Monday, September 29, 2008

Free Gaza by air

Famagusta Gazette, 27 settembre 2008. "Un gruppo di attivisti dichiara che ha dovuto rinviare un viaggio in mare inteso a sfidare il blocco della Striscia di Gaza per la seconda volta, trasportando aiuti per i palestinesi. Circa venti attivisti dovevano partire mercoledì (24 settembre) da Cipro per Gaza". I motivi del rinvio non vengono riferiti dalla Gazzetta di Famagosta, probabilmente si tratta dell'inclemenza del tempo e del mare al largo di Cipro, ma anche ed assai verosimilmente delle pressioni esercitate su chi avrebbe dovuto o potuto noleggiare una imbarcazione adeguata al Free Gaza, questione che era stata viceversa sottolineata dal Movimento in un messaggio, inequivocabile, del giorno prima: "Questa settimana, in ventidue ci siamo recati a Cipro per adempiere alla nostra promessa di ritornare a Gaza. Poiché le nostre barche originali non erano adatte per questo viaggio abbiamo cercato di noleggiare o comprare una barca più robusta. Purtroppo tutte le volte che abbiamo pensato di raggiungere un accordo con un proprietario, l'intesa si è arenata, in parte - crediamo - per pressioni esterne. Benché sia stata una decisione difficile, abbiamo preferito posticipare temporaneamente il viaggio".

Tanto precisato in un commento in calce al laconico comunicato della Famagusta Gazette, abbiamo sollecitato una risposta e una conferma da parte cipriota, chiedendo se è vero che il Movimento [Free Gaza] non è stato in grado di trovare qualcuno che noleggiasse loro un'imbarcazione ed ipotizzando che non è difficile immaginare la provenienza delle operazioni di lobbying indirizzate contro agli attivisti (ricordiamo in proposito la spedizione abortita del Sol Phryne, la nave in partenza per Gaza e sabotata a Cipro venti anni fa, una vergogna).

E allora cos'è il Boeing raffigurato qui sopra? Non è difficile immaginarlo, è un auspicio e un contributo personale alle parole del Free Gaza Movement, ma anche il sogno di un futuro e pacifico volo di linea da Cipro (o altrove) per la Striscia di Gaza, in terra di Palestina, finalmente libera. ("From Sunday, October 5 to Friday, October 17, Free Gaza representatives Dr. Paul Larudee, Greta Berlin, Dr. Hesham Alalusi and Tom Nelson will be traveling to destinations throughout the Middle East to meet with individuals and groups interested in learning more about and supporting our efforts. We are available for meetings, speaking engagements and interviews. We will also be offering the historic boats themselves for sale to buyers who wish them to become a monument, so that the funds can be used for larger, faster vessels, and possibly even an aircraft").
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Thursday, September 25, 2008

Nucleare iraniano, show must go on

L'ultimo rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, destinato al Board of Governors e quindi mantenuto ufficialmente riservato fino al 22 settembre scorso, è stato altrettanto ufficialmente diffuso in rete, intestato IAEA e in formato pdf, sin dalla data riportata nel documento, 15 settembre 2008. Niente di male. I soliti noti godono evidentemente di un canale privilegiato che consente di sbeffeggiare la pretesa riservatezza dell'Agenzia. Sia quel che sia, il 22 settembre la IAEA ha diffuso la relazione introduttiva del Direttore Mohammed ElBaradei (nella foto) al Board of Governors. Il video e la relazione introduttiva sono sul sito dell'Agenzia. Di seguito uno stralcio minimo sulla situazione del nucleare iraniano. Nulla di nuovo, ma lo strepito dei media internazionali degli ultimi giorni impone almeno di sapere che si tratta di strepito inutile.

"L'Agenzia ha potuto proseguire nella verifica dell'inesistenza di deviazioni dall'uso dichiarato del materiale nucleare in Iran. Purtroppo l'Agenzia non ha potuto fare progressi sostanziali sugli alleged studies e sulle relative questioni pertinenti alle possibili dimensioni militari del programma nucleare iraniano. Queste rimangono motivo di seria preoccupazione. Sottolineo che l'Agenzia non ha rinvenuto alcun uso attuale di materiale nucleare in relazione agli alleged studies, né ha alcuna informazione - a parte l'uranium metal document - su attuali piani o costruzioni in Iran di componenti materiali nucleari di un'arma atomica. Contro le decisioni del Consiglio di Sicurezza, l'Iran non ha sospeso le attività relative all'arricchimento dell'uranio. Di nuovo sollecito l'Iran a dimostrare piena trasparenza e ad eseguire tutte le misure richieste per costruire la fiducia nella natura esclusivamente pacifica del suo programma nucleare il più presto possibile. Sono passati sei anni da quando abbiamo cominciato un intenso lavoro per chiarire le attività nucleari iraniane. E' nell'interesse di tutti che si possa raggiungere piena chiarezza prima possibile".

(Sull'uranium metal document, v. su questo blog Nuclear Clowning)

Questo quanto risulta nel video diffuso dall'Agenzia Internazionale sull'Energia Atomica. Il testo completo della dichiarazione introduttiva riporta tuttavia, fra l'altro, una non nuova ed interessante precisazione da parte iraniana sui cosiddetti alleged studies, che - occorre ricordare - consisterebbero in documentazione elettronica estrapolata da un personal computer di provenienza quantomeno incerta. Per la precisione sarebbero il frutto della fornitura di un laptop pervenuto agli USA nel 2004 da una fonte mantenuta anonima, che, a sua volta l'avrebbe ricevuto da altro anonimo probabilmente deceduto. (Cfr. New York Times, 13 novembre 2005. "A Laptop's Contents - American officials have said little in their briefings about the origins of the laptop, other than that they obtained it in mid-2004 from a source in Iran who they said had received it from a second person, now believed to be dead. Foreign officials who have reviewed the intelligence speculate that the laptop was used by someone who worked in the Iranian nuclear program or stole information from it").

(Su altri documenti segreti asseritamente trovati in fantomatici laptop, v. su questo blog Nucleare iraniano, ogni occasione è buona e Ancora sul "Nuclear Ring")

Bisogna annotare, al riguardo, che non gioca certo a favore della congruità e genuinità della documentazione e delle accuse di USA & Co. un imbarazzante precedente: l'indegno accrocchio costituito dall'italica confezione e americana diffusione di documenti fasulli sull'inesistente fornitura di uranio del Niger all'Iraq di Saddam Hussein. Una bufala assodata e vergognosa sulla quale le iniziative giudiziarie stentano (quantomeno in Italia) a trovare la via della pubblica notizia, ma che non impedì a George W. Bush di farne uso per sollecitare la sua campagna iraqena.

Con queste premesse sulla sospetta provenienza e manifattura degli alleged studies, sembrano sacrosante le puntualizzazioni di parte iraniana, riferite dal Direttore dell'AIEA nel testo completo della sua dichiarazione introduttiva (parte non riportata nel riassunto video anch'esso diffuso sul sito dell'Agenzia). L'ultima osservazione e l'invito di ElBaradei - che trascrivo di seguito - rasentano il surreale. Non solo è sospetta la provenienza di tale documentazione, ma il medesimo libello nucleare non viene concretamente fornito all'Iran, da cui si pretendono, viceversa, concrete prove della sua infondatezza. Meglio: prove ulteriori rispetto al fatto che l'Agenzia per l'Energia Atomica non ha trovato traccia di materiali o attività connessi alla documentazione virtuale in questione.

"Benchè abbia riconosciuto che alcune informazioni nella documentazione di cui si tratta, inclusi i nomi di persone e organizzazioni, siano corrette, l'Iran ha ribadito che tutti i documenti sono costruiti o falsificati. L'Iran ha pure dichiarato di non aver compiuto alcuna delle attività descritte negli alleged studies ed ha reiterato la sua richiesta di ottenere gli originali, o almeno le copie, della documentazione. Chiedo agli stati membri che hanno fornito all'AIEA la documentazione relativa agli alleged studies che l'Agenzia venga autorizzata a condividere [tale documentazione] con l'Iran".

Poco male. I consueti untori nazionali ed internazionali, che non si vergognano di condire le loro dichiarazioni con slogan fasulli (ieri fu così per l'Iraq di Saddam Hussein e oggi con maggior protervia in funzione anti iraniana), non hanno bisogno di documentazione, né di prove. Dimenticheremo ancora una volta che chi mente in generale non è nulla più di un bugiardo, ma chi mentendo provoca sofferenze e morte per milioni di persone è un criminale?
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Wednesday, September 17, 2008

Free Gaza: ferito Vittorio Arrigoni

Anche il crimine ha le sue gerarchie ed evidentemente i più generali crimini contro l'umanità - che consistono nell'umiliare, maltrattare, annichilire, affamare un intero popolo - sono compatibili con le operazioni da teppisti. Del resto i più volonterosi tirapiedi delle violenze di stato e di regime hanno poi affermato di essere semplici esecutori di ordini. E per essi ha ben motivo di esistere nell'immaginario collettivo l'inferno degli inetti, non più leggero di quello riservato a chi decide e a chi mentendo si adegua.

From Ramzi Kysia to gazafriends - date Tue, Sep 16, 2008 at 11:44 PM - FOR IMMEDIATE RELEASE - ITALIAN HUMAN RIGHTS MONITOR INJURED BY ISRAELI NAVY OFF GAZA COAST GAZA STRIP (17 September 2008) - "An Italian human rights worker with the Free Gaza Movement and International Solidarity Movement was injured today by the Israeli navy while monitoring human rights abuses against Palestinian fishermen off the coast of the Gaza Strip. Vittorio Arrigoni was hit by flying glass when the Israeli navy used a high-power water cannon against the unarmed boats
[nella foto]. The water canon smashed the glass surrounding the steering section of the boat, with shards lacerating Arrigoni's back. He was taken to hospital immediately upon reaching shore, requiring stitches...". (Video su YouTube)

"Gaza, martedì 16 settembre - Siamo in mare con i pescatori palestinesi. Una nave israeliana, più grande del solito, ci ha investiti con un getto d'acqua potentissimo che ha distrutto i vetri della cabina da cui stavo guidando la barca. Fortunatamente, mi sono girato in tempo, ma non ho potuto evitare che la mia schiena fosse colpita e ferita da parecchi pezzi di vetro. Un ulterioriore gesto di aggressione mentre i pescatori e i due internazionali a bordo stavano solamente pescando". Vittorio Arrigoni (su Infopal)

Articolo su palsolidarity (International Solidarity Movement)

Solo pochi giorni fa Vittorio annotava su Guerrillaradio l'ennesimo, episodio di gratuita violenza della marina israeliana sui pescatori di Gaza: "Lunedì 10 settembre, alle ore 17 circa, a meno di 6 miglia dalle coste di Gaza, in acque palestinesi, una nave da guerra israeliana si è volutamente lanciata ad alta velocità contro uno dei nostri pescherecci, quel giorno a pesca senza internazionali a bordo. L'impatto è stato devastante per il fragile peschereccio palestinese (come documentano i danni visibili nel filmato), la nave militare israelina è andata a sbattare sul fianco del peschereccio, letteralmente passandoci sopra e rimpiombando in mare dalla parte opposta. Visibili sulla prua i segni scavati dal legno delle turbine del motore della nave israeliana [v. foto]. Fortunatamente, il peschereccio stava pescando e quindi era ben assestato in acqua, altrimenti si sarebbe ribaltato conducendo a morte certa tutto l'equipaggio. Ancora più fortunatamente, tutti i membri dell'equipaggio si trovavano a poppa, intenti a cucinare per il pasto che interrompe il digiuno del Ramadan, qui alle 18 pm. circa. Sfortunatamente, il danno per il proprietario del peschereccio ammonta a più di 50 mila dollari, e impossibili sono riparazioni in tempi brevi, dato che nella Gaza sotto assedio non si trovano i materiali necessari. L'unico ferito per questo folle attacco terroristico, secondo fonti militari a Tel Aviv, è proprio un soldato israeliano, dato che la manovra suicida della nave da guerra ha seriamente rischiato la vita anche al suo di equipaggio". (Video su YouTube) (Articolo su freegaza.org)

Su palsolidarity un altro episodio (del 1° settembre).
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Tuesday, September 09, 2008

Bil'in, ferita attivista italiana

Ramallah, 5 settembre 2008 - WAFA Palestine News Agency riferisce che, secondo testimoni, "una attivista italiana per la pace è stata ferita venerdì da soldati israeliani a Bil'in durante una delle manifestazioni di protesta contro il Muro" imposto da Israele in Cisgiordania. I testimoni avrebbero dichiarato che i soldati hanno attaccato la manifestazione settimanale contro la costruzione del "muro della vergogna", che inghiotte la maggior parte della terra intorno al villaggio. Il Comitato Popolare contro il Muro dell'Apartheid ha dichiarato alla stampa che i soldati israeliani hanno aperto il fuoco, gettando bombolette di gas lacrimogeno contro i manifestanti e "ferendo al collo una attivista italiana con un proiettile rivestito di gomma", mentre altri manifestanti venivano soffocati dal gas. La manifestazione, pacifica, riuniva attivisti internazionali e israeliani con palestinesi in occasione del primo anniversario della decisione dell'Alta Corte israeliana di abbattere il muro nel villaggio di Bil'in a ovest di Ramallah. L'International Middle East Media Center precisa che secondo fonti mediche l'attivista ferita si chiamerebbe Frederica [così nel testo] e che le sue ferite sono state descritte come moderate. La notizia è riportata anche da Maan News. Neanche un cenno - per quanto risulti - sui principali media italiani. Già nell'ottobre scorso un altro attivista italiano era stato ferito allo stesso modo, sempre a Bil'in, in modo non grave, perchè colpito da un proiettile di gomma.

Monday, September 01, 2008

Free Gaza, a pesca con le bombe

Gaza, 1° settembre 2008, ore 9:45: "Imbarcazioni della marina israeliana sparano alle barche da pesca disarmate e agli attivisti per i diritti umani". Per maggiori informazioni contattate (at sea, off Gaza coast) Vittorio Arrigoni, +972 598 826 516 - (at sea, off Gaza coast) Donna Wallach, +972598 836 420 - (Cyprus) Greta Berlin, +357 99 081 767 / iristulip@gmail.com - (Cyprus) Osama Qashoo, +357 97 793 595 - "Alle 9:45 è giunta notizia che parecchi natanti della marina israeliana stanno sparando ad una barca da pesca palestinese con sei attivisti per la pace del movimento Free Gaza a bordo. Gli attivisti hanno chiamato dalla barca. E' stato riferito che i colpi erano udibili da Cipro. La barca era uscita a pesca stamattina all'alba, i passeggeri sono disarmati e si trovano nelle acque di Gaza. Gli attivisti a bordo sono George, dalla Grecia, Donna e Darlene (USA), Adam dalla Danimarca, Andrew dalla Scozia e Vik dall'Italia. Informate le vostre ambasciate, notizie a seguire".

Resoconto di Vittorio Arrigoni sulla sparatoria israeliana: "Quando siamo arrivati ad una distanza, stimata dal capitano della nostra barca da pesca, di sette miglia dalla costa, abbiamo gettato le reti e abbiamo iniziato a pescare, le navi da guerra israeliane si sono affrettate a raggiungere la nostra posizione. Una delle navi si è sistemata ad una distanza di meno di duecento metri dal fianco della nostra barca da pesca, ha aperto il fuoco nella nostra direzione almeno quattro volte durante il giorno. Era fuoco di intimidazione diretto in acqua, ma alcune raffiche hanno quasi toccato lo scafo della nostra barca. Una cannonata ci ha quasi raggiunto. Cercare un contatto via radio è stato inutile. I soldati sulla nave da guerra israeliana ordinavano l'evacuazione dell'area usando un megafono. E dopo sparavano. Qualche volta sparavano prima dell'ordine. Una volta hanno sparato alle nostre reti e hanno cercato di danneggiarle navigando in quella direzione. Purtroppo il nostro grosso errore è stato di non avere una macchina fotografica, né una telecamera che, con megafoni usati al loro stesso modo, considero essenziali per la nostra prossima battuta di pesca. Malgrado le intimidazioni la pesca è stata ricca e proficua, abbiamo issato a bordo una quantità di pesce dieci volte maggiore della norma per i pescatori palestinesi".