Thursday, March 02, 2006

Al-Qaseltzer (per digerire la guerra totale)

Secondo il Jerusalem Post, il presidente dell'ANP Mahmoud Abbas avrebbe dichiarato oggi al quotidiano arabo el-Hayat di disporre di prove che cellule di al-Qaida si sono infiltrate e stanno operando nel West Bank e a Gaza. "Sono molto preoccupato di questo fatto" avrebbe detto Abbas. "Se riescono ad infiltrarsi in questo modo e se nessuno li controlla il risultato potrebbe essere disastroso per l'intera regione. Le ultime informazioni che ho ricevuto su questo fatto è di tre giorni fa, ma ancora non siamo riusciti a mettere le mani sugli operativi". Il pezzo del Jerusalem Post prosegue poi alludendo ai sospetti legami tra le "cellule" di cui sopra e - sorpresona - la primula rossa, il solito immancabile, immarcescibile, incommensurabile al-Zarqawi! La notizia delle cellule in Cisgiordania non stupisce più di tanto, posto che al-Qaida non è la banda Bassotti, ma un'ideologia, un'idea con relativo codice di comportamento, che può essere abbracciata da chicchessia, per ciò stesso capace di mettersi in contatto con altre consimili formazioni ovunque nel mondo. Sicchè se Abbas guardasse sul pianerottolo di casa sua, gli sarebbe assai facile trovare cellule nascenti di al-Qaida anche lì. Evidentemente il presidente dell'ANP - che avrebbe da occuparsi assai più costruttivamente dei problemi di legittimazione dell'Autorità Palestinese successivamente alle elezioni che hanno consacrato l'ascesa di Hamas al potere - non ha trovato nulla di meglio che amplificare un messaggio inutile e fornire ulteriore combustibile ai più accesi propugnatori della "guerra dei mondi". Complimentoni Abbas! I vertici dell'esercito israeliano non aspettavano altro, speriamo che questo valga almeno a farti restituire da Israele i danari necessari per pagare alle forze di polizia palestinesi gli stipendi del mese.

4 comments:

Anonymous said...

mandiamogli il gabibbo.
controc@nto

pipistro said...

«Il premier israeliano Olmert ha ordinato il “pugno di ferro” in Cisgiordania e Gaza “per reprimere” il terrorismo. Il presidente dell’Anp, Abu Mazen, ha denunciato l’infiltrazione di al Qaida nei Territori. Oggi una delegazione di Hamas incontra a Mosca il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov». Il Foglio

Sick said...

Mi sfugge il senso di questo post. Se Abu Mazen ha degli elementi che fanno pensare ad una possibile infiltrazione di Al-Qaida nei territori, dovrebbe tenere il tutto nascosto? Del resto la questione israelo-palestinese è una delle ragioni d'essere di Al-Qaida. Sarebbe alquanto strano che dopo aver compiuto attentati in varie parti del mondo, anche in occidente, Al-Qaida non cerchi di occuparsi anche d'Israele.

pipistro said...

Credo che non sia per nulla costruttivo limitare l'idea di al-Qaeda ad un fenomeno "associativo" eventualmente localizzato (in Palestina o altrove). Il farlo, da un lato fornisce un alibi per sparare sul mucchio, dall'altro non consente di andare alla radice del problema. E' intuitivo che oggi chiunque abbracci una certa ideologia è in grado di ottenere - via rete e telecomunicazioni - l'accredito, il viatico e l'appoggio di chiunque, dall'altra parte del mondo, trovi vantaggioso enfatizzare il proprio limitato potere usufruendo così della amplificazione, quasi esclusivamente mediatica, del proprio raggio d'azione. Sotto questo aspetto gli si fa un piacere e viceversa si perdono di vista i motivi per cui la "base", l'ideologia, attecchisce. E conseguentemente si trascurano i modi per contrastarne il nascere e lo sviluppo. Non si combatte una ideologia con i missili, anzi, in quel modo le si forniscono linfa vitale e manovalanza disperata. L'exploit di Mahmoud Abbas sembra, in questo senso, superficiale e straordinariamente indulgente verso una visione semplicistica del (reale) pericolo costituito dalla diffusione a macchia d'olio di una idea non connaturata al problema palestinese e per converso strumentalizzata da chiunque abbia in animo di nutrire e sviluppare una disastrosa esplosione islamica.