Sunday, November 12, 2006

Veto

Ancora una volta gli USA hanno espresso il veto a una risoluzione ONU di condanna nei confronti di Israele. "...Tra le richieste c'era anche quella alla comunità internazionale di fare passi per stabilizzare la situazione, riavviare il processo di pace in Medio Oriente e considerare «la possibile istituzione di un meccanismo internazionale» per la protezione dei civili". Orrore! Orrore! Una forza di interposizione internazionale, magari imparziale, che presentasse chiaramente al mondo il quadro della ingiustificabile pulizia dei "residui" arabi dal sacro suolo! Meglio affidarsi alle interessate pedine americane della Lobby, ai Bolton della situazione. Ai meschini propagandaroli europei, alle mezze figure del filosionismo e al mito che ha consentito per sessant'anni a Israele di calpestare i diritti, la proprietà, l'esistenza stessa della minoranza palestinese sotto occupazione. Minoranza che non resterà tale, poichè anche i più ottusi rappresentanti sionisti (ma non i rabbiosi propagandisti da quattro soldi) sanno di avere a che fare con un corpo ebraico allo stremo, minato da una "malattia" irreversibile, quella demografica.

La malafede di John Bolton, ambasciatore USA all'ONU, nell'esprimere il veto americano a favore di Israele è poi al di sopra di ogni sospetto. Cioè è certa. Bolton è peraltro uno dei più ambigui figuri emessi negli ultimi decenni dall'amministrazione americana, non a caso è stato insediato da Bush Jr nell'istituzione ONU, organismo dallo stesso Bolton da sempre disprezzato come inutile, anzi, inesistente. Questo personaggio ha dato il suo supporto alla guerra nel Vietnam ma non vi ha partecipato per dichiarata paura. Ha accusato falsamente Cuba di esportazione di tecnologia relativa ad armi biologiche e ha partecipato alla diffusione delle menzogne USA sulle inesistenti armi di distruzione di massa iraqene. Ha spinto - inutile dirlo - per l'invasione dell'Iraq. Ha accusato l'Iran di mentire sulle caratteristiche dei suoi impianti nuclari e sull'arricchimento dell'uranio ed ha fatto compilare tramite suoi degni collaboratori un rapporto poi sbugiardato dalla IAEA, ha condotto l'opposizione dell'amministrazione Bush alla Corte Penale Internazionale, facendo pressione su molti Paesi perchè firmassero accordi bilaterali per esentare gli USA da ogni possibile accusa da parte della medesima Corte Penale Internazionale. E' uno dei membri del PNAC, il folle progetto neocons per il "Nuovo Secolo Americano". Appunto neoconservatore e filoisraeliano, si è dato da fare per quasi trent'anni nel cercare di indebolire l'ONU in favore di una politica aggressiva di Israele. Lo ZOA (Zionist Organization of America) ne parla come di "uno dei più sinceri amici di Israele del mondo" e gli ha conferito nel 2005 l'annuale "Defender of Israel" Award. Appoggiato e confortato dalla lobby ebraica in tutto e per tutto ("Bolton received strong support from major Jewish organizations during last year's confirmation hearings, and these same organizations are gearing up to mount a strong pro-Bolton lobbying campaign this time around. Among the Jewish groups that supported Bolton during the first hearings were the Anti-Defamation League (ADL), American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), B'nai B'rith International, the Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations, and the Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA)"). Non stupisce che questo signore abbia espresso anche oggi per conto dell'amministrazione USA il veto ad una risoluzione che riconoscesse e condannasse l'ennesimo massacro israeliano.

E siamo qui a discutere di nulla, nulla che abbia veramente a che fare con la natura della tragedia di una terra martoriata. Di un percorso che da decenni sfugge di mano ai suoi stessi protagonisti, i popoli di Israele e di Palestina. Ogni presunto "processo" di pace è stato minato o annichilito negli anni da una pesante zavorra, costituita da una serie di patologie, intrecciate e a volte interdipendenti, quali, per citarne alcune: -- dichiarato disprezzo da parte dell’establishment israeliano dello spirito degli accordi (p. es. Oslo), del diritto internazionale (risoluzioni ONU, pareri Corte Internazionale dell'Aja), spesso della minima etica del comportamento (provocazioni, assassini mirati, umiliazione dei civili, stragi di civili passate per "effetti collaterali" ed "errori"); -- perpetuazione di una posizione privilegiata di Israele, servo o padrone della superpotenza che per interesse lo foraggia (lobby, forniture di armi, veto in sede ONU) e che in ogni caso gli comunica il medesimo delirio di onnipotenza; -- sanguinoso mantenimento da parte di Israele dello status carpito e nutrito spesso da un indifendibile razzismo (Lieberman), da una patologica ansia espansionistica (da Ben Gurion in poi, colonie, avamposti, Golan, Shebaa), e qualche volta da un ingiustificabile fanatismo religioso (Hebron); -- riconoscimento da parte dell’Europa, di un “bonus” allo Stato ebraico, esclusivamente poggiato sugli orrori dell’olocausto e conseguente acritica condiscendenza verso l’azione di Israele sotto la perenne minaccia di accuse di antisemitismo (lobby); -- assodata incapacità da parte della gente palestinese di esprimere una organizzazione sufficientemente compatta, perché effettivamente rappresentativa degli interessi del suo popolo o in alternativa abbastanza determinata da condurre a suo tempo una efficace resistenza armata nei confronti dell’esercito di occupazione; -- incapacità, corruzione o mancanza di volontà, cultura ed interesse da parte della dirigenza palestinese; -- depauperamento delle risorse palestinesi, furto dell'acqua, furto di (ulteriori) terre, abbattimento di alberi, isolamento internazionale (commercio), imposti da parte israeliana; -- incapacità o impossibilità per la gente palestinese di sfruttare il profilo mediatico, da sempre sapientemente orchestrato dal suo antagonista con il determinante e non disinteressato appoggio del suo potentissimo nume protettore (USA).

Al popolo di Israele (non al suo esercito o ai suoi dirigenti guerrafondai o ai suoi sostenitori fondamentalisti) e al popolo palestinese sarebbe toccato decidere se questi fattori potessero essere nonostante tutto il focolaio di un’infezione curabile. O una metastasi.

3 comments:

Idduh iddah said...
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Anticommunist said...
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Anticommunist said...

Cos'è sta storia? Ahò, nessuno commenta mai nulla in questo blog e quando qualcuno scrive qualcosa lo cancelli??!!?? Ma tu pensa!
Tutti insieme ora: chi non salta un comunista è, èh!