Wednesday, November 02, 2005

Iran, il testo del discorso del presidente Mahmoud Ahmadinejad

Nazila Fathi, dell'ufficio del New York Times di Tehran ha tradotto per il suo giornale il discorso del 26 ottobre 2005 del presidente iraniano Ahmadinejad. Il testo del discorso era stato messo online in persiano dalla Iranian Students News Agency (www.isnagency.com). Le osservazioni tra parentesi quadra sono state aggiunte da N. Fathi. Visto che tutti hanno riportato personali e parziali interpretazioni delle parole di Ahmadinejad, riporto a mia volta di seguito il passo maggiormente incriminato del suo discorso, come sopra tradotto in inglese e pubblicato dal New York Times e, di seguito, la mia traduzione "spannometrica" in italiano. Il testo dell'intero discorso non è assolutamente tenero, ma in questo momento è altrettanto fuori luogo e per qualche verso assolutamente inspiegabile la sortita del presidente iraniano, quanto è inopportuna l'interpretazione radicale data alle sue parole dalla maggior parte della stampa occidentale.
"...Who could believe that one day we could witness the collapse of the Eastern Empire? But we have seen its fall during our lives and it collapsed in such a way that we have to refer to libraries because no trace of it is left. Imam [Khomeini] said Saddam must go and he said he would grow weaker than anyone could imagine. Now you see the man who spoke with such arrogance ten years ago that one would have thought he was immortal, is being tried in his own country in handcuffs and shackles by those who he believed supported him and with whose backing he committed his crimes. Our dear Imam said that the occupying regime must be wiped off the map and this was a very wise statement. We cannot compromise over the issue of Palestine. Is it possible to create a new front in the heart of an old front. This would be a defeat and whoever accepts the legitimacy of this regime [Israel] has in fact, signed the defeat of the Islamic world. Our dear Imam targeted the heart of the world oppressor in his struggle, meaning the occupying regime. I have no doubt that the new wave that has started in Palestine, and we witness it in the Islamic world too, will eliminate this disgraceful stain from the Islamic world. But we must be aware of tricks ...".
"...Chi avrebbe creduto che un giorno avremmo potuto assistere al collasso dell'Impero dell'Est (ndt URSS)? Ma abbiamo visto la sua caduta durante la nostra vita ed è caduto in modo tale che dobbiamo recarci in biblioteca perchè non ne troviamo traccia. L'Imam [Khomeini] disse che Saddam se ne sarebbe dovuto andare e che sarebbe diventato più debole di quanto chiunque avrebbe immaginato. Ora vedete l'uomo che parlava con tale arroganza dieci anni fa che ognuno avrebbe potuto pensare fosse immortale, viene processato nel suo stesso paese in manette e catene da quelli che credeva lo supportassero e con coloro sul cui appoggio aveva commesso i suoi crimini. Il nostro caro Imam disse che il regime occupante sarebbe stato spazzato dalla mappa e questa è stata una dichiarazione molto saggia. Non possiamo accettare compromessi sulla questione palestinese. E' possibile creare un nuovo fronte nel cuore di un vecchio fronte. Questa sarebbe una sconfitta e chiunque accetti la legittimità di questo regime [Israele] ha nei fatti sottoscritto la sconfitta del mondo islamico. Il nostro caro Imam ha colpito il cuore dell'oppressore mondiale in questa battaglia, intendendo il regime occupante. Non ho dubbi che la nuova corrente iniziata in Palestina - e la vediamo pure nel mondo islamico - eliminerà questa macchia disgraziata dal mondo islamico. Ma dobbiamo essere consapevoli dei trucchi ...".

9 comments:

pipistro said...

«Ho sempre desiderato che il popolo iraniano si liberasse dell'orribile regime impostogli. Ma se non hai vissuto in Iran (come penso) non puoi pretendere di conoscere la gente iraniana sulla base di quello che ti mostrano in TV. La maggior parte degli iraniani è al più indifferente nei confronti di Israele e non ha vere opinioni sulla questione. Gli ebrei iraniani sono parte del paese e sono iraniani come chiunque. Se leggi i lavori di Roya Hakakians (ebrea iraniana) vedrai che la cosiddetta "rivoluzione islamica" del 1979 ha avuto supporto anche dagli ebrei iraniani. Quello che Ahmadinejad e i fondamentalisti stanno dicendo e facendo rispetto ad Israele è completamente stupido e non rappresentatitvo del popolo dell'Iran. I media occidentali (e addirittura i media iraniani!) riferiscono che centinaia di migliaia di persone lo hanno sostenuto per le strade ed hanno inneggiato alla distruzione di Israele. Nei fatti l'adesione è stata bassa e in massima parte forzata. Il governo ha obbligato la guardia civile a riempire le strade per la protesta annuale ...».

[commento di Puya, che risponde alle accuse rivolte da un lettore occidentale alla gente iraniana di "lasciar correre" e sopportare in silenzio l'atteggiamento del governo di Tehran] link

Maril said...

Pipistro, posso farti una domanda?
Che opinione hai delle manifestazioni di piazza scatenate dalle minacce ad Israele?
Sto semplicemente cercando di capire...

pipistro said...

Le sciagurate (perchè anche ambigue) dichiarazioni di Ahmadinejad hanno fornito un estemporaneo ed ulteriore pretesto per infiammare una situazione già pilotata in funzione filoamericana (e di riflesso filoisraeliana) da tempo.

La manifestazione è rientrata, a mio avviso e nonostante la partecipazione politicamente eterogenea (per motivi di opportunità), in questo schema ritrito.

Ti copio di seguito quanto già scritto su blogfriends (probabilmente lo hai già letto) e che dovrebbe far riflettere:

1) Il governo di Tehran sta sviluppando per il 2005-2006 un piano di conversione in euro delle transazioni sul petrolio. Considerato il debito pubblico degli USA e il dichiarato progetto di egemonia americano, l'obiettivo di Tehran in proposito costituisce una spina nel fianco della supremazia del dollaro USA sul mercato internazionale del petrolio.
NOTA L'Iraq ha compiuto questo passaggio nel novembre del 2000 e molti hanno pensato (malignacci) che la vera ragione per la quale l'amministrazione Bush & Co. tendesse a piazzare un governo fantoccio in Iraq fosse per farlo ritornare al dollar standard e prevenire un'ulteriore spinta dell'OPEC verso l'euro come valuta standard per le transazioni petrolifere.

2) Israele ha dichiarato esplicitamente che il programma nucleare iraniano raggiungerà presto il punto di non ritorno. Il Generale Aharon Zeevi, capo delle informazioni militari israeliane, ha detto il 12 gennaio 2005, che se nulla sarà fatto, l'Irana sarà in grado di produrre uranio arricchito in sei mesi [...] il che renderebbe possibile produrre la prima bomba atomica tra ora e il 2008. Ha anche sottolineato che l'Iran già possiede un missile, lo SHihab-3, in grado di raggiungere il cuore di Israele.

3) Dato per certo o almeno probabile che non possa essere del tutto rincoglionito, cosa può spingere il presidente iraniano Ahmadinejad a dichiarazioni che - traduzioni ed interpretazioni occidentali a parte - sono comunque suscettibili di cotanto strepito?


Andreotti, intervistato l'altra sera a PAP, giustamente sente puzza di bruciato, più del solito.

Il supporto dei media al clima di odio o perlomeno di sospetto nei confronti dell'Iran è ora scatenato, quasi spudorato.

Una notizia - ovviamente in realtà non verificabile - è guarda caso di poco fa:
Televideo 23.35 Gli ordigni artigianali utilizzati negli ultimi tempi contro le truppe Usa e britanniche in Iraq, provengono dall'Iran, o vengono assemblati sfruttando materiali e tecnologie di origine iraniana. Ne è convinto il generale britannico, Jim Dutton, secondo il quale sono stati "visti movimenti di esplosivi nei pressi della frontiera con l'Iran". Dutton ha precisato,tuttavia, di non essere in grado di dire se il governo di Teheran sia coinvolto nel traffico d'armi.

Qui sotto riporto un timeline degli ultimi due anni (già riassunto altrove, mi sembra anche in questo blog), che dovrebbe essere piuttosto indicativo della pressione in atto. Pressione sull'Iran e pressione generale sul pubblico occidentale.

27 maggio 2003 - Gli USA continuano a fare pressione sull'Iran sostenendo insufficienti le misure prese da questo paese contro il terrorismo.

28 maggio 2003 - Il presidente iraniano Khatami esorta il mondo islamico a prendere distanza dal terrorismo nella riunione dei ministri degli esteri della Conferenza Islamica.

28 maggio 2003 - Il ministro degli esteri russo Ivanov avverte della ripetizione dello schema della aggressione contro l'Iraq nel caso dell'Iran.

31 maggio 2003 - Il ministro della sicurezza USA Condoleeza Rice minaccia azioni contro l'Iran per il suo supposto appoggio al terrorismo, al gruppo Al Qaeda e per il suo programma di sviluppo nucleare.

2 giugno 2003 - Gli iraniani invitano gli USA a partecipare al proprio programma energetico, in modo da allontanare il timore della costruzione di bombe nucleari.

8 giugno 2003 - Teheran dice che proseguirà il proprio pacifico programma nucleare.

12 giugno 2003 - Gli ispettori ONU che hanno visitato gli impianti nucleari in Iran hanno concluso il programma di ispezioni previsto, come comunicato alle autorità del paese.

19 giugno 2003 - Gli USA accusano Teheran di sviluppare un programma segreto di armamento atomico.

30 giugno 2003 - Il presidente iraniano Khatami difende il diritto all'uso pacifico del nucleare e riafferma la disponibilità a firmare il protocollo aggiuntivo sulle ispezioni delle agenzie internazionali.

29 ottobre 2003 - TEHERAN - L'Iran ha reso noto oggi che non intende condividere con gli Stati Uniti le informazioni d'intelligence relative ai membri di al Qaeda detenuti nel paese, e ha liquidato le accuse di Washington secondo cui i combattenti anti-Usa in azione in Iraq passerebbero attraverso i confini iraniani.

21 dicembre 2003 - Mofaz dice che Israele colpirà l'Iran. Israele sta considerando un attacco militare per distruggere il programma nucleare iraniano, ora considerato il nemico numero uno di Tel Aviv.

25 settembre 2003 - WASHINGTON - Ultimatum degli Usa all'Iran, che non vuole abbandonare i suoi programmi di sviluppo nucleare sostenendo che sono soltanto a carattere civile. Il portavoce della Casa Bianca, Scott McClellan, ha detto a Washington che l'Iran ha soltanto 'un' ultima chance' per adeguarsi alle regole internazionali.'In caso contrario - ha aggiunto il portavoce del presidente George W. Bush - credo che dovremo discuterne al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite'.

16 dicembre 2003 - TEHERAN - La guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha detto oggi nel suo primo commento alla cattura dell'ex rais, di essere «felice» che Saddam Hussein sia stato arrestato, e di augurarsi che ora sia la volta del presidente americano George W. Bush e del premier israeliano Ariel Sharon.

7 luglio 2004 - Stati Uniti e Israele sono preoccupati per lo sviluppo missilistico e le presunte armi di distruzione di massa che sarebbero in possesso dell'Iran, afferma oggi il portavoce statunitense della Sicurezza Nazionale, Michael Anton.

18 luglio 2004 - TEHERAN - L'Iran non ha contatti con Al Qaida. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri di Teheran. L'Iran ha definito 'notizie inventate' quelle riportate dal settimanale americano Time secondo cui la commissione d'inchiesta parlamentare sull'11 settembre si appresterebbe a rivelare contatti tra membri di Al Qaida e Teheran. 'A mano a mano che si avvicinano le elezioni Usa, si vedono sempre piu' notizie fabbricate'.

29 agosto 2004 - Teheran conferma che il suo programma nucleare è a scopi civili. Essendo riusciti a far sì che gli USA invadessero e occupassero l'Iraq, Israele ora fa sforzi per istigare l'amministrazione Bush ad occuparsi della minaccia iraniana (This week, a high-ranking Israeli official urged the US "and the rest of the free world" to deal with the "Iranian threat before it is too late").

5 ottobre 2004 - Facendo eco alle dichiarazioni di provenienza israeliana gli USA dichiarano che il programma missilistico iraniano è una seria minaccia per gli interessi del medioriente e degli USA.

19 novembre 2004 - Le accuse odierne di Colin Powell che l'Iran sta cercando di sviluppare un missile nucleare balistico è basata sulle informazione di una singola fonte, ha dichiarato oggi il Washington Post: un ufficiale USA con accesso a materiale assolutamente segreto si dice abbia detto che l'informazione è pervenuta da una fonte interna che ha avvicinato l'intelligence USA all'inizio del mese.
Naturalmente questo ci si poteva aspettare da quando la IAEA è tornata con la conclusione sbagliata e precisamente che l'Iran non sta sviluppando armi nucleari o che non c'è prova che l'Iran stia lavorando ad un programma simile. Il Direttore Generale della IAEA Mohamed El Baradei ha scritto nel suo rapporto agli Stati membri che "tutto il materiale dichiarato dall'Iran è stato controllato e perciò questo materiale non è dedicato ad attività proibite" (come i programmi per gli armamenti).

12 gennaio 2005 - Israele è convinto che a breve termine il programma nucleare iraniano raggiungerà un punto di non ritorno. «Se non si interviene, tra sei mesi l'Iran sarà in grado di produrre uranio arricchito e avrà così la possibilità di fabbricare entro il 2008 la sua prima bomba atomica», ha affermato il 12 gennaio 2005 il generale Abraham Zeevi, capo dell'intelligence militare israeliana; e ha poi sottolineato che l'Iran dispone già di un missile della portata di 1300 km, lo Shihab-3, «in grado di colpire il cuore dello stato di Israele». [Le Monde diplomatique, febbraio 2005]

18 Gennaio 2005 - The New Yorker - Gli Stati Uniti starebbero conducendo, dall'estate scorsa, operazioni militari segrete in Iran per individuare possibili obiettivi nucleari, chimici e missilistici.

20 gennaio 2005 - US Vice President Dick Cheney on Thursday cautioned that Israel may attack Iran in order to eliminate its nuclear threat, a comment Jerusalem interpreted as meant more to prod the international community into action to stop Teheran's nuclear march, than as a warning against Israel.

23 gennaio 2005 - TEHRAN - Information Minister Ali Younesi said on Sunday the recent remarks of US officials regarding the likelihood of attacking Iran are intended to overshadow nuclear negotiations between Iran and Europe, and indicate the launch of a new anti-Iran psychological warfare.

3 febbraio 2005 - VIENNA - Gli iraniani avrebbero ripreso le attivita' di manutenzione degli impianti utilizzabili anche per produrre armi nucleari. Secondo informazioni degli Usa che le hanno trasmesse a Francia, Germania e Gran Bretagna, i tre paesi europei impegnati in trattative sul futuro del nucleare iraniano. Questa ripresa di attivita' potrebbe essere considerata una violazione degli impegni assunti dall'Iran con gli europei di sospendere tutte le attivita' di arricchimento dell'uranio.

23 febbraio 2005 - Mentre in Iraq si preparano le elezioni, in un contesto caratterizzato dall'insicurezza, il ministro della difesa di Baghdad ha accusato l'Iran e la Siria di essere i responsabili delle violenze.

18 marzo 2005 - Teheran - ''Se il prossimo 23 marzo non sarà raggiunto un accordo tra la troika europea e la Repubblica Islamica sulla vicenda nucleare, riprenderemo l’arricchimento dell’uranio'': lo ha detto nel corso di un'intervista a Teheran con l'agenzia iraniana 'Isna' Reza Agha Mohammadi, portavoce del Consiglio superiore di sicurezza nazionale. ''Il nostro diritto a possedere tecnologia nucleare e soprattutto centrifughe per l’arricchimento dell'uranio ... [AKI]

30 marzo 2005 - Il presidente iraniano ha accompagnato i reporter in una visita senza precedenti al complesso nucleare, un tempo segreto, di Natanz. Muhammad Khatami ha fatto dare ai giornalisti un'occhiata all'interno dell'impianto per l'arricchimento dell'uranio che gli Stati Uniti e l'Europa vorrebbero far chiudere. Mercoledì hanno passato tre ore ispezionando l'impianto al centro del contestato programma di sviluppo nucleare.

12 aprile 2005 - [diffusa 13 aprile - NY Times] NY - Spargendo delle fotografie dei siti nucleari iraniani sopra il tavolo da pranzo del ranch di Bush in Texas, lunedì scorso il PM israeliano Sharon ha sollecitato il presidente Bush ad aumentare le pressioni sull'Iran perchè rinunci a tutti gli elementi del suo programma nucleare (così riferito da fonti ufficiali americane e istraeliane). Le stesse fonti hanno riferito che il signor Sharon ha detto che i servizi di intelligence israeliani hanno dimostrato che l'Iran è vicino a "un punto di non ritorno" nell'apprendere come sviluppare un'arma [nucleare].

2 maggio 2005 - TEHERAN - L'Iran ha assicurato oggi di non aver intenzione di riprendere l'arricchimento dell'uranio 'per il momento'.Lo ha annunciato un dirigente del programma nucleare. 'Le nostre discussioni riguardano le istallazioni per la conversione dell'uranio a Ispahan'', ha detto Ali Agha Mohammadi. La Germania oggi ha messo in guardia contro un'eventuale rottura dei negoziati tra l'Iran e l'Ue se Teheran dovesse riprendere il suo programma. [ANSA]

21 maggio 2005 - Washington, 23:08
NUCLEARE:RICE, MONDO NON DEVE TOLLERARE TENTATIVI IRAN ARMARSI
Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice e' tornata a puntare il dito contro l'Iran e i suoi controversi programmi di sviluppo nucleare, affermando che "il mondo non deve tollerare il benche' minimo tentativo iraniano di dotarsi di un'arma atomica". L'intervemto di Rice e' avvenuto durante un convegno dell'Aipac, il Comitato Americano-Israliano per gli Affari Pubblici, ed e' caduto nel bel mezzo di una nuova fase di tensione politica con il regime degli ayatollah, dopo la decisione dell'ultra-conservatore Consiglio dei Guardiani di Teheran di escludere dalle imminenti presidenziali quasi tutti i candidati, a cominciare dalle donne, ammettendovene soltanto sei graditi agli oltranzisti; in proposito gli Usa si sono detti "profondamente preoccupati". Le dichiarazioni del capo della diplomazia statunitense hanno preceduto di due giorni il previsto incontro a Ginevra tra gli emissati dei cosiddetti 'Tre Grandi Europei', Francia, Germania e Gran Bretagna, e quello della Repubblica Islamica, nell'intento di dissuadere quest'ultima dal coltivare ambiazioni di riarmo nucleare. Al riguardo Rice ha confermato che Stati Uniti e Unione Europea stanno lavorando sodo e di concerto per ottenere piena chiarezza sugli intenti iraniani.

danielath said...

insomma la tattica del terrore funziona sempre, il problema che anche questa volta avranno l'appoggio di tutti.

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Maril said...

Ecco, appunto... Hanno proprio l'appoggio di tutti (e a chi darò il mio prossimo voto?? :/)

Faccio un'osservazione, che nella sua tragedia diventa motivo di speranza: gli americani sono sempre più irrequieti nei confronti di questa strana politica egemonica a senso unico, comunque costosissima a tutti i livelli.
E si trovano ad affrontare l'infierire di un uragano dietro l'altro, costosissimi per un'economia gia un po' appassita, con risorse salassate dal militarismo.
Servirà per soffiare verso una inversione di tendenza?

Quanto alla storia dei petrol-euro che soppiantano i petrol-dollari, sa di de ja-vu... Come che si insiste per farla passare per leggenda metropolitana??

pipistro said...

Dal 71 in poi (quando la valuta americana è stata sganciata dal corrispondente contro valore in oro) gli USA hanno stampato moneta accumulando un corrispondente debito nei confronti dei detentori di dollari.
Il dollaro è diventato una vera e propria cambiale (emessa a debito USA), è entrato in abbondanza nelle casse mondiali ed ha mantenuto il proprio potere d'acquisto e credibilità solo perchè sin qui "obbligatoriamente" usato per le transazioni sul petrolio.
Questa cambiale rappresenta oggi un debito USA di circa 40.000 miliardi di dollari nei confronti dei detentori della moneta americana (debito peraltro imponente nei confronti della Cina).
Se improvvisamente questi paesi decidessero di disfarsi dei loro dollari perchè diventati inutili in relazione alla compravendita di petrolio (perchè trattato, per esempio in euro), la moneta americana rischierebbe di ritornare al suo valore reale, molto vicino a quello della ...carta straccia stampata a piacere da trentacinque anni.
In altri termini, per decenni gli USA (e di riflesso le banche in sede di cambio) hanno goduto a dismisura del benessere comprato cedendo cartaccia in cambio di beni e servizi e il venir meno di questo privilegio sarebbe devastante per la loro economia.
Conseguenze e deduzioni a piacere ...

pipistro said...

“...One of the Federal Reserve’s nightmares may begin to unfold in the spring of 2006,” one expert on the subject stated, “when it appears that international buyers will have a choice of buying a barrel of oil for $60 on the NYMEX [New York Mercantile Exchange] and IPE [London’s International Petroleum Exchange] or purchase a barrel of oil for €45 to €50 via the Iranian bourse” (Global Politician, September 2).

The IOB will accelerate the already-existent global trend of shifting foreign currency reserves from dollars to euros would. Thus, “countries switching to euro reserves from dollar reserves would bring down the value of the U.S. currency. Imports would start to cost Americans a lot more …. As countries and businesses converted their dollar assets into euro assets, the U.S. property and stock market bubbles would, without doubt, burst” (The Foundation for the Economics of Sustainability, Nov. 15, 2004).

The impact of a reserve currency switch would be catastrophic for the U.S., according to the Global Politician. The U.S. “would simply have to stop importing” (op. cit.).

If Iran launched its IOB, the U.S. dollar will weaken and the euro strengthen—helping speed up the economic decline of the U.S.

Numerous economists have expressed optimism about Iran’s ambitions, saying that the impact of the Iran oil bourse on the American dollar—and U.S. economy could be worse than Iran launching a “direct nuclear attack”.

link

pipistro said...

Jonathan Cook - Israel's Jewish problem in Tehran (abstract)

http://www.jkcook.net/Articles2/0304.htm#Top

«...There is an interesting problem with selling the "Iran as Nazi Germany" line. If Ahmadinejad really is Hitler, ready to commit genocide against Israel's Jews as soon as he can get his hands on a nuclear weapon, why are some 25,000 Jews living peacefully in Iran and more than reluctant to leave despite repeated enticements from Israel and American Jews?
What is the basis for Israel's dire forecasts -- the ideological scaffolding being erected, presumably, to justify an attack on Iran? Helpfully, as US President George W. Bush defended his Iraq policies last month, he reminded us yet again of the menace Iran supposedly poses: it is "threatening to wipe Israel off the map."
This myth has been endlessly recycled since a translating error was made of a speech Ahmadinejad delivered nearly two years ago. Farsi experts have verified that the Iranian president, far from threatening to destroy Israel, was quoting from an earlier speech by the late Ayatollah Khomeini in which he reassured supporters of the Palestinians that "the Zionist regime in Jerusalem" would "vanish from the page of time."
He was not threatening to exterminate Jews or even Israel. He was comparing Israel's occupation of the Palestinians with other illegitimate systems of rule whose time had passed, including the Shahs who once ruled Iran, apartheid South Africa and the Soviet empire. Nonetheless, this erroneous translation has survived and prospered because Israel and its supporters have exploited it for their own crude propaganda purposes».

pipistro said...

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=30515