto Cipriani, chi l&apos;ha visto?'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1961621143949526838</id><published>2008-06-03T00:04:00.013+02:00</published><updated>2008-06-16T21:33:16.916+02:00</updated><title type='text'>Nuclear clowning</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/dd98224f8925d9a7084c8dbade702cfc.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px" alt="" src="http://files.splinder.com/dd98224f8925d9a7084c8dbade702cfc.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In breve. L'AIEA, il comitato di controllo dell'ONU sul nucleare, esige che l'Iran chiarisca in proposito il suo passato lavoro, reso sospetto da rapporti di intelligence che suggeriscono che la Repubblica Islamica sia stata impegnata in studi sugli armamenti nucleari, i cosiddetti &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;studi allegati&lt;/span&gt;. E ciò - occorre sottolineare - in passato. L'Occidente - cioè gli USA, i suoi clienti e i suoi valletti - temono che l'Iran possa usare il proprio programma nucleare per costruire ordigni nucleari. Tehran ha ripetutamente contestato queste informazioni definendole "costruite" e ha definito apodittica l'allegazione per cui starebbe cercando di costruire una bomba. Le nazioni occidentali, tra le quali gli Stati Uniti, insistono sul fatto che Tehran debba fornire prove contrarie a questa allegazione. E' facile aggiungere, a questo riguardo, che fornire la prova della non esistenza di qualcosa che non esiste - se non esiste - è semplicemente impossibile. Ma, ahimé, su pesanti pressioni di Washington, abbiamo già visto la stessa pretestuosa richiesta in merito alle presunte armi di distruzione di massa iraqene.&lt;br /&gt;E' però ancora più facile sospettare oggi che tutta la questione sia rivolta a frustrare la minaccia economica costituita dall'Iran, per gli USA &amp;amp; Co. in Medio Oriente. Stiamo parlando di circa settanta miioni di giovani istruiti, che siedono su una considerevole quantità di petrolio (e di gas naturale), che guardano al mercato asiatico e sono attratti da neonati bisogni in stile occidentale. Tutto qui. Sulla via aperta dai fatti dell'11 settembre, l'Iran è già stato sottoposto a tre serie di sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (su ispirazione USA) in merito al suo rifiuto di sospendere le operazioni di arricchimento del'uranio, utili per ricavare combustibile nucleare come per costruire il nucleo fissile di una bomba atomica. A questo proposito l'Iran ribadisce che il suo programma nuclare è rivolto a scopi pacifici e alla produzione di energia ed ha finora rifiutato di interrompere le operazioni di arricchimento come precondizione per i negoziati, sottolineando di avere il diritto di svolgere quella attività secondo il Trattato di non proliferazione nucleare (NPT). In più la Repubblica Islamica ha ripetutamente dichiarato di essere pronta a negoziare con le potenze mondiali per 'alleviare le preoccupazioni' dell'occidente sulla propria attività nucleare.&lt;br /&gt;Tre giorni fa qualcuno ha detto, come se si trattasse di una grossa notizia, che gli ispettori del comitato di controllo dell'ONU (AIEA) erano &lt;em&gt;allarmati&lt;/em&gt; perchè l'Iran è in possesso di un documento che descrive il processo per costruire quello che potrebbe essere il "core" di un ordigno nucleare. Nulla che non si sapesse già. Si tratta del cosiddetto &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"uranium metal document"&lt;/span&gt;, un documento di 15 pagine che descrive il processo di riduzione dell'UF6 (uranio esafluoride) per ricavarne uranio metallico in due emisferi, del tipo usato nelle testate nucleari. Iran ha dichiarato all'AIEA che il documento è stato ricevuto sin dal 1987 (incidentalmente, nel 1987 l'Iran era ancora in guerra contro l'Iraq) insieme alle specifiche per costruire le cosiddette centrifughe P1 usate per arricchire l'uranio, ed ha ribadito di non averlo richiesto. E' da sottolineare che l'AIEA ha riferito dell'esistenza di tale documento sin dal 2006 ed ha ricevuto, l'8 novembre 2007, una copia delle 15 pagine che lo costituiscono, ma ha di seguito dichiarato di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"non aver rinvenuto indicazione di alcuna attività relativa al processo di riconversione dell'UF6 in Iran"&lt;/span&gt; (Rapporto del Direttore Generale dall'AIEA al Consiglio dei Governatori, GOV/2007/58) &lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt;. Tanto rumore per nulla.&lt;br /&gt;Ciò detto, nella "Dichiarazione introduttiva al Consiglio dei Governatori" presentata il 2 giugno 2008 dal Direttore Generale dell'AIEA, Dr. Mohamed ElBaradei, possiamo leggere che &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"per mettere le cose nell'ottica giusta [deve essere sottolineato che] l'Agenzia allo stato non ha informazioni - a parte l'uranium metal document - su attuali progetti o costruzione da parte dell'Iran di componenti nucleari o di altri componenti chiave per un ordigno nucleare. Allo stesso modo l'Agenzia non ha avuto indicazioni dell'uso attuale di materiale nucleare connesso con gli studi allegati"&lt;/span&gt;. E sembra allora ridicola l'ulteriore dichiarazione svolta per indebolire questi risultati, forse sotto pressione di qualche clown occidentale, per cui &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"benché l'Agenzia possa verificare e fornire assicurazioni sulle attività iraniane passate e presenti, le preoccupazioni sulle future intenzioni dell'Iran vanno ben al di là delle verifiche"&lt;/span&gt; dell'Agenzia.&lt;br /&gt;_________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt; Board of Governors - &lt;a href="http://www.iaea.org/Publications/Documents/Board/2007/gov2007-58.pdf"&gt;GOV/2007/58&lt;/a&gt; - Date: 15 November 2007&lt;br /&gt;"A.3. Uranium Metal Document - 25. On 8 November 2007, the Agency received a copy of the 15-page document describing the procedures for the reduction of UF6 to uranium metal and casting it into hemispheres. Iran has reiterated that this document was received along with the P-1 centrifuge documentation in 1987. The Agency has shared this document with Pakistan, the purported country of origin, and is seeking more information. Iran stated that the reconversion unit with casting equipment mentioned in the one-page1987 offer was not pursued with the supply network. Apart from the conversion experiments of UF4 to uranium metal at the Tehran Nuclear Research Centre (GOV/2004/60 Annex, para. 2), the Agency has seen no indication of any UF6 reconversion and casting activity in Iran. It should be noted, however,that a small UF6 to uranium metal conversion line in the Uranium Conversion Facility (UCF) was declared by Iran in the design information questionnaire for the UCF (GOV/2003/75, Annex 1, para.3). This line has not been built, as verified by the Agency’s inspectors".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;__________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Short, IAEA, the UN nuclear watchdog, demands that Iran come clean over its past atomic work, suspected on the base of intelligence suggesting Iran was engaged in weaponization studies, the so called &lt;em&gt;alleged studies&lt;/em&gt;. Namely, we must stress, in the past. The West - that is US, its clients and valets - fears Iran could use its nuclear programme to make atomic weapons. Tehran has repeatedly dismissed the intelligence as fabricated, and the allegations that it was seeking to build a bomb as baseless. Western countries such as the United States insist that Tehran should actively disprove the allegations rather than simply dismiss them as untrue. Easy to say, in this respect, that providing the evidence of non existence of something that does not exist is simply impossible. Alas, we got to see the same preposterous claim about alleged Iraqi WMD under heavy pressure from Washington.&lt;br /&gt;It’s easier to suspect that the whole stuff is aimed at frustrating Iranian economic threat to the US &amp;amp; Co. egemony in the Middle East. We’re talking about 70 million young learned people, sitting over a remarkable lot of oil, looking at the Asia market and attracted by newly born western style needs. That’s it. On the path of the after 911, Iran is already under three sets of (US inspired) UN Security Council sanctions over its refusal to suspend uranium enrichment work, which can be used to make nuclear fuel as well as the fissile core of an atom bomb. In this respect Iran maintains that its nuclear programme is aimed at peaceful ends and energy production and has so far rejected halting uranium enrichment as a pre-condition to talks, stressing it has a right to the activity under the nuclear Non-proliferation Treaty (NPT). Moreover the Islamic Republic repeatedly said it is ready to negotiate with world powers to ‘alleviate concerns’ over its nuclear activity.&lt;br /&gt;Three days ago some said, as if it were big news, that inspectors from the UN atomic watchdog were alarmed that Iran has in its possession a document describing the process for making what could be the core of a nuclear weapon. Nothing we did not hear of before, it is the so called &lt;em&gt;uranium metal document&lt;/em&gt;, a 15-page document describing process for the reduction of UF6 (Uranium hexafluoride) to uranium metal and machining uranium metal into two hemispheres of the kind used in nuclear warheads. Iran has told the IAEA that the document was received back in 1987 (by the way in 1987 Iran was still at war with Iraq) along with design information for the so-called P1 centrifuges used to enrich uranium, and insists it did not request it. It must be underlined that IAEA reported the existence of such a document since 2006, and received on November 8, 2007, a copy of the relevant 15-page evidence, but later declared that &lt;em&gt;“has seen no indication of any UF6 reconversion and casting activity in Iran”&lt;/em&gt; (Report by the Director General of IAEA to the Board of Governors, GOV/2007/58). Much ado about nothing.&lt;br /&gt;This said, in the &lt;em&gt;“Introductory Statement to the Board of Governors”&lt;/em&gt; made on June 2, 2008, by IAEA Director General, Dr. Mohamed ElBaradei, we can read that &lt;em&gt;“To put things into perspective [it must be emphasized] that the Agency currently has no information - apart from the uranium metal document - on the actual design or manufacture by Iran of nuclear material components, or of other key components, of a nuclear weapon. Likewise, the Agency has not seen indications of the actual use of nuclear material in connection with the alleged studies”&lt;/em&gt;. And it seems then ludicrous a further worried statement made in order to soften those outcomes, maybe under pressure from some western clowns, that &lt;em&gt;“while the Agency can verify and provide assurances about Iran´s past and present nuclear activities, concerns about Iran´s future intentions go well beyond verification”&lt;/em&gt; of the Agency. &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(&lt;a href="http://pipistro.wordpress.com/2008/06/02/clowning/"&gt;pipistro/eng&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a href="http://iraqwar.mirror-world.ru/article/166490"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;iraqwar&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1961621143949526838?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1961621143949526838/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1961621143949526838&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1961621143949526838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1961621143949526838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/06/nuclear-clowning.html' title='Nuclear clowning'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5150151765966914765</id><published>2008-05-31T21:58:00.005+02:00</published><updated>2008-06-01T00:46:30.702+02:00</updated><title type='text'>Vertice FAO, veleno preventivo</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/ae9295fa34e8cbd887a1c6e3d66ccf57.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/ae9295fa34e8cbd887a1c6e3d66ccf57.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In occasione del vertice FAO, a Roma, è con naturalezza che l'ambasciatore israeliano Gideon Meir fa propria la più velenosa propaganda spruzzata sul mondo occidentale in funzione anti iraniana da Tel Aviv e dal sicariato americano, dichiarando che l'invito al presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, è una &lt;em&gt;"disgrazia per il mondo"&lt;/em&gt;. Ovvio attendersi che gli facessero eco dal bel paese, con altrettanta naturalezza, le voci del consueto allineamento, rese oggi per l'occasione ancor più grasse dalla svolta di governo e dai rinnovati suoi approcci collaterali. Il ministro Frattini non esita ad accogliere il consueto ritornello a pelosa giustificazione del fatto che nessun membro di alto livello formale del nostro esecutivo avrà un colloquio con il presidente Ahmadinejad. Lo stile, in verità, è trasversale e non è nuovo. Tutti ricordano, infatti, la mimica imbarazzata dell'ex premier Prodi allorché dovette giustificare la penosa accoglienza riservata al Dalai Lama. Fu tutto, allora, per compiacere la Cina. E poichè quanto a rispetto dei diritti umani e legalità internazionale anche Israele deve superare una china discesa con spudorata cinquantennale caparbietà, ma gode tuttora di un malriposto occhio di riguardo, anche indotto dall'amico americano, la vicenda neppure oggi stupisce. Cambiano i suonatori, punto. Per la musica attenderemo. Ed oggi, nell'occasione del vertice FAO, si ribadisce allora che non potrebbe essere un interlocutore per l'Italia &lt;em&gt;"chi dice che Israele deve essere cancellato dalla carta geografica"&lt;/em&gt;. Su queste parole, fasulle ma riportate sino alla nausea a livello di rotocalco spicciolo, la questione è nota dal momento della stessa loro pronuncia nel 2006. Il discorso di Ahmadinejad venne dolosamente 'mal tradotto' e volonterosamente equivocato. Ma questo - per chi non parla persiano (e siamo tanti) - si sapeva già poche ore dopo il discorso da fonte non sospetta, il New York Times. Evidentemente, al riguardo, gli ulteriori approfondimenti di una pletora di intellettuali e linguisti nulla puote contro la gustosa possibilità di perpetuare un libello malevolo e strumentale, per quanto campato in aria. Transeat (si fa per dire). E allora perchè non calcare la mano? Tanto alcune notizie in fondo nessuno le verifica, per tacere il fatto che nella realtà politica e popolare italiana ben pochi se ne occupano. La politica fatta di slogan è quasi un punto d'onore per gli analisti da bar, ma anche per i tuttologi da TV e - assai più spesso di quanto non si possa pensare - per gli stessi parlamentari italiani che di tali notizie dovrebbero fare dovere e professione. Il livello generale di conoscenza delle vicende medio orientali in Italia, del resto, è noto. Ed è minimale. Quindi leggiamo sull'ultima agenzia che lo stesso capo della Farnesina avrebbe lamentato l'insoddisfazione per la mancata risposta di Teheran agli ultimi rilievi contenuti nel rapporto della Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA). Un sassolino in più in funzione preventiva. Ebbene, ne prendiamo atto, ma poichè il rapporto, contemporaneamente comunicato il 26 maggio da Mohamed ElBaradei al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e al Board of Governors dell'Agenzia, verrà reso noto al pubblico - sembra - solo il 2 giugno prossimo, indiscrezione per indiscrezione dobbiamo annotare che c'è chi oggi afferma, viceversa, che la collaborazione dell'Iran va ben oltre quanto richiesto dal NPT (Trattato di non proliferazione nucleare). E inoltre - ma questo nel rapporto non c'è - che sarebbe auspicabile se l'Agenzia IAEA come corpo internazionale volesse adempiere ai suoi doveri indipendentemente dai programmi delle grosse potenze e dei loro clienti. Ma poi, dopo il 2 giugno, qualcuno si prenderà davvero la briga di estrarre, tradurre e diffondere il contenuto del rapporto?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5150151765966914765?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5150151765966914765/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5150151765966914765&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5150151765966914765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5150151765966914765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/vertice-fao-veleno-preventivo.html' title='Vertice FAO, veleno preventivo'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1038330938528529705</id><published>2008-05-28T14:10:00.005+02:00</published><updated>2008-06-05T22:56:44.983+02:00</updated><title type='text'>Malalai Joya, una donna afghana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.pbs.org/now/shows/309/video-afghanistan-elections.html?playertype=windowsmedia;speed=hi;mediatype=video;media=%2Fmedia4%2Fnow%2Fafghanistan-elections-hi.rm%2C%2Fmedia4%2Fnow%2Fafghanistan-elections-lo.rm%2C%2Fnow%2Fafghanistan-elections-hi.wmv%2C%2Fnow%2Fafghanistan-elections-lo.wmv%2C%2Fnow%2Fafghanistan-elections-hi.mov%2C%2Fnow%2Fafghanistan-elections-lo.mov;playertemplate=%2Fnow%2Fmedia_player%2Fvideo1.html;helptemplate=%2Fnow%2Fmedia_player%2Fhelp.html;title=Selected%20clips%20from%20%27Enemies%20of%20Happiness%27;description=;basepath=%2Fnow%2Fshows%2F309%2Fvideo-afghanistan-elections.html;prefchange=1"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://pipistro.files.wordpress.com/2008/05/joyawp.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un fotogramma da &lt;a href="http://www.wmm.com/enemiesofhappiness/"&gt;Nemici della Felicità&lt;/a&gt;, un film che segue la campagna elettorale di una donna afghana, Malalai Joya - all'epoca ventottenne - mentre partecipava alle prime elezioni democratiche nel paese in 35 anni. La prima 'clip' mostra Malalai che si rivolge alla Loya Jirqa (Assemblea Costituzionale), chiede che si perseguano i signori della guerra presenti all'incontro e viene immediatamente espulsa (v. immagine e link a sinistra). Eletta poi per la provincia di Farah, il 21 maggio 2007 la camera bassa del parlamento afghano (Wolesi Jirqa) l'ha accusata di avere insultato il parlamento ed ha votato perchè fosse sospesa fino alla fine del suo mandato parlamentare nel 2009. Nonostante la sospensione ha continuato a criticare i signori della guerra seduti al parlamento afghano, nonostante i pericoli alla sua sicurezza. &lt;a href="http://www.ifex.org/en/content/view/full/83620"&gt;Human Rights Watch&lt;/a&gt;, il 21 maggio 2008 ha dichiarato che il parlamento afghano dovrebbe reintegrarla nel suo ufficio, sottolineando che i membri del parlamento regolarmente si criticano tra loro, ma nessuno è mai stat sospeso. Qui il &lt;a href="http://www.hrw.org/english/docs/2008/05/21/afghan18897.htm"&gt;video con l'intervista&lt;/a&gt; di HRW a Malalai Joya. Inoltre e in proposito Brad Adams, direttore per l'Asia di Human Rights Watch, ha dichiarato che &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"il prossimo mese l'Afghanistan chiederà donazioni per miliardi di dollari in assistenza, presentandosi come democrazia emergente&lt;/span&gt; [e si è chiesto:] &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;se Malalai Joya resta sospesa per aver esercitato il proprio diritto di esprimersi liberamente e deve continuare a scappare per le minacce ricevute, mentre il governo non fa niente, che cosa ci dice questo fatto sullo stato dei diritti umani e della democrazia?" &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;_________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A frame from Enemies of Happiness, a film that follows the campaign of an Afghan woman, Malalai Joya - then 28 year-old - as she was running in the country’s first democratic parliamentary elections in 35 years. The first clip shows Malalai Joya addressing the Loya Jirqa (Constitutional Assembly), calling for the prosecution of warlords present at the meeting and being instantly expelled from the Assembly (image left). She was elected from Farah province and on May 21, 2007, the lower house of the Afghan parliament, the Wolesi Jirga, voted to suspend her. She was accused of insulting the parliament and suspended until the end of her term in 2009. Since her suspension, she has continued to criticize warlords in the Afghan parliament despite the concerns for her safety. Human Rights Watch said, on May 21, 2008, that the Afghan parliament should reinstate her and noted that members of parliament have regularly criticized each other, but no one else has been suspended. Here the Human Rights Watch video interview with Malalai Joya. Moreover, Brad Adams, Asia director at Human Rights Watch, said that “Afghanistan is requesting billions of dollars in assistance from donors next month and presenting itself as an emerging democracy (…) If Malalai Joya remains suspended for exercising her right to free expression and has to keep moving around because of threats for which the government does nothing, what does this say about the state of human rights and democracy?” (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://pipistro.wordpress.com/2008/05/27/malalai-joya-an-afghan-woman/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;pipistro/eng&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1038330938528529705?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1038330938528529705/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1038330938528529705&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1038330938528529705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1038330938528529705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/malalai-joya-una-donna-afghana.html' title='Malalai Joya, una donna afghana'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2401541724147742695</id><published>2008-05-24T16:48:00.003+02:00</published><updated>2008-05-24T17:22:11.546+02:00</updated><title type='text'>Finkelstein arrestato a Tel Aviv</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/4d874e84b73c8b30540a43fd3b83fcd1.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/4d874e84b73c8b30540a43fd3b83fcd1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'accademico americano &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/search?q=finkelstein"&gt;Norman Finkelstein&lt;/a&gt;, atterrato ieri mattina presto (23 maggio) all'aeroporto di Tel Aviv per recarsi nei Territori Palestinesi Occupati, è stato immediatamente arrestato e costretto oggi a lasciare Israele. Lo scomodo ex professore della cattolica DePaul University di Chicago - che dopo sei anni gli ha inopinatamente negato una cattedra per le pressioni svolte dall'avvocato Alan Dershowitz e dalla Lobby filo israeliana - sarebbe stato arrestato per ordine del Ministero israeliano dell'interno e dello Shin Beth. Da un incaricato del Ministero gli è stato riferito di essere stato bandito per "ragioni di sicurezza" dallo stato ebraico per dieci anni. Le parole - si sa - sono più pericolose delle bombe. Per questo soffocare il dibattito sul passato sionista e sull'occupazione, diffamare chi rappresenta una voce fuori dal coro, aggiustare le notizie ed enfatizzare l'allarmismo, rientrano tra i compiti principali degli instancabili centri di propaganda dell'establishment militare e politico israeliano. Il diniego di ingresso a Finkelstein lo conferma, da un lato, e dall'altro indica che la critica portata al sistema lobbystico (USA e) israeliano dall'intellettuale americano, ebreo e figlio di genitori scampati alla Shoah, così come quello di molti suoi colleghi (tra di essi, solo per citarne alcuni, Tony Judt, Ilan Pappe, Neve Gordon, Noam Chomsky, i compianti Tanya Reinhart e Baruch Kimmerling), colpisce nel segno. &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Nella foto: Finkelstein al dibattito "In Defense of Academic Freedom", 12 ottobre 2007, Rockefeller Chapel - University of Chicago). &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2401541724147742695?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2401541724147742695/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2401541724147742695&amp;isPopup=true' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2401541724147742695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2401541724147742695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/finkelstein-arrestato-tel-aviv.html' title='Finkelstein arrestato a Tel Aviv'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5614042596200479374</id><published>2008-05-23T18:27:00.005+02:00</published><updated>2008-05-23T22:08:11.886+02:00</updated><title type='text'>Raffaele Ciriello, un vergognoso silenzio</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/cd70cc7133e2ab22f697ea9662090df4.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/cd70cc7133e2ab22f697ea9662090df4.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il &lt;a href="http://www.repubblica.it/online/mondo/terriquarantadue/diciassette/diciassette.html"&gt;13 marzo 2002&lt;/a&gt;, colpito da una raffica proveniente da un carro armato israeliano, moriva a Ramallah il reporter italiano &lt;a href="http://www.raffaeleciriello.com/"&gt;Raffaele Ciriello&lt;/a&gt;, noto fotografo di guerra, mentre stava documentando un rastrellamento dell'esercito israeliano nei Territori occupati palestinesi. La consulenza medico-legale poi disposta in Italia sul corpo di Ciriello avrebbe evidenziato che il reporter era stato colpito da cinque proiettili cal. &lt;em&gt;7.62 Nato&lt;/em&gt; che avevano provocato lesioni al fegato, alla milza, allo stomaco, all'intestino e fratture multiple al bacino. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, che aveva intrapreso il relativo procedimento penale per acclarare i fatti ed individuare gli autori del crimine, ricostruiva così l'omicidio in base al &lt;a href="http://www.raffaeleciriello.com/ciri.mov"&gt;video girato dallo stesso Ciriello&lt;/a&gt; mentre subiva i colpi mortali (nella foto tratta, dal video, la raffica del tank israeliano) e alle testimonianze dei presenti in quel momento sul posto: &lt;em&gt;«1. A un dato momento un uomo non identificato, indossante un giubbotto blu, spara quattro colpi di fucile in direzione del carro armato; 2. Non si nota alcuna reazione immediata da parte del carro armato; 3. &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.altremappe.org/LiberaInformazione/RicucciCiriello.htm"&gt;[Amedeo]&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.altremappe.org/LiberaInformazione/RicucciCiriello.htm"&gt; Ricucci&lt;/a&gt; filma il carro armato per un buon numero di secondi; 4 Subito dopo Ciriello inizia pure lui a filmare il carro armato, ma viene subito colpito: nel filmato che egli sta girando si vede chiaramente il tracciato della raffica che sta per colpirlo, proveniente dala carro armato. 5. La raffica che ha colpito Ciriello è stata sparata dal carro armato 55 secondi dopo i quattro colpi di fucile esplosi dall'uomo non identificato indossante il giubbotto blu: ciò emerge chiaramente dal nastro di Ciriello, il quale ha filmato senza interruzione durante quel lasso di tempo».&lt;/em&gt; Precisava quindi la Procura che Ciriello si era sporto dall'edificio per riprendere il carro armato israeliano, che era passato quasi un minuto dai colpi sparati da un miliziano palestinese e che questi colpi (sparati con un Kalashnikov) non erano idonei a perforare la blindatura di un carro armato del tipo ritratto nei fotogrammi. Il giorno prima, 12 marzo, come riferito da un altro testimone, &lt;a href="http://pinoscaccia.splinder.com/post/5343413/Quel+giorno+a+Ramallah%2C+quando"&gt;Norberto Sanna&lt;/a&gt; della RAI, il tetto dell'albergo City Inn di Ramallah, che notoriamente ospitava solo giornalisti, era stato bersagliato dai colpi dell'esercito israeliano per venti o trenta minuti. Solo più di un anno dopo (nel luglio del 2003), il governo israeliano rispondeva alla richiesta di rogatoria inoltrata dalla Procura milanese nei seguenti termini: &lt;em&gt;«Poichè lo Stato di Israele e la Repubblica Italiana hanno entrambi ratificato la Convenzione Europea di assistenza giudiziaria in materia penale, firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959, in data 18 giugno 2002 questo Ufficio, tramite il Ministero della Giustizia in Roma, inoltrava una rogatoria alle Autorità competenti dello Stato d'Israele, le quali venivano richieste di 1. identificare il predetto carro armato, il suo equipaggio e la persona che esplose i colpi che causarono la morte di Raffaele Ciriello. 2. Informare questo Ufficio circa i risultati di qualsiasi inchiesta amministrativa o giudiziaria che fosse condotta dalle Autorità dello Stato d'Israele sul fatto di cui sopra. La risposta alla lettera rogatoria perveniva a questo Ufficio solo nel luglio del 2003 tramite una lettera proveniente dal Ministero della giustizia dello Stato di Israele. In verità tale missiva non rispondeva al quesito n. 1, ma soltanto - e parzialmente - la quesito n. 2, trasmettendo una relazione d'inchiesta redatta dalla Forze armate israeliane circa l'incidente».&lt;/em&gt; La relazione dell'IDF, fatta propria dal Governo israeliano concludeva dichiarando - in buona sostanza - che si fosse trattato di un &lt;em&gt;"evento sfortunato e tragico"&lt;/em&gt; e che &lt;em&gt;"non vi era alcun torto a carico delle forze IDF coinvolte".&lt;/em&gt; L'11 settembre del 2003, la Procura della Repubblica a Milano, dopo aver sottolineato le circostanze rilevanti del delitto commesso ai danni del fotografo italiano, vista la reticenza del governo israeliano e la necessità che i fatti venissero comunque sottoposti ad una autorità indipendente (diversa dall'esercito israeliano e dal suo governo, che del primo era stato semplice portavoce) era quindi costretta a richiedere l'archiviazione del procedimento per essere rimasti ignoti gli autori del crimine e a trasmettere gli atti al governo per ottenere l'instaurazione di un procedimento penale all'estero, chiedendo che &lt;em&gt;«il signor Ministro della Giustizia voglia valutare l'opportunità di proporre la denuncia prevista dalla predetta norma&lt;/em&gt; [art. 21 della Convenzione Europea di assistenza giudiziaria in materia penale firmata a Strasburgo il 20 aprile 1959 - Legge 23.2.1961, n. 215], &lt;em&gt;onde ottenere che si instauri un procedimento penale dinanzi all'autorità giudiziaria dello Stato di Israele circa l'uccisione del cittadino italiano Ciriello Ascanio Raffaele».&lt;/em&gt; Da allora, il silenzio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5614042596200479374?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5614042596200479374/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5614042596200479374&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5614042596200479374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5614042596200479374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/raffaele-ciriello-un-vergognoso.html' title='Raffaele Ciriello, un vergognoso silenzio'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2953571292588582513</id><published>2008-05-21T15:35:00.005+02:00</published><updated>2008-05-21T23:47:27.919+02:00</updated><title type='text'>Enzo Baldoni, nuove tessere del mosaico iraqeno</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/6425790f4cbd07b71908413f56ef5690.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/6425790f4cbd07b71908413f56ef5690.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La vicenda di Enzo Baldoni, trucidato in Iraq nell'agosto 2004, torna continuamente d’attualità e lo farà per molto, credo, confidando così che vengano nel frattempo alla luce tante altre oscure vicende del puzzle iraqeno. E’ del 13 maggio 2008 un’intervista concessa in esclusiva a “&lt;a href="http://www.democracynow.org/2008/5/13/fmr_military_intelligence_officer_reveals_us"&gt;Democracy Now!&lt;/a&gt;” in cui un ex graduato dell’intelligence militare USA rivela che l’Hotel Palestine di Baghdad era stato inserito in un elenco di possibili obiettivi da parte dell'esercito statunitense prima dell’uccisione di due giornalisti, avvenuta nell'aprile del 2003. Appunto l'8 aprile di quell'anno l'esercito americano bersagliò inopinatamente l’albergo Palestine. Il fatto - accidentale secondo il Pentagono - provocò la morte di due cameraman, Taras Protsyuk di Reuters e Jose Couso dell'emittente spagnola Telecinco. L’amministrazione Bush negò poi di consegnare i responsabili dell’attacco al Palestine per essere processati all'estero e gli stessi militi non vennero peraltro mai incriminati negli Stati Uniti. Proprio citando l'intervista di cui sopra, è del 15 maggio un comunicato dell'&lt;a href="http://www.ifj.org/en/articles/ifj-condemns-intolerable-injustice-as-report-exposes-united-states-targeting-and-killing-of-journalists-in-iraq"&gt;IFJ&lt;/a&gt; (Federazione Internazionale dei Giornalisti) che lamenta che gli USA &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"dovrebbero rivelare tutta la verità"&lt;/span&gt; sull'incidente al Palestine, avvenuto proprio un giorno prima che Baghdad cadesse in mano alle forze di invasione americane. Inutile sottolineare che l’episodio ce ne ricorda un altro del nostro recente passato iraqeno: l’impunità accordata ai responsabili dell’uccisione di Nicola Calipari e del ferimento di Giuliana Sgrena sulla strada per l'aeroporto di Baghdad. Più in generale e traendo spunto dall’attacco al Palestine, l'ex sergente dei servizi di informazione USA intervistata da "Democracy Now!", certa Adrienne Kinne (affiliata ad una associazione di veterani), rivela ora non solo di aver visto l’elenco secondo cui il Palestine era un possibile bersaglio - particolare inconciliabile col fatto che tutti sapevano che l’Hotel era solito ospitare giornalisti (circa 150 al momento delle esplosioni USA) - ma anche che in quel periodo (2003 - 2004) erano sotto controllo dell'intelligence statunitense tutte le possibili comunicazioni provenienti da organizzazioni non governative e giornalisti (anche americani) in Iraq. La Kinne prestava allora servizio a Fort Gordon, in Georgia, e la missione in cui era coinvolta, insieme ad un’altra ventina di persone, includeva l’intercettazione di tutte le comunicazioni satellitari di provenienza iraqena e afghana. Si trattava - dichiara la Kinne - di migliaia e migliaia di conversazioni e dell’identificazione di altrettanti numeri correlati ad ogni genere di attività in corso in quei paesi. Precisa infatti l'ex sergente americano: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;“nel corso del tempo, visto che lentamente cominciavamo ad identificare numeri e loro titolari, la cosa che mi diede grande preoccupazione fu che cominciavamo a trovare sempre più numeri che non appartenevano ad alcuna organizzazione affiliata al terrorismo o alle milizie iraqene e afghane o simili, ma ad organizzazioni umanitarie, Organizzazioni non governative, compresa la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa, Medici Senza Frontiere ed una gran quantità di organizzazioni per gli aiuti umanitari. Ed erano inclusi anche i giornalisti”.&lt;/span&gt; La conversazione dura a lungo e sono molti gli spunti meritevoli di approfondimento. Ma non è difficile immaginare perchè la si possa collegare anche agli ultimi giorni di Enzo Baldoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2953571292588582513?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2953571292588582513/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2953571292588582513&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2953571292588582513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2953571292588582513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/enzo-baldoni-altre-tessere-del-mosaico.html' title='Enzo Baldoni, nuove tessere del mosaico iraqeno'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5828067239337931990</id><published>2008-05-10T02:33:00.009+02:00</published><updated>2008-05-10T19:33:51.637+02:00</updated><title type='text'>Fiera del Libro, materiale infiammabile</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/21135552729b088b660f4e265aa45a41.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/21135552729b088b660f4e265aa45a41.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tv7, 9 maggio 2008, collegamenti con Beirut, infiammata dalle avvisaglie di una guerra civile, ma soprattutto alla Fiera del Libro di Torino, trasformata nell'evento del giorno. Raccogliendo l'ultimo &lt;em&gt;'la'&lt;/em&gt; del presidente Napolitano, la parlamentare Nirenstein - recente acquisto nel percorso imperiale filo sionista berlusconiano - conferisce expressis verbis e formalmente senso a quel germe di scomposta critica alla politica israeliana (qualificata nell'occasione propaganda menzognera) che sta a monte del confuso boicottaggio della Fiera del capoluogo piemontese. Se qualcuno avesse avuto un dubbio sulla possibile strumentalizzazione dell'autorevole patronage presidenziale e dell'ambigua atmosfera della Fiera stessa in funzione politica pro israeliana, ora se lo è tolto. La macchina della propaganda globale che lavora all'ombra della stella di David e che finora per lo più negli USA (in Israele la questione è assai più faticosa, perchè la gente vede le cose) era riuscita a convogliare in uno stesso improbabile calderone filo sionisti, neoconservatori, guerrafondai, venditori di morte e scadenti simulacri di cristianità da avanspettacolo, ha infine penetrato (con buona pace di autorevoli analisti) il circuito europeo, spalmando i proiettili avvelenati dell'arma che si è dimostrata, nel corso degli ultimi decenni, la più efficace. Assai più dei miliardi di dollari impiegati dagli USA per fornire lo stato ebraico di ogni mezzo atto a perpetuare la sua politica di spudorato apartheid, l'establishment israeliano ha capito da tempo che la guerra si fa sui media e che la ridondanza delle armi - anche quelle nucleari - e le sortite militari sono solo un utile corollario quando la strada è stata prima spianata dalla parola. La parola ossessiva, reiterata, inoculata giorno per giorno. La parola del preconizzato Grande Fratello che passo passo convince che la storia - come i libri - è inutile e dannosa, che la guerra è pace. Complimenti agli esecutori, naturalmente, missione ancora una volta (quasi) compiuta, ma soprattutto congratulazioni ai soliti semplici astanti, agli spettatori disinvolti, a chi nella storia ha sorbito di tutto ed anche stavolta ingolla ogni cosa. A chi non ha visto prima, a chi non c'era e non poteva sapere. Fino al prossimo mescolone, fino alla prossima occasione di riversare ipocrisia e tardivo pentimento nella pignatta ribollente di una nuova ingiustizia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5828067239337931990?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5828067239337931990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5828067239337931990&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5828067239337931990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5828067239337931990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/fiera-del-libro-materiale-infiammabile.html' title='Fiera del Libro, materiale infiammabile'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-3077345377872525409</id><published>2008-05-08T01:38:00.003+02:00</published><updated>2008-05-08T01:49:44.999+02:00</updated><title type='text'>Mahmoud e Khalil, solo statistica</title><content type='html'>&lt;a href="http://api.photoshop.com/home_3c560b82fdaf4d9ebbbe57024450c78f/adobe-px-assets/e79ba8dd91f6492390601c454a88ef0d"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://api.photoshop.com/home_3c560b82fdaf4d9ebbbe57024450c78f/adobe-px-assets/e79ba8dd91f6492390601c454a88ef0d" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Striscia di Gaza, 20 aprile 2008. Mahmoud abu Khobayze urla strisciando sull'asfalto. Dietro di lui Khalil Dogmoush è morto nell'attacco al fuoristrada della Reuters accanto al quale giace un'altra vittima&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mahmoud abu Khobayze, 16 anni. &lt;i&gt;Era un giorno come gli altri. Potevo sentire sparare, ma era molto, molto lontano, così sono andato semplicemente a scuola. Non riesco nemmeno a ricordare che lezioni c'erano, inglese e arabo, penso.&lt;/i&gt; Khalil Dogmoush, 19 anni, il maggiore di otto fratelli, aveva seguito il padre Ismail nel commercio, gestiva un laboratorio per il taglio del granito. &lt;em&gt;Era un ragazzo intelligente e avrebbe potuto fare qualsiasi cosa &lt;/em&gt;- dice Ismail -&lt;em&gt; ma aveva dimostrato grande capacità come uomo d'affari.&lt;/em&gt; Nessuno avrebbe potuto credere che aveva solo 19 anni, sembrava un uomo di maggiore esperienza. Impiegava sette persone nella sua attività, in un momento in cui il lavoro è molto raro a Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fuoristrada della Reuters aveva a bordo due tra i vincitori di premi del team dell'agenzia, tra di essi Fadel Shana. L'autoveicolo portava le chiare insegne di un mezzo della stampa. L'equipaggio aveva cercato un punto di vista favorevole per filmare le forze armate israeliane. &lt;em&gt;Ho visto la Jeep che si fermava dove c'è una vista sui campi e gli occupanti sono scesi a sistemare il loro treppiede e la telecamera &lt;/em&gt;- dice Mahmoud -&lt;em&gt; un paio di ragazzi del villaggio erano andati dal cameraman, io ero ancora a 50 metri di distanza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ho sentito la prima esplosione, ho gettato la bicicletta e sono caduto a terra &lt;/em&gt;- continua Mahmoud -&lt;em&gt; avevo tagli sul collo e sul petto, ma mi potevo muovere, così ho cominciato a strisciare via.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La detonazione del primo colpo di cannone dal carro armato aveva colto Khalil mentre guidava verso casa dopo un giorno di lavoro. Aveva due amici a bordo dell'auto. ma si era fermato ed era corso verso la Jeep danneggiata per vedere se poteva fare qualcosa. Aveva appena oltrepassato Mahmoud, che strisciava sull'asfalto quando è esploso un secondo colpo dal carro armato. Questo conteneva centinaia di piccoli dardi d'acciaio. Fanno piccole ferite d'entrata, ma terribili danni quando entrano nel corpo umano Khalil è stato colpito da molti di questi dardi e uno è penetrato nel cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dottori sono riusciti a togliere due schegge dal collo e dal petto di Mahmoud abu Khobayze, ma una flechette è penetrata in profondità nell'addome. Il dottor Ahmed Akram ha detto che la flechette ha causato estesi danni ai nervi. Se Mahmoud potrà ancora camminare, lo farà zoppicando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno seppellito Khalil Dogmoush giovedì, dopo le preghiere di mezzogiorno. Suo nonno novantenne, da cui il ragazzo aveva preso il nome, è passato attraverso tre occupazioni straniere di Gaza, due guerre e decenni di violenza e di resistenza ed era solito vantarsi di non avere mai pianto in pubblico. Alla vista del corpo del nipote è caduto a terra, gemendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Stralci, riassunto e foto dal &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/portal/main.jhtml?xml=/portal/2008/04/23/ftgaza123.xml"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Telegraph&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; del 23 aprile 2008) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-3077345377872525409?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/3077345377872525409/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=3077345377872525409&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3077345377872525409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3077345377872525409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/05/mahmoud-e-khalil-solo-statistica.html' title='Mahmoud e Khalil, solo statistica'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1752402430416879458</id><published>2008-04-24T22:10:00.004+02:00</published><updated>2008-04-25T14:38:12.779+02:00</updated><title type='text'>Burlone anti islamico</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/9d8f136955edfc43b87dee6ea67dbda6.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/9d8f136955edfc43b87dee6ea67dbda6.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;«Un ex dentista noto per le sue burle anti-islamiche è in lizza per diventare il vice di Silvio Berlusconi. Roberto Calderoli è un anziano membro della Lega Nord, il partito il cui successo nel recuperare l'otto per cento dei voti ha destato scalpore nelle elezioni politiche della scorsa settimana. Il signor Calderoli era ministro per le riforme nell'ultimo governo Berlusconi ...aveva fatto trasalire gli italiani due anni fa, nel picco del clamore sulle vignette danesi "blasfeme", aprendo la camicia dal vivo in televisione e mostrando una maglietta con uno dei disegni. Lo scorso settembre si era opposto all'apertura di una nuova moschea organizzando un "giorno del maiale" contro il sentimento islamico, poichè i maiali sono considerati impuri dai musulmani osservanti. Come ministro delle riforme aveva delineato la bozza della legge per il nuovo sistema elettorale su basi regionali anzicchè nazionali, dando la possibilità alle due camere di essere conquistate da fazioni diverse. Più tardi aveva ammesso che la legge era una porcata, una "load of rubbish"». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Così, in un impeto di ridanciano ottimismo, Peter Popham dell'&lt;a href="http://www.independent.co.uk/news/europe/antiislamic-prankster-set-to-be-berlusconis-deputy-813334.html"&gt;Independent&lt;/a&gt; descrive da Roma colui che potrebbe ascendere al vice premierato in Italia. La questione delle magliette e del "giorno del maiale" non suscita evidentemente più che ilarità nei commentatori stranieri. La piega ilare non si può tuttavia condividere, non quando le simpatiche burle scatenano un inferno (nella specie, in Libia) in cui persone non dotate dello stesso senso dell'umorismo del redattore di Independent ci lasciano le penne in concomitanza degli exploit del nostro legaiolo in carriera. Qualcuno si è anche chiesto cosa avrebbe scritto Popham se al posto della maglietta anti islamica (da notare il virgolettato per l'attributo "blasfeme" nel pezzo del giornale inglese) l'esuberante ex dentista avesse indossato una maglietta antisemita. Ma tant'è, nessuno può impedire a Popham di ispirarsi ad un irritante doppio binario occidentale, come per il momento nessuno può impedire agli italiani di dotarsi del vice premier che si meritano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1752402430416879458?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1752402430416879458/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1752402430416879458&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1752402430416879458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1752402430416879458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/burlone-anti-islamico.html' title='Burlone anti islamico'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-3372576599283438216</id><published>2008-04-22T14:02:00.007+02:00</published><updated>2008-04-22T23:53:34.979+02:00</updated><title type='text'>Isra-pedia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://api.photoshop.com/home_3c560b82fdaf4d9ebbbe57024450c78f/adobe-px-assets/9edd9aa42f4c421faf80fe34ae338e12"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://api.photoshop.com/home_3c560b82fdaf4d9ebbbe57024450c78f/adobe-px-assets/9edd9aa42f4c421faf80fe34ae338e12" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Allarmante e non nuova per chi frequenta i forum, i blog e i database aperti all'intervento dei lettori, è una notizia di ieri di &lt;a href="http://electronicintifada.net/v2/article9474.shtml"&gt;Electronic Intifada&lt;/a&gt; (EI), un sito costantemente aggiornato sulle vicissitudini del conflitto israelo palestinese. Il sito è gestito, fra gli altri, da Ali Abunimah, analista palestinese di Chicago che ha acquistato notorietà per numerosi interventi sui media e per il libro &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"One Country"&lt;/span&gt;, con cui perora la causa di uno stato unico e democratico di Israele-Palestina, uno stato per tutti i suoi cittadini. Mi limito a riferire le prime battute del pezzo di EI, riportando il link alla &lt;a href="http://electronicintifada.net/downloads/pdf/080421-camera-wikipedia.pdf"&gt;documentazione&lt;/a&gt; in formato pdf che EI dichiara essere 'filtrata' alla sua redazione. Gli scambi di e-mail fotografati in quella documentazione sono assai più istruttivi ed indicativi di qualsivoglia commento. Ripeto, in realtà la questione si sostanzia in poco di nuovo (qui un interessante &lt;a href="http://www.jta.org/cgi-bin/iowa/breaking/105928.html"&gt;precedente&lt;/a&gt;), salvo la spudoratezza dell'intervento. Le sistematiche infiltrazioni di gruppi di potere sulla rete sono una cosa cui dovremo abituarci e ormai da tenere in debito conto, anche quando si copia e incolla la prosa apparentemente asettica che descrive un fatto storico in una enciclopedia (o in un manuale che va per la maggiore), sia sulla rete che fuori. Il titolo di questo post non è facile ironia, è la 'rubrica' e l'indirizzo e-mail di parte della posta intercettata ed offerta ai surrettizi interventi - ma anche alle riflessioni - dei lettori. &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Illustrazione © EI)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così principia il pezzo e il commento di EI. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;«Un gruppo di pressione filo israeliano sta orchestrando una campagna segreta e di lungo termine per infiltrarsi nella popolare enciclopedia on line Wikipedia e riscrivere la storia palestinese, passare la propaganda come fatti e assumere il controllo della struttura amministrativa di WIkipedia per assicurarsi che questi cambiamenti non vengano scoperti e contrastati. Una serie di e-mail di membri ed associati del gruppo filo israeliano CAMERA (Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America) fornite ad Electronic Intifada (EI) dimostra che il gruppo è impegnato in quello che un attivista ha definito una "guerra" su WIkipedia. Un action alert del 13 marzo, firmato da Gilead Ini, "Senior Research Analist" di CAMERA, sollecita "volontari che possano lavorare" come editor per assicurare che gli articoli relativi a Israele su WIkipedia siano "liberi da faziosità ed errori" ed includano fatti e contesti necessari, ma che il materiale che intendono introdurre includa affermazioni calunniose sui palestinesi e musulmani e nasconda la vera storia di Israele ...».&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-3372576599283438216?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/3372576599283438216/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=3372576599283438216&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3372576599283438216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3372576599283438216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/isra-pedia.html' title='Isra-pedia'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2526220089662586374</id><published>2008-04-21T22:06:00.005+02:00</published><updated>2008-04-21T22:18:14.428+02:00</updated><title type='text'>Flechette, per distruggere e mutilare</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://files.splinder.com/89be188e720d6634f08da809ffd5d31f.jpeg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/89be188e720d6634f08da809ffd5d31f.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Le munizioni antiuomo o a frammentazione sono ideate per distruggere e mutilare le persone (APERS) o per danneggiare le cose (APAM) in modo tale da renderle inutilizzabili. Nell'artiglieria da campo il proiettile flechette o ad alveare è un esempio di munizione antiuomo. La carica di questo proiettile consiste in 8000 dardi d'acciaio, stabilizzati con pinne. Dopo la detonazione i dardi o flechette vengono spruzzati in modo radiale dal punto della detonazione, normalmente a sessanta piedi dal terreno. E' estremamente efficace contro le persone all'aperto o in posti con densa vegetazione. C'è chi ha osservato che le descrizioni delle ferite provocate da munizioni flechette, con la penetrazione di innumerevoli dardi nel cuore, provocano poco sanguinamento (come peraltro risulta dalle fotografie del corpo di Fadel Shana). Altri hanno contestato il fatto che i tank israeliani Merkawa III e IV usano di norma proiettili 120 mm APERS/APAM, diversi dai proiettili &lt;a href="http://fas.org/man/dod-101/sys/land/m546_105mm_usafas.jpg"&gt;M494 105mm APERS-T&lt;/a&gt; che portano una carica di &lt;a href="http://fas.org/man/dod-101/sys/land/m546_2_105mm_usafas.jpg"&gt;flechette&lt;/a&gt;. L'obiezione sembra essere agevolmente superata dal fatto che gli israeliani modificherebbero le munizioni a frammentazione per essere utilizzate con il (più grosso) cannone da 120mm, in modo che esse rilascino circa 5000 dardi e del colorante. Le foto sopra mostrano la sequenza dell'esplosione ripresa negli ultimi istanti da Fadel Shana. Qualcosa di molto simile ad una detonazione sembra essere avvenuta al di sopra del cameraman della Reuters (la telecamera è ancora diretta verso lo sbuffo di fumo dello sparo), con frammenti di materiale riconoscibili in una nuvola di colore verde.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2526220089662586374?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2526220089662586374/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2526220089662586374&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2526220089662586374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2526220089662586374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/flechette-per-distruggere-e-mutilare.html' title='Flechette, per distruggere e mutilare'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-6704329065053290862</id><published>2008-04-20T16:28:00.009+02:00</published><updated>2010-11-14T03:20:21.670+01:00</updated><title type='text'>Vedere la morte</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/8eaa4fa2efc30655b0b67a1c38ad071f.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" alt="" src="http://files.splinder.com/8eaa4fa2efc30655b0b67a1c38ad071f.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Human Rights Watch ha dichiarato che secondo la sua indagine sull'&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/04/da-ciriello-shana-notizie-dalla.html"&gt;uccisione di Fadel Shana&lt;/a&gt; l'equipaggio del carro armato israeliano che ha sparato, il 17 aprile scorso, uccidendo il cameraman di Reuters e altri tre civili, ha operato in modo temerario o deliberato. In quel momento, infatti, c'erano scambi di fuoco tra le forze israeliane e i militanti palestinesi nella Striscia di Gaza, ma il cameraman era lontano dalla battaglia. Reuters ha pubblicato &lt;a href="http://players.mediazone.co.il/media/authors/34/playlists/182937/players/3/"&gt;l'ultimo video&lt;/a&gt; di Shana, che mostra il carro armato che apre il fuoco da una collina distante. (Nella foto, tratta dalla ripresa di Fadel Shana, in lontananza si può distinguere l'esplosione del colpo che pochi istanti dopo lo ucciderà)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-6704329065053290862?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/6704329065053290862/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=6704329065053290862&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6704329065053290862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6704329065053290862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/vedere-la-morte.html' title='Vedere la morte'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-6363607851609195417</id><published>2008-04-18T00:13:00.004+02:00</published><updated>2008-04-18T00:38:55.908+02:00</updated><title type='text'>Hillary, secondo copione</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/b875a7b4f8a851c7f4390aa40fcae4ba.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/b875a7b4f8a851c7f4390aa40fcae4ba.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Parlando, il 16 aprile, al dibattito dei Democratici per le elezioni presidenziali, Hillary Clinton ha minacciato il lancio di una "massiccia rappresaglia" se l'Iran decidesse di attaccare Israele. Sempre in corsa con Obama (e gli altri) per blandire l'elettorato pilotato dalla lobby filo israeliana e dal relativo codazzo di neo conservatori, la paziente sposa del fantasioso ex presidente americano si esibisce in una nuvola di toni bianco azzurri, mostrando le narici frementi di una parodia di Meryl Streep nel &lt;a href="http://www.cinefile.biz/manchur.htm"&gt;Manchurian Candidate&lt;/a&gt; e si offre indomita ai sicuri applausi bipartisan del filo sionismo militante. E la voglia di strafare ha evidentemente la meglio. &lt;em&gt;"Penso che dovremmo creare un ombrello di deterrenza che vada assai più in la del solo Israele" &lt;/em&gt;aggiunge la mamma di Chelsea e dimentica che gli USA col 'buon inizio' afghano e, sopratutto, iraqeno, non possono certo dirsi a metà dell'opera. Ciò nonostante, è imperativo esagerare. Deve rispondere - il pubblico sicuramente se lo aspetta - alla recente reazione del vice capo di stato maggiore dell'esercito iraniano, Mohammed Rada Ashtiani, che solo l'altro ieri replicava, a sua volta, alle minacce del ministro delle infrastrutture israeliano, Benjamin Ben-Eliezer. E ribadisce quindi la lady turchina: &lt;em&gt;"naturalmente metterò in chiaro con gli iraniani che un attacco ad Israele provocherà una massiccia rappresaglia dagli Stati Uniti"&lt;/em&gt;. I botta e risposta sul punto sarebbero ridicoli se, proprio per essere pronunciati dai novelli gnomi e fattucchiere della politica internazionale e dai rappresentanti delle rispettive milizie, non suscitassero qualche giustificata apprensione. In un nuovo round della lotta a parole tra Gerusalemme e Tehran, Rada Ashtiani aveva dichiarato - traduzione di &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/975194.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt; - che &lt;em&gt;"se Israele vuole prendere un'iniziativa contro la Repubblica Islamica, elimineremo Israele dalla scena dell'universo"&lt;/em&gt; dopo che l'israeliano Ben-Eliezer, la settimana prima, aveva minacciato che &lt;em&gt;"un attacco iraniano su Israele provocherà una dura risposta di Israele, che porterà alla distruzione della nazione iraniana"&lt;/em&gt;. Doveroso sottolineare qui che - a parole - tutti rispondono a qualcosa. Ma possiamo stare tranquilli, non succederà nulla se non interverrà uno di quei fatti imponderabili che, secondo i propugnatori del 'nuovo secolo americano' e i loro volenterosi sicari, possono fare da detonatore precipitando il pianeta in una sorta di novello Medio Evo. Una cosa tipo quella che è capitata, guarda caso, l'11 settembre del 2001.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-6363607851609195417?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/6363607851609195417/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=6363607851609195417&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6363607851609195417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6363607851609195417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/hillary-secondo-copione.html' title='Hillary, secondo copione'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-7743204290273621143</id><published>2008-04-17T00:04:00.006+02:00</published><updated>2011-09-05T18:02:01.337+02:00</updated><title type='text'>Da Ciriello a Shana, notizie dalla Palestina</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/cfbb18b2bdabd95040f88898528016bc.jpeg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://files.splinder.com/cfbb18b2bdabd95040f88898528016bc.jpeg" style="cursor: hand; float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" /&gt;&lt;/a&gt; Non ci sarebbe da scandalizzarsi, visto che nani e saltimbanchi della politica imperversano anche da noi, ma non era molto tempo fa che riferendomi ai quattromila partecipanti alla convention del CUFI (&lt;em&gt;Christians United for Israel&lt;/em&gt;, quelli che hanno un "obbligo biblico" di difendere Israele fino a che non vengano distrutti o convertiti ad una forma di allucinato cristianesimo) stupivo alle fanfaronate del &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/08/notizie-dal-circo-americano.html"&gt;circo&lt;/a&gt; politico e mediatico americano. Scrivevo di questo, ma quando la notizia dell'ultima ora è - cito &lt;a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITDIG66140720080416?sp=true"&gt;Reuters&lt;/a&gt; - che &lt;em&gt;"un cameraman di Reuters e altri due civili sono rimasti uccisi oggi pomeriggio nella Striscia di Gaza in quello che sembrerebbe un attacco israeliano"&lt;/em&gt;, penso che occorra lasciare da parte i buffoni e occuparsi di cose serie. A parte il condizionale, adottato prudentemente dall'agenzia internazionale per non finire immediatamente tra le grinfie scandalizzate dei servizi di informazione coatta che imperversano nella rete e sulla carta, attendo adesso che il circo - non quello americano, ma quello mediatico italiano - dia il giusto risalto alla manifestazione di quanto, da cinquant'anni, sta succedendo in quella che solo l'ironia può suggerirci ancora di chiamare terra santa. Fatto sta che Fadel Shana, 23 anni, palestinese, stava lavorando per Reuters sulle violenze in corso a Gaza ed è stato trucidato da un razzo che il nostro &lt;a href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=00eccabc-0be7-11dd-98e1-00144f486ba6&amp;amp;rcsrid=vaschettaMC_corriere_1"&gt;Corriere&lt;/a&gt; nazionale, con un guizzo inusitato, non stenta a definire israeliano. Dopo il condizionale in verità anche Reuters non può fare a meno di raccontare quello che è successo (e saranno fulmini e saette, da Israele, oltre ai razzi sul loro cameraman): &lt;em&gt;"Le immagini riprese da Shana mostrano un carro armato israeliano, fermo a diverse centinaia di metri, che apre il fuoco. Circa due secondi dopo il colpo, il filmato si blocca: apparentemente nel momento in cui Shana è stato colpito. Il suo giubbetto antiproiettile è stato parzialmente strappato"&lt;/em&gt;. Del resto, &lt;a href="http://www.infopal.it/testidet.php?id=8226"&gt;la scritta TV&lt;/a&gt; sull'auto del giornalista, non può lasciare dubbi. L'esercito più morale del mondo ha colpito ancora, trascinando il nome di un altro giornalista e due collaterali civili, nelle scarne ed ipocrite statistiche occidentali della carneficina palestinese. Le milizie hanno colpito, ma perchè stupirsi? Solo oggi un campione della sanguinaria occupazione orchestrata dalla dirigenza suicida dello stato ebraico per opera del suo braccio armato, che ancora osa chiamarsi forza di difesa, si è esibito in una prova di nanismo politico e morale del quale operazioni di tal fatta (&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=-4E4-RZ28j8&amp;amp;feature=user"&gt;sparare su giornalisti e civili&lt;/a&gt;) non possono che essere il riflesso. Ricordando quindi la medesima sorte toccata al nostro Ciriello (un nome che si sente raramente sui media di larga diffusione italiani) concludo con le alate parole di questo campione di moralità e diplomazia, Benyamin "Bibi" Netanyahu, così come riportate da Maariv e rilanciate oggi da &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/975574.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;"Stiamo beneficiando di una cosa e cioè dell'attacco alle Twin Towers e al Pentagono, e della lotta americana in Iraq"&lt;/em&gt;, riferisce Maariv -aggiungendo che l'ex premier israeliano ha precisato che questi eventi &lt;em&gt;"hanno fatto pendere l'opinione pubblica americana in nostro favore"&lt;/em&gt; ("We are benefiting from one thing, and that is the attack on the Twin Towers and Pentagon, and the American struggle in Iraq," Ma'ariv quoted the former prime minister as saying. He reportedly added that these events "swung American public opinion in our favor"). Ora, se un ex primo ministro può parlare così e non essere sommerso dallo sdegno di una nazione, che ci si può aspettare dagli adolescenti, illusi o fanatici sbattuti a umiliare, opprimere, uccidere anche per suo conto?&lt;br /&gt;_________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-7743204290273621143?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/7743204290273621143/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=7743204290273621143&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7743204290273621143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7743204290273621143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/da-ciriello-shana-notizie-dalla.html' title='Da Ciriello a Shana, notizie dalla Palestina'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4423015501626527711</id><published>2008-04-10T12:00:00.004+02:00</published><updated>2008-04-10T13:08:25.993+02:00</updated><title type='text'>Nasim Fekrat, un workshop sul blogging a Kabul</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/40a9326ad672b72885488a4a7c42027a.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/40a9326ad672b72885488a4a7c42027a.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Due mesi fa, il 15 febbraio, con il titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://blogfriends.splinder.com/post/15963944/Noi+ci+proviamo"&gt;Noi ci proviamo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;, rilanciavo un comunicato di Nasim Fekrat, il nostro amico (&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/search?q=afghan+lord"&gt;link&lt;/a&gt;) che, sotto lo pseudonimo di &lt;a href="http://www.afghanlord.org/"&gt;Afghan Lord&lt;/a&gt;, da anni trasmette notizie e immagini dall'Afghanistan evidenziando le contraddizioni di un paese povero, strumentalizzato e martoriato e allo stesso tempo proteso verso il futuro con una buona volontà che ha dell'incredibile. Leggendo dell'iniziativa di Nasim, osservavo quindi che, come quello che era dei Taliban e in parte lo è ancora, come quello che era dei signori della guerra e in parte lo è ancora, come quello dei burka, delle lapidazioni, delle invasioni, delle vedove impotenti, dei bambini per strada, come quello delle vie del petrolio e dell'oppio, come quello delle missioni di pace dove è stata portata la guerra, agnello sacrificale e pretesto, anche questo è Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo era il comunicato di Nasim: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Molto presto Afghan Penlog lancerà il primo workshop per promuovere la diffusione dei blog a Kabul. Obiettivi di questo laboratorio/seminario sono lo sviluppo culturale e una maggior presenza dei blogger come media. Questo primo workshop è indirizzato agli studenti e ai blogger di Kabul, ma è nostra intenzione lanciare analoghe iniziative in altre province e il nostro prossimo passo sarà la promozione di seminari anche a Jalalabad, Kandahar, Heart, Ghazni ed altre zone del paese. Afghan Penlog non ha avuto finora alcun aiuto economico e per questo chiede a tutti gli operatori culturali e agli amici di sostenere il progetto con un unico fine, sviluppare l'attività dei blogger in Afghanistan. I nomi dei donatori saranno pubblicati sul sito e forniremo loro tutti i dettagli del progetto e i relativi costi. Abbiamo necessità impellenti: comprare un generatore e pagare il collegamento internet. Ed anche se non abbiamo abbastanza danaro per affittare un laboratorio informatico, probabilmente saremo in grado di tenere il workshop presso il centro scolastico di Payam-e-Noor, situato a Karte-Chahar, Kabul. Ma abbiamo ancora bisogno di un po' di danaro per realizzare questo obiettivo. Prima avevamo in mente di comprare un computer e ottenere la disponibilità di una linea internet da Afghan Telecom ma non abbiamo raggiunto il nostro scopo per mancanza di donazioni e la nostra idea è sfumata. Così l'abbiamo abbandonata. Ora ci accontentiamo di lanciare questo workshop”&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, il workshop si è tenuto e con successo ai primi di aprile. La notizia in inglese, ora arricchita dei particolari sul sito Afghan Lord di &lt;a href="http://www.afghanlord.org/2008/04/for-first-time-blogging-workshop-in.html"&gt;Nasim Fekrat&lt;/a&gt;, è stata già anticipata nei giorni scorsi dalla &lt;a href="http://www.bbc.co.uk/persian/afghanistan/story/2008/04/080405_k-a-afg-weblog-workshap.shtml"&gt;BBC&lt;/a&gt; (in farsi) e da noi, in italiano, su &lt;a href="http://blogfriends.splinder.com/post/16676416/Soldi+spesi+bene"&gt;Blogfriends&lt;/a&gt; e altrove grazie a &lt;a href="http://diavoloinme.splinder.com/post/16676530/Soldi+spesi+bene"&gt;Mericò&lt;/a&gt;. La riporto di seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Quanti di noi davanti a qualcuno che chiedeva una donazione (soldi, per intenderci) per un qualche progetto di solidarietà, non hanno risposto con il fatidico interrogativo " Ma poi siamo sicuri che i soldi arriveranno a destinazione e verranno utilizzati bene?". Molti, a dire il vero, usano spudoratamente questo dubbio per dribblare la richiesta, credendo che possa essere una buona scusa per evitare di mettere mano al portafoglio. Certo, c'è da dire che la realtà non aiuta a diradare un certo alone truffaldino che aleggia su parecchie "raccolte fondi" che girano per terra, mare, e-mail, telefono, posta e simili. Ma, almeno stavolta, sono felice e orgogliosa di poter smentire questa fama negativa. Qualche tempo fa Pipistro scrisse un post proprio qui su Blogfriends, parlando del progetto di Nasim Fekrat, giovane blogger di Kabul, e di un gruppo di suoi amici e collaboratori afghani, di organizzare il primo workshop per promuovere la diffusione dei blog a Kabul e, contestualmente, riportando la richiesta dei bloggers di un piccolo aiuto finanziario per poter realizzare questo obiettivo. Un traguardo nobile ma ambizioso e difficile da portare avanti in Afghanistan, soprattutto per problemi economici e logisitici. Bè, il 3 e 4 aprile a Kabul l'Associazione Bloggers Afghani (AfghanPenLog) , superando tutti gli ostacoli, è riuscita a tenere il primo blogging workshop della sua storia. Credo non servano tante parole per testimoniare l'evento, sono sufficienti le immagini (ed anche un pezzo uscito su BBC Persian). La più rappresentativa la inserisco nel post, alcune altre nei commenti. Cosa c'è di meglio di una documentazione visiva per garantire l'onestà di una iniziativa? Ma anche per mettere in risalto, in un paese tristemente famoso per la condizione femminile non certo invidiabile, la presenza di due donne, di cui una, Masoumeh Ebrahimi, attiva nell'organizzazione del workshop? E poi, siccome questi ragazzi sono testardi, ma principalmente motivati, hanno intenzione di mettere su prestissimo un secondo workshop, perchè, come ha detto lo stesso Nasim, "C'è ancora di più da condividere e impare". Ma per farlo hanno ancora bisogno del nostro aiuto che, chi vuole, può concedere cliccando qui, anche piccolo sarà comuqnue utile, l'euro lì vale moltissimo. Concludo ringraziando Franca (ceglieterrestre), Anna (euridicea) e Mauro Biani, per il sostegno concreto e la collaborazione che hanno regalato per realizzare il (primo) sogno di questi ragazzi, e tutti coloro che hanno donato e che, speriamo, lo faranno».&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4423015501626527711?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4423015501626527711/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4423015501626527711&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4423015501626527711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4423015501626527711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/nasim-fekrat-un-workshop-sul-blogging.html' title='Nasim Fekrat, un workshop sul blogging a Kabul'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4759986668026834764</id><published>2008-04-09T01:00:00.005+02:00</published><updated>2008-04-09T02:17:53.856+02:00</updated><title type='text'>ONU e Israele, storie di ordinaria incompatibilità</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/823bba7ae19cea57d28d0379e14bf03a.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/823bba7ae19cea57d28d0379e14bf03a.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il ministero degli esteri israeliano ha dichiarato che non consentirà visto e ingresso al nuovo funzionario dell'ONU incaricato di investigare sulla situazione umanitaria nei territori palestinesi occupati dopo i commenti in cui questi avrebbe accostato gli israeliani ai nazisti. Non entriamo nel merito dell'opinabile iniziativa del nuovo relatore delle Nazioni Unite, Richard Falk, né sui termini della similitudine, che - per quanto riferito da &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/972974.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt; - sarebbe andata a violare un ben consolidato tabù, sta di fatto che le improvvide esternazioni del funzionario sono terreno fertile, strumentale all'ennesima manifestazione di attrito tra un'agenzia collaterale all'Assemblea delle Nazioni Unite e lo stato ebraico. A Falk, professore emerito di Princeton, che avrebbe dovuto assumere l'incarico in maggio, viene ora negato il visto per Israele, per Gaza e per il West Bank occupati, almeno fino alla riunione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU in settembre. In quella occasione, forte dell'appoggio incondizionato degli USA in seno al Consiglio, Israele intende chiedere che venga estesa la missione del funzionario incaricato di investigare le violazioni dei diritti umani da parte dei palestinesi verso gli israeliani. Il mandato, infatti, gli consente ora di monitorare nei Territori solo le violazioni israeliane, come forza occupante, nei confronti dei palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è da sottolineare che John Dugard, il precedente investigatore ONU ha già risposto alle contestazioni di parte israeliana, opponendo alla indifendibile 'par condicio' prospettata da Israele l'elementare principio che vede appunto questi ultimi come occupanti nei Territori palestinesi e la popolazione palestinese sottoposta al giogo di una situazione imposta 'manu militari' e mantenuta indebitamente per quasi cinquant'anni: &lt;em&gt;"The mandate of the Special Rapporteur is concerned with violations of human rights and international humanitarian law that are a consequence of military occupation. Although military occupation is tolerated by international law it is not approved and must be brought to a speedy end. The mandate of the Special Rapporteur therefore requires him to report on human rights violations committed by the occupying Power and not by the occupied people. For this reason this report, like previous reports, will not address the violation of the human rights of Israelis by Palestinians. Nor will it address the conflict between Fatah and Hamas, and the human rights violations that this conflict has engendered. Similarly it will not consider the human rights record of the Palestinian Authority in the West Bank or of Hamas in Gaza. The Special Rapporteur is aware of the ongoing violations of human rights committed by Palestinians upon Palestinians and by Palestinians upon Israelis. He is deeply concerned and condemns such violations. However, they find no place in this report because the mandate requires that the report be limited to the consequences of the military occupation of the OPT by Israel".&lt;/em&gt; (Distr. &lt;a href="http://domino.un.org/UNISPAL.NSF/22f431edb91c6f548525678a0051be1d/f71be9fae0abbe1c852573ec006dde2e%21OpenDocument"&gt;GENERAL A/HRC/7/17 21 January 2008&lt;/a&gt; - Human Rights situation in Palestine and other occupied Arab territories - Report of the Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territories occupied since 1967, John Dugard, p. 6)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quasi inutile evidenziare che nel frattempo, ossia negli ultimi cinquant'anni, la violazione di una sequela di risoluzioni ONU da parte di Israele, avrebbe - senza il veto USA pilotato dai potentati dei quali la lobby filo-sionista è parte congrua e iperattiva - legittimato più di un energico intervento e sanzione. Siamo quindi di fronte al vieto atteggiamento pilotato dall'establishment israeliano, cioè da una dirigenza arrogante amplificata da un sistema mediatico asservito e piagnone, che ha come primo 'goal' quello di ammutolire e stroncare le voci che si levano per smascherarlo e talvolta ridicolizzarlo, dall'ONU come dagli storici, politologi e analisti di mezzo mondo ed anche, in particolare, dal mondo intellettuale ebraico svincolato dagli allarmismi e dalle pastoie del potere di Tel Aviv. Dimentica quindi, ancora oggi, il ministero israeliano, che, secondo le convenzioni di Ginevra (e secondo i principi applicati a Norimberga dopo la seconda guerra mondiale), l'occupante non ha diritti da svolgere nei confronti della popolazione civile occupata, ma solo responsabilità. Ed è appena il caso di aggiungere che anche il precedente relatore ONU sulla situazione nei Territori occupati, il sudafricano John Dugard, è risultato inviso alla disinvolta dirigenza dello stato ebraico e al sistema mediatico che ad essa fa capo per aver comparato il trattamento israeliano dei palestinesi all'apartheid.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4759986668026834764?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4759986668026834764/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4759986668026834764&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4759986668026834764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4759986668026834764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/onu-e-israele-storie-di-ordinaria.html' title='ONU e Israele, storie di ordinaria incompatibilità'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8648062636792024568</id><published>2008-04-08T01:10:00.003+02:00</published><updated>2008-04-08T01:35:04.874+02:00</updated><title type='text'>La musica non ha confini</title><content type='html'>&lt;a href="http://api.photoshop.com/home_3c560b82fdaf4d9ebbbe57024450c78f/adobe-px-assets/853707b8648746f19236e3822a5668fa"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://api.photoshop.com/home_3c560b82fdaf4d9ebbbe57024450c78f/adobe-px-assets/853707b8648746f19236e3822a5668fa" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non ha confini, appunto, ma &lt;a href="http://www.ramfm.net/"&gt;RAM-FM&lt;/a&gt; in questo momento diffonde come un disco rotto, almeno in rete, il suo jingle d'apertura: &lt;em&gt;"Music Has No Boundaries, 93.6 RAM FM"&lt;/em&gt;. Forse è solo un sovraffollamento di collegamenti in rete, ma non sembra un caso perchè Israele trattiene da oggi lo staff di RAM-FM 93.6, detta 'radio della pace', per aver trasmesso dallo studio di Gerusalemme senza apposita licenza. La radio è stata chiusa dalla polizia lunedì e continuerebbe ora a trasmettere dalla sua sede principale di Ramallah. La stazione RAM-FM 93.6 è di proprietà di un uomo d'affari ebreo del Sud Africa, Issy Kirwh e trasmette musica occidentale nel tentativo di avvicinare israeliani e palestinesi. La radio è attiva da oltre un anno ed è ascoltata - riferisce &lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3528865,00.html"&gt;YnetNews&lt;/a&gt; - da decine di migliaia di persone, quali soldati israeliani, studenti palestinesi, abitanti dei villaggi del West Bank, immigrati di lingua inglese, lavoratori e diplomatici stranieri. E' una delle tante 'stazioni pirata' che trasmettono in tutta Israele che vengono periodicamente accusate di interferire con le trasmissioni autorizzate e (come è stato dichiarato nel caso da un portavoce del ministero delle comunicazioni israeliano, Yehiel Shalvi) con le comunicazioni radio degli aeroporti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8648062636792024568?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8648062636792024568/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8648062636792024568&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8648062636792024568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8648062636792024568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/04/la-musica-non-ha-confini.html' title='La musica non ha confini'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5156176033718801730</id><published>2008-03-31T17:27:00.011+02:00</published><updated>2008-04-02T23:02:01.265+02:00</updated><title type='text'>Da Oslo ad Annapolis, percorsi senza pace</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://api.photoshop.com/home_eedb5e02992542cd9c3c794112468589/adobe-px-assets/fdca6afbaa7e4559b7ace0d61300cdfd"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://api.photoshop.com/home_eedb5e02992542cd9c3c794112468589/adobe-px-assets/fdca6afbaa7e4559b7ace0d61300cdfd" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Grandi notizie su &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/970234.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;. E' detto naturalmente in senso ironico, ci si stupisce che questi appunti di quotidiana attualità abbiano meritato la prima pagina: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Il primo ministro Ehud Olmert ha promesso lunedì al leader spirituale del partito Shas, Rabbi Ovadiah Yosef, che autorizzerà le costruzioni sulla terra della "sacca di Gerusalemme" che finora erano state congelate. Fonti del partito ultra-ortodosso Shas hanno riferito che "il primo ministro ha promesso ...inequivocabilmente che le costruzioni riguardanti le comunità di tutta la "sacca di Gerusalemme" non saranno intralciate e verranno scongelate senza indugio" [...] Nel frattempo il Consiglio Yesha per gli Insediamenti ha dichiarato che continuerà a costruire negli insediamenti del West Bank anche senza le necessarie autorizzazioni del governo [...] Peace Now, in un rapporto rilasciato lunedì, ha accusato il governo di procedere con le costruzioni ebraiche a Gerusalemme Est ad un ritmo senza precedenti"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo un passo indietro, di quindici anni. Oslo, Dichiarazione di principi (settembre 1993) e poi Interim Agreement (settembre 1995) con sette "Annexes", oltre a mappe, accordi atomizzati per singole questioni (Gaza e Jerico, Hebron), ecc. In realtà nulla poteva indurre ottimismo alla luce di quanto immediatamente dichiarato da Rabin sin dalla cerimonia tenuta in occasione della firma della &lt;a href="http://dosfan.lib.uic.edu/ERC/briefing/dispatch/1993/html/Dispatchv4Sup4.html"&gt;Dichiarazione di principi&lt;/a&gt;, primo atto dei c.d. accordi di Oslo, il 13.9.1993. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;" We have come from Jerusalem, the ancient and eternal capital of the Jewish people"&lt;/span&gt;. [ndr. period]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come "confessato" da Shlomo Ben-Ami (dibattito vs Norman Finkelstein su Democracy Now!) Israele si diede subito da fare per tradire lo spirito degli accordi di Oslo e - a mio avviso - anche la lettera. Nella Dichiarazione di principi: (Articolo I, scopo dei negoziati) leggiamo: ("It is understood that the interim arrangements are an integral part of the whole peace process and that the negotiations on the permanent status will lead to the implementation of Security Council Resolutions 242 and 338"). Cioè: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"E' inteso che gli accordi ad interim sono parte integrante dell'intero processo di pace e che le negoziazioni sullo status permanente condurranno all'attuazione delle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU n. 242 e 338"&lt;/span&gt;. Nell'art. IV, Giurisdizione, leggiamo: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Le due parti vedono il West Bank e la Striscia di Gaza come una singola unità territoriale, la cui unità sarà preservata nel corso degli accordi ad interim"&lt;/span&gt; (questione poi riproposta negli accordi all'art. XXXI, n. 8). Gli &lt;a href="http://www.israel.org/MFA/Peace+Process/Guide+to+the+Peace+Process/THE+ISRAELI-PALESTINIAN+INTERIM+AGREEMENT.htm"&gt;Interim Agreements&lt;/a&gt; (Art. XXXI n. 7) furono ancora più chiari: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Nessuna delle parti inizierà o farà alcun passo che possa cambiare lo status del West Bank e della Striscia di Gaza nel corso delle negoziazioni sullo status permanente"&lt;/span&gt;. Anche un riferimento alla risoluzione 194 (dell'Assemblea dell'ONU) quanto alla sorte dei profughi sarebbe rimasto lettera morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa può indurre a pensare, oggi, che l'happening di Annapolis, con allegata Road Map (già contestata in 14 punti da Israele), 15 anni dopo gli "accordi" di Oslo rinnegati formalmente da Sharon e poi in pratica da tutti, possa avere miglior fortuna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;___________________________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Big news on &lt;/span&gt;&lt;a class="wiki" href="http://http//www.haaretz.com/hasen/spages/970234.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Haaretz&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, ironically speaking of course. One marvels at the fact that the following daily feature deserved first page: “The municipality of Jerusalem on Monday approved the construction of 600 new homes in Pisgat Zeev, east of the Green Line.” [...] “Prime Minister Ehud Olmert promised the spiritual leader of the Shas Party, Rabbi Ovadiah Yosef, that he would authorize construction on “Jerusalem envelope” lands which have been thus far frozen, sources from the ultra-Orthodox Party said.” [...] “Meanwhile, the Yesha Council of Settlements said Monday it would continue to build in West Bank settlements, even without the necessary government authorizations.” [...] “Peace Now accused the government of stepping up Jewish construction in East Jerusalem at an unprecedented rate, in a report released Monday.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Just a step back to fifteen years ago, to the so called &lt;/span&gt;&lt;a class="wiki" href="http://www.globalpolicy.org/security/issues/israel-palestine/document/oslo091393.pdf" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Declaration of Principles&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; of 1993, then to the &lt;/span&gt;&lt;a class="wiki" href="http://www.israel.org/MFA/Peace+Process/Guide+to+the+Peace+Process/THE+ISRAELI-PALESTINIAN+INTERIM+AGREEMENT+-+Annex+I.htm#article9" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Interim Agreement&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(s) of 1995, with its seven “annexes”, plus maps, plus atomized deals (Gaza and Jericho, Hebron), etc. Nothing could really lead the world to optimism in the light of &lt;/span&gt;&lt;a class="wiki" href="http://dosfan.lib.uic.edu/ERC/briefing/dispatch/1993/html/Dispatchv4Sup4.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Yitzhak Rabin’s speech&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; at the ceremony for the signing of the Declaration of principles, first act of the Oslo accords on September 13, 1993. “We have come from Jerusalem, the ancient and eternal capital of the Jewish people.” [Editor’s note: period]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;According to Shlomo Ben-Ami’s confession (debating Norman Finkelstein on &lt;/span&gt;&lt;a class="wiki" href="http://exexxx.blogspot.com/2008/02/finkelstein-v-shlomo-ben-ami.html" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Democracy Now!&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;) Israel got moving without delay against the spirit of Oslo - I’d say also the letter (e.g. art. I of the Declaration: “It is understood that the interim arrangements are an integral part of the whole peace process and that the negotiations on the permanent status will lead to the implementation of Security Council Resolutions 242 and 338.” Art. IV: “The two sides view the West Bank and the Gaza Strip as a single territorial unit, whose integrity will be preserved during the interim period.” Art. XXXI n. 7 of the Interim Agreement: “Neither side shall initiate or take any step that will change the status of the West Bank and the Gaza Strip pending the outcome of the permanent status negotiations.”)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What make us feel that the Annapolis show &amp;amp; Road Map enclosed (denied since its birth in 14 points by Israel), fifteen years after the Oslo Accords that were officially repudiated by Ariel Sharon and, practically, by everybody, should have a better chance?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5156176033718801730?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5156176033718801730/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5156176033718801730&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5156176033718801730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5156176033718801730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/da-oslo-ad-annapolis-percorsi-senza.html' title='Da Oslo ad Annapolis, percorsi senza pace'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4558992866920007331</id><published>2008-03-24T16:20:00.006+01:00</published><updated>2008-03-25T01:14:28.808+01:00</updated><title type='text'>Jenin Jenin</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/ca4d62b543218b1c99abf9340d47a7ca.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/ca4d62b543218b1c99abf9340d47a7ca.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;&lt;a href="http://exexxx.blogspot.com/2008/03/jenin-jenin.html"&gt;Jenin Jenin&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; è il titolo del documentario diretto e prodotto dal regista ed attore palestinese &lt;a href="http://www.mohammadbakri.com/news.php?PHPSESSID=0c35b9534537595b0789c369d231eb5f"&gt;Mohammad Bakri&lt;/a&gt; con Iyad Samudi, che fu ucciso poco dopo il completamento dell'opera dalle forze armate israeliane (nella foto un fotogramma del film). Il documentario mostra le testimonianze degli abitanti di Jenin, luogo che nell'aprile del 2002 fu teatro di scontri sanguinosi in occasione dell'operazione dell'esercito israeliano chiamata &lt;em&gt;Defensive Wall&lt;/em&gt;. L'epilogo vide la città e il campo profughi di Jenin rasi al suolo e una moltitudine di vittime palestinesi. Numerosi gruppi per i diritti umani accusarono Israele di aver commesso crimini di guerra nell'attacco al campo. &lt;em&gt;Jenin Jenin&lt;/em&gt; mostra fino a che punto l'oppressione e il terrore hanno minato la vita degli abitanti della città e documenta le fasi successive all'assedio portato dalle forze armate israeliane. Fu una vera e propria strage e il campo fu distrutto dai bulldozer. Ai giornalisti non venne permesso l'ingresso al campo e dopo la strage fu impedito l'accesso anche alle organizzazioni per i diritti umani. Al di là del documentario le atrocità della sortita dell'IDF nel campo di Jenin sono state documentate da ricercatori e attivisti che sono penetrati nel campo dopo le operazioni e sono state confermate dagli stessi soldati dell'esercito israeliano. Moshe Nissim rilasciò in proposito un'intervista a Yedioth Ahronoth, in cui descrisse l'uso di un bulldozer D-9 per radere al suolo le case del campo profughi. In un rinnovato sforzo di tacitare le accuse di aver commesso crimini di guerra, dopo il boicottaggio del film Jenin Jenin (sin dall'uscita il documentario è stato attaccato dal sistema giudiziario israeliano), alcuni soldati israeliani hanno &lt;a href="http://www.defendmohammadbakri.org/node/7"&gt;citato in giudizio Mohammad Bakri&lt;/a&gt; (qui l'intervista rilasciata a &lt;a href="http://www.democracynow.org/2007/6/22/acclaimed_palestinian_actor_mohammad_bakri_faces"&gt;Democracy Now!&lt;/a&gt;), accusandolo di diffamazione e chiedendo un risarcimento di 2 milioni e mezzo di NIS (New Israeli Shekels), circa mezzo milione di euro, per i danni che assumono di aver subito. I soldati (Ofer Ben Natan, Doron Keidar, Nir Oshri, Adam Arbiv e Yonatan Van Kaspel) che hanno 'denunciato' il film di Bakri e il suo autore non compaiono nel documentario, ma sostengono di aver sofferto "umiliazioni" e "danni irreparabili" a sé e alle loro famiglie a causa dei racconti dei protagonisti e testimoni delle atrocità commesse dall'esercito israeliano a Jenin. I soldati sostengono che le persone intervistate nel film di Bakri hanno inventato ed esagerato molte delle loro testimonianze, al di là del fatto che un gran numero dei crimini narrati nel documentario e sui quali è stata attirata l'attenzione (l'uso di civili come scudi umani, l'uccisione di disabili e ritardati, la demolizione di edifici con gli abitanti al loro interno) sono stati ripetutamente commessi dalle milizie israeliane contro i palestinesi. Il regista, Mohammad Bakri, attualmente sottoposto al processo, affronta un vero e proprio disastro finanziario e addirittura la minaccia della prigione. La causa intentata dai militi israeliani sembra oggi solo un ulteriore meccanismo per tacitare e delegittimare le voci dei palestinesi del campo profughi di Jenin. Sotto questo profilo il film di Mohammad Bakri è assai efficace perchè non si basa sulla semplice enumerazione delle vittime, ma vede le testimonianze sul campo di persone vere, bambini, vecchi, madri, che narrano, immediatamente dopo la strage e la distruzione, gli episodi in cui sono stati personalmente coinvolti. Tutto questo è più impressionante e pericoloso, per il sistema di pubbliche relazioni esterne orchestrato dal governo israliano, di una serie di dati in cui il numero delle vittime finisce per essere solo un elemento statistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mohammad Bakri sarà a Milano in questi giorni nell'ambito della &lt;em&gt;"Settimana della Cultura Palestinese - Realtà e memoria"&lt;/em&gt;, promossa da Arci Milano e Teatro Verdi e patrocinata dalla Provincia. Questa prima edizione vedrà manifestazioni culturali dal 26 al 30 marzo 2008 e sarà dedicata al teatro, alla letteratura, alla fotografia, alla musica e al cinema. Qui il &lt;a href="http://www.provincia.milano.it/scopronews/comunicati_stampa/index.html?id=7195"&gt;comunicato stampa della Provincia di Milano&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4558992866920007331?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4558992866920007331/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4558992866920007331&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4558992866920007331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4558992866920007331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/jenin-jenin.html' title='Jenin Jenin'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4922463160165998891</id><published>2008-03-20T16:02:00.004+01:00</published><updated>2008-03-20T16:52:11.898+01:00</updated><title type='text'>John McCain, nihil sub sole novi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://files.splinder.com/61f8d7fc3f7349b532cf024aa5ee3e18.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://files.splinder.com/61f8d7fc3f7349b532cf024aa5ee3e18.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con buona pace di chi ha promesso di cancellare la par condicio elettorale dai nostri media, osserviamo che sicuramente il principio non vale per le elezioni negli USA e per le libere opinioni dei blogger e poiché nei giorni scorsi abbiamo parlato del democratico Barack H. Obama, sembra giusto - sempre nell'ottica mediorientale del blog - rivolgere assai sinteticamente l'attenzione al candidato favorito, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_McCain"&gt;top gun&lt;/a&gt; della parte avversa, quella repubblicana.&lt;br /&gt;Anche il Senatore &lt;a href="http://www.johnmccain.com/"&gt;John McCain&lt;/a&gt;, ancora incerto di ottenere la nomination da parte del suo partito per le presidenziali USA, si porta avanti sulla questione israelo palestinese e negli scorsi giorni paga il tributo di rito alle politiche degli Stati Uniti nei confronti del conflitto, confermando l'atteggiamento americano standard verso lo Stato ebraico e i palestinesi. Nessuno ne dubitava già per il 'democratico' Obama (v. &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/03/song-remains-same.html"&gt;su questo blog&lt;/a&gt;) e nel caso di McCain la questione era scontata.&lt;br /&gt;Visitando Israele in compagnia del Senatore Joseph Lieberman, McCain non si è staccato dal conveniente copione, in versione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;light pre-elettorale&lt;/span&gt;, del 'doppio binario'. Lo stesso che, in forme assai più pressanti, mina ogni possibe percorso di intesa nella regione tra i due popoli che se ne contendono la terra, a far tempo dal 1967. E dico dal 1967 perchè sembra che solo da quella data, dopo la Guerra dei Sei Giorni, gli USA siano stati indotti a percepire il neonato Israele come un costoso alleato e non come una seccatura.&lt;br /&gt;Il Senatore repubblicano, comunque, ha colto l'occasione per esprimere vicinanza agli abitanti di Sderot e non si sa se in virtù delle espressioni di solidarietà e simpatia di McCain i residenti della tartassata città a est di Gaza abbiano mancato di ribadire al candidato Presidente USA la sensazione di essere abbandonati dal loro governo. Quest'ultimo evidentemente più interessato ad usarli come strumento di propaganda contro Hamas, che a proteggerli dallo stillicidio dei razzi casalinghi Qassam lanciati dai militanti palestinesi in via di dichiarata reazione ad ogni sortita di Tsahal (la Israeli Defense Force) nei Territori Occupati.&lt;br /&gt;John McCain ha comunque osservato che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"i residenti&lt;/span&gt; [di Sderot] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vivono ovviamente sotto grave stress"&lt;/span&gt; e - riferendosi alla festività ebraica imminente - ha precisato che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"gli allerta di 15 secondi &lt;/span&gt;[per raggiungere un rifugio]&lt;span style="font-style: italic;"&gt; non sono il modo di passare il &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Purim"&gt;Purim&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;. Richiesto il suo pensiero sulla reazione da assumere contro gli attacchi dei Qassam, il Senatore non ha saputo dare - secondo &lt;a href="http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/125626"&gt;Arutz Sheva&lt;/a&gt; - una buona risposta, ma ha aggiunto: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"se gli attacchi coi razzi arrivassero al confine degli Stati Uniti d'America, il popolo americano chiederebbe una risposta piuttosto vigorosa"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Su Hamas in particolare, tanto per non smentire le direttive che accomunano USA ed Europa, l'aspirante alla presidenza dell'impero occidentale si è potuto sbilanciare un po' di più. Così ha accolto la possibilità di sottolineare la differenza tra il terrorismo del movimento islamico e il collaborazionismo di Abu Mazen (termini ed enfasi, ovviamente, miei) ed ha osservato che non sa spiegarsi come sia possibile negoziare con una organizzazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"dedicata alla distruzione&lt;/span&gt; [di Israele]" dopo aver appreso dal primo ministro Olmert che (repetita iuvant) Hamas è armato e sponsorizzato dall'Iran e dalla Siria.&lt;br /&gt;Poi, finalmente, una parola di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pax romana&lt;/span&gt;, cioè quella del più forte o presunto tale. Non senza una punta di formale ma sottinteso disprezzo per l'ONU, per il 'Quartetto', per i palestinesi e per il resto del mondo, il Senatore dell'Arizona ha dichiarato che come futuro Presidente degli Stati Uniti intende patrocinare e raggiungere la pace tra le parti secondo i principi concordati - difficile immaginare il contrario - tra gli USA e Israele.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4922463160165998891?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4922463160165998891/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4922463160165998891&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4922463160165998891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4922463160165998891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/john-mccain-nihil-sub-sole-novi.html' title='John McCain, nihil sub sole novi'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2549971076112163421</id><published>2008-03-18T22:02:00.005+01:00</published><updated>2008-03-19T13:34:53.920+01:00</updated><title type='text'>Lezioni di diritto</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/0290d2bb95be60a62ddef32f135c8891.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://files.splinder.com/0290d2bb95be60a62ddef32f135c8891.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Alan Dershowitz, in questi giorni in visita in Israele, sostiene che le 'regole del diritto' devono adattarsi alla lotta contro la minaccia terroristica. Si lamenta poi della mancanza di relazioni tra la comunità ebraica USA e Israele e chiede agli ebrei d'America di visitare Israele. Il rinomato avvocato difensore di Klaus von Bulow e OJ Simpson, già acclamato alfiere dei diritti umani, nonché Felix Frankfurter Professor of Law all'Università di Harvard, viene qualificato correttamente - su &lt;a href="http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/125586"&gt;Arutz Sheva&lt;/a&gt; - quale "franco difensore di Israele nei suoi libri, articoli, conferenze e dibattiti". E infatti risulta evidente come il potentissimo prof. di Harvard non riesca a dismettere le vesti dell'avvocato difensore e tutto il relativo armamentario in ogni sua manifestazione. Soprattutto - va da sé - nel perorare la causa di un cliente. Non senza ricorrere alle più discutibili arti del mestiere.&lt;br /&gt;Di esempi ce ne sono a bizzeffe, dalla faziosa confezione del suo "The Case for Israel" all'intervento (&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/10/un-cortese-promemoria.html"&gt;infruttuoso&lt;/a&gt;) per impedire, prima, la pubblicazione del saggio critico che lo ha smascherato, "Beyond Chutzpah" e, poi (&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/02/finkelstein-v-dershowitz-continua.html"&gt;stavolta riuscendo nel suo intento&lt;/a&gt;), intervenendo con tutto il peso di un presunto nulla osta di Harvard (sulla genuinità del proprio Case for Israel) e con ogni altro riprovevole attacco personale, perchè fosse negata all'autore della suprema offesa, Norman Finkelstein, una cattedra alla cattolica Università DePaul di Chicago.&lt;br /&gt;Proclamando ripetutamente il suo impegno e la sua equidistante bonomia verso una soluzione binazionale del conflitto israelo palestinese, Dersh non perde occasione per raccogliere tanto gli strali della più accesa destra israeliana - che evidentemente gli crede (v. commenti su Arutz Sheva) - quanto quelli di ogni altro osservatore, più o meno imparziale, dei fatti. Ma non bisogna lasciarsi ingannare, in realtà è tutta e solo strategia difensiva.&lt;br /&gt;Nessuno può dimenticare l'appassionata difesa di Dersh delle indifendibili sortite di Barak e del suo entourage a Camp David, allorché affrontò ad Harvard [ndr. JFK School of Government - &lt;a href="http://ksgaccman.harvard.edu/iop/events_forum_video.asp?ID=2885"&gt;JFK Jr. Forum&lt;/a&gt;, 29 novembre 2005, nella foto] un Noam Chomsky forse più disattento del solito. Gli è che contro i fatti e la storia, visti, rivisti, documentati e riportati da più parti, nulla puote salvo l'arringa di un professionista. E poco importa, allora, se Chomsky colloca &lt;a href="http://www.peres-center.org/ArticleResume.asp?id=2352"&gt;Ron Pundak&lt;/a&gt; - dal 2001 membro del Peres Center for Peace - a Camp David, anzicchè a Oslo, quando tutti i &lt;a href="http://gush-shalom.org/archives/pundak.doc"&gt;resoconti degli incontri&lt;/a&gt; di luglio-dicembre 2000 risultano storicamente, consapevolmente - e in parte dolosamente - orientati dalla delegazione israeliana capeggiata da Barak verso l'insuccesso (v. in particolare Charles Enderlin, &lt;a href="http://books.google.it/books?id=a3XfsUSR0yUC&amp;amp;dq=enderlin+shattered+dreams&amp;amp;pg=PP1&amp;amp;ots=Q5B5WaOEQA&amp;amp;sig=F9EdKuu6jw89YlnHKsygK0OV4WI&amp;amp;hl=it&amp;amp;prev=http://www.google.it/search?q=enderlin+shattered+dreams&amp;amp;sourceid=navclient-ff&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;rlz=1B3GGGL_itIT242IT243&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=print&amp;amp;ct=title&amp;amp;cad=one-book-with-thumbnail#PPR14,M1"&gt;Shattered Dreams&lt;/a&gt; e il saggio di Norman Finkelstein sull'atteggiamento di &lt;a href="http://www.palestine-studies.org/final/en/journals/content.php?aid=7317&amp;amp;jid=1&amp;amp;iid=142&amp;amp;vid=XXXVI&amp;amp;vol=203"&gt;Dennis Ross&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Così Dersh, da buon avvocato, al JFK Jr. Forum agita in lontananza le tardive mappe virtuali presentate forse a Taba nel 2001 e in qualche modo relative alle indegne (e mitizzate come "generose") proposte di Barak ben sapendo che nessuno le analizzerà da vicino, né le discuterà. E si giova del malizioso attacco di uno spettatore per talune imprecisioni di Chomsky per segnare il punto davanti al suo giudice, in questo caso il pubblico di Harvard.&lt;br /&gt;E allora se il suo cliente delinque, cioè contravviene alle regole del diritto (internazionale, umanitario) e i fatti sono fatti, sono chiari e sono di fronte a tutti, cosa si fa? Ovvio, si cambia la legge [ndr. in Italia siamo esperti in materia].&lt;br /&gt;Così sembra che il professore abbia stabilito due obiettivi riguardo la sua visita allo Stato ebraico. Primo, manifestare il doveroso sostegno agli abitanti di Sderot e Ashkelon. Secondo, fare lezioni e tenere conferenze su come combattere la guerra al terrorismo, semplicemente ... 'aggiornando' le regole del diritto.&lt;br /&gt;Sempre Arutz Sheva ci racconta che, parlando con Yishai Fleisher di IsraelNationalRadio, Dershowitz dichiara, senza neppure vergognarsi: &lt;em&gt;"insegnerò come devono cambiare le regole del diritto per essere adatte alla nuova realtà dei terroristi suicidi che usano gli scudi umani e mettono le democrazie in una situazione difficile. Traggono vantaggio dalla nostra maggiore moralità forzando le democrazie a scegliere tra non fare nulla e uccidere inevitabilmente dei civili. Le regole attualmente favoriscono i terroristi contro le democrazie e le regole devono cambiare"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Perfetto, avvocato! Di diritto, di rovescio o anche aggredendo l'arbitro, ogni sistema è buono pur di fare il punto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2549971076112163421?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2549971076112163421/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2549971076112163421&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2549971076112163421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2549971076112163421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/lezioni-di-diritto.html' title='Lezioni di diritto'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8287211388099393042</id><published>2008-03-17T23:06:00.004+01:00</published><updated>2008-03-21T22:24:49.815+01:00</updated><title type='text'>Spies</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/fe5ec05d591bb26cfdfc8827d24f095d.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/fe5ec05d591bb26cfdfc8827d24f095d.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lo Shin Bet, agenzia israeliana di security interna, ha schierato una nuova arma sofisticata: il blog. Su un nuovo sito web lanciato domenica scorsa, quattro impiegati dello Shin Bet - nomi in codice: Nun, Alef, Het e Yud - bloggano sulla vita e sul lavoro all'agenzia. Dice &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/965222.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt; che a giudicare dai loro blog questa sembra piuttosto noiosa, gli agenti dalla segretissima organizzazione sembrano più preoccupati del salario e del fatto di essere a casa alle sei del pomeriggio per stare con i bambini, mentre patriottismo e avventura sono menzionati a stento. Il &lt;a href="http://www.shin-tech.org.il/"&gt;sito&lt;/a&gt; è rigorosamente in ebraico e sempre da Haaretz apprendiamo che A[lef], ingegnere programmatore, aveva appreso che lo Shin Bet cercava collaboratori nel campo dell'high tech e aveva quindi immaginato l'unità di contro-terrorismo dello show &lt;em&gt;"24"&lt;/em&gt;. Delusione! Scrive Alef: &lt;em&gt;"chi non avrebbe voluto immaginarsi mentre lavorava nel centro di comando e controllo del CTU?"&lt;/em&gt;. Ma i suoi post indicano che la vita reale può essere parecchio meno eccitante: &lt;em&gt;"Benché sia veramente ingiusto, non ho avuto una sirena da mettere sull'auto e devo pure stare in mezzo al traffico"&lt;/em&gt;. Forse si è sbilanciato troppo e chiude: &lt;em&gt;"Questo post si auto-distruggerà in 10 secondi"&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8287211388099393042?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8287211388099393042/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8287211388099393042&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8287211388099393042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8287211388099393042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/spies.html' title='Spies'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1657017525274281288</id><published>2008-03-11T17:57:00.005+01:00</published><updated>2008-03-11T23:13:36.538+01:00</updated><title type='text'>Il muro</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/06161700df9e6797c07cabf8aabbaf7f.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/06161700df9e6797c07cabf8aabbaf7f.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La storia del conflitto arabo israeliano palestinese (oggi forse più israeliano ebraico palestinese) andrebbe letta dall'inizio o per lo meno dal 1882 - cioè dai pogrom in Russia - partendo, perciò, dal progressivo riposizionamento ebraico in terra araba, passando per l'appoggio interessato dell'Inghilterra a cavallo della prima Guerra mondiale e arrivando quindi all'epilogo della seconda Guerra mondiale e a quanto vi si può riferire, cioè a quanto servì per lavare la coscienza di un'Europa imbelle che aveva favorito o consentito la Shoah. E' vero che gruppi ebraici si erano trasferiti o erano ritornati in Palestina essenzialmente per motivi religiosi ben prima del mandato britannico sulla regione, ma ancora intorno al 1895 la popolazione ebraica era di circa 50.000 persone su un totale di circa 500.000 e questo non creava, né forse avrebbe mai creato troppi problemi visto che le popolazioni della zona, di qualsiasi provenienza fossero, erano riuscite per centinaia di anni a convivere in modo quasi pacifico. Sembra poi un fatto storico che in migliaia di anni, nella zona di cui parliamo, già terra di Canaan, la popolazione ebraica avesse affermato il proprio predominio per circa 500 anni (regni di Israele e di Giuda), dal 1200 a.c. al 600 a.c., prima di essere sconfitta ed esiliata da assiri e babilonesi, per poi ritornarvi fra gli altri abitanti e sudditi di quella che era diventata una provincia di Roma sotto il nome, appunto, di Palestina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, fino al 1120 a.c. circa, la zona era abitata da popolazioni di ogni sorta (filistei o popoli del mare, provenienti forse da Creta, ex canaaniti, ebrei) e una permanenza ebraica istituzionalizzata e dominante, sotto Salomone e poi con i regni di Israele e Giuda, è durata - come detto - circa cinque secoli su migliaia di anni. Cioè un po' poco per sostenere che altre comunità non sentissero - e non sentano - legittimamente quella terra come propria. Si potrebbe poi discutere per decenni (molti lo fanno e alcuni lo scrivono) su quali e quante erano, da dove provenivano e dove andavano le popolazioni che hanno calpestato quella terra che, per comodità, continuiamo qui a chiamare Palestina. Transeat. Veniamo rapidamente ad un fatto difficilmente confutabile: benché questa sia stata terra degli ebrei, essa è stata anche e in pari misura terra di altri popoli, da ultimo prevalentemente arabi. E non si può pensare che una terra possa pacificamente passare di mano, quand'anche trascurata o incolta, cosa certo possibile senza le innegabili capacità dei pionieri ebrei nel periodo post 1882 e, più tardi, senza il credito di cui Israele avrebbe potuto disporre rispetto alle popolazioni indigene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' anche vero che le popolazioni locali non hanno avuto una formale e specifica identità nazionale palestinese fino al periodo di Nasser, ma si trattava comunque della terra su cui da centinaia o migliaia di anni le loro famiglie vivevano, prima che i conti su quella terra venissero (mal) fatti, un po' ad opera delle tragedie della storia e un po' a tavolino. Cioè in modo schematico: a) secondo gli interessi, i sensi di colpa e le anacronistiche abitudini coloniali dell'Europa; b) secondo le obiettive necessità e i timori del popolo ebraico, che aveva passato il vero antisemitismo, i pogrom e gli orrori nazisti; c) secondo gli interessi di gruppi radicali sionisti che poco o nulla avevano in comune, se non forse la teoria di lontane origini, con quella terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto interessante possa essere cercare di andare alla radice dei problemi di quella zona, la questione si è posta in modo traumatico con la "riconsegna" all'ìdeale sionista delle terre di Palestina, con collaterali e non cristalline operazioni diplomatiche e con gli accordi di spartizione, in senso lato, del 1915 (carteggio tra Mc Mahon e lo Sceriffo della Mecca), del 1916 (accordi anglo francesi Sykes - Picot) e del 1917 (dichiarazione di Balfour), con tutto ciò che di esasperato vi ha fatto seguito sino al 14 maggio 1948 (dichiarazione di indipendenza di Israele e fine del mandato britannico) e poi, di conflitto in conflitto (1948, 1956, 1967, 1973, Libano 1982, Libano 2006), fino ad oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I percorsi di pace - ipocrita definizione di quello che non si è disposti a trasformare in pace - non hanno aiutato quei popoli, conviventi loro malgrado, nella stessa striscia di terra, neppure a recedere da interpretazioni della storia recente, di cui (quand'anche il suo stesso evolversi sia frutto di logiche diverse da un tranquillizzante bianco e nero e sia perciò costituito da un complicato avvicendarsi di toni grigi) solo una può essere corretta e l'altra è per questo certamente falsa. Per quanto ne è stata data notizia, la "cosa" più vicina ad una ragionevole ipotesi di accordo negli ultimi sessant'anni sembra essere stata sfiorata (ma solo sfiorata) a Taba, nel gennaio 2001 (dopo il fallimento del summit di Camp David patrocinato da Bill Clinton e immediatamente prima del governo di Sharon), a coronamento delle malriposte speranze sortite dagli accordi di Oslo del 1993. La "cosa" peggiore è invece probabilmente la cosiddetta "road map" di G.W. Bush e del "Quartetto" (USA, ONU, Europa, Russia) con la risibile appendice di Annapolis. Cioè l'ennesima riedizione di un esasperante percorso ad ostacoli, nato già morto. Non è inutile infatti sottolineare che il piano denominato "road map" non è stato accettato da Israele neppure nelle sue linee essenziali, che, per quanto fumose, sono state subito contestate in quattordici punti. La caparbia violenza delle operazioni e l'incombenza israeliana nei territori (omicidi mirati, strangolamento economico, land-grabbing, assedio di Gaza), le inopinate iniziative americane (sabotaggio delle scelte palestinesi, politica tracotante e comunque sbilanciata per il Medio Oriente), la martellante "reazione ai fianchi" palestinese (infiltrazioni, lanci di razzi Qassam su Sderot, Ashkelon) e un atteggiamento europeo schizofrenico e vassallo (degli USA, delle proprie paure, delle proprie colpe) hanno fatto il resto. Sino ad oggi tra le due genti il muro stigmatizzato dalla Corte Internazionale di Giustizia non è il solo e non è più solido del muro di voluta incomprensione e sfiducia che altri erigono ed alimentano da decenni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1657017525274281288?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1657017525274281288/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1657017525274281288&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1657017525274281288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1657017525274281288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/il-muro.html' title='Il muro'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8091250638319872255</id><published>2008-03-07T16:54:00.005+01:00</published><updated>2008-03-07T22:07:51.135+01:00</updated><title type='text'>Two devaStates</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/615f0a79bd8b20ce1630cb01fe51c2c5.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/615f0a79bd8b20ce1630cb01fe51c2c5.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 2 marzo scorso, chiudendo il suo pezzo dal titolo "&lt;a href="http://www.palestine-info.co.uk/en/ArticlePrintPage.aspx?xyz=QrrxVt3TvzVUEyrd%2fIN%2bpFMs2SyfaJfZqRDC1G0oLeGfPxHhLEtVbEW0NQgLRT0P92yono6mG31y8%2bXpVqCY%2fk5Z%2bvvFouBoVc84p8xe9ajpWxFqvs2Tww%3d%3d"&gt;Vergogna sugli arabi, vergogna sui musulmani, vergogna sull'umanità&lt;/a&gt;", dedicato alla trascorsa carneficina di Gaza, Khalid Amayreh si rivolgeva, con una parola a tutti. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"...Un'ultima parola per la gente del mondo - scriveva - se pensate che i giudeonazisti ce l'abbiano solo con i palestinesi, sbagliate di grosso. I giudeonazisti cercano di dominare il mondo. Mirano alle vostre libertà, alle vostre risorse e al vostro futuro. I palestinesi sono solo il primo passo e poi verrà il vostro turno. Così, svegliatevi, parlate e fatevi sentire o controlleranno le vostre vite e vi renderanno schiavi come hanno reso schiavi gli Stati Uniti e molta dell'Europa occidentale. Il sionismo è semplicemente il nazismo dei nostri tempi, è un vero cancro. Se non lo sconfiggete vi ucciderà"&lt;/span&gt;. Oggi, 7 marzo, Bradley Burston, in un suo articolo su Haaretz dedicato "&lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/960745.html"&gt;Agli occidentali che 'capiscono' i terroristi&lt;/a&gt;", redatto in occasione della strage alla scuola rabbinica di Gerusalemme, inizia così: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Risparmiateci le spiegazioni. Risparmiateci le erudite giustificazioni imbevute di sociologia. Risparmiateci le ragioni per cui "credete" ai palestinesi quando fanno fuori gli ebrei a sangue freddo. Risparmiateci i riferimenti esatti per cui la situazione critica dei palestinesi è alla radice del terrorismo islamico sul mondo, che cesserebbe se i palestinesi dovessero ottenere completa giustizia. Risparmiateci. Potete credere, con la fede cieca degli speranzosi e di quelli in preda alla paura, che quando questa gente avrà finito con gli ebrei non verrà per voi. Risparmiateci il post-modernismo, il radical chic e le stupidaggini. Aprite gli occhi..."&lt;/span&gt;. Domani, invece, potremmo fare qualcosa di nuovo, trascurare le generalizzazioni che trasformano l'ingiustizia in vendetta e l'infezione in metastasi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8091250638319872255?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8091250638319872255/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8091250638319872255&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8091250638319872255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8091250638319872255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/two-devastates.html' title='Two devaStates'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-1167413347279651433</id><published>2008-03-05T15:19:00.005+01:00</published><updated>2008-03-05T21:37:32.976+01:00</updated><title type='text'>L'uovo di Colombo</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/6ffb7224fd6532ab806d8f44b4f06e9e.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/6ffb7224fd6532ab806d8f44b4f06e9e.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non è la resistenza che provoca l'occupazione ma viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Re. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Distr. GENERAL - A/HRC/7/17 - 21 January 2008 - Original: ENGLISH - HUMAN RIGHTS COUNCIL - Seventh session - Item 7 of the provisional agenda - &lt;a href="http://domino.un.org/UNISPAL.NSF/22f431edb91c6f548525678a0051be1d/f71be9fae0abbe1c852573ec006dde2e%21OpenDocument"&gt;HUMAN RIGHTS SITUATION IN PALESTINE AND OTHER OCCUPIED ARAB TERRITORIES&lt;/a&gt; - Report of the Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territories occupied since 1967, John Dugard&lt;/span&gt; [ABSTRACTS] «&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;I.&lt;/span&gt; Critiche al Relatore Speciale [delle Nazioni Unite sulla situazione umanitaria in Palestina e negli altri territori arabi occupati] e al mandato. &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;2.&lt;/span&gt; Il Relatore Speciale è stato criticato dagli Stati interessati per una quantità di ragioni. Primo, perchè i rapporti sono ripetitivi. Secondo, perchè mancano di riferirsi al terrorismo. Terzo, perchè mancano di considerare le violazioni dei diritti umani commesse dai palestinesi. Queste critiche verranno brevemente considerate all'inizio del presente rapporto». &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;B.&lt;/span&gt;  &lt;strong&gt;Terrorismo -  &lt;/strong&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;4.&lt;/span&gt; Il terrorismo è un flagello, una grave violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Nei rapporti non è stato fatto alcun tentativo di minimizzare la pena e la sofferenza che causa alle vittime, alle loro famiglie e alla comunità nel complesso. I palestinesi sono colpevoli di terrorizzare civili israeliani innocenti attraverso le bombe dei suicidi e i razzi Qassam. Allo stesso modo l'esercito israeliano (IDF) è colpevole di terrorizzare civili palestinesi innocenti attraverso incursioni militari, assassini mirati e bombe sonore che mancano di distinguere tra bersagli militari e civili. Tutti questi atti devono essere condannati e sono stati condannati. Il buon senso, comunque, stabilisce che deve essere tracciata una distinzione tra atti di insensato terrore, come quelli commessi da al-Qaeda ed atti commessi nel corso di una guerra di liberazione nazionale contro il colonialismo, l'apartheid o l'occupazione militare. Benchè tali atti non possano essere giustificati, bisogna capire che essi sono una penosa ma inevitabile conseguenza del colonialismo, dell'apartheid o dell'occupazione. La storia è piena di esempi di occupazione militare contrastata con la violenza e atti di terrorismo. L'occupazione tedesca fu contrastata da molti paesi europei nella seconda guerra mondiale; la South West Africa People's Organization (SWAPO) contrastò l'occupazione della Namibia da parte del Sud Africa; e gruppi ebraici contrastarono l'occupazione britannica della Palestina - fra l'altro facendo esplodere il King David Hotel, nel 1946, con pesanti perdite di vite umane, operazione di un gruppo diretto da Menachem Begin, che più tardi divenne primo ministro di Israele. Gli atti di terrorismo contro un'occupazione militare devono essere visti nel loro contesto storico. Ecco perchè dovrebbe essere fatto ogni sforzo per portare l'occupazione ad un rapido epilogo. Fino a quel punto non ci si può aspettare la pace e la violenza continuerà. In altre situazioni, per esempio in Namibia, la pace è stata raggiunta con la fine dell'occupazione, senza imporre, quale presupposto, la fine della resistenza. Israele non può aspettarsi la pace perfetta e la fine della violenza come precondizione alla fine dell'occupazione.  &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;5.&lt;/span&gt; Un ulteriore commento sul terrorismo è necessario. Nell'attuale clima internazionale è facile per uno Stato giustificare le sue misure repressive quali risposte al terrorismo ed aspettarsi una risposta solidale. Israele sfrutta la presente paura del terrorismo fino all'estremo. Ma questo non risolverà il problema palestinese. Israele deve interessarsi di quanto è generato dall'occupazione in termini di violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, e non invocare quale giustificazione il terrorismo come distrazione e pretesto per aver mancato di misurarsi con la causa basilare della violenza palestinese, l'occupazione».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-1167413347279651433?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/1167413347279651433/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=1167413347279651433&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1167413347279651433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/1167413347279651433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/luovo-di-colombo.html' title='L&apos;uovo di Colombo'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-6059991216812190760</id><published>2008-03-01T20:52:00.006+01:00</published><updated>2008-03-02T16:15:45.531+01:00</updated><title type='text'>Obama, the song remains the same</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/38d33fff120164ef4e39a1359a95513d.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/38d33fff120164ef4e39a1359a95513d.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Barack&lt;/em&gt; (pronuncia: barak) &lt;em&gt;Hussein Obama&lt;/em&gt;, un trittico ironico di nomi che sembra il percorso tra il preordinato insuccesso di Camp David e le torri gemelle passando dal rais iraqeno. Nomen omen, speriamo di no. Riguardando i suoi commenti nel maggio 2007, Shmuel Rosner, corrispondente da Washington per Haaretz, osservava che l'atteggiamento del candidato nero nei confronti di Israele era forte come quello di Clinton, solidale come quello di Bush e amichevole come quello di Giuliani. Rosner concludeva che &lt;em&gt;"Obama è pro Israele. Punto"&lt;/em&gt;. A suo credito e in linea con l'anima democratica che formalmente lo sostiene, si poteva dire e si disse (Bill Fletcher Jr. di Transafrica Forum) che Obama si era opposto all'invasione dell'Iraq e che aveva avuto il coraggio di affermarlo. Era tuttavia evidente nel corso dell'anno - cioè dalla presentazione della sua candidatura alle presidenziali USA nel febbraio 2007 - che l'ormai aspirante imperatore dell'Occidente avrebbe mantenuto una posizione assolutamente acritica rispetto a Israele. Lo aveva fatto innanzitutto e a chiare lettere per quanto riguardava la spropositata campagna libanese, l'aggressione alle infrastrutture, l'uso illegale delle cluster bomb e le bugie che lo Stato ebraico aveva offerto per giustificare la distruzione portata ai civili di quel paese. Nell'agosto 2007 la strada scelta da Obama per lastricare il suo possibile accesso alla Casa Bianca anche con l'appoggio della comunità ebraica americana era quindi segnata. Aveva rinnegato velocemente le incaute parole pronunciate in precedenza sulla sofferenza dei palestinesi in Medio Oriente, prendeva ora le distanze da Brzezinski (peccatore al sommo grado per essersi astenuto dal coro delle critiche a Jimmy Carter in occasione della pubblicazione del suo libro, &lt;em&gt;Palestine, Peace Not Apartheid&lt;/em&gt;) e galleggiava dichiarando di avvalersi, per le questioni relative al Medio Oriente, della consulenza di Dennis Ross, architetto degli "sforzi di pace" di Clinton a Camp David. Il che sembrava finalizzato ad attirargli la fiducia dei donatori e la simpatia degli elettori pro Israele senza alienargli la base democratica contraria alla guerra. Non di meno, ancora nel dicembre 2007, sempre Shmuel Rosner appuntava su Haaretz che &lt;em&gt;"un rapporto dell'American Jewish Committee dimostrava che &lt;/em&gt;[Obama]&lt;em&gt; aveva ancora una lunga strada da percorrere"&lt;/em&gt; per raccogliere la fiducia della comunità ebraica. Nessuno lo avrebbe detto, visto che i tentativi di Obama si erano moltiplicati parlando all'AIPAC (American Israel Public Affairs Committee, la dichiarata America's Pro-Israel Lobby), promuovendo una legge per la distrazione di fondi dalle compagnie in affari con l'Iran e, ancora, proclamando, in un discorso nello Iowa, che i palestinesi &lt;em&gt;"dovrebbero reinterpretare la nozione di 'diritto al ritorno' in un modo che preservi Israele come Stato ebraico"&lt;/em&gt;, così da prevedere, al più, compensazioni ed altre 'concessioni' da parte di Israele, con buona pace della Convenzione di Ginevra e delle risoluzioni ONU. Ma il timore di Obama di non raggiungere il 'candore' e la parzialità sufficienti ad assicurargli l'appoggio dei potentati filo sionisti e dell'elettorato ebraico (combattuto tra i fumi della propaganda, il legame ad Israele e più sentite istanze democratiche) non è venuto meno. Il salto di qualità era quindi fatale. Ce ne riferisce Joshua Frank, co-editore di &lt;a href="http://www.dissidentvoice.org/2008/02/barack-obama%e2%80%99s-israel-bond/"&gt;&lt;em&gt;Dissident Voice&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in un articolo del 29 febbraio 2008, rilanciato da &lt;em&gt;Counterpunch&lt;/em&gt; con il titolo &lt;em&gt;"I legami che uccidono",&lt;/em&gt; quello che segue.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Nel tentativo di respingere le voci che lo vedono favorevole ai palestinesi, o - Dio non voglia - musulmano, Barack Obama ha messo in chiaro nel corso del dibattito finale dei Democratici per le elezioni presidenziali, di essere tutto tranne che quello. Pungolato sulla questione da Tim Russert della NBC, Obama ha detto di essere da tanto tempo "fedele amico di Israele", penando che quel paese sia uno dei "più importanti alleati [degli USA] nella regione" e addirittura aggiungendo di considerare la sicurezza di Israele "sacrosanct". La santificata conferma che manterrebbe lo sbilenco sostegno degli USA per Israele è arrivata lo stesso giorno in cui sette palestinesi sono stati uccisi dalle incursioni aeree israeliane a Gaza. Dai "negoziati di pace" ripresi in novembre, le forze armate israeliane hanno ucciso, secondo i rapporti, più di 200 palestinesi. Parlano a un gruppo di cento sostenitori di Israele a Cleveland, questa settimana, Obama ha assicurato alla folla che come presidente terrà l'Iran nel mirino per proteggere gli interessi israeliani. "Ora la minaccia più seria ...per Israele oggi, penso, sia dall'Iran. Là il regime radicale continua a perseguire la capacità di costruire un'arma nucleare e continua a sostenere il terrorismo nella region" - ha spiegato. "Le minacce di distruggere Israele non possono essere archiviate come retoriche. La minaccia iraniana è reale e il mio obiettivo come presidente sarebbe di eliminare quella minaccia". Dopo aver ripetuto che metterebbe fine alla guerra in Iraq come prima cosa, Obama ha promesso che porterebbe la sua attenzione ai vicini di quella regione. "Il mio approccio all'Iran sarà di diplomazia aggressiva: non toglierò dal tavolo alcuna opzione militare". Per il vero, Obama ha menzionato qualcosa che pochi Democratici a Washington avrebbero osato pronunciare: "penso che ci sia uno strappo all'interno della comunità pro-Israele che sostiene che se non adotti un approccio risoluto a favore del Likud tu sei anti israeliano e questa non può essere la misura della nostra amicizia con Israele". Dopo aver puntualizzato l'ovvio, in ogni caso, Obama ha lodato la recente invasione israeliana in Libano, l'inclinazione filo israeliana a Capitol Hill e la sua richiesta che Israele rimanga uno stato ebraico". "Qualsiasi negoziato di pace tra Israele e i palestinesi dovrà contenere l'abbandono da parte dei palestinesi del diritto al ritorno come è stato considerato nel passato", ha asserito. "E questo non significa che non ci possa essere una discussione sulla questione delle compensazioni". Che generosità! Ma cosa conta di fare Obama con gli oltre 1,4 milioni di arabi non ebrei che vivono nel paese? Continuare a trattarli come cittadini di seconda classe o semplicemente cacciarli fuori a pedate? Obama ha chiamato Israele "democrazia", ma come ex editore della Rivista Legale di Harvard si pensa che dovrebbe conoscere quello che il termine effettivamente significhi. Sicuramente gli arabi israeliani possono votare, ma non possono ottenere l'ufficio se sono democratici secolari che vogliono diritti civili per tutti i cittadini del paese. Non hanno protezione costituzionale (Israele non ha una costituzione formale) e possono solo possedere terra in certe zone come conseguenza di leggi inique che garantiscono uno speciale trattamento ai cittadini ebrei».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-6059991216812190760?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/6059991216812190760/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=6059991216812190760&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6059991216812190760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/6059991216812190760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/03/song-remains-same.html' title='Obama, the song remains the same'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-3052272955841050458</id><published>2008-02-25T22:07:00.007+01:00</published><updated>2008-03-02T16:00:32.085+01:00</updated><title type='text'>Debunking the guru</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rA7q6GmVI/AAAAAAAAACo/9Es_6pygGOw/s1600-h/bennymorris.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173159253351242066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rA7q6GmVI/AAAAAAAAACo/9Es_6pygGOw/s320/bennymorris.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Benny Morris, a suo tempo autoproclamatosi avanguardia dei cosiddetti nuovi storici isreliani o storici post-sionisti, ormai da tempo è dedito ad annichilire la sua precedente opera critica dei più eclatanti miti della propaganda filo-sionista. Ottimo archivista – questo tutti glielo hanno riconosciuto – ed oggi professore di storia alla Ben-Gurion University del Negev, a Be'er Sheva, Morris non trova ormai di meglio da fare che reinterpretare, in chiave ideologica e sorprendentemente faziosa, i fatti sviscerati anche nella sua opera più celebrata: &lt;em&gt;"La nascita del problema dei rifugiati palestinesi, 1947-1949"&lt;/em&gt;, pubblicata nel 1987 e – non a caso – “rivista” nel 2004. La questione non è nuova, come non sono affatto nuove le critiche a Morris per aver tratto conclusioni incoerenti dai fatti che egli stesso aveva portato alla luce (cfr. Norman Finkelstein, oltre quindici anni fa, nello studio &lt;em&gt;“Myths, old and new – Debate on the 1948 exodus”&lt;/em&gt;, pubblicato dal Journal of Palestine Studies XXI, n. 1, Autumn 1991, pp. 66-89 e poi nel libro &lt;em&gt;"Images and Reality of the Israel-Palestine Conflict"&lt;/em&gt;). Conclusioni viceversa presto enfatizzate – e non stupisce – da quel parziale pot-pourri che impazza col nome di MEMRI Middle East Media Research Institute, che nel caso non si faceva pregare per riproporre, con gran fanfara e col significativo titolo &lt;em&gt;“Gli arabi sono responsabili. Lo storico post-sionista Benny Morris chiarisce le sue tesi”&lt;/em&gt;, un'intervista a Morris raccolta da Yedioth Ahronoth del 23 novembre 2001 (v. in MEMRI Special Dispatch, 9 dicembre 2001).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le righe che seguono non costituiscono, purtroppo, un aneddoto. Il pezzullo, riportato alla luce da &lt;em&gt;“The Irish Times”&lt;/em&gt;, sembra un condensato di pensieri senili di Morris, che, evidentemente – parole del compianto accademico Baruch Kimmerling (George S. Wise Professor di Sociologia all'Università ebraica di Gerusalemme) – &lt;em&gt;“ha abbandonato il mantello di studioso per vestire l'armatura dell'ebreo sciovinista che vuole la Terra di Israele del tutto ripulita dagli arabi”&lt;/em&gt; (cfr. B. Kimmerling, “Benny Morris's Shocking Interview", in Logos 3.1 – Winter 2004). Un estratto dell'articolo dell'Irish Times di oggi (per abbonati) è stato gratuitamente rilanciato da &lt;a href="http://cosmos.ucc.ie/cs1064/jabowen/IPSC/php/art.php?aid=78943"&gt;PIWP - Palestine Information with Provenance&lt;/a&gt; e sembra riferirsi alle interviste rilasciate nel 2004 da Morris in occasione della “riedizione” del suo pensiero di nuovo-storico-pentito. Affermazioni che appaiono pura spazzatura morale di nessuna utilità se non per decifrare l'insopportabile deriva percorsa da Morris tanto nell'interpretazione e giustificazione dei fatti del passato, quanto nell'esposizione ed apologia di quelli del presente (quali la “generosa offerta” di Barak a Camp David 2000 - &lt;a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-5868172069350447469&amp;amp;q=benny+morris&amp;amp;total=45&amp;amp;start=0&amp;amp;num=10&amp;amp;so=0&amp;amp;type=search&amp;amp;plindex=2"&gt;link&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui percorsi di Morris è sempre Baruch Kimmerling (op. cit. 2004) ad osservare con ironia che &lt;em&gt;“non ci si può aspettare molta logica negli scatti emotivi di un archivista, quando questi cerchi di comporre un quadro coerente e generale da migliaia di dettagli”&lt;/em&gt;. Parimenti, ma assai meno lieve, Ilan Pappe, dopo essere stato oggetto di un attacco “ad hominem” da parte di Morris su New Republic (&lt;em&gt;“Politics by Other Means”&lt;/em&gt;, 17 marzo 2004), sottolineava: &lt;em&gt;“Diversamente da altri non ho mai pensato che le sue buone qualità come cronologo, emerse nel suo libro più famoso, 'The Birth of the Palestinian Refugee Problem' (Cambridge 1987) – non è mai stato uno storico in senso proprio – e specialmente il suo inestimabile contributo nel raccogliere, per noi, dati sulla pulizia etnica del 1948, compensino la sua intolleranza e ristrettezza mentale”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ecco, infine, il riassuntino di PIWP: &lt;em&gt;«In una nota intervista con il giornalista Ari Shavit di Haaretz, Morris ha sostenuto che "dall'aprile 1948, Ben-Gurion progetta un messaggio di trasferimento. Non è un ordine scritto esplicito, non è una politica sistematica, ma un'atmosfera di trasferimento". Shavit ha commentato: "non sento [in lei] una condanna". Morris ha risposto brutalmente: "Ben-Gurion aveva ragione... Non è possibile fare una frittata senza rompere le uova... Una società che ha in animo di ucciderti, ti forza a distruggerla... Ci sono circostanze nella storia che giustificano la pulizia etnica... Uno stato ebraico non sarebbe venuto alla luce senza espellere 700.000 palestinesi. Per questo era necessario sradicarli... Nemmeno la grande democrazia americana avrebbe potuto essere creata senza annichilire gli indiani. Ci sono casi in cui il bene finale complessivo giustifica gli atti aspri e crudeli commessi nel corso della storia"».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un amaro commento alle parole di Morris chiude l'antologia riportata da PIWP Database: con difensori come Benny Morris lo Stato di Israele non ha bisogno di nemici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-3052272955841050458?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/3052272955841050458/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=3052272955841050458&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3052272955841050458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3052272955841050458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/02/debunking-guru.html' title='Debunking the guru'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rA7q6GmVI/AAAAAAAAACo/9Es_6pygGOw/s72-c/bennymorris.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8674728165328138186</id><published>2008-02-18T16:25:00.004+01:00</published><updated>2008-03-02T15:55:26.590+01:00</updated><title type='text'>Finkelstein v. Dershowitz (continua)</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8q_ca6GmSI/AAAAAAAAACQ/rQ2tdcs3ezI/s1600-h/fink_dersh_red.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173157616968702242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8q_ca6GmSI/AAAAAAAAACQ/rQ2tdcs3ezI/s320/fink_dersh_red.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Frank J. Menetrez (PhD presso l'Università di Los Angeles - California) aveva a suo tempo analizzato la diatriba accademica tra Norman Finkelstein e Alan Dershowitz, aveva pubblicato i risultati della sua analisi su Counterpunch con il titolo "&lt;a href="http://www.counterpunch.org/menetrez04302007.html"&gt;Dershowitz v. Finkelstein: chi ha ragione e chi ha torto?&lt;/a&gt;" e suscitato più di un sospetto che il rinomato avvocato Dershowitz, cattedratico di Harvard, fosse - per così dire - uscito ben oltre le righe nel tentativo di difendere la sostanza e la confezione della sua opera &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"The Case for Israel"&lt;/span&gt;. Il libro di Dershowitz era stato infatti aspramente denunciato da Finkelstein come scolasticamente povero e per di più infarcito di scopiazzature tratte da un altro prodotto (&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"From Time Immemorial"&lt;/span&gt; di Joan Peters) a suo tempo autorevolmente qualificato opera assai scadente e passato al dimenticatoio. In proposito i due accademici americani - Finkelstein e Dershowitz - non se le erano certo "mandate a dire" e avevano esposto le rispettive accuse e giustificazioni nel corso di un acceso dibattito su &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Democracy Now!&lt;/span&gt; (qui i video: &lt;a href="http://exexxx.blogspot.com/2008/02/finkelstein-v-dershowitz.html"&gt;parte prima&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://exexxx.blogspot.com/2008/02/finkelstein-v-dershowitz-part-2.html"&gt;seconda&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda aveva poi avuto un seguito. Punto sul vivo, Alan Dershowitz aveva riversato tutto il proprio peso nella vicenda, cercando prima di impedire la pubblicazione del libro &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Beyond Chutzpah"&lt;/span&gt; (letteralmente: "Oltre l'arroganza") - in cui Finkelstein esponeva nel dettaglio le proprie critiche al lavoro di Dershowitz - e chiamando poi in causa l'autorevolezza dell'Università di Harvard a propria difesa e affinché venissero negati cattedra e impiego al medesimo Finkelstein, allora assistente presso la facoltà di Scienze Politiche della cattolica Università DePaul di Chicago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante gli interventi presso la casa editrice di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Beyond Chutzpah"&lt;/span&gt; e &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/10/un-cortese-promemoria.html"&gt;presso il Governatore della California&lt;/a&gt;, Arnold Schwarzenegger, l'avvocato Dershowitz non era riuscito a bloccare la pubblicazione del volume di Finkelstein, ma aveva ottenuto, di fatto, nonostante la asserita resistenza dei vertici della DePaul alle sue documentate pressioni, il diniego e il licenziamento anzitempo del professore di Chicago contro il parere del Dipartimento di scienze politiche e del college-level committee. (Come ha scritto Menetrez: &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;«In June 2007, DePaul University denied tenure to Norman Finkelstein, an assistant professor of political science. The decision ignited a firestorm of protest from DePaul students and faculty, as well as from faculty across the country and abroad. Finkelstein’s department had voted 9-3 in favor of tenure, and a college-level committee unanimously joined that recommendation, 5-0. But the University Board on Promotion and Tenure (UBPT) voted 4-3 against tenure, and DePaul’s president claimed to “find no compelling reasons to overturn the UBPT’s decision»&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'istituto cattolico che lo aveva accolto per sei anni, quindi, pur celebrando la sua competenza e capacità sotto ogni profilo si era liberato dello scomodo prof. Finkelstein nel giugno del 2007, mediante &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/09/finkelstein-vs-depaul-ultimo-atto.html"&gt;un accordo&lt;/a&gt; di cui non sono stati resi noti i particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo a Frank J. Menetrez. Lo studioso ha pubblicato nei giorni scorsi un seguito all'analisi della vicenda che ha visto contrapposti i due accademici e ha stilato una lista di venti &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;identici errori&lt;/span&gt; contenuti sia in &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"The Case for Israel"&lt;/span&gt; di Dershowitz, sia in &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"From Time Immemorial"&lt;/span&gt; di Joan Peters, a riprova della pedissequa scopiazzatura, con relativa omissione nelle citazioni della fonte diretta (secondaria). Questione a suo tempo pubblicamente denunciata da Norman Finkelstein. L'appendice di Menetrez, intitolata "&lt;a href="http://counterpunch.org/menetrez02122008.html"&gt;The Case against Alan Dershowitz&lt;/a&gt;", è stata pubblicata su Counterpunch e costituirà, con parti del precedente articolo di Menetrez, l'epilogo all'edizione economica (paperback) di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Beyond Chutzpah"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'edificante vicenda, che rispecchia la sofferenza del mondo accademico USA rispetto all'arroganza ed alle pressioni lobbystiche, ha - secondo Menetrez - un risvolto ancora più inquietante. Dershowitz ha infatti proclamato a gran voce, nel corso della diatriba, che una commissione indipendente di Harvard lo avrebbe mandato esente da colpe accademiche, omettendo tuttavia di precisare che - sempre secondo Menetrez - questa presunta commissione non ha mai investigato sul punto, basilare, degli &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;identici errori&lt;/span&gt; contenuti nel suo lavoro e nel libro della Peters. Con questo atteggiamento il rinomato avvocato americano avrebbe quindi millantato l'esistenza di un autorevolissimo nulla osta di Harvard circa la bontà della sua opera, utilizzandolo a proprio discarico (rispetto all'accusa di plagio) e quale arma per influire a fondo sulla decisione dei vertici della DePaul di negare l'assegnazione della cattedra e dell'impiego a Norman Finkelstein. Di conseguenza, sotto questo profilo - precisa Menetrez - l'Università di Harvard sarebbe stata utilizzata come inconsapevole complice del disegno di Dershowitz e forse non è troppo aspettarsi oggi, quanto meno, il riconoscimento e le scuse di quella istituzione (Cfr. in "The Case against Dershowitz": &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;«...because of Dershowitz’s repeated but apparently false claim that Harvard “completely cleared” him of Finkelstein’s charges, Harvard has been made an unwitting accomplice in Dershowitz’s wrongdoing. If my analysis is sound, then Dershowitz deliberately deceived DePaul not only about the plagiarism itself but also about the investigation that Harvard allegedly conducted [...] As of this writing, Dershowitz appears to have succeeded in protecting his own career by destroying Finkelstein’s. It is now probably too late to remedy all of the harm that Dershowitz’s conduct has caused, both to the review of Finkelstein’s tenure application and to public perceptions of Finkelstein and his work. But some sort of acknowledgement or apology by Harvard concerning Dershowitz’s wrongdoing might go some distance toward clearing the air and making amends»&lt;/span&gt;).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8674728165328138186?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8674728165328138186/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8674728165328138186&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8674728165328138186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8674728165328138186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/02/finkelstein-v-dershowitz-continua.html' title='Finkelstein v. Dershowitz (continua)'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8q_ca6GmSI/AAAAAAAAACQ/rQ2tdcs3ezI/s72-c/fink_dersh_red.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4173509438231879026</id><published>2008-02-17T18:29:00.000+01:00</published><updated>2008-02-17T18:34:47.414+01:00</updated><title type='text'>Promuovere i blog a Kabul</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/86b3698a50f1184dbcb698fd65434d18.jpeg"&gt;&lt;em&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/86b3698a50f1184dbcb698fd65434d18.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;«Molto presto &lt;a href="http://www.afghanpenlog-en.blogspot.com/"&gt;Afghan Penlog&lt;/a&gt; lancerà il primo workshop per promuovere la diffusione dei blog a Kabul. Obiettivi di questo laboratorio / seminario sono lo sviluppo culturale e una maggior presenza dei blogger come media. Questo primo workshop è indirizzato agli studenti e ai blogger di Kabul, ma è nostra intenzione lanciare analoghe iniziative in altre province e il nostro prossimo passo sarà la promozione di seminari anche a Jalalabad, Kandahar, Heart, Ghazni ed altre zone del paese. Afghan Penlog non ha avuto finora alcun aiuto economico e per questo chiede a tutti gli operatori culturali e agli amici di sostenere il progetto con un unico fine, sviluppare l'attività dei blogger in Afghanistan. I nomi dei donatori saranno pubblicati sul sito e forniremo loro tutti i dettagli del progetto e i relativi costi. Abbiamo necessità impellenti: comprare un generatore e pagare il collegamento internet. Ed anche se non abbiamo abbastanza danaro per affittare un laboratorio informatico, probabilmente saremo in grado di tenere il workshop presso il centro scolastico di Payam-e-Noor, situato a Karte-Chahar, Kabul. Ma abbiamo ancora bisogno di un po' di danaro per realizzare questo obiettivo. Prima avevamo in mente di comprare un computer e ottenere la disponibilità di una linea internet da Afghan Telecom ma non abbiamo raggiunto il nostro scopo per mancanza di donazioni e la nostra idea è sfumata. Così l'abbiamo abbandonata. Ora ci accontentiamo di lanciare questo workshop».&lt;/em&gt; &lt;a href="http://afghanlord.splinder.com/post/15952157/The+first+Afghan+Penlog+bloggi"&gt;Nasim Fekrat&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come quello che era dei Taliban e in parte lo è ancora. Come quello che era dei signori della guerra e in parte lo è ancora. Come quello dei burka, delle lapidazioni, delle invasioni, delle vedove impotenti, dei bambini per strada. Come quello delle vie del petrolio e dell'oppio. Come quello delle missioni di pace dove è stata portata la guerra. Agnello sacrificale e pretesto. Anche questo è Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4173509438231879026?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4173509438231879026/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4173509438231879026&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4173509438231879026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4173509438231879026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/02/promuovere-i-blog-kabul.html' title='Promuovere i blog a Kabul'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2717231274677223361</id><published>2008-02-05T21:34:00.000+01:00</published><updated>2008-02-05T21:47:04.983+01:00</updated><title type='text'>Gas</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/8e22556ff3e46621f6ce897b184deea1.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/8e22556ff3e46621f6ce897b184deea1.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il 16 marzo 1988 la città di Halabja, nell'Iraq nord occidentale, fu bombardata con proiettili contenenti gas velenoso. Secondo le analisi mediche condotte sui corpi si trattava di un gas a base di cianuro. Nel dettaglio di quella operazione di guerra, pare che uno scarno contingente di truppe irachene avesse evacuato la città di Halabja pochi giorni prima dell'attacco degli iraniani, che di seguito la occuparono, ma fu il governo di Tehran a sfruttare questa atrocità come strumento di propaganda contro gli iraqeni. La stampa e le televisioni occidentali furono invitate dagli iraniani a visitare la città di Halabja, occupata, e in quella occasione l'Iraq fu forse troppo frettolosamente accusato di gassare il proprio popolo.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo gli attacchi la Defence Intelligence Agency americana (USDIA) svolse un' indagine e scrisse un rapporto "classificato" in cui si dimostrava che sarebbe stato gas iraniano a uccidere i curdi e non gas iracheno. Il Prof. Stephen Pelletiere, "senior political analyst" della CIA sull'Iraq e coautore del rapporto, scrisse poi sul &lt;a href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9902E7DD1638F932A05752C0A9659C8B63&amp;amp;sec=&amp;amp;spon=&amp;amp;pagewanted=print"&gt;New York Times&lt;/a&gt; del 31 Gennaio 2003 una sintesi dello studio su quell'episodio: &lt;em&gt;«Immediatamente dopo la battaglia la Defense Intelligence Agency degli Stati uniti indagò e produsse un rapporto dettagliato, che circolò all'interno della comunità dell'intelligence classificato come 'importante da studiare'. Lo studio affermò che fu il gas iraniano ad uccidere i curdi, non quello iracheno. L'agenzia scoprì che entrambe le fazioni avevano usato il gas l'una contro l'altra nella battaglia attorno ad Halabja. Le condizioni dei corpi dei curdi morti, comunque, indicavano che erano stati uccisi con un coagulante del sangue – basato sul cianuro – noto per essere usato dagli iraniani. Non si è mai avuta notizia che gli iracheni, i quali si ritiene usassero l'iprite nella battaglia, fossero all'epoca dotati di coagulante del sangue». &lt;/em&gt;Un altro rapporto preparato dallo Strategic Studies Institute dell'Army War College statunitense rivelò che&lt;em&gt; «la maggior parte delle vittime viste dai giornalisti e dagli altri osservatori che visitarono il luogo erano blu alle estremità dei loro arti. Questo significa che esse sono state uccise da una agente del sangue, probabilmente il cloruro cianogeno o il cianuro d'idrogeno (hydrogen cyanide)».&lt;/em&gt; Questi ultimi hanno odore di mandorle amare e sono letali anche in percentuali minime (An HCN concentration of 300 mg/m3 in air will kill a human within a few minutes. The toxicity is caused by the cyanide ion, which prevents cellular respiration). Incidentalmente, l'idrogeno cianuro (in grani confezionati sotto il nome di Zyklon B) fu utilizzato dal regime nazista - fonti, tra gli altri, il comandante di Auschwitz, Rudolf Hoess, e Adolf Eichmann - nelle procedure di disinfezione e nelle camere a gas. Non a caso il possibile uso di cianuro d'idrogeno da parte iraqena venne enfatizzato da Geffrey Goldberg (sul New Yorker del 25 marzo 2002), che tra i molti gridò al genocidio, sottolineando ipotetiche affinità tra i sistemi di Saddam Hussein e quelli nazisti. Viceversa l'iprite (o gas mostarda) è un vescicante dal forte odore di aglio o senape, il suo effetto è sicuramente invalidante, ma gli esiti letali sono limitati al 2% dei casi. Sia quel che sia (cioè, propaganda a parte), il rapporto Army War College precisava, invece, che l'Iraq non aveva mai usato sostanze chimiche quali i gas di cianuro e inoltre mancava della capacità di produrle. Mentre gli iraniani le avevano. Quindi si concludeva che erano stati gli iraniani a uccidere i Curdi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione è rimasta (per anni) ed è tuttora oggetto di dibattito, ma c'è da osservare che gli intensi rapporti tra il mondo occidentale e l'Iraq di Saddam Hussein non vennero meno a tutto il 1990, e si "sorvolò" quindi sulla atroce operazione condotta sui Curdi, anchè perchè il fatto era parte della guerra intrapresa da Saddam, con il favore occidentale, contro l'Iran di Khomeini (1980-1988). Ma i tempi erano maturi per una nuova sortita in Medio Oriente. Motivo: acqua, petrolio, controllo nella regione? Qui non ha molta importanza. Ottenuta una sorta di beneplacito all'invasione del Kuwait tramite l'ambasciatore USA April Glaspie, Saddam si rese alla fine conto del voltafaccia americano. E laddove la sua aggressione non avrebbe innescato un movimento di opinione radicalmente sfavorevole all'Iraq, fece il suo ingresso la propaganda con fasulle descrizioni delle atrocità commesse dall'esercito iraqeno - per il vero non certo morbido - in Kuwait, ma anche utilizzando l'oscura pagina di Halabja e soprassedendo ai dubbi (documentati nei relativi rapporti) sulla responsabilità per quei fatti. Gli stessi fatti sono stati poi utilizzati come terza chance, sotto il profilo umanitario, per l'aggressione all'Iraq di Saddam Hussein nel 2003.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente pochi conoscono la "verità", ma oggi le accuse per i fatti di Halabja farebbero senz'altro comodo ai warmonger USA più come strumento di propaganda contro l'Iran di Ahmadinejad, che contro Saddam Hussein, già "sistemato" per quella e per altre vie. Sotto questo aspetto l'intervista a George Piro (v. sotto in "&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/02/postumi.html"&gt;Postumi&lt;/a&gt;") non consentirebbe ai dirigenti neocon USA - per ora - di ribaltare le carte. Ma siccome l'improntitudine non ha limiti, non è detto che non lo si faccia in un prossimo futuro. In proposito sembra infatti che la lapidaria risposta di Saddam Hussein, proprio sul punto degli attacchi chimici ai Curdi (le cui conseguenze sono definite in quell'intervista genericamente e semplicemente "necessary"), possa lasciare spazio alla riesumazione strumentale di una pagina ambigua e terribile della guerra tra Iran e Iraq.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2717231274677223361?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2717231274677223361/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2717231274677223361&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2717231274677223361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2717231274677223361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/02/gas.html' title='Gas'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-965996762161627190</id><published>2008-02-04T22:10:00.001+01:00</published><updated>2008-03-02T16:07:48.642+01:00</updated><title type='text'>Territori</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rCVa6GmXI/AAAAAAAAAC4/4WC8__EtaX8/s1600-h/pipiram.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173160795244501362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rCVa6GmXI/AAAAAAAAAC4/4WC8__EtaX8/s320/pipiram.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rCF66GmWI/AAAAAAAAACw/vqcBbM1kjw8/s1600-h/castella3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173160528956528994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rCF66GmWI/AAAAAAAAACw/vqcBbM1kjw8/s320/castella3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Ottobre 2007 - Ramallah © Vincenzo Castella&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;4 febbraio 2008 - Milano, Via San Raffaele 3 &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-965996762161627190?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/965996762161627190/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=965996762161627190&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/965996762161627190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/965996762161627190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/02/territori.html' title='Territori'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rCVa6GmXI/AAAAAAAAAC4/4WC8__EtaX8/s72-c/pipiram.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8217036068885655844</id><published>2008-02-03T16:03:00.001+01:00</published><updated>2008-03-02T16:12:05.918+01:00</updated><title type='text'>Postumi</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rDcq6GmYI/AAAAAAAAADA/I_WlxmxO56s/s1600-h/saddam.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173162019310180738" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rDcq6GmYI/AAAAAAAAADA/I_WlxmxO56s/s320/saddam.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In stile tutto USA, ci perviene di terza mano dalla CBS un'intervista postuma a Saddam Hussein. E' una riedizione - si ritiene, condensata - diffusa da &lt;a href="http://www.cbsnews.com/stories/2008/01/24/60minutes/main3749494.shtml"&gt;CBS News&lt;/a&gt; sulle domande poste da Scott Pelley ad un oscuro agente di origine libanese dell'FBI, quattro gocce del "bello della diretta" su fatti in qualche modo comunque assodati, ma aggiustati, ove possibile, in un'ottica autoassolutoria. In ispecie nell'intervista si ribadisce che all'atto dell'invasione iraqena, fortemente voluta da George W. Bush (e prima di lui da Dick Cheney) e prospettata sin dalle primissime ore successive all'attacco sul World Trade Center, l'Iraq non possedeva armi di distruzione di massa e non c'era alcun legame tra Saddam Hussein e la sopravvalutata organizzazione di Osama Bin Laden. Il preambolo è significativo, George Piro millanta con Saddam di essere un filo diretto tra lui e il presidente Bush ed espone i trucchi (almeno, riteniamo, quelli riferibili) impiegati per entrare in confidenza con il presidente iraqeno. Ci traduce poi mesi e mesi di vicinanza con il prigioniero ed espone in poche righe i fatti che avrebbe appreso circonvenendo Saddam. Essenzialmente due: il pericolo rappresentato dalle WMD (Weapons of Mass Destruction) iraqene era solo apparentemente inesistente. Le armi non c'erano ma il perfido Saddam avrebbe consentito si potesse ancora intuire ci fossero, con ciò in qualche modo giustificando la percezione degli USA. Nulla, invece, su Osama: Saddam lo considerava un inaffidabile fanatico. Gli è che la prima questione non è adeguata all'atteggiamento di Saddam Hussein e degli ispettori dell'ONU, che avevano escluso quella possibilità (esistenza attuale di armi di distruzione di massa iraqene), la seconda è pacifica. La secolarizzazione iraqena - tramite la sua dirigenza e il regime di Saddam - non era e non è mai stata compatibile con l'atteggiamento vantato da quel che si è voluta dipingere sin dai primi momenti successivi all'11 settembre, come operazione della banda al-Qaeda. Di nuovo apprendiamo, invece, che le poesie di Saddam Hussein erano considerate assai brutte dall'agente dell'FBI George Piro e che sono stati necessari mesi di manipolazione del prigioniero per poter tradurre, a beneficio delle operazioni USA, una pretesa (ma tutta da provare) ambiguità sull'esistenza delle armi di distruzione di massa in un presunto nulla osta all'invasione. Non si può pensare che serva, infine, a giustificare l'aggressione e l'attuale disastro iraqeno, la nota conclusiva per cui - sempre secondo il filtro dell'agente George Piro - Saddam Hussein avrebbe forse avuto intenzione, "se ne avesse avuto l'opportunità", di dotarsi in futuro di queste armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8217036068885655844?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8217036068885655844/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8217036068885655844&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8217036068885655844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8217036068885655844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/02/postumi.html' title='Postumi'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_Nq8OabpXu6Q/R8rDcq6GmYI/AAAAAAAAADA/I_WlxmxO56s/s72-c/saddam.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-3354024573156847004</id><published>2008-01-30T21:00:00.000+01:00</published><updated>2008-02-07T18:28:54.329+01:00</updated><title type='text'>Fare il reporter in Afghanistan</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/15027b4f7959232d1aa580d04ac67dd3.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://files.splinder.com/15027b4f7959232d1aa580d04ac67dd3.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Apprendiamo da &lt;a href="http://www.instablog.org/ultime/13244.html"&gt;instablog&lt;/a&gt; che &lt;em&gt;"La Camera alta (l'equivalente del Senato) dell'Afghanistan ha approvato la condanna a morte di Perwiz Kambakhsh, un giornalista di 23 anni accusato di blasfemia nei confronti dell'Islam"&lt;/em&gt; di cui si è parlato anche su &lt;a href="http://pinoscaccia.splinder.com/post/15633426/Cos%C3%AC+l%27Afghanistan+rester%C3%A0+s"&gt;La Torre di Babele&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://kabul.splinder.com/post/15648504/Un+altro+giornalista+rischia+l"&gt;Lettere da Kabul&lt;/a&gt; nei giorni scorsi. Nel frattempo il nostro amico Nasim Fekrat (&lt;a href="http://www.afghanlord.org/2008/01/another-journalist-who-was-receiving.html"&gt;Afghan Lord&lt;/a&gt;) ci comunica che un altro giovane giornalista afghano, Basir Ahang (nella foto), che avrebbe rivestito un ruolo nel trovare notizie durante il rapimento di Gabriele Torsello, avrebbe poi ricevuto minacce di morte. Dopo aver lasciato il paese per qualche tempo ed essere poi ritornato a Kabul, da un mese a questa parte Basir non dà più notizie di sè. Secondo Nasim, il ventisettenne - promettente studente all'Università di Kabul e giovane giornalista indipendente - era stato direttamente coinvolto nel rilascio di Gabriele Torsello (il giornalista italiano della Repubblica rapito dai Taliban nella provincia di Helmand). In quel periodo Basir avrebbe lavorato sul rilascio di Torsello, collaborando con Renato Caprile, notissimo giornalista di Repubblica. Nasim precisa in proposito che Basir aveva ottenuto notizie confidenziali contattando direttamente le autorità dei Taliban che tenevano prigioniero Torsello ed era riuscito a conoscere i nomi dei rapitori. Sempre in quell'occasione il giovane giornalista avrebbe poi ricevuto continue chiamate dai rapitori che lo informavano dello stato di salute di Torsello. Nulla avrebbe, invece, saputo delle circostanze relative alla liberazione del nostro connazionale e da allora avrebbe cominciato a ricevere minacciose chiamate telefoniche che lo hanno costretto infine a lasciare il paese. Successivamente, tornato a Kabul, Basir ha iniziato a lavorare per il canale locale radio "Farda", come freelance con il settimanale "Namah" e a collaborare con la Repubblica, ricevendo contemporaneamente minacce ed intimidazioni da parte dei Taliban. Nasim ci informa che non si hanno più notizie di Basir Ahang da un mese e che nessuno sa dove sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Aggiornamento&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Apprendiamo dall'&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_8831319.html"&gt;ANSA&lt;/a&gt; che - secondo l'Independent on line - il Senato afghano avrebbe ritirato la conferma della condanna a morte del giornalista Sayed Pervez Kambaksh, giudicato colpevole di blasfemia per aver riportato da internet e stampato un articolo sui diritti delle donne. La Camera alta afghana avrebbe definito un "errore tecnico" la sua precedente decisione di approvare la condanna a morte di Sayed, ma questo non significa che il giornalistà sarà rimesso in libertà. Il procuratore generale della provincia di Balkh Hafizullah Khaliqyar avrebbe poi difeso la sentenza, affermando che non c'é stata nessuna violazione dei diritti umani o della libertà di stampa e minacciato l'arresto per tutti i giornalisti che si dovessero levare in difesa di Kambakhsh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aggiornamento del 7 febbraio 2008, buone notizie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nasim Fekrat ci comunica - tramite il suo blog &lt;a href="http://www.afghanlord.org/2008/02/journalist-missing-found-safe.html"&gt;Afghan Lord&lt;/a&gt; via &lt;a href="http://blogfriends.splinder.com/post/15847878/Fare+il+reporter+in+Afghanista"&gt;blogfriends&lt;/a&gt; - che Basir Ahang, il giovane giornalista afghano di cui non si avevano notizie da più di un mese, è al sicuro e in questo momento si trova in Italia. Lo stesso Fekrat è riuscito, tramite amici comuni, a contattare la famiglia di Basir, residente nella parte ovest di Kabul, che ha confermato la notizia. Inoltre, ancora Nasim, ci comunica un’altra news che, se confermata dai fatti, non può che riempire tutti noi di grande soddisfazione: Parwiz Kambakhsh, il giornalista afghano di 23 anni accusato di blasfemia e nei confronti del quale era stata emessa una sentenza di condanna a morte, sarebbe in procinto di essere rilasciato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-3354024573156847004?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/3354024573156847004/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=3354024573156847004&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3354024573156847004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/3354024573156847004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/01/fare-il-reporter-in-afghanistan.html' title='Fare il reporter in Afghanistan'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2219181987519695087</id><published>2008-01-25T23:06:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T01:54:49.046+01:00</updated><title type='text'>Grazie Europa</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/641606b3a284f3b758e6bded9a58e94d.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/641606b3a284f3b758e6bded9a58e94d.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Parlando alla &lt;a href="http://web11.mediazone.co.il/media/idc/LIVE/2008/Tuesday.html"&gt;Herzliya Conference&lt;/a&gt; (il 22 gennaio scorso, un paio d'ore prima dell'inqualificabile intervento di &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2008/01/warmongering.html"&gt;John Bolton&lt;/a&gt;), Franco Frattini, "Commissario UE per la giustizia, la libertà e la sicurezza", ha regalato al filosionismo militante il presunto appoggio UE all'aggressione nei territori - in ispecie a Gaza - ed ottenuto un peculiare riconoscimento e un momento di grande popolarità. Non a caso l'intervento è stato immediatamente glorificato su &lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3497543,00.html"&gt;YnetNews&lt;/a&gt;, versione on line della testata israeliana Yedioth Ahronoth, che ci fornisce un esempio di quanto poco si voglia far sapere - nessun quotidiano italiano ne ha parlato - delle posizioni espresse in nome della comunità europea.&lt;br /&gt;L'exploit di Frattini è inqualificabile per la sensibilità di chi segua passo passo l'escalation di violenza innescata dalla dirigenza israeliana a Gaza. L'assedio che sta conducendo la Striscia di Gaza, cioè un milione e mezzo di persone, alla fame, sul punto di un disastro umanitario, è stato correttamente stigmatizzato da &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/947256.html"&gt;Amira Hass&lt;/a&gt; in un articolo di pochi giorni or sono su Haaretz. L'apologia di Frattini ha viceversa consentito alla stampa di occupazione di fregiarsi - a caratteri cubitali - di un inequivocabile, ipocrita lasciapassare da parte dell'imbelle Europa: "[secondo un] &lt;em&gt;alto dirigente UE: l'assedio di Gaza non è un crimine di guerra". &lt;/em&gt;La notizia - taciuta da noi - è stata raccolta con sdegno e sgomento e così correttamente titolata da più attenti osservatori della realtà israelo palestinese: &lt;em&gt;"Un alto dirigente della UE appoggia i crimini di Israele a Gaza".&lt;/em&gt; (&lt;a href="http://electronicintifada.net/v2/article9252.shtml"&gt;Ali Abunimah&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Tra le perle dell'apologia frattiniana dell'occupazione, leggiamo allora che &lt;em&gt;"i passi che hanno portato al black-out di Gaza non possono essere considerati come un crimine di guerra”.&lt;/em&gt; E naturalmente, di seguito - in adesione alla linea del &lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/01/23/AR2008012303327_pf.html"&gt;Washington Post&lt;/a&gt; - che Hamas è l'origine di ogni male: &lt;em&gt;“sta provocando la risposta armata d’Israele”, "non può essere un interlocutore possibile", "ha portato solo disastri”...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Tanto per non farci mancare nulla - quanto a dimostrazione che per la UE ognuno può dire ciò che meglio crede - le esternazioni dell'ex ministro italiano hanno contraddetto apertamente la nota posizione del Commissario Benita Ferrero Waldner, che (anche senza scomodare la Convenzione di Ginevra, che ne fa un principio inderogabile di diritto internazionale) si è dichiarata contraria alla punizione collettiva della popolazione di Gaza. Per enfatizzare questa (apparente) inversione di tendenza, l'articolista israeliano si è chiesto retoricamente se non sia in corso un &lt;em&gt;"cambiamento nell'atteggiamento della UE verso Israele"&lt;/em&gt;. Cosa che meriterebbe qui altri e non benevoli commenti, se l'attenzione non dovesse subito indirizzarsi verso altre stupefacenti dichiararazioni del "Commissario per la giustizia, la libertà e la sicurezza". Infatti, parole di YnetNews, &lt;em&gt;"Frattini ha pure espresso un massivo mea culpa verso lo Stato di Israele, per conto della Comunità Europea, per il trattamento riservato ad Israele durante la seconda Intifada"&lt;/em&gt; [ndr. quella scatenata dalla repressione nel sangue della protesta palestinese innescata dalla provocatoria passeggiata di Sharon]. Sempre Frattini avrebbe infatti dichiarato che &lt;em&gt;"ci sono state grosse incomprensioni negli anni recenti tra l'Europa e Israele. Israele è giustificato nelle sue preoccupazioni. Per troppo tempo l'Europa ha troppo rimproverato Israele per l'insuccesso nella pace con i palestinesi. Noi, come europei, avremmo dovuto capire prima le preoccupazioni di Israele".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Complimenti Commissario! Neanche Dershowitz nelle sue unilaterali difese delle operazioni israeliane, neanche Dennis Ross, a Camp David, nell'anteporre le &lt;em&gt;preoccupazioni&lt;/em&gt; di Israele ai &lt;em&gt;diritti&lt;/em&gt; dei palestinesi, avevano osato tanto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2219181987519695087?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2219181987519695087/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2219181987519695087&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2219181987519695087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2219181987519695087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/01/grazie-europa.html' title='Grazie Europa'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5891065392769672743</id><published>2008-01-24T23:04:00.000+01:00</published><updated>2008-01-24T23:13:22.354+01:00</updated><title type='text'>Mona El-Farra, medico a Gaza City</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/4c3d1a9fc5eef9ec68bdd9792da82203.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/4c3d1a9fc5eef9ec68bdd9792da82203.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Grandi notizie. Grazie al mio occupante è tornata l'elettricità!!! &lt;/strong&gt;«Grazie all'occupante israeliano oggi, dopo 36 ore di taglio dell'elettricità nel mio appartamento, potrò lavare i vestiti, fare una doccia, usare l'ascensore, comprare del pane, mia figlia potrà fare i compiti, potrò guardare la televisione e urlare: viva Mr Bush e Israele per questa abbondante, benedetta elettricità a Gaza. E non devo preoccuparmi di quel milione e mezzo di persone che vive sottoposta ad un assedio crudele, se non abbiamo cemento per costruire le nostre case e le nostre tombe, se i miei pazienti muoiono ogni giorno per mancanza di adeguate cure a Gaza e non possono andare a farsi curare all'estero perchè i confini sono chiusi. Non devo preoccuparmi della mancanza di farmaci negli ospedali. Non devo preoccuparmi dell'aumento del numero dei bambini che soffrono di malnutrizione per mancanza di cibo adeguato, per la povertà. Non devo preoccuparmi se mi sento insicura dentro e fuori di casa perchè i raid israeliani sono continui su Gaza. Non mi devo preoccupare per il fatto di non potermi muovere, di non poter viaggiare, neppure fino al West Bank (la scorsa settimana uno dei miei amici nel West Bank è morto e non sono potuta andare a fargli un'ultima visita e a dirgli addio). Sono una persona ingorda e pure assillante, dovrei essere felice e contenta, nella mia grossa e bella gabbia e dare il benvenuto all'elettricità ed essere grata al mio occupante. Con tanto amore, da Mona che vive nel 21° secolo sotto occupazione!!!» [&lt;a href="http://fromgaza.blogspot.com/2008/01/great-news-thanks-to-my-occupier.html"&gt;Mona El-Farra, From Gaza, with Love, 21 gennaio 2008&lt;/a&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5891065392769672743?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5891065392769672743/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5891065392769672743&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5891065392769672743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5891065392769672743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/01/mona-el-farra-medico-gaza-city.html' title='Mona El-Farra, medico a Gaza City'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-7114964189983603654</id><published>2008-01-23T15:12:00.000+01:00</published><updated>2008-01-23T22:00:21.108+01:00</updated><title type='text'>Warmongering</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/john_bolton.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/john_bolton.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ancora l'Iran nel mirino. Apprendiamo dalla testata israeliana on line &lt;a href="http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/125007"&gt;Arutz Sheva&lt;/a&gt; di ieri (22 gennaio) che l'ex ambasciatore USA alle Nazioni Unite, John Bolton, ha affermato - alla ottava &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Herzliya_conference"&gt;Herzliya Conference&lt;/a&gt; - che Israele potrebbe attaccare presto ed autonomamente l'Iran, sottolineando che un attacco israeliano potrebbe essere l'ultima chance contro la Repubblica Islamica. Per parte sua il ministro israeliano della difesa, Shaul Mofaz, avrebbe precisato che l'opzione militare sta diventando sempre più verosimile con il passare del tempo. Come se non bastasse e senza perdere l'occasione di gettare altra benzina sul fuoco, il guerrafondaio Bolton, una delle (poche) teste neoconservatrici cadute dopo gli avvicendamenti al Congresso USA per le elezioni di "midterm", ha qualificato "timida" la stampa israeliana per non aver sviscerato i pressanti motivi che hanno condotto all'attacco condotto l'anno scorso da Israele su presunte strutture nucleari in Siria ed ha colorato il suo fanatico discorso con una serie di congetture circa la natura di quelle (presunte) strutture. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Non sappiamo se in effetti si trattasse di spazio concesso alla Corea del Nord per ricostituire il programma nucleare nord coreano. Non sappiamo se si trattasse di vendita di tecnologia ed equipaggiamenti direttamente dalla Corea del Nord alla Siria e non sappiamo se fosse magari una joint venture tra la Siria e la Corea del Nord che lavoravano insieme"&lt;/span&gt;, ha detto Bolton, enfatizzando che la povertà di notizie è dovuta all'imbarazzo in cui si troverebbe il suo paese per una reviviscenza del programma nucleare nord coreano nel momento in cui gli USA stanno adottando, in proposito, un atteggiamento defilato. Ribadendo il successo della sortita siriana (e non mancando di ispirarsi alla narrativa dei criminali nazisti, che giustificarono le aggressioni perpetrate in Europa sotto il profilo dell'autodifesa preventiva), l'ex diplomatico USA ha ribadito che &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"con il collasso della politica americana, l'attacco israeliano contro le strutture siriane e nord coreane preannuncia quello che potrebbe essere - senza un cambio di regime a Tehran - l'ultima risorsa ...a meno che&lt;/span&gt; [Israele] &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;non sia disposto a vedere l'Iran procedere indisturbato verso la capacità offensiva nucleare"&lt;/span&gt;. Cospirazione contro la pace e istigazione ad intraprendere una guerra d'aggressione sarebbero i primi capi d'accusa, in una novella Norimberga, per questo squallido personaggio tardivamente defenestrato dal consesso dell'ONU. Stupisce non tanto che parli - benché la sua pochezza sia nota - quanto che ancora lo si accolga nel più importante palcoscenico israeliano per la diffusione della politica nazionale (la Herzliya Conference) e che taluno pubblichi, senza vergogna e senza uno straccio di critica, i suoi pericolosi sproloqui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-7114964189983603654?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/7114964189983603654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=7114964189983603654&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7114964189983603654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7114964189983603654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/01/warmongering.html' title='Warmongering'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5906473230561284463</id><published>2008-01-10T00:59:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T01:11:59.403+01:00</updated><title type='text'>Minacce</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/bpo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/bpo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questo mercoledì il presidente americano G.W. Bush, dopo un incontro a Gerusalemme con il primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha detto che &lt;em&gt;"la comunità internazionale deve capire con chiarezza la minaccia che l'Iran pone contro la pace mondiale".&lt;/em&gt; Nonostante il rapporto rilasciato dai servizi segreti americani [National Intelligence Estimate] il mese scorso affermi che l'Iran ha interrotto il suo programma nucleare nel 2003, Bush ha dichiarato: &lt;em&gt;"l'Iran aveva un programma militare segreto che è stato sospeso... Ritengo che il rapporto del NIE intenda che si debba prendere seriamente l'Iran".&lt;/em&gt; [&lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/943149.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt;] Certamente più difficile è prendere seriamente Bush e la spudorata reiterazione in chiave iraniana del castello di menzogne che già sta provocando il disastro iraqeno e il fallimento afghano. Il mondo - quasi tutto - vede probabilmente in questo terzetto di signori in cravatta bianco-azzurra, nelle motivazioni di chi li fa ballare e nel progressivo isolamento delle loro operazioni - politiche sarebbe troppo - una minaccia ben più grave alla pace. Non a caso &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/941823.html"&gt;Gideon Levy&lt;/a&gt; ha osservato, nei giorni scorsi, che &lt;em&gt;"ci sono pochi altri paesi dove il papero zoppo di Washington non sarebbe salutato da contestazioni di massa, Israele sta facendo grossi sforzi per riceverlo graziosamente. L'uomo che ha causato tanta distruzione al mondo, al suo paese e a noi, è un ospite così benvenuto solo in Israele".&lt;/em&gt; Un impareggiabile opportunismo impedisce apparentemete al presidente Peres - quello in mezzo che non ride - di perdere la faccia. Non in questa foto. &lt;span style="font-size:78%;"&gt;[foto Haaretz Tv]&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5906473230561284463?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5906473230561284463/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5906473230561284463&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5906473230561284463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5906473230561284463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/01/minacce.html' title='Minacce'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2264783469564448623</id><published>2008-01-05T22:43:00.000+01:00</published><updated>2008-01-05T22:52:26.321+01:00</updated><title type='text'>Noi non sapevamo</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/08d08b8a41073adaf9c012591341cf45.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://files.splinder.com/08d08b8a41073adaf9c012591341cf45.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Verso la fine di dicembre il premier israeliano Ehud Olmert ha rifiutato qualsiasi ipotesi di tregua con Hamas per la Striscia di Gaza. Così come ha escluso che possa aver corso la proposta avanzata dai dirigenti di Hamas di un cessate il fuoco bilaterale con Israele senza condizioni, prima del riconoscimento formale (inaccettabile da parte palestinese, perchè mette una pietra tombale sul problema dei profughi e annichilisce la minoranza araba ivi residente) di Israele come Stato &lt;em&gt;esclusivamente&lt;/em&gt; ebraico. Gaza intanto, sotto assedio con il benestare del mondo occidentale, è alla fame. Lo stillicidio degli assassini mirati continua, come continua la patetica rappresaglia palestinese a colpi di missili "casalinghi" Qassam. Tanto cascano lontano dai palazzi, su chi non ha voce in capitolo. Intanto, a riprova dell'insuccesso, fatale, della ridicola conferenza di Annapolis e mentre vengono autorizzate ulteriori costruzioni negli insediamenti - tutti illegali - nel West Bank, è di questi ultimi due giorni una ennesima, massiccia, incursione da parte dell'esercito israeliano nella città di Nablus (appunto in Cisgiordania). L'interessato collaborazionismo di Abbas evidentemente non paga e l'aspirante rais si trova ora rispetto al suo popolo nell'imbarazzante situazione di chi ha coccolato un serpente nella speranza, infondata, di non essere morso. Così come l'Europa, sotto ricatto, sta a guardare e per la seconda volta in meno di un secolo finge di non sapere, mentre tanta, troppa gente, in Palestina e in Israele, ma anche in occidente, pagherà l'ignorante e tremebonda ipocrisia di dirigenze incapaci o suicide, di stampa imbelle o asservita, di miope affarismo da quattro soldi. Nausea. &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Info: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=44843&amp;amp;rubrica=15"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Ticinonews&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=70168"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Corriere Canadese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2264783469564448623?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2264783469564448623/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2264783469564448623&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2264783469564448623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2264783469564448623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2008/01/noi-non-sapevamo.html' title='Noi non sapevamo'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-4030208517705126188</id><published>2007-12-12T21:13:00.000+01:00</published><updated>2007-12-14T14:27:23.375+01:00</updated><title type='text'>Benedetto Cipriani, udienza preliminare</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/pipistro/pipitogato.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/pipistro/pipitogato.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;"L'uomo accusato di avere ingaggiato il sicario che ha assassinato tre uomini in un'officina di Windsor Locks nel luglio 2003 ha cercato di licenziare il legale nominatogli dalla Corte a meno di due mesi dalla nomina".&lt;/em&gt; Così il &lt;a href="http://www.journalinquirer.com/site/news.cfm?newsid=19095908&amp;amp;BRD=985&amp;amp;PAG=461&amp;amp;dept_id=569437&amp;amp;rfi=6"&gt;Journal Inquirer&lt;/a&gt; dell'8 dicembre scorso. Sono le ultime notizie del processo radicato contro Benedetto Cipriani negli USA. L'articolo fornisce il resoconto dell'udienza di venerdì 7 dicembre, programmata per la "probable cause" [è una specie di udienza preliminare, non obbligatoria, tesa a valutare se le prove a carico siano sufficienti per sostenere l'accusa in giudizio. Da Wikipedia: &lt;em&gt;"In the United States a probable cause hearing is the preliminary hearing that typically takes place after arraignment and before a serious crime goes to trial; the judge is presented with the basis of the prosecution's case and the defendant is afforded full right of cross-examination and the right to be represented by legal counsel. If the prosecution cannot make out a case of probable cause the court must dismiss the case against the accused"&lt;/em&gt;]. All'udienza Cipriani si sono avvicendate varie questioni puramente processuali e possibili incomprensioni tra l'imputato e il difensore designato d'ufficio dalla Corte (l'avvocato John E. Franckling di Glastonbury). Sono poi emerse alcune ambiguità sull'operato e sulla stessa necessità di un traduttore. Dopo un breve colloquio in privato tra Benedetto Cipriani e il suo avvocato, quest'ultimo ha dichiarato che il suo assistito era indeciso tra la rinuncia alla "probable cause" e una richiesta di rinvio. Di seguito il nostro connazionale avrebbe risposto alla domanda postagli al riguardo dal giudice, che &lt;em&gt;"il signor Franckling non [era] più il suo avvocato"&lt;/em&gt;, avrebbe quindi chiesto un differimento dell'udienza e infine dichiarato, in italiano, che doveva rinunciarvi &lt;em&gt;"nel proprio migliore interesse"&lt;/em&gt;. A quel punto il giudice, David P. Gold, ha comunque disposto un aggiornamento dell'udienza ad oggi [mercoledì] per accertare che questa decisione dell'imputato venga presa con cognizione di causa, dando diversamente corso all'udienza per la "probable cause". Questi tira e molla sono stati accolti con ostilità dalla folla dei parenti delle vittime, che le considerano una messa in scena. Singolare la chiusura dell'articolo del Journal Inquirer, laddove si sottolinea che Cipriani non rischia la pena di morte nonostante la legge del Connecticut la preveda per i delitti in questione, perchè il governo italiano ha concesso l'estradizione solo alla condizione che la pena di morte non venga eseguita. Nessun cenno all'ulteriore condizione, chiara ed esplicita nel decreto di estradizione, per cui Benedetto Cipriani è stato estradato anche e solo se, nel caso di [probabile] condanna a una pena detentiva, gli venga contestualmente concessa l'opzione - e la decisione è pacifica, per quanto già più volte dichiarato dal nostro connazionale - di scontarla in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aggiornamento: prove ritenute sufficienti, Cipriani affronterà il giudizio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'udienza di "probable cause" di mercoledì 12 dicembre, durata un'intera giornata, il giudice Joseph Q. Koletsky ha deciso che lo Stato del Connecticut dispone di prove sufficienti per procedere contro Benedetto Cipriani, gravato di tre imputazioni di omicidio ed una di cospirazione per commettere omicidio. All'udienza il nostro connazionale è apparso indifferente alla testimonianza di Erik Martinez, che si è dichiarato colpevole ed ha dichiarato che Cipriani avrebbe pagato circa 6.000 dollari a lui, Jose Guzman e Michael Castillo, per assassinare Bob Stears, delitto poi evolutosi in un triplice omicidio. Il difensore designato dall'ufficio, John Franckling ha rilevato alcune incoerenze nelle dichiarazioni rese a suo tempo da Erik Martinez, cercando di convincere il giudice dell'assenza di un valido impianto accusatorio, ma i suoi sforzi sono stati inutili. Benedetto Cipriani comparirà quindi, il 24 gennaio 2008, davanti alla Corte per il dibattimento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-4030208517705126188?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/4030208517705126188/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=4030208517705126188&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4030208517705126188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/4030208517705126188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2007/12/benedetto-cipriani-udienza-preliminare.html' title='Benedetto Cipriani, udienza preliminare'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-710479142673866895</id><published>2007-11-26T23:38:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T23:56:41.645+01:00</updated><title type='text'>Annapolis, dichiarazioni con giunte</title><content type='html'>Alcune ore prima dell'apertura dell'accidentata Conferenza Internazionale di Annapolis sul problema israelo palestinese, il Presidente USA Bush ha detto al Primo ministro Ehud Olmert e al Presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas che gli Stati Uniti non possono imporre la pace in Medio Oriente ma possono aiutare ad agevolarla. Se le parole di Bush potessero avere un senso si potrebbe pensare a qualche ripensamento nella politica mediorientale USA dopo quarant'anni di ingerenze tanto squilibrate da degradare, in un organismo già malato, gli anticorpi in tossine e le cellule fuori controllo in metastasi. Ma quarant'anni di iniezioni velenose e sei anni di follia guerraiola della dirigenza USA non consentono di gratificare il presidente americano e i suoi collaboratori della benchè minima fiducia. Le capriole imposte ai suoi valletti - mediorientali e non - in questa operazione promozionale di fine mandato sembrano finalizzate a consegnare alla storia - prima di un probabile ulteriore insuccesso - un inutile pezzo di carta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A poche ore dall'inizio ufficiale dei lavori qualcuno darà forse una mano allo spot pubblicitario voluto da Bush. Qualcosa si muove, malamente, a colorare queste ultime ore. Ehud Olmert rompe il suo diplomatico silenzio, costretto ad improbabili equilibrismi in seno al suo stesso governo, dà un colpo al cerchio e uno alla botte affermando che la sorte di Gerusalemme non dipende dalla volontà dei gruppi ebraici USA (che hanno inaugurato un sito web per &lt;em&gt;"difendere Gerusalemme contro la divisione"&lt;/em&gt;), ma non smentisce l'abitudine di porre sul piatto di un ipotetico accordo richieste programmatiche e nella pratica politicamente irrealizzabili: si dice che intenda chiedere a Mahmoud Abbas di intervenire per &lt;em&gt;"mettere fine al terrore"&lt;/em&gt; anche nella Striscia di Gaza. Nulla di buono, pensandoci, nulla di nuovo. Qualche segnale di pelosa compiacenza per i capricci pubblicitari del presidente USA era invece arrivato da parte palestinese nella mattinata di Washington. &lt;em&gt;"We will reach a joint paper today or tomorrow"&lt;/em&gt; [formeremo un documento congiunto oggi o domani] - ha detto oggi ai reporter Yasser Abed Rabbo, autorevole membro della delegazione palestinese al summit e già veterano del percorso di Oslo - &lt;em&gt;"c'è un persistente sforzo americano di ottenere questa dichiarazione"&lt;/em&gt;, acconciandosi quindi a dichiarare che gli sembra possibile raggiungere una dichiarazione congiunta dell'ultima ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa dichiarazione - se ed in quanto vedrà la luce - rimarrà necessariamente in bilico tra il desiderio dei palestinesi perchè siano nominate, almeno in termini generali, le questioni chiave del futuro Stato palestinese, cioè i confini, la sovranità su Gerusalemme (Est) e la sorte dei profughi palestinesi, contro le defatigatorie pressioni israeliane per una dichiarazione più vaga sull'impegno dei due Stati a &lt;em&gt;"vivere fianco a fianco in pace".&lt;/em&gt; Vaghezze non nuove quelle di sottoporre lo status palestinese definitivo alla gimcana di un indefinito percorso di pace. Perché la pace non sia raggiunta e comunque giammai al prezzo dovuto secondo il diritto, la giustizia, la storia, che comporterebbe la restituzione dei territori conquistati manu militari nel 1967 con tutte le risorse ad essi pertinenti ("usque ad sidera, usque ad inferos"), lo smantellamento incondizionato degli insediamenti, tutti illegali, lo stabilimento di confini certi (e quindi sicuri), il riconoscimento della responsabilità israeliana sulla condizione dei profughi, le conseguenti restituzioni o il risarcimento, questione irrinunciabile in linea di principio ed operativamente discutibile (ma i negoziati servono a quello).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa situazione - non brillante, si è già detto - la reazione del governo di Gaza controllato da Hamas è prevedibile e si può riassumere in poche frasi. I dirigenti del movimento attaccano il presidente dell'Autorità Palestinese in trasferta negli USA, Mahmoud Abbas, chiamandolo traditore ed affermando che rifiuteranno qualsiasi arbitraria decisione dovesse sortire dalla conferenza di Annapolis. &lt;em&gt;"La terra di Palestina è dei palestinesi"&lt;/em&gt; - ha detto il dirigente Mahmoud Zahar davanti ad un assembramento di duemila persone a Gaza - &lt;em&gt;"Nessuno, nessun gruppo, governo o generazione ha il diritto di rinunciare ad un suo pollice&lt;/em&gt; [quadrato]&lt;em&gt;"&lt;/em&gt; ... &lt;em&gt;"Chiunque contrasti la resistenza o la combatta o cooperi con l'occupazione contro di essa è un traditore".&lt;/em&gt; Più misurato il primo ministro del governo di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh, che ha firmato oggi un documento ove si dichiara che Abbas non ha il diritto di fare, ad Annapolis, alcuna concessione. Ha poi aggiunto che la gente [palestinese] pensa che questa conferenza sia sterile e che ogni impegno pregiudizievole assunto nel corso della conferenza &lt;em&gt;"sarà vincolante solo per chi lo firma".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In buona sostanza, allora, benchè si sia già a sera ad Annapolis, forse Bush otterrà lo stesso, in extremis, il suo umiliante cadeau. Non si sa mai, una dichiarazione congiunta, tagliuzzata nella sostanza e colorata "ad pompam" di parole inutili, potrà pure essere emessa e - nel caso - non si dubita che venga accolta ipocritamente, quantomeno in occidente. Purchè si sia consapevoli, a futura memoria, che questo risultato di pura facciata, lungi dall'affrontare il problema israelo palestinese, non è pace, non è nemmeno un percorso, è uno spot.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-710479142673866895?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/710479142673866895/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=710479142673866895&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/710479142673866895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/710479142673866895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2007/11/annapolis-dichiarazioni-con-giunte.html' title='Annapolis, dichiarazioni con giunte'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-7800182231830370532</id><published>2007-11-24T03:46:00.000+01:00</published><updated>2007-11-24T15:36:15.589+01:00</updated><title type='text'>Pizza annapolitana</title><content type='html'>A tre giorni dalla &lt;a href="http://annapolisconference.state.gov/"&gt;Conferenza di Annapolis&lt;/a&gt; (Maryland, USA, 27 novembre) - come era fatale - i negoziatori israeliani e palestinesi non sono riusciti a raggiungere un accordo nemmeno sul documento di apertura dei lavori. Le squadre dei diplomatici non dovrebbero più incontrarsi prima di lunedì (negli USA), cioè un giorno prima del summit. Così che appare peregrina l'ipotesi che qualcosa di positivo possa trovare la via della carta. Se, come sembra, le rappresentanze israeliane e palestinesi non fossero poi in grado di formulare neppure una dichiarazione finale, la conferenza si concluderebbe con una dichiarazione del Segretario di Stato USA, Condoleezza Rice e non con una dichiarazione congiunta israelo palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno però si dovrebbe stupire, il fallimento dell'iniziativa promozionale di George W. Bush e dei suoi vecchi e nuovi clienti - il claudicante governo israeliano e il delegittimato presidente palestinese Mahmoud Abbas - e con la corte delle comparse, UE in prima linea, era nell'aria. Nè sarebbe potuto essere altrimenti vista l'incompatibilità tra le reciproche istanze della parti su tutti i punti decisivi di un possibile percorso di pacificazione. Ed anche su una &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasite/images/iht_daily/D211107/an_doc.pdf"&gt;bozza di dichiarazione iniziale&lt;/a&gt;. Il documento, in itinere, è stato infatti pubblicato da alcuni giorni e nessuno dei punti sensibili ha potuto ricevere la "benedizione" congiunta, anche solo formale, delle parti. Altri punti importanti non sono stati toccati nell'ipotesi di dichiarazione (per esempio gli insediamenti) sicché pure nel caso fosse stata estorto l'assenso all'emanazione di questo inutile pezzo di carta, esso avrebbe sortito un solo effetto concreto, accendere animi che non necessitano di ulteriore sollecitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora ieri una fonte imprecisata (vicina ai negoziatori, a Gerusalemme), secondo il quotidiano Haaretz, appariva possibilista, assumendo fosse stata stabilita una pausa nella stesura della bozza congiunta &lt;em&gt;"in attesa solo di alcune decisioni dei leader"&lt;/em&gt; [Olmert e Abbas] in relazione alla scansione dei passi da compiere. Precisava questa fonte: &lt;em&gt;"abbiamo ridotto le distanze e alcuni dei punti in contrasto sono stati semplicemente cancellati dalla dichiarazione per consentirci di andare avanti. Siamo ora al punto di decidere su due o tre parole di ogni questione".&lt;/em&gt; Diplomatica esternazione, una goccia di verità (la futura scansione temporale di questo ennesimo "percorso" è tuttora ferocemente dibattuta tra posizioni in assoluto contrasto e i punti decisivi vengono cancellati tout court) in un oceano di disperata menzogna. Siffatta dichiarazione, qualora dovesse vedere la luce, non significherebbe nulla. E sembra oggi assai più realistica la dichiarazione rassegnata del leader di Hamas a Gaza, Ismail Haniyeh: &lt;em&gt;"Abbiamo capito che questa conferenza è nata morta e non sortirà alcun risultato per il popolo palestinese, né soddisferà alcuno dei diritti politici e legali ad esso dovuti".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rendersene conto basta del resto una scorsa alla battagliata bozza pubblicata da Haaretz. Alcuni punti per tutti: i negoziatori israeliani insistono per ottenere una prima formalizzazione del riconoscimento di Israele come Stato dei [soli] ebrei, non accettano la menzione di Gerusalemme tra i territori contesi, né la compatibilità del percorso con la risoluzione ONU 194 (sui diritti dei profughi palestinesi). Parte palestinese non accetta che la liberazione di Gilad Shalit (il soldato israeliano catturato nell'estate del 2006) diventi una condizione formale del percorso. Nel documento non si parla di insediamenti, né sotto il profilo di un assetto definitivo, né limitatamente ad un congelamento di quelli in itinere, né del muro in costruzione che strangola il West Bank, tantomeno si parla di confini, né vi è menzione della situazione di Gaza. D'accordo, sarebbe solo una dichiarazione di principi, un preambolo, ma, così com'è, ha lo stesso aspetto di una pagina vuota, inutile o dannosa. Come l'aspirazione del presidente americano a mettere la sua firma, insieme a due leader zoppi - è un eufemismo - sulla vergognosa riedizione dei "disaccordi" di Oslo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-7800182231830370532?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/7800182231830370532/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=7800182231830370532&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7800182231830370532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/7800182231830370532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2007/11/pizza-annapolitana.html' title='Pizza annapolitana'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-8521584819491425877</id><published>2007-11-07T01:05:00.000+01:00</published><updated>2007-11-07T01:43:07.673+01:00</updated><title type='text'>By way of deception</title><content type='html'>Nonostante la febbrile attività di chi - per provenienza o affiliazione - si fa portatore, talvolta inconsapevole, del messaggio lobbystico filo israeliano e malgrado la grande quantità di mezzi e parole impiegati dai centri di decezione professionale per influire sulla politica degli USA in Medio Oriente (e allo stesso tempo per negare l'esistenza di questa strabordante influenza), proprio dagli Stati Uniti molti cominciano infine ad esprimere l'accademico sospetto che le aggressive ingerenze esercitate sull'opinione pubblica americana non sortiscano più l'effetto voluto. Più in particolare qualcuno ha intravisto la possibilità che le assillanti iniezioni di allarmismo filo sionista (all'insegna del "repetita juvant") stiano finendo per minare, da un lato, la causa cui sono devote, dall'altro - e più importante - gli effetti positivi e duraturi di un onesto dibattito sulla questione israelo palestinese. Certo, bisognerebbe definire cosa si intende per effetti positivi e duraturi, ma diamo per certa la buona fede rinviandone la prova all'esito di questo auspicato ed allargato dibattito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riflessione sul punto è proprio di questi giorni. Un gruppo pacifista tra i tanti con sede negli USA, il &lt;a href="http://www.cjpip.org/"&gt;Comitato per una Pace Giusta in Israele e Palestina&lt;/a&gt; (CJPIP), trae spunto per la discussione del problema da due tra i più recenti episodi di pubblico ostracismo. Episodi che hanno coinvolto i professori John Mearsheimer e Stephen Walt (autorevoli redattori del dibattuto saggio "The Israel Lobby") da parte del Chicago Council on Global Affairs e l'Arcivescovo Desmond Tutu, premio Nobel per la Pace, ad opera dell'Università St. Thomas in St. Paul, Minnesota. Inutile qui richiamare i particolari del boicottaggio, che molti media hanno riportato e discusso. In breve, gli accademici e l'eminente prelato si sono visti cancellare i rispettivi interventi presso i suddetti istituti americani a cagione delle pressioni esercitate da circoli filo sionisti o, quel che è peggio, per una sorta di dichiarata autocensura operata da quelle stesse istituzioni e finalizzata, in buona sostanza, ad evitare problemi. Nulla di che stupirsi, dato che sono gli stessi problemi che affrontano moltissimi accademici, gran parte dei giornalisti, tutti i candidati alla presidenza degli Stati Uniti (v. su questo blog, &lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/09/cancro.html"&gt;Il cancro del silenzio&lt;/a&gt;, 27.09.2007).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In proposito il Comitato ha sottolineato come alcuni osservatori vedano nel prepotente atteggiamento dei potentati filo sionisti &lt;em&gt;"tremendi rischi per gli ebrei"&lt;/em&gt; (sic) e - raccogliendo gli ammonimenti del Jewish Daily Forward - ha stigmatizzato il &lt;em&gt;"ridursi della credibilità e del buon nome dei gruppi americani di influenza ebraica in un mondo dove le regole sono cambiate"&lt;/em&gt;. Con ciò considerando un danno potenziale ed imminente l'allineamento acritico alle allarmistiche posizioni para-israeliane e la fideistica sovresposizione dello spettro dell'antisemitismo. Ma le preoccupazioni del Comitato non sono rivolte ai soli effetti formali delle faziose esagerazioni lobbystiche negli USA. Il gruppo enfatizza, nei fatti, la contemporanea esistenza di una vera e propria isteria americana, indotta dalle assordanti pressioni filo israeliane e - viceversa - l'eco quasi impercettibile della disperazione e della rabbia che alberga tra la gente di Palestina &lt;em&gt;"impoverita, isolata, brutalizzata di fronte all'inflessibile spossessamento condotto dall'occupante israeliano".&lt;/em&gt; Una sferzata critica ed autocritica è poi dedicata dal Comitato ai personaggi pubblici, a quelli che fanno opinione e raggiungono in generale la gente. Scrive il CJPIP che &lt;em&gt;"amministratori di università, professionisti dei media, leader religiosi, funzionari pubblici e [noi]altri, che evitiamo la scottante questione israelo palestinese per paura di nuocere, di provocare o innescare una polemica, dovremmo ricordare che la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni. Sopprimendo la discussione pubblica e libera su un argomento che suscita grandi preoccupazioni, si conferma il pericoloso status quo di Israele e Palestina, per il quale come americani siamo largamente responsabili. Per quanto tempo prolungheremo le &lt;/em&gt;[loro]&lt;em&gt; sofferenze e procrastineremo la pace?".&lt;/em&gt; A titolo di esempio il Comitato ha ricordato che mentre in Israele un recente studio psicologico condotto (dall'Università Ebraica di Gerusalemme) sui soldati dell'IDF ha rivelato i risvolti sadici e nefasti dell'occupazione per bocca degli stessi occupanti ed ha suscitato drammatiche domande nella popolazione israeliana, il rapporto non ha viceversa meritato alcuna attenzione negli USA. Le conseguenze di questo genere di vuoto o del monopolio informativo saranno micidiali. Al riguardo Juan Cole - professore di storia all'Università del Michigan - ha espresso le proprie peggiori previsioni scrivendo che &lt;em&gt;"l'elite politica americana e i media che nascondono la brutalità dell'occupazione israeliana per interessi settoriali&lt;/em&gt; [di bottega] &lt;em&gt;sono complici di quel sadismo e il loro silenzio mette in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti" &lt;/em&gt;ed aggiungendo, come americano, che&lt;em&gt; "fino a quando non riusciremo a capire perchè il pubblico arabo - che sa perfettamente quello che l'esercito israeliano ha fatto per decenni ai palestinesi - è indignato, faremo errori politici nei nostri rapporti con il Medio Oriente".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se quindi, lentamente, una maggiore apertura al dibattito vorrebbe affacciarsi negli USA oltre il bavaglio calato da decadi sul principe degli argomenti tabù - i rapporti con Israele - l'abitudine all'inganno e una insuperabile arroganza consentono ai consueti potentati di remare freneticamente in senso contrario, senza vergogna per le tracce lasciate sul terreno. Non è infatti necessario - per trovarle - scomodare i servizi segreti, perchè nel campo l'obliquità è nota ed è ufficiale. E' la regola. Un esempio per tutti ce lo regala il giornalista e blogger Philip Weiss (New York Observer, The Nation, The American Conservative, National Review, Washington Monthly, New York Times Magazine, Esquire, Harper's Magazine, Jewish World Review, The Huffington Post). Questo leggiamo sul suo blog personale il 28 ottobre scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Domenica scorsa sono andato alla conferenza di &lt;a href="http://camera.org/"&gt;CAMERA&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;[Committee for Accuracy in Middle East Reporting in America]&lt;em&gt; sul tema "Ebrei che diffamano Israele" e ci sono voluti un giorno o due per capire dove fosse la notizia. Era in un discorso in cui la presidentessa di CAMERA, Andrea Levin, ha dichiarato che il gruppo lobbystico pro Israele ha un "contratto non scritto" con i media americani in base al quale vengono controllati i loro passi quando scrivono su Israele [...] Il discorso di Levin verteva su Haaretz, il giornale israeliano il cui deprimente ritratto dell'occupazione ha aiutato a spiegare al mondo le orribili condizioni imposte in quella zona. Levin ha detto che quando Haaretz ha descritto in un articolo le strade separate nel West Bank come “strade dell’apartheid", i membri di CAMERA hanno scritto all'editore di Haaretz, Amos Shocken, dicendo che l’accusa era falsa. Quindi [Levin] ha letto le risposte di Shocken. In una questi diceva: "il termine 'strade per soli ebrei', che può essere matematicamente non corretto, a me va bene perchè descrive la vera natura e lo scopo delle strade". In un'altra risposta Shocken scriveva: "la vostra risposta legalista è esattamente del tipo usato per nascondere la realtà, piuttosto che per fare chiarezza. E' assolutamente ridicolo non chiamare queste strade "strade dell'apartheid" perchè la stessa presenza di ebrei nei territori occupati ha natura di apartheid". Questo è sconvolgente - ha detto la Levin - perchè Haaretz si definisce "il New York Times di Israele". Il pubblico ha mormorato e deriso. Levin ha detto: "il fatto è, come sapete, che noi possiamo essere scontenti del New York Times qualche volta e qui a CAMERA lo siamo stati, ma devo dire che siamo fortunati. I media americani sono molto, molto più preparati a capire che c'è un contratto non scritto tra loro e noi, cioè, quelle cose dovrebbero essere accurate sui fatti e noi otteniamo correzioni tutte le volte. Quelle correzioni sono a volte assai significative. Possiamo prevenire la ripetizione di gravi errori... Così c'è questo dare ed avere qui negli USA". Qualcuno tra il pubblico ha chiesto se il governo israeliano non potesse entrare in azione. "Una buona domanda", ha detto la Levin. "Molte, molte volte abbiamo sollecitato al riguardo la copertura dei media americani su articoli gravemente diffamatori, abbiamo sollecitato il governo di Israele, fosse l'esercito o altra componente istituzionale, ad occuparsene, a volte, quando pensavamo che potessero essere intraprese azioni legali". Ma evidentemente questo non può accadere in Israele, dove hanno una "stampa davvero libera". Wow! Una lobbysta [filo] israeliana scopre alcune delle sue carte! Sollecitare Israele ad intraprendere azioni legali contro le pubblicazioni americane su questioni controverse? Un contratto non scritto con i media americani per non pronunciare apartheid? Un dare e avere con il New York Times? La signorile indifferenza di Amos Shocken a questo tipo di prepotenze mi rende orgoglioso di essere ebreo. La sua è la incorruttibile autorità di un giornalista che dice quello che dice perchè ci crede, e non intende essere dirottato...».&lt;br /&gt;_______________________________________&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Per approfondire&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cjpip.org/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.cjpip.org/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.zmag.org/content/showarticle.cfm?SectionID=22&amp;amp;ItemID=14188"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.zmag.org/content/showarticle.cfm?SectionID=22&amp;amp;ItemID=14188&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://pipistro.blogspot.com/2007/09/cancro.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://pipistro.blogspot.com/2007/09/cancro.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.philipweiss.org/mondoweiss/2007/10/cameras-unwritt.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.philipweiss.org/mondoweiss/2007/10/cameras-unwritt.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://camera.org/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://camera.org/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-8521584819491425877?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/8521584819491425877/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=8521584819491425877&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8521584819491425877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/8521584819491425877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2007/11/by-way-of-deception.html' title='By way of deception'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-2819650406709008803</id><published>2007-10-31T00:28:00.000+01:00</published><updated>2007-10-31T00:37:32.113+01:00</updated><title type='text'>Acque nere</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/blackwater.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/blackwater.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;«Sono accusati di diverse violenze e omicidi, l'"incidente" più grave è la strage del 16 settembre a Bagdad, che è costata la vita a 17 persone, tra le quali un bambino di nove anni, ma le guardie di sicurezza della Blackwater non dovranno risponderne: gli investigatori del Dipartimento di Stato americano hanno offerto loro l'immunità proprio in merito all'inchiesta sulla morte dei 17 iracheni. La notizia è pubblicata dal &lt;a href="http://www.nytimes.com/2007/10/30/washington/30blackwater.html?_r=2&amp;amp;hp&amp;amp;oref=slogin&amp;amp;oref=slogin"&gt;New York Times&lt;/a&gt; che sottolinea - citando funzionari governativi - come di fatto si frenino così tutti gli sforzi per perseguire gli uomini coinvolti nell'episodio».&lt;/em&gt; [&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/iraq-120/immunita-blackwater/immunita-blackwater.html"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;Leggiamo su Wikipedia che mercenario è un soldato che per denaro compie azioni militari per conto di un privato, una società o per chiunque possa pagarlo. La particolarità è proprio nel fatto che la sua fedeltà non è rivolta al paese di nascita o di cittadinanza, ma solo al compenso che viene pattuito [...] Verso la fine del secolo, per evitare di usare il termine mercenario, considerato dispregiativo, le società che offrono questo tipo di servizi hanno preso ad utilizzare inglesismi come Contractors o "Private Military Companies" ed i singoli appartenenti contractor, anche se la diversa etimologia non ne cambia in nessun modo la sostanza. Ora, nessuno impedisce ad un milite prezzolato di rivolgere la propria attenzione e il proprio animo, oltre che alla mercede, a diversi obiettivi, come quelli dettati dall'ideologia, dall'attaccamento al proprio paese, dall'odio verso un diverso ceppo etnico o religioso, dalla divinizzazione del proprio contesto politico e sociale o dalla persuasione di essere investito di un compito di provenienza divina. Ma questo, quand'anche non fosse dettato da una vera e propria patologia del pensiero, non elimina la sostanza dell'attività mercenaria, che è quella di muovere violenza a pagamento. Il confine tra la difesa e l'offesa, in questi casi, è assai labile e viene superficialmente ricondotto ad un unico principio animale: la scelta - fasulla e aberrante - tra uccidere ed essere uccisi, senza neppure più considerare gli imbarazzanti presupposti che hanno dato ingresso a quella alternativa. Se ne rinvengono abbondanti dimostrazioni nella storia militare dell'ultimo quinquennio. La parvenza di legittimità e di autoassoluzione conferita poi dall'essere al seguito - anche in senso molto lato - di una bandiera è vieppiù pericolosa. Se poi questa bandiera è strumentale ad assolvere e giustificare ogni atrocità, cessa di essere il vessillo della libertà di una nazione e diventa una patina criminale volta a coprire ogni nefandezza in virtù di un fine, spesso ignoto ai più ma altrettanto censurabile, generalmente mascherato dalla propaganda e imposto a tutti come un tabù, come intangibile manifestazione di alti ideali e di attaccamento alla patria. E questo senza neppure considerare - sotto tutt'altro profilo - il rischio di affidare le proprie sorti a chi si è dimostrato disposto ad uccidere per un certo prezzo o bottino.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Dico, adunque, che l'arme con le quali uno principe defende el suo stato, o le sono proprie o le sono mercenarie, o ausiliarie o miste. Le mercenarie et ausiliarie sono inutile e periculose; e, se uno tiene lo stato suo fondato in sulle arme mercenarie, non starà mai fermo né sicuro; perché le sono disunite, ambiziose, sanza disciplina, infedele; gagliarde fra' li amici; fra' nimici, vile ...».&lt;/em&gt; [Niccolò Machiavelli, Il Principe, Cap. XII]&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-2819650406709008803?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/2819650406709008803/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=2819650406709008803&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2819650406709008803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/2819650406709008803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2007/10/acque-nere.html' title='Acque nere'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-5059519999390664462</id><published>2007-10-30T00:47:00.000+01:00</published><updated>2007-10-30T10:35:40.086+01:00</updated><title type='text'>Un cortese promemoria</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/dtos2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/dtos2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In un articolo sul Jerusalem Post dell'8 novembre 2006, in cui attaccava il professor Neve Gordon del Department of Politics and Government dell'Università Ben Gurion di Be'er Sheva, Israele, &lt;a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1162378347880&amp;amp;pagename=JPost/JPArticle/ShowFull"&gt;Alan Dershowitz scriveva&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;«&lt;/em&gt;[Neve Gordon] &lt;em&gt;mi ha pure diffamato, di recente, dicendo che avevo cercato di prevenire la pubblicazione dell'ultima pappardella anti sionista di Norman Finkelstein, Beyond Chutzpah. Nei fatti, come ho specificamente scritto nelle mie lettere agli editori di Finkelstein - e come Gordon sa, perchè ho rilasciato le lettere - "Io non ho interesse a censurare o sopprimere la libertà di espressione di Finkelstein"».&lt;/em&gt; Giorni dopo, il 10 novembre 2006, &lt;a href="http://www.normanfinkelstein.com/article.php?pg=11&amp;amp;ar=665"&gt;Mirene Ghossein&lt;/a&gt; (della Wespac Foundation) scriveva una email ad Alan Dershowitz: &lt;em&gt;«Professor Dershowitz, lei in un primo tempo ha negato di aver scritto al Governatore Schwarzenegger perchè intervenisse nei confronti della California University Press per impedire la pubblicazione del libro Beyond Chutzpah del professor Finkelstein. Lynne Withey (direttrice del CUP per 19 anni) ha detto di "non aver mai sentito di una cosa del genere in California". Quando qualcuno dell'ufficio del Governatore rispose alla sua inesistente lettera, lei disse, nel corso di una intervista telefonica, che: "non era una lettera, era un cortese promemoria". Dobbiamo pensare che si tratti di una questione semantica e chiederle, per piacere, di rendere pubblica la lettera/"cortese promemoria" per fugare qualsiasi dubbio si possa ancora avere. Il documento si rivelerebbe una prova conclusiva».&lt;/em&gt; Tempo fa, in proposito, Shankar Ramamoorthy - un acceso critico del professore di Harvard, che a suo tempo aveva scritto a lungo ed inutilmente a Dershowitz perchè pubblicasse queste lettere - ha ottenuto gran parte della corrispondenza sulla vicenda facendone richiesta ai sensi del CPRA (California Public Records Act) alla University of California Press. Questa corrispondenza, edificante e significativa circa l'atteggiamento del luminare di Harvard, appare ora sul sito di &lt;a href="http://www.normanfinkelstein.com/article.php?pg=11&amp;amp;ar=665"&gt;Norman Finkelstein&lt;/a&gt;, compreso il &lt;a href="http://www.normanfinkelstein.com/img/features/dershletters/letters/12-22-2004_LetterToGov.pdf"&gt;cortese promemoria&lt;/a&gt; di Dershowitz al Governatore della California, qui sopra riprodotto. Di seguito la traduzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Caro Governatore Schwarzenegger, so che sarà interessato nel cercare di prevenire uno scandalo imminente relativo alla decisione della University of California Press di pubblicare un libro brutalmente anti semita di un autore i cui estimatori principali sono neo nazisti in Germania e in Austria. Il libro al quale questo fa seguito [ndr The Holocaust Industry] è stato descritto da due eminenti storici come la versione moderna della nota contraffazione zarista &lt;u&gt;I protocolli dei savi di Sion&lt;/u&gt;. Allego a questa missiva una lettera che ho scritto al consiglio di amministrazione dell'UCP e un articolo che documenta le mie accuse. Se lei potrà fare qualcosa per aiutare a prevenire questa imminente tragedia, so che molti dei suoi elettori ne saranno molto compiaciuti, come lo sarei io. Sarò felice di fornirle qualsiasi ulteriore informazione, poichè ho seguito questa vicenda molto da vicino. Sinceramente".&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9773248-5059519999390664462?l=pipistro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pipistro.blogspot.com/feeds/5059519999390664462/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9773248&amp;postID=5059519999390664462&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5059519999390664462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9773248/posts/default/5059519999390664462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pipistro.blogspot.com/2007/10/un-cortese-promemoria.html' title='Un cortese promemoria'/><author><name>pipistro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07889390454852534754</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_Nq8OabpXu6Q/ScAEA7Og5RI/AAAAAAAAAIM/723ZqA5bMtE/S220/pipistup.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9773248.post-558994933633705009</id><published>2007-10-26T15:08:00.000+02:00</published><updated>2007-10-28T14:28:24.636+01:00</updated><title type='text'>Octopus</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/octopus.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41518/octopus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ebbene sì, i tentacoli della Lobby per antonomasia, ben noti al pubblico americano, sottoposto ai voleri dettati da un coacervo trasversale di politici filo israeliani, fondamentalisti cristiani, simpatizzanti o rapaci collettori di fondi elettorali, si insinuano anche nella vecchia Europa. Non è molto (era il 28 marzo 2007) che alla Oxford Union, la più nota casa inglese di dibattiti, David Aaronovitch del Times negava sdegnosamente che le pressioni della Lobby in favore di un indecoroso allineamento ai nefasti della politica israeliana in Medio Oriente si estendessero anche all'Europa (&lt;a href="http://clients.mediaondemand.net/thedohadebates/index.aspx?sessionid=22&amp;amp;bandwidth=hi"&gt;video&lt;/a&gt;). Proprio dalla stessa sede, quella della Oxford Union, proviene viceversa in questi giorni materiale sufficiente per dimostrare quanto l'immaginazione di Aaronovitch fosse male indirizzata. Nulla di grave - 
