Di seguito vi sottopongo immediatamente il testo della lettera di Benedetto Cipriani, che protesta recisamente la sua innocenza e paventa il profilarsi di un processo iniquo. E' una richiesta di aiuto e una dichiarazione di affetto per la sua famiglia, per la sua compagna Anna, per tutti gli italiani.
«Vi ringrazio per il vs aiuto ed interesse nella mia vicenda. Vi prego solo di non lasciarmi solo a combattere questa immane battaglia per la mia vita. Sono stato vittima di un disegno ben preciso e persecutivo già dalle prime battute della mia vicenda. Le dichiarazioni accusatorie delle carte estradizionali non esistevano ecco perchè le rogatorie non furono permesse. I prof. Gaito e Furfaro vi potranno dire delle mie vicende. Adesso sono qui estradato per la "ragion di stato". Vi può essere un giusto processo dove i membri di una giuria sono stati bombardati in continuazione con "il mafioso venuto dall'Italia". E' una guerra razziale. Italiano e mafioso! Ho un intero stato contro di me. Vengo trattato come se fossi un boss mafioso. Non mi fanno parlare con la mia famiglia. I miei avvocati si stanno impegnando ma hanno bisogno di mezzi. E la mia famiglia è finanziariamente dissanguata. Aiutatemi ed aiutatela voi che potete. Spero solo che voi non mi lasciate solo a combattere questa guerra. Le autorità del Connecticut non hanno mai accettato le condizioni del decreto, non mi vogliono far tornare in Italia. Me lo hanno detto appena mi hanno avuto il 13/7. Se io non torno in in Italia in qualsiasi momento vi può essere una revisione e l'applicazione della pena di morte. Aiutate la mia famiglia con una campagna di aiuti. Ufficialmente tramite voi tutti faccio formale richiesta che io voglio tornare in Italia, chiedo quindi l'applicazione delle condizioni imposte dal decreto Castelli. Un saluto particolare a mia madre, mia sorella e famiglia, ad Anna mia fedele compagna che amo ed a cui sono sempre stato innamorato e fedele. Vi amo molto, mi mancate tanto. Aiutatemi, ho bisogno del vostro aiuto, aiutatemi a provare la mia innocenza. Aiutatemi a tornare in Italia». Benedetto Cipriani
«Vi ringrazio per il vs aiuto ed interesse nella mia vicenda. Vi prego solo di non lasciarmi solo a combattere questa immane battaglia per la mia vita. Sono stato vittima di un disegno ben preciso e persecutivo già dalle prime battute della mia vicenda. Le dichiarazioni accusatorie delle carte estradizionali non esistevano ecco perchè le rogatorie non furono permesse. I prof. Gaito e Furfaro vi potranno dire delle mie vicende. Adesso sono qui estradato per la "ragion di stato". Vi può essere un giusto processo dove i membri di una giuria sono stati bombardati in continuazione con "il mafioso venuto dall'Italia". E' una guerra razziale. Italiano e mafioso! Ho un intero stato contro di me. Vengo trattato come se fossi un boss mafioso. Non mi fanno parlare con la mia famiglia. I miei avvocati si stanno impegnando ma hanno bisogno di mezzi. E la mia famiglia è finanziariamente dissanguata. Aiutatemi ed aiutatela voi che potete. Spero solo che voi non mi lasciate solo a combattere questa guerra. Le autorità del Connecticut non hanno mai accettato le condizioni del decreto, non mi vogliono far tornare in Italia. Me lo hanno detto appena mi hanno avuto il 13/7. Se io non torno in in Italia in qualsiasi momento vi può essere una revisione e l'applicazione della pena di morte. Aiutate la mia famiglia con una campagna di aiuti. Ufficialmente tramite voi tutti faccio formale richiesta che io voglio tornare in Italia, chiedo quindi l'applicazione delle condizioni imposte dal decreto Castelli. Un saluto particolare a mia madre, mia sorella e famiglia, ad Anna mia fedele compagna che amo ed a cui sono sempre stato innamorato e fedele. Vi amo molto, mi mancate tanto. Aiutatemi, ho bisogno del vostro aiuto, aiutatemi a provare la mia innocenza. Aiutatemi a tornare in Italia». Benedetto Cipriani


