domenica, settembre 16, 2007

Sabra e Chatila, 25 anni fa

Nel settembre 1982, con il pretesto di dare la caccia ai “terroristi” palestinesi fuori dai confini di Israele, l’esercito dello stato ebraico invade (nuovamente) il Libano. Le forze israeliane, avvalendosi delle milizie cristiane maronite libanesi, si dirigono a Beirut, dove si trova Arafat con i guerriglieri dell’OLP. Grazie alla mediazione USA, Arafat e i suoi riescono a scappare da Beirut, ma lasciano campo libero alle falangi dei miliziani cristiano-maroniti che, sotto il controllo dell’esercito israeliano, se la prendono con i profughi civili palestinesi nei campi di Sabra e Chatila. Tra il 16 e il 18 settembre, le milizie falangiste cristiano-maronite, con il supporto logistico dell'esercito israeliano, per quaranta ore provvedono al massacro degli abitanti dei campi. L'operazione inizia poco prima del tramonto del 16 settembre, vengono ammazzate, in circa 36 ore, 1700 persone (ma un'inchiesta del giornalista israeliano Amnon Kapeliouk farà ascendere il bilancio delle vittime a 3000 - 3500 persone, mentre la Croce Rossa Internazionale parlerà, in proposito, di ulteriori 1000 "desaparecidos"). Ariel Sharon, allora ministro della difesa, personalmente presente sul luogo dell'eccidio (dal quartiere generale presso l’ambasciata del Kuwait da cui si domina visivamente la zona), ha già fatto circondare la zona e dà ordine di illuminare a giorno i campi per favorire il massacro. Subirà poi – in parte sulla base delle sue stesse dichiarazioni – una specie di processo interno, cioè un’inchiesta affidata ad una commissione israeliana (la Kahan Commission) che attesterà solo la sua responsabilità indiretta per non avere impedito il massacro. Per questo Sharon, il cosiddetto "uomo di pace" di George W. Bush, sporco di sangue e già impunito per altri crimini commessi durante la sua carriera, verrà costretto a dimettersi, ma nulla gli impedirà di riciclarsi fino alla carica di primo ministro (la cosa non stupisce visto che dichiarati terroristi quali Menachem Begin e Yithzak Shamir hanno coperto in Israele la stessa carica). Ancora in tempi recenti, confidando nell’applicazione di una legge belga che consentiva di processare chiunque per crimini di guerra ovunque commessi, i sopravvissuti e i parenti dei palestinesi massacrati a Sabra e Chatila hanno intrapreso un’azione giudiziaria e tentato di far processare Sharon. Ma sotto le pressioni degli USA il parlamento belga ha provveduto a reinterpretare la legge riducendone l'universalità in modo che non la si potesse (più) applicare al caso.

Il primo passo è riuscire a vedere le cose, i fatti, per quello che sono, senza filtri. Questa elementare constatazione non è pacifica. E' come sempre più semplice lasciar correre, scuotere la testa con rassegnazione, pensare che ci siano sicuramente buoni motivi per non fare o per seguire l'onda. Sotto questo profilo la politica degli USA viziata dall'incondizionato appoggio militare e diplomatico ad ogni operazione israeliana da 40 anni a questa parte, ha introdotto un elemento di squilibrio e di ulteriore immoralità nella gestione della politica in Medioriente in generale e della questione israelo palestinese in particolare. Gli stati vassalli (degli USA) e gli aspiranti tali, per interesse o comunque perchè obnubilati dal ricatto, dall'ignoranza e dalla propaganda, sono comunque coinvolti, per via di azione o di omissione, in una china aberrante. Le dichiarazioni tentennanti di chi vede le cose ma preferisce dare un colpo al cerchio e uno alla botte, per paura o per opportunismo, sono tanto criminali quanto le decisioni che vengono così in qualche modo ratificate e fatte proprie. Dall'altra parte, chi resiste storicamente, culturalmente o politicamente, alla violenza e all'arroganza del (militarmente) più forte non può che accumulare odio e volontà di rivalsa pur guardando spesso la propria dirigenza sotto ricatto, costretta alla connivenza e alla collaborazione. La guerra e il terrorismo dei media, le imposizioni, la tacitazione delle voci non allineate, la censura e la disinformazione non fanno che peggiorare il quadro. Nell'abnorme ed innaturale evoluzione di questa situazione, nella incapacità di vedere e nella paura anche il sangue - da chiunque versato - è inutile.
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Per approfondire
http://www.robincmiller.com/pales10.htm
http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/kahan.html
http://www.palestinehistory.com/history/timeline/time1980.htm#tl_1982_3
http://www.indictsharon.net
http://www.geocities.com/indictsharon/Kapeliouk.doc
http://www.zmag.org/content/showarticle.cfm?SectionID=22&ItemID=13787

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